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La Terza Rinascita

La Terza Rinascita

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Marzo 2023
Bozze disponibili

Matteo Dei è un uomo inquieto, enigmatico, oscuro. Con un passato in Marina militare, la sua vita prende una direzione inaspettata che lo trascina nel mondo delle speculazioni finanziarie. Nell’arco di pochi anni costruisce un impero economico, ma non è il lusso ciò che gli interessa. Per lui i soldi non sono il fine, ma un mezzo per ottenere la propria vendetta. Dopo aver accuratamente preparato le sue mosse e disposto le proprie pedine seguendo uno schema criptico, assieme alle poche persone di cui si fida, disvelerà lentamente la ragione che ha guidato le sue scelte e le sue azioni per buona parte della sua vita. In una vicenda vorticosa, ricca di colpi di scena, dove si muovono personaggi ambigui, esponenti della criminalità, uomini dei servizi e investigatori privati dai modi spicci, Matteo spiegherà il significato della parola “vendetta”, in un viaggio che passerà dalla distruzione, fino alla rinascita

Perché ho scritto questo libro?

Come molti, ho iniziato a scrivere per il bisogno di raccontare una storia che era già dentro di me. Inizialmente solo un modo per rispondere ad una esigenza personale, senza sapere dove avrei condotto la storia, o meglio, dove la storia avrebbe condotto me. Scrivere inizialmente è un piacere, poi diventa un bisogno. Questo libro è la risposta al mio bisogno di dare qualcosa di mio e, in qualche modo, mettere una parte di me a nudo

ANTEPRIMA NON EDITATA

Era notte nella east coast americana; lo schermo dello smartphone nella stanza buia, rischiarata solo da due schermi collegati al computer acceso, si illuminò nell’appartamento lussuoso e arredato in stile moderno, al 56 di Church Street, nel quartiere Tribeca a Manhattan. Matteo Dei spostò lo sguardo assorto dal computer al telefono per vedere chi lo stesse cercando; in quei giorni aveva ricevuto tantissime telefonate e la maggior parte di queste le aveva semplicemente ignorate. Nello schermo lesse il nome “Sandra”: a questa telefonata doveva assolutamente rispondere: definire Sandra come la sua assistente sarebbe stato limitativo. L’aveva conosciuta anni prima, quando ancora era un Ufficiale della Marina Militare, dove Sandra stava trascorrendo il periodo di ferma volontaria. All’epoca lei svolgeva compiti veramente poco edificanti, cosa di cui non perdeva occasione di lamentarsi, evidenziando un certo lato polemico che di certo non le mancava e che in qualche modo gli ricordava lui stesso. Nel complesso invece a Matteo era sembrata immediatamente una ragazza dotata di personalità e, soprattutto, con una ottima propensione ad inquadrare persone e situazioni, oltre che a risolvere problemi.
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Era rimasto incuriosito e in qualche modo affascinato da quella ragazza minuta ma dai tratti decisi, con occhi scuri color nocciola, particolarmente pungenti quando volevano essere accusatori, e lunghi capelli ricci, incredibilmente difficili da raccogliere secondo le prescrizioni previste per le occasioni in cui vestiva in uniforme, tanto da renderla quasi irriconoscibile quando, pronta per uscire dalla nave vestita con i propri abiti normali, erano sciolti e ricordavano molto una criniera.

Una volta che il lavoro li aveva separati, i due si erano tenuti in contatto: dopo due anni di servizio, lei aveva lasciato la Marina e completato gli studi universitari in Scienze delle comunicazioni con una tesi sulla “comunicazione strategica nelle crisi”; contestualmente Matteo aveva fondato negli Stati Uniti, assieme a Maurizio Randa, la Main Capital, società di gestione di fondi speculativi che in breve si era conquistata una certa fama a Wall Street. Quando aveva intrapreso quella avventura, aveva voluto con sé proprio Sandra e, da quel momento, lei era diventata in tutto e per tutto il suo braccio destro e, probabilmente, l’unica persona di cui si fidasse veramente.

Prese il telefono in mano: «Pronto?» 

«pronto boss, come va?». Il modo in cui lei usava il termine “boss” quando si rivolgeva a Matteo evidenziava un certo grado di confidenza, cosa che lui raramente concedeva alle persone che lavoravano con lui, lasciando tuttavia percepire il rispetto di fondo che legava quei due.   

«ho chiamato anche per farti le condoglianze, mi dispiace molto per tua madre e scusa, immagino che adesso il resto diventi secondario ma…», fece una breve pausa «…se vuoi andare avanti col progetto, il momento è arrivato. Devi rientrare».

