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La parola è impotente

La parola è impotente
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Consegna prevista Dicembre 2022
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Psicologia, sesso, una lotta continua con l’inconscio, narrazione grottesca fanno de Io sono il mago, il sorprendente ritratto di due professionisti incapaci di sopportare qualsiasi forma di fallimento e di riscatto etico. Un diario intimo che analizza indirettamente gli ultimi decenni del costume italiano. Letteratura, poesia, saggistica, umorismo e indagine filosofica, rendono “La parola è impotente”, un opera difficilmente classificabile, discontinua. Un romanzo psicologico giocato sul filo della schizofrenia . Due protagonisti antitetici come risvolti dello stesso carattere umano. Un romanzo che nasce come una contraddizione tra intimità realmente vissute, e fantasie improbabili. Giuliano e Maurizio, due narcisisti, due “Io narranti”, molto diversi per condizione sociale, alternano le loro riflessioni, nella sequenza delle pagine, sulla vita, la morte e soprattutto l’amore(in tutte le sue declinazioni).In attesa dell’imprevedibile finale, quasi surreale. “Nessuno le chiederà il conto”

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché era necessario per te , come un indagine su un delitto, la descrizione trasfigurata delle vite che avresti potuto vivere e che non ti sei accorto di aver vissuto.
La letteratura mi ha aiutato a raccontare menzogne ,e cadute di stile attraverso i ricordi veri o presunti tali dei personaggi. Né bene né male, solo la vita di tutti i giorni , in tutti gli spazi che Giuliano e Maurizio hanno attraversato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

15  ottobre  incontro col mago 

“scusi, ma lei chi è”? È seduto sulla mia amata poltrona di Eames , con i piedi sul grande pouf, ed è vestito elegantemente ma senza leziosità. Le cose giuste al posto giusto, pochette bianca compresa nel taschino del blazer blu scuro, organizzata in maniera da sembrare infilata li, proprio per caso, camicia chiara baguettata , jeans preziosi ma apparentemente low prize, scarpa john lobb nera, lucidissima. Mi guarda come se non fosse sorpreso di vedermi, come se mi aspettasse, ed in effetti anch’io non sono alterato dalla sua presenza nel soggiorno, nella penombra, ma in casa mia . “Forse architetto, mi stava aspettando”?  Sorride con uno sguardo cinematografico, selezionato da qualcun altro, da un regista. “Ma mi vuole dire chi è lei e che ci fa in casa mia”? lo guardo meglio, e la sorpresa è che ha qualcosa di familiare, come se fosse un parente non troppo lontano , Forse un cugino? Mi scusi se mi sono introdotto, e spero di non averla spaventata, ma non mi sembra. “Sa non è la prima volta che vengo a trovarla, anche se Lei non mi ha mai visto , in questi anni. Io le sono stato vicino, ho condiviso con Lei spazi e pensieri, diciamo che ho voluto sincerarmi del suo stato di salute psico-fisica in questi ultimi decenni”.  “Ma che sta dicendo, mi vuole spiegare, la prego”.

” Oggi lei mi vede perché sta vivendo una condizione fisica particolare, prossima alla fine. non è così? si, ma come fa a saperlo, chi glielo ha detto? È forse un clinico amico del prof. Rossi? Niente di tutto questo”.

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Lo guardo e nella penombra la sua fisionomia mi appare sempre più simile, fraterna, quasi. “Mio caro Giuliano, se questo fosse un film, e non lo è purtroppo, io potrei sembrarle la sua Coscienza o forse la Morte con cui giocare a scacchi, ma lei è troppo intelligente per credere a queste sceneggiature riscaldate”. Siamo molto vicini, quasi posso sentire il profumo della pelle di questo intruso, ed è un odore buono, usa Acqua di Parma blu, quello che uso anch’io. “Niente Morte, dunque e niente coscienza che viene a redarguirla in prossimità dell’uscita di scena, ma io so tutto di lei. C’ero nello stanzino quando da bambino, qualcuno cercò di molestarla, ho assistito alle conversazioni fredde  con quella sua giovane fidanzatina prima che abortisse. Quando si è inventato una data finta per una laurea ancora da conseguire, o quando da adolescente le piaceva, ogni tanto, rubacchiare qualcosa senza motivo, e questa abitudine le è rimasta ancora adesso, c’ero quando strappava le cartelle esattoriali, e quando ha preso a sberle qualcuno e soprattutto qualcuna, quando usciva di sera, lasciando la sua fidanzata di allora per andare con la prima puttana sulla strada, e quando usava droghe di ogni tipo, in solitudine”.

