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La Leggenda di Cast

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Consegna prevista Novembre 2024
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Una bambina che vive nel mondo reale ne scopre uno fantastico da ragazzina e decide di viverci, chiamata al proprio destino. Farà di tutto per proteggersi, proteggere i suoi nuovi amici e per salvarlo, nella continua lotta tra bene e male.
Riuscirà a vincere tutte le guerre e salvare il suo bel mondo senza morire?

Perché ho scritto questo libro?

Ho la passione per la lettura da quando avevo 4 anni. I fantasy mi sono sempre piaciuti in particolar modo.
A vent’anni mi è presa la vena artistica e ho scritto questo libro, che pubblico solo ora perché credo sia il momento giusto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

L’INIZIO DELLA FINE

C’era una volta una piccola bambina, nata con gli occhi aperti, spalancati sul mondo. Quegli occhi color castagno catturavano ogni cosa e persona che capitasse nella loro traiettoria.

La piccola era il frutto di due persone fantastiche: vitali, combattive, pazienti, volenterose, umili e soprattutto che si amavano, incessantemente, incondizionatamente, nel bene e nel male.

Quelle due persone meravigliose, pur avendo i loro difetti e paure, crebbero la bambina nel nome dell’ Amore e fu così che Occhi di Castagno diventò diversa da tutti coloro che abitavano quel Paese.

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Fino all’età di tre anni, Occhi di Castagno passò gran parte del suo tempo con le sue due nonne: quella materna, con la quale trascorse la maggior parte delle sue giornate e dalla quale imparò cosa fosse la femminilità e l’arte di essere donna, ma conobbe anche la fragilità, l’isteria e la solitudine; mentre con quella paterna, pur non avendo molto tempo a disposizione, imparò tutte le favole più belle, l’arte dell’immaginazione e quella culinaria.

La mente e lo spirito della piccola erano delle spugne che assorbivano qualunque cosa, la rielaboravano e ne facevano tesoro, che veniva custodito gelosamente nel suo profondo. Le domande che la bambina faceva continuamente e la curiosità senza fine che spiccava in lei, erano segno della sua brillantezza. Lei era Luce pura.

Trascorsi i tre anni, Occhi di Castagno iniziò un percorso chiamato Scuola dell’ Obbligo. Non ne era molto entusiasta all’ inizio: non voleva separarsi dal suo bel mondo fatto di amore, serenità e conoscenza; ma soprattutto non voleva lasciare la sua mamma. Ogni mattina era un trauma lasciare la mano di sua madre per entrare in quella stanza comune con gli altri bambini; così la sua Maestra, molto affettuosamente la prendeva in braccio e la conduceva nella sala. Era come una vera principessina agli occhi degli altri, ma in realtà era solo spaventata.

Lì, ai primi anni di Scuola dell’Obbligo, Occhi di Castagno si comportava come se non fosse altro che una cosa da fare per forza, senza troppo entusiasmo e soprattutto continuando a fare ciò che lei si sentiva, tralasciando tutto il resto e ciò che non le interessava. Che fosse una bambina fuori dal comune era ormai comprensibile a tutti: quando lei aveva sonno, si metteva su due sedie attaccate e dormiva; quando non voleva mangiare alla mensa, non lo faceva, piuttosto strillava e piangeva; quando non voleva fare il riposino pomeridiano, stava nella branda ad occhi aperti; quando voleva disegnare, disegnava; quando voleva leggere, leggeva; e quando doveva andare in bagno, ci andava. Occhi di Castagno ascoltava sempre e solo se stessa e faceva ciò che voleva e che le sembrava più giusto per lei.

Terminati i primi tre anni di Scuola dell’Obbligo, iniziavano i successivi cinque. Lì la piccola si scoprì più coraggiosa e pronta ad apprendere qualcosa di nuovo, ma ben presto si trovò di fronte ad un mondo che non si aspettava di trovare: i bambini erano più cattivi con lei, i maestri erano diversi e non poteva fare tutto ciò che le andava. Si ritrovò spiazzata e così, da brava ed educata bambina che era, si adattò a quelle nuove situazioni per poter sopravvivere; quindi iniziò a lasciarsi plagiare, porre dei limiti e attenersi a degli orari imposti da chissà chi.