Matteo rimase in silenzio per qualche secondo «…grazie Sandra. Certo, non ho cambiato idea, anzi, il progetto lo voglio portare a termine adesso più che mai»;

«lo immaginavo, ti ho preso un biglietto per domani. Parti dal JFK, ti ho appena girato i dettagli via mail»

«Ok, grazie, sempre efficientissima»;

«ancora ti sorprendi? Forse dovrei offendermi» il tono era quello divertito che caratterizzava la recita che spesso i due portavano avanti nelle loro conversazioni, quindi lei aggiunse «Sei sicuro?». Questa volta Matteo rispose di getto per fugare ogni dubbio interpretativo «Sandra sì, sono sicuro. Sto bene, tranquilla»; lei non insistette oltre «ti faccio venire a prendere a Fiumicino»;

«Grazie Sandra, a domani»;

«a domani Matteo, cerca di riposarti».

Matteo premette il tasto per staccare la conversazione, poi diede uno sguardo rapido allo schermo del cellulare: sui loghi di tutte le applicazioni di messaggistica apparivano le notifiche dei molti messaggi non letti. Appoggiò il cellulare accanto alla tastiera e, con la stessa mano prese un bicchiere a base quadrata con dentro due dita di Scotch Whisky invecchiato 25 anni. Di fronte a lui, nello schermo sinistro del computer, una pagina bianca di una mail da scrivere, in quello destro, grafici a candela di titoli azionari; Matteo si appoggiò allo schienale della poltrona. Si ritrovò a pensare che adesso era veramente solo: dopo la morte dei nonni avvenuta anni prima, poco dopo l’ingresso in accademia, ora anche la madre se n’era andata. Era stato da sempre estremamente legato a lei che lo aveva cresciuto da sola. Ciò nonostante, Matteo non le aveva mai raccontato di quel progetto, conscio che lei probabilmente avrebbe fatto di tutto per dissuaderlo. Fino a quando era in vita, la sola idea che prima o poi avrebbe dovuto condividere con lei qualcosa di quelle idee lo preoccupava non poco: aveva lavorato troppo, investito troppo, fatto troppi sacrifici per orientare la propria esistenza su quella cosa e poi correre il rischio di farsi dissuadere dalle capacità di persuasione che lei aveva sempre dimostrato nei suoi confronti.

Pensò che il destino, adesso che tutte le fasi preparatorie erano finite e poteva iniziare veramente a dedicarsi alle questioni operative, gli aveva tolto quest’ultimo ostacolo in maniera davvero amara. Rimaneva poi un sotteso rimorso per essere stato lontano così frequentemente e non aver condiviso con lei molti dei momenti più importanti. 

Matteo prese il bicchiere che aveva di fronte sul tavolo e sorseggiò il proprio Whisky. Ripensò a quella notte di tanti anni prima, quando aveva fatto la scoperta che aveva dato una nuova svolta alla sua vita, portandolo pian piano a quel momento.

Ripensò a quegli anni vissuti attraverso due distinte vite parallele: una, quella pubblica e conosciuta da tutti, l’altra, quella segreta, in cui – mossa dopo mossa – si stava creando le condizioni necessarie per portare avanti quello che inizialmente era stato solo un piano vago e che solo col trascorrere del tempo si era man mano affinato di particolari, come un puzzle il cui disegno si manifesta progressivamente anche all’autore, un pezzo dopo l’altro.

Dall’impianto audio arrivava quella canzone che conosceva da sempre, in cui la voce, calda e graffiante, si prolungava in un urlo implorante che risuonava «Relise me».

Diventato un tutt’uno con la musica, in un rito di catarsi che lo stava lacerando, Matteo sentì gli occhi bagnarsi e, per quanto volesse impedirlo, le lacrime scesero piano sul volto; bevve quello che rimaneva d’un fiato e riempì nuovamente il bicchiere, mentre le parole uscivano da sole «ora si comincia».

L’aereo, un Airbus 380 decollato dal JFK di New York, stava sorvolando l’oceano Atlantico in direzione di Roma. Matteo sedeva nel salottino privato di business class, intento a leggere alcune mail, quando fu avvicinato da una hostess che, sfoggiando un enorme sorriso d’ordinanza, gli chiese se gradisse qualcosa da bere. Lei lo stava osservando con aria lievemente interrogativa: pareva fuori contesto rispetto alla maggior parte degli altri passeggeri di Business, spesso chiaramente riconoscibili come manager in viaggio di lavoro,  mentre quell’uomo, jeans, t-shirt con su scritto “Tool”, residuo di qualche concerto rock, certamente non doveva appartenere a quel mondo; più probabilmente poteva trattarsi di qualcuno che aveva a che fare con lo show business, almeno così pensava.