“C’ero. Ci sono sempre stato ma non sono mai stato il suo angelo custode, neppure quando stava morendo a undici anni per un errore medico, di peritonite acuta. Io ho sempre apprezzato i suoi eccessi, le sue dannazioni, la sua volontà auto-distruttrice, non sono il Diavolo, ovviamente perché quel demone è già dentro di Lei”. Non riesco a stare in piedi, devo sedermi, mi manca un poco il respiro perché la voce , la sua voce sembra la mia, se dicessi le cose che sta elencando avremmo un effetto perfettamente stereofonico. “Architetto, Giuliano, lei non è mai stato quello che con un enorme sforzo ha cercato di far credere a tutti, e spesso con successo, solo io so esattamente chi è l’architetto dalla Piccola, mi creda. Io conosco quasi tutte le sue bugie, e il peso insopportabile che ha dovuto condividere , io solo l’ho osservata mentre cercava in ogni modo, come l’assassino, di farsi scoprire, di parlare, di confessare”.Sono io, questo signore che ho di fronte a me, sono, un duplicato perfetto, perfino la stessa barba, non un gemello, un altro Giuliano, identico al primo. Comincio ad alterarmi, forse sudo, dopo tanto tempo.

“Mi vuole spiegare, mi vuole dire che cosa ci fa qui, e perché è qui”. “Lei, caro Giuliano è un uomo fortunato perché può specchiarsi , potrà dialogare, ma soltanto oggi con la sua parte oscura, con quella zona dove il libero arbitrio, così umano e così divino da il peggio di sé, dove l’uomo si riappropria delle sue necessità bestiali.

 Il vero contraltare della sua splendida esistenza “pubblica”, esterna, il buio dietro la facciata, ora non si preoccupi niente di terribile , rispetto a tanti altri, solo la polvere contaminata sotto quello splendido tappeto persiano che vuol far credere di essere, e può ed ha ingannato tutti ma non me, ovviamente perché io sono…,Lei è? io sono il Mago, sono l’estensione del suo desiderio, sono il prolungamento del piacere che può portarla, anzi, avrebbe potuto portarla verso altezze difficilmente immaginabili, ma ormai posso solo osservare il suo decadimento, io sono il Mago”.

 “Lei è il Mago, ma che significa, è un’allucinazione da Apotropaicus 1000 , no, architetto mi tocchi pure io esisto ed esisterò finche Lei esisterà. Come ha fatto a fare cose di cui continua a vergognarsi? Pensi ai soldi e tanti, rubati a quella povera amante anziana, oppure alle sue splendide mogli, tradite senza motivo, e consumate. Io le ho dato la possibilità di vivere la barbarie che compensava la sua nobile e noiosa esistenza borghese.

 L’ho salvata dalla vecchiaia sonnolenta, dal mettere la testa a posto, dall’essere credibile fino in fondo, rassicurante, fedele”. Non riesco a credere a quanto sto sentendo, questo clone mi ha dominato senza imporsi per tutta la mia vita. ”Lei, signor Mago può farmi uscire da questo baratro?” sorride e poi ride sguaiatamente, ”ma che sta dicendo. lei adora questo stato di costrizione, questa schizofrenia, questo doversi cambiare dietro l’armadio, come Zorro/Diego de la Vega, ma non c’è nessuna moralità nel suo essere quello che è stato, sul versante positivo padre assente, marito fedifrago, figlio degenere, e già per la sua parte migliore nessuno riesce più a sopportarla, s’immagini se lei raccontasse, quello che le ho appena detto, certo lei sembra molto ricco, ma se dovesse restituire tutto quello che ha rubato, non avrebbe più nulla ,perché lei non paga nulla e nessuno, e che deve molto denaro a tantissime persone, ma ormai di che parliamo?”

“Lei sta per morire e tutto resterà nel pensiero tenero dei suoi cari, chi muore ha sempre ragione, tranne l’assassino conclamato , e lei ha fatto sparire tutte le tracce. IO NON SONO QUESTO, IO HO DOVUTO, PER TUTTA LA VITA HO DOVUTO, mi creda. Ma architetto carissimo non mi dirà che le sono dispiaciuti questi anni, non mi pare che lei abbia mai sofferto , nessuno l’ha mai abbandonata, e un po’ di risentimento e di rancore le è dovuto, visto che non ha mai manifestato nessun sentimento vero nei confronti di nessuno, neppure per sua madre. NON E’ VERO,IO HO CERCATO DI VOLER BENE, CI HO PROVATO, MI CREDA CI HO PROVATO, non si sforzi è inutile se no mi costringe a raccontarle nel dettaglio quei momenti che neppure Lei è riuscito a sopportare, come quando ha tradito ripetutamente in casa sua e nel letto di sua moglie, senza preoccuparsi o emozionarsi, solo per farlo, sporcando lenzuola e camicie, per farle deliberatamente ritrovare, la sua vita è stata vissuta in perfetta solitudine, nessuno c’è mai entrato veramente, lei non lo ha permesso a nessuno perché il suo Ego infinito non l’avrebbe permesso, e c’era sempre un motivo logico per fare del male.