La vita iniziava a farsi dura per la piccola Occhi di Castagno, ma lei non si lasciava scoraggiare e continuava a fare ciò di cui era più capace: apprendere, conoscere, sapere, per poi rielaborare e farne il suo tesoro. In quegli anni di Scuola dell’Obbligo fu la più brava tra tutti i bambini e ne uscì molto soddisfatta.

Al termine, Occhi di Castagno era già una bambina arrabbiata con le persone che popolavano il mondo e col sistema che adottavano per mandarlo avanti. Quel sentimento non faceva parte della sua natura serena e pacifica, infatti la infastidiva molto, ma non riusciva a respingerlo, poteva solo accantonarlo per un po’.

Iniziarono i successivi tre anni di Scuola dell’Obbligo e Occhi di Castagno era felice e pronta a buttarsi in quella nuova avventura: era entusiasta all’inizio, tutto le sembrava così bello e cominciavano a farsi sentire le prime emozioni dovute alle relazioni con gli altri bambini; ben presto però Occhi di Castagno dovette ricredersi per la seconda volta. Tutte quelle sensazioni e nuove avventure vissute ingenuamente con passione spudorata, non erano altro che l’inizio del baratro per lei: la sua salute, fisica, mentale e spirituale era in grave pericolo.

Comunque Occhi di Castagno riuscì a cavarsela molto bene anche questa volta, mantenendo il suo spirito coraggioso e non lasciandosi persuadere troppo da ciò che la circondava. Era molto forte. Infatti continuava ad apprendere, conoscere e sapere per poi rielaborare e farne il suo tesoro.

Terminati i tre anni, si poneva di fronte a lei la prima grande scelta della vita: decidere il tipo di Scuola dell’Obbligo che avrebbe frequentato negli ultimi, successivi cinque anni. Occhi di Castagno non era più una bambina, iniziava ad essere ragazzina, altalenante tra il bene e il male, in un equilibrio molto precario: essere sopraffatta da ciò che la circondava, oppure essere sempre se stessa senza tener conto degli altri. Non era facile. Soprattutto in quel momento in cui doveva scegliere il resto della sua vita.

Occhi di Castagno ebbe il primo grande crollo che la portò un po’ più avanti sull’orlo del baratro: i suoi genitori. Le sue statue di marmo, i suoi punti di luce e forza, crollavano sotto i suoi occhi spalancati ed increduli: in quella scelta così importante da fare, tutti l’avevano consigliata e cercata di indirizzare; tutti tranne loro. Occhi di Castagno si sentiva persa e sola per la prima volta, senza coloro che sempre l’avevano tenuta per mano.

Tutto sommato la scelta che aveva preso da sola, senza ascoltare nessuno tranne che se stessa, era poi la scelta giusta; ma la delusione e l’incredulità che i suoi genitori l’avessero abbandonata in quel momento così difficile, l’avevano straziata dentro.

Così Occhi di Castagno iniziava l’ultima Scuola dell’Obbligo arrabbiata e delusa, spaventata e sola, ma sempre con l’inesauribile voglia di buttarsi in quella nuova avventura e con la curiosità che le accendeva i begli occhi spalancati sul mondo.

Fu un completo disastro. La povera fanciulla finì nel baratro: prima appesa con le mani salde per non lasciarsi cadere, ma poi la presa cedette e lei iniziò a cadere e sprofondare sempre più giù in quel baratro scuro, umido e melmoso. Gli ultimi cinque anni disintegrarono l’anima di Occhi di Castagno: i sentimenti che non facevano parte della sua natura presero il sopravvento e iniziarono a tormentarla, a tal punto da inibire il suo spirito così forte e mettere a tacere la sua voglia di conoscere, apprendere e sapere; la sua curiosità si spense e con lei la luce che brillava nei suoi occhi.

Occhi di Castagno non esisteva più. Al suo posto c’erano soltanto ombre scure e gelide che tenevano imprigionata la sua anima.

2024-02-21

Aggiornamento

Una giovane donna è chiamata al suo magico destino. C'è la farà a divenire l'Eroina dell'Antica Profezia?

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Dora
Sono cresciuta in un paesino Ligure a pane e pomodoro e libri fantasy, finchè non mi sono ritrovata a sceiverne un paio tutti miei.
Ho deciso di pubblicare dopo anni di perfezionamento,e nella ricerca perpetua, adesso finalmente pubblico!
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