Matteo sollevò lo sguardo dal tablet con fare distratto fino a incrociare lo sguardo di quella donna. «Si, grazie qualcosa di alcolico, leggero» e, mentre lo diceva osservò il cartellino rettangolare, di colore dorato, che conteneva il nome “Filomena”; la hostess, certamente accortasi di essere sotto osservazione, rispose senza dar minimamente a vedere la cosa, abituata alle frequenti attenzioni dei passeggeri «un bicchiere di champagne può andare?» Matteo sorrise «direi perfetto» quindi, proprio mentre lei si stava voltando per andare a prendere l’ordine, proseguì «sei italiana, giusto? Compagnia emiratina, hostess italiana, fa piacere vedere connazionali in giro per il mondo», lei si limitò ad ampliare lievemente il sorriso e rispondere con un «grazie» per poi allontanarsi.

Matteo si guardò intorno: un’area rifinita in maniera lussuosa, con un posto comodo, separato e isolato dagli altri con divisori che, volendo, potevano essere completamente chiusi a formare una sorta di mini-cabina in grado di garantire una completa privacy, ideale per lavorare o riposare. Il tutto completo di un piccolo minibar a scomparsa sul bracciolo sinistro, un televisore in cui vedere programmi o film da scegliere fra una lunga lista a disposizione; connessione internet, oltre all’open bar e ristorante posizionati più avanti in direzione della gabina di pilotaggio.

Gli tornò alla mente il primo volo intercontinentale che aveva effettuato, esattamente nella rotta opposta: erano trascorsi ormai molti anni dai tempi in cui frequentava l’accademia navale e tutti gli allievi del suo anno furono imbarcati per andare negli Stati Uniti e imbarcare sulla Amerigo Vespucci per la campagna addestrativa estiva, quella che comunemente veniva chiamata “la crociera estiva” e che gli allievi avevano invece affettuosamente ribattezzato “la crociata”. In quella occasione, la seconda classe del 747 era in gran parte invasa da una mandria di allievi ufficiali in uniforme che impiegavano le lunghe e noiose ore di volo tentando improbabili interazioni con le hostess. Sorrise al pensiero che almeno quell’aspetto pareva non essere poi molto cambiato.

Guardò attraverso il finestrino alla sua sinistra; sotto l’aereo si vedeva solo una distesa sconfinata di blu, intervallata di tanto in tanto da qualche nuvola che scorreva velocemente. Gli capitava spesso di ripensare agli anni trascorsi in marina. Talvolta si trattava di ricordi piacevoli, goliardici e legati alle molte amicizie che ancora aveva mantenuto con i colleghi dell’epoca, in altre occasioni invece si trattava di ricordi più complessi che in alcuni casi lo avevano segnato profondamente. Alzò il volume della musica che stava ascoltando attraverso gli auricolari fino a non sentire null’altro, isolandolo dall’ambiente circostante: i Nirvana con “Lounge Act” coprirono ogni rumore di sottofondo: i motori dell’enorme aereo, il brusio degli altri passeggeri della business, tutto scomparve; al loro posto, inaspettato, trovò spazio il mare mediterraneo, in quel giorno di alcuni anni prima, in cui aveva avuto luogo una delle esperienze che maggiormente lo avevano toccato in quel periodo. E lui ricordava tutto molto bene.

La giornata è iniziata come molte altre durante questo periodo. Essere impegnati nell’ennesima operazione di controllo dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa, non è questione da poco: c’è di mezzo la politica e una forte attenzione mediatica, anche se per tutti noi qui in mare non fa molta differenza.

Ieri abbiamo osservato numerose partenze di imbarcazioni cariche di profughi dalla Libia, senza che però fossimo chiamati in causa direttamente per intervenire: ci hanno pensato altre unità presenti in zona. Anche per oggi ci aspettiamo tutti di fare il bis, con la sostanziale differenza che ora la nostra è l’unica unità disponibile. Del resto, siamo di fronte a una delle ultime finestre di bel tempo prevista per questi giorni, è quindi probabile che i trafficanti vogliano approfittare di questa possibilità per organizzare le partenze, fino alla prossima occasione favorevole che chissà quando capiterà. Oggi quindi è probabile che toccherà a noi intervenire.

Le sensazioni che si vivono a bordo sono contrastanti: a nessuno piace l’idea di trovarsi qui, a fare un lavoro spesso ingrato che, peraltro, a casa per lo più viene visto male, come se la nostra presenza in quest’area non stia risolvendo un problema, ma lo stia invece generando.