Lei era più ricca, bella, o bello, fortunato o intelligente, educato o di successo, ogni manifestazione poteva determinare una reazione in due fasi: la prima quella lecita poi quella illecita”.

“Ma io ho avuto tutto, soldi, successo, amore, sono stato considerato molto sia in pubblico che in privato perché avrei dovuto andare oltre, come dice lei, perché delinquere psicologicamente? Lo vede, che non riesce ad accettare l’illecito esistenziale che ha determinato, tutto sembra scontato ma non lo è. Tutto è Giuliano Dalla Piccola, buio e sole, e niente, tranne le mie parole, il mio monito affettuoso, resteranno del suo delittuoso passato e presente, lei è solo qui con me l’Uomo Completo che è, e per sua fortuna solo noi due lo conosciamo.

Il Mago, IO, in fondo non sono altro che una sua proiezione e, le sembrerà strano lei mi governa, non mi obbliga a nulla, ma ha il potere di farmi scomparire, come tutte le sue bugie.

Nessuno le chiederà il conto, è tutto passato, è tutto dimenticato nella sua memoria e quella ferita delle sue vittime si stempererà, diventerà pagina bianca al sole, per sua fortuna, ma poi a lei non importa nulla neppure della fortuna. Non è neppure narcisismo distruttivo, soltanto un disturbo della personalità che colpisce quanti sentono di appartenere a una specie diversa e invece sono come tutti gli altri un po’ intuitivi, un po’ cattivi, un po’ romantici, un po’ cinici, aggressivi e dolci qualche volta, con una buona idea almeno ogni anno, capaci di farsi pagare il proprio lavoro, qualche volta perfino affascinanti e seduttivi: gli uomini non sono tutti uguali ma cercano di diventarlo , amano le stesse identiche cose, soldi, fica, successo, in un ordine variegato ma sempre di queste prevedibilità si tratta, tutti i quei pochi che restano sono i Santi o i falliti.

Lei sta dicendo un sacco di cazzate accademiche ,la sento parlare e sembra un testo teatrale imparato a memoria, ma Lei crede che un uomo come me si faccia far fesso di un impostore come lei, uno che si definisce Mago? mi conosce e allora? Conosce alcune cose meno note della mia vita privata, e allora che significa, sa quante persone sarebbero disposte a far carte false per distruggermi, e quante persone potrebbero averle detto, dette. Faccia come crede, caro Architetto, continui a far finta di nulla, e visto che sta morendo è un potere che le rimane, in fondo lei ha un telecomando mentale e può spegnermi o cambiare canale emotivo , in ogni istante, ma non riuscirà a convincersi fino in fondo di non avere visto quello che solo IO ho potuto farle vedere”.

Io sono il mago

sono il mago che ti aspetta,

sono una faccia sospetta.

di me non ci si può fidare,

territorio misterioso:

prendere o lasciare

“Continui ad essere indulgente, e solo con se stesso, gli altri, tutti gli altri ormai non hanno niente a che fare con la sua prossima dipartita, lei scomparirà senza lasciare traccia, ma senza destare sospetti, scomparirà come chiunque, e tranne Lei tutti se ne faranno una ragione. No, lei no perché credeva, ha creduto di essere determinante all’evoluzione della specie e del mondo e invece caro Giuliano, niente resterà del suo sconclusionato narcisismo , niente. Vada fuori, pezzo di merda, esca da questa casa. ma certo, oh  ma certo, ora vado, e non ci vedremo più, anche se mi rendo conto di essere stato fin troppo indulgente con lei, perché alla fine credo che mi sia simpatico , e per questo non ho voluto infierire anche perché il resto lei lo conosce perfettamente, e sono sicuro che non l’ha dimenticato, caro Architetto Giuliano dalla Piccola. Fuori, fuori di qui, certo vado via subito, ma, dimenticavo un’ultima cosa, lei ha passato la vita a cercare di far credere di essere un uomo raffinato, amante dell’avanguardia nelle arti e nelle lettere. Iconoclasta e trasgressivo, un vero precursore dei tempi culturali e sociali , ma sa che le dico alla fine di questa conversazione: lei è vecchio, è un uomo d’altri tempi, è sempre stato vecchio, le piacciono la tradizione, la religione e le classi sociali, l’accademia, e la profonda distinzione tra i sessi, un vecchio  bullo maschilista travestito da futurista, mi ricorda Marinetti , così spericolato nella parabola pubblica ma così borghesuccio dietro la porta di casa. Le piace Marinetti? Mi stia bene architetto, mi stia bene”.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Maurizio De Caro

