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La fame del ragno

La fame del ragno
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Consegna prevista Ottobre 2022

Samuel è un uomo come tanti, un quieto bibliotecario di mezza età. Il suo matrimonio con Samantha si sta velocemente logorando e lui non è pronto ad affrontare un abbandono, non di nuovo. Non è la prima volta che viene abbandonato, che viene lasciato in balìa di se stesso, delle sue paure, dei suoi ricordi. Lui non può di nuovo trovarsi solo e doversi confrontare con un passato che credeva d’aver rimosso ma che torna a tormentarlo. Non è pronto a ritrovarsi faccia a faccia con il ragno affamato dei suoi ricordi, pronto a divorare la povera mosca intrappolata nella sua ragnatela; lui non ha idea di come liberare la mosca.
Quello che Samuel dovrà affrontare è un viaggio attraverso se stesso, le sue debolezze e il suo passato. Come Dante dovrà attraversare il suo Inferno interiore per poter trovare, finalmente, il Paradiso

Perché ho scritto questo libro?

Questo romanzo nasce da uno sguardo: è lo sguardo di un bambino inascoltato a cui non è mai stato chiesto “scusa” , un bambino a cui è stata strappata via la spensieratezza. Ho scritto questo romanzo perché troppo spesso si crede che i bambini siano sordi e ciechi all’agire degli adulti. Questa storia è per tutti i bambini che non sono stati ascoltati e che hanno dovuto vedere e sentire cose che hanno infranto la loro innocenza e annientato l’infanzia.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Solo quando dormo ricordo d’essere stato bambino.

Ricordo d’essere stato scalzo in quel bagno un po’ sporco.

Ricordo d’aver sentito quei rumori provenire dalla cucina.

D’improvviso divento piccolo piccolo: il bagno è un posto immenso.

Sono piccolo come una formica; il ragno che mi era tanto simpatico è diventato d’un tratto quasi minaccioso, potrebbe divorare anche me se non ci sto attento. Ho paura del ragno ma lui non sembra fare caso a me, è troppo impegnato a gustare la sua preda. Comincio a pensare che il ragno prima o poi finirà di mangiare, passerà un po’ di tempo e poi avrà di nuovo fame; penso che la prossima preda del ragno sarò io. Come posso sfuggire a tutte quelle lunghe zampe? Io, piccolo come sono, posso ingannare il ragno forse. Devo solo stare zitto zitto sperando che Lui non mi noti.

Il rango morirà di fame se non mi mangerà.

Il ragno morirà di certo.

Forse dovrei sfamarlo per farlo sopravvivere?

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Cosa farà quando avrà finito di mangiare la mosca? Dormirà. Provo tanta pena per quella mosca; forse dovrei salvarla. Se cercassi di salvare la mosca però poi il ragno se la prenderebbe subito con me e mi farebbe del male! Forse devo soltanto stare buono buono e lasciare che divori la mosca; è una questione di sopravvivenza no? Si, decisamente farò cosi: lascerò che il ragno mangi la sua mosca.

  • Stefano… ti prego… –

Avrei tanto voluto che la mosca avesse fatto più attenzione.

Un rumore mi fa sobbalzare, mi ricorda quel “ciak!ciak!” che faccio con i piedi quando salto in una pozzanghera bella piena. A quel “ciak!” segue quello che sembra il guaito di un cagnolino ferito; un guaito strozzato e spaventato. Quel rumore è un segnale di allarme, l’ho già sentito molte volte. Piccolo come una formica corro verso la pozza di luce riflessa e metto i piedi nell’acqua lucente e poi mi immergo con tutti i vestiti.

Guardo il ragno.

La mosca non si ribella alla sua stretta.

Se lo volesse potrebbe salvarsi.

Perché la mosca non vuole salvarsi?

È bellissimo nuotare nella pozza di luce, e andare sotto e poi uscire e fare gli zampilli d’acqua con la bocca.

Un altro “ciak!” seguito dal guaito proviene dalla cucina, accompagnato da un respiro un po’ affannoso. Il silenzio all’improvviso. Rumori sottilissimi, il ticchettio dell’orologio quasi li sovrasta.

Un altro “ciak!” e il rumore di una scatola di cartone che cade dal mobile della cucina. Alcuni momenti di silenzio.

Ancora un “ciak!”, ancora un guaito e poi il silenzio.

– mamma perché hai la guancia rossa? – le avevo chiesto l’ultima volta che avevo sentito quel “Ciak! Ciak!”.

– Ho fatto perdere la pazienza a Papà. –

Ho pensato mamma dovesse fare più attenzione alle cose sapendo che Papà è così stanco perché si spacca la schiena per lei e per me, per portare il pane a casa; lui lo dice sempre.

Mica deve essere facile portare il pane a casa insomma!

Papà sta arrivando in bagno, non mi vede mentre nuoto nella pozza di luce. Lui accende la luce del bagno e così la piccola pozza si trasforma in un oceano e mi sento così perso, l’acqua è piena di onde. Vedo me stesso in una versione un po’ più grande nascosto nel box doccia dietro ad un accappatoio verde scuro. Indosso quel bel pigiama celeste che mi avevano regalato i vicini a natale. Il pigiama celeste ha una macchia più scura sui pantaloni.

Accidenti!

Me la sono fatta addosso!

Papà non può mica vedere che me la sono fatta addosso. Sono un uomo io, e gli uomini non se la fanno mica addosso. Il me stesso grande respira piano perché ha paura di essere visto e poi comincia a trattenere il fiato tappandosi la bocca con la mano sinistra e coprendosi con la destra la macchia sui pantaloni.

Mio padre si abbassa la cerniera e comincia ad urinare, poi la chiude di nuovo, si sciacqua il viso e se ne va in camera da letto. Il me stesso più grande controlla che Papà abbia spento la luce e ricomincia a respirare. Furtivamente il me grande attraversa il corridoio fino alla porta della cucina e si siede nuovamente a terra. Ha visto qualcosa di brutto e si dondola un po’ su sé stesso. Vorrebbe tanto entrare in cucina ma non lo farà. Un po’ vorrebbe abbracciare la mamma, ma sono cose che non si fanno. Resiste al desiderio di entrare nella cucina dal quale provengono alcuni singhiozzi e silenziosamente si nasconde in camera sua. L’oceano di luce in cui nuoto si prosciuga e resto sul pavimento arido e buio ad ascoltare dei singhiozzi strozzati nella notte.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Lara Massaccesi
E' nata il 30 Dicembre 1998 a Recanti. Si è laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata. Ha alle spalle una formazione in ambito sociale e sanitario che le ha permesso di avvicinarsi allo studio della psicologia ed approfondirne argomenti da trattare nelle storie che ama scrivere. Ha sempre avuto la passione per la scrittura e la pittura; attraverso entrambe ama indagare il misterioso, travolgente e meraviglioso abisso della psiche umana.
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