Ad ogni modo, l’attesa dura poco: viene individuato un gommone con circa 150 persone a bordo a 35 miglia di distanza dalla nave e il centro di coordinamento dei soccorsi ci richiede di intervenire.

Iniziano le operazioni preparatorie: tute, guanti, mascherine, squadre di soccorso pronte, insomma tutto quanto ci servirà di qui a poche ore per prendere a bordo queste persone; l’aria è calma e il tutto si svolge come in una routine tranquillizzante. In fondo, fino ad ora è andata bene. Il mare è calmo e la giornata e il tempo sereno, motivo per cui si può ben sperare che le cose continuino così.

Arrivati sul luogo dell’intervento, però, la prima brutta notizia: riusciamo a prendere a bordo 146 persone, uomini, donne e bambini. Quattro mancano all’appello: una delle donne tratte in salvo, in lacrime e sotto shock, mentre viene aiutata a salire a bordo comunica che quattro persone, fra cui suo figlio, erano cadute in mare diversi minuti prima. Poche parole, giusto quelle che servono per trasformare una situazione di routine in emergenza.

Il comandante decide di far alzare in volo l’elicottero per tentare di individuare i dispersi, pur sapendo che le probabilità di ritrovarli sono purtroppo minime, e di ritrovarli vivi praticamente nulle.

L’SH90, l’elicottero presente a bordo della nave, già in stand by sul ponte di volo, decolla in pochi minuti, dirigendosi dove si spera potrà individuare i naufraghi. Il resto dell’equipaggio presta i primi soccorsi alle persone appena recuperate mentre aspetta notizie. L’attesa si mischia alla brutta sensazione di fondo che sempre da a chiunque l’idea di perdere persone in mare.

In quel frangente mi trovo nella centrale di informazioni di combattimento, ossia il luogo in cui lavorano gli operatori ai radar della nave e il controllore aereo che tiene i contatti diretti con l’elicottero in volo. La stanza è completamente buia, rischiarata esclusivamente dal chiarore degli schermi radar tenuti d’occhio dagli operatori di guardia. È da lì che capisco immediatamente che questa giornata non finirà bene. Le comunicazioni fra elicottero e nave d’improvviso si fanno più concitate e la voce del pilota, gracchiante attraverso il microfono, descrive ciò che sta accadendo: nel tentativo di individuare i quattro dispersi, l’elicottero individua invece un relitto di gommone, praticamente semi sgonfio e in parte sotto il pelo dell’acqua, che si trova a circa 10 miglia dalla nave. Aggrappate alle parti dei tubolari ancora parzialmente galleggianti, diverse persone, molte altre in acqua, tutte senza giubbotto di salvataggio.

Lo scenario diventa immediatamente chiaro per tutti: questa sera avremo morti da contare, nessuno si fa più illusioni su questo aspetto.

2022-09-29

Aggiornamento

G R A Z I E ! ! Amici, la campagna di crowdfunding per il mio romanzo La Terza Rinascita è terminata ed è andata molto bene: grazie a tutti voi che avete acquistato il libro, l'obiettivo utile alla pubblicazione è stato abbondantemente superato! Non posso che ringraziare tutti voi che avete dato voce a questo progetto. Così come non posso che ringraziare chi ha letto il libro messo a disposizione, dandomi feedback, impressioni e consigli. Il libro è ancora pre-ordinabile sul sito di bookabook Ci vedremo presto in libreria!
2022-07-07

Evento

Dal 7 settembre e per una settimana, potrete acquistare La Terza Rinascita in prevendita con uno sconto del 30% utilizzando il codice promozionale RINASCITA
2022-08-12

Aggiornamento

In circa la metà del tempo a disposizione è stato raggiunto l'obiettivo delle 200 copie !! 🔥 Un grazie sentito a tutti coloro che hanno partecipato alla prevendita!❤🙏 Ciò significa che il libro è realtà e presto sarà acquistabile nelle librerie e nei circuiti di vendita on line.📖 Grazie a voi il libro si è guadagnato la pubblicazione e, se riusciremo a rispettare le tempistiche di editing, a marzo 23 ciascuno di voi riceverà la copia nel formato che ha scelto. Per coloro che non hanno ancora avuto modo di partecipare: avanti, non è finita. Il raggiungimento di obiettivi di vendita ulteriori serviranno a garantire condizioni migliori di distribuzione.
2022-07-27