    “I suoni sono purissimi, risate, sedie che graffiano il pavimento usurato dei bar, lo stridio del tram, le bocche che masticano, i diversi gradi di inquinamento dei veicoli strombazzanti, il suono duro del tabellone elettronico nell’ufficio postale che annuncia il mio turno, quante volte si ripeterà questo rituale?”.

  2. Maurizio De Caro

    “Sono Io l’artefice di questa vita, di questo mio tempo trascorso, sfilacciato e surfistico, amorevole e criminale, geniale e irritante, prossimo all’inedia ma lussuoso di parole e di oggetti.
    Senza morale, senza remore, senza risentimenti. Io sono questa domenica come altre cento, chiusa e senza ossigeno, anzi con una quantità di ossigeno appena appena sufficiente per respirare.”

  3. Maurizio De Caro

    “Siamo dunque smarriti di fronte alla ricerca di un DNA che proietti la genetica nell’antropologia e dunque “Io sono” è tutto, anche se con qualche ragionevole incertezza, oppure meglio “IO ero, io sono stato, io fui”almeno nel passato, tolta la tara dell’interpretazione mnemonica c’è materia di verità, c’è questo Io”.

  4. Maurizio De Caro

    “Tutto si muoveva in una strana percezione tersa, come se l’aria non avesse agenti atmosferici contaminanti , come se la nebbia o la foschia fossero state un’invenzione gaddiana, cui nessuno avrebbe mai creduto, in quel preciso momento, e non faceva freddo. Ma neppure caldo. Ecco una cosa era strana, ma me ne accorsi dopo una buona mezzora di svolazzo: non c’era più nessuno, mi avvicinai per guardare meglio, settanta, sessanta, cinquanta metri dal marciapiede di piazzale Baracca, ma non c’era nessuno, e neppure auto, moto, autobus. Non c’erano più la 90/91niente, solo edifici, solo architettura, ero rimasto solo, l ’ultimo milanese vivente.”

  5. Maurizio De Caro

    “Ho voluto scrivere perché credo di essere capace di far giungere a tutti loro, i miei “cari” qualche residuo di emozione, una traccia di quel sentimento che per qualche periodo abbiamo condiviso, come una religione laica, una forma di addestramento militare utile e proficuo che può sempre servire”.

  6. Maurizio De Caro

    “Io sono quel niente che mi ha generato e non ha impresso alcun rigore alla mia vita, anzi ha trasformato il mio disordine in un merito, la confusione in talento, e il battito delle loro mani, ha nascosto il rumore dell’edificio che piano piano cominciava a scricchiolare, ad andare in rovina ancora prima di essere costruito”.

  7. Maurizio De Caro

    “Nessuno le chiederà il conto, è tutto passato, è tutto dimenticato nella sua memoria e quella ferita delle sue vittime si stempererà, diventerà pagina bianca al sole, per sua fortuna, ma poi a lei non importa nulla neppure della fortuna”.

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Maurizio De Caro
architetto, e teorico dell’architettura, già docente di Estetica
alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Editorialista e Saggista. Giornalista pubblicista
Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Milano
Studia a Milano (Facoltà di Architettura) e Londra (Architectural Association)
Apre in Corso Garibaldi a Milano, la Galleria d’arte contemporanea Multiart.
Attività di saggista con 25 titoli pubblicati da Electa , Fabbri Editore, Lindau e giornalistica per i quotidiani Italiani Corriere della Sera, Il Sole24ore, La Stampa, il Riformista, Affari Italiani.
Membro del CDA del Museo Bagatti Valsecchi di Milano
allestimenti di mostre in Italia: Palazzo Reale, Triennale, Open Space, e all’estero Barcellona Museo Santa Monica, Zurigo Kusthaus
Tra i progetti :
.La metropolitana leggera Cascina Gobba/Ospedale San Raffaele
.Casa Paleari a Portofino
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