Evento

Il Circolino, Via dei Malfatti, 51 - 55012 Capannori (LU) Grazie agli amici di Associazione Télia per aver organizzato questo incontro di presentazione del mio romanzo nell'ambito del ciclo "Un libro in giardino". Per gli amici di Lucca: vi aspetto il 27 luglio, alle ore 19 presso i giardini de Il Circolino -Via dei Malfatti, 51 - 55012 Capannori (LU)- per parlarvi del libro e della mia esperienza, davanti ad un buon aperitivo!
2022-07-07

Aggiornamento

Siamo ormai ai due terzi del risultato! Sta andando bene, soprattutto grazie a molti di voi che spero di poter ringraziare presto, uno ad uno e di persona. Grazie anche a tutti coloro che mi stanno scrivendo per farmi i complimenti per il romanzo, la cosa rincuora veramente molto: il passaggio dallo scrivere qualcosa al "consegnarlo" a chiunque ne voglia usufruire non è mai facile o privo di timori e sapere che state apprezzando il lavoro fatto, è veramente una grande soddisfazione. Se avete piacere, vi chiederei di condividere i vostri commenti, anche per convincere altri a "fidarsi" di questo libro. Per farlo basta andare alla sezione "commenti" di questa pagina.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Oltre 300pagine in cui si sente subito lo spirito dell’autore. Un libro che ti appassiona ricco di dettagli interessanti. Complimenti per la scrittura leggera e piacevole.

  2. Ilaria Cardella

    (proprietario verificato)

    Ho letto con piacere e vivo interesse la storia del protagonista, Matteo Dei, uomo di raffinata intelligenza e scaltrezza. È un romanzo che ti cattura sin dalle prime pagine, con scrittura leggera ti conduce, senza mai allentare la presa, nella vita del protagonista. Grazie alla sapiente costruzione, tra colpi di scena, suspance ed interessanti descrizioni di luoghi e personaggi, il lettore si sente preso per mano ed accompagnato alla conclusione con entusiasmo, passione e divertimento.

  3. (proprietario verificato)

    Ho avuto il privilegio di leggere questo romanzo fin dalla sua primissima versione. Quella meno ragionata, quella di ”pancia”, e devo dire che mi piaceva già allora.. e parecchio.
    E’ un libro che si legge con facilità, complice la trama avvincente condita da descrizioni curate e mai banali e dialoghi ben struttturati e convincenti.
    Il personaggio di Matteo, il protagonista, è affascinante: ricco di contraddizioni e spigolosita’, ma con caratteristiche, quali l’estrema intelligenza e la scaltrezza, che lo rendono unico e permettono al lettere di empatizzare con lui e la sua storia. I personaggi di ” contorno” sono sempre ben caratterizzati ed originali e si inseriscono nel contesto con facilità, con leggerezza, arricchendo il tessuto del libro e favorendone la complessiva, ottima, riuscita.
    La trama, come preannunciato, è avvincente, il lettore continua la lettura con il presagio del colpo di scena, con l’impellente necessità di arrivare alla conclusione per capire come andrà a finire. Ciò, chiaramente, non può che essere un valore aggiunto per un romanzo che a mio avviso ha il potenziale e ben si presta ad essere ” sceneggiato” per film o serie tv.
    In conclusione, posso di dire aver ritrovato, in questo bel romanzo, il pathos e la narrativa di alcuni dei primi romanzi del maestro Ken Follett e ciò non può che essere un attestato di stima nei confronti dell’ autore e la mia personale spinta per indurlo a continuare su questa strada per la quale ha, evidentemente, una naturale predisposizione.
    Complimenti!!!

  4. Filomena Iolanda Carriuolo

    (proprietario verificato)

    Un libro che si legge in pochissimi giorni, sia per la suspense alla fine di ogni capitolo che invoglia la lettura, sia grazie alla qualità della scrittura; a mio avviso ricca di dettagli, ma senza fronzoli, veloce, chiara. Trama originale, nuova .. e poi, il protagonista, suscita emozioni nel lettore, parecchio contrastanti;
    riuscire in ciò non è facile. Un libro da portare con sé sotto l’ombrellone, oppure da regalare,in ogni caso da avere.
    Buona lettura!

  5. (proprietario verificato)

    Un libro appassionante e da leggere tutto d’un fiato. Tra una citazione, un richiamo ad una canzone e un modo di fare, Alberto si è raccontato attraverso il personaggio di Matteo Dei. Un libro dal finale che non ti aspetti e che onestamente spero abbia un sequel! Consiglio a tutti di acquistarne una copia, in non vedevo l’ora di capire come sarebbe andata a finire e poi, riscoprire Alberto tra le righe è stato davvero uno spasso!

  6. (proprietario verificato)

    Forza Albe! Ne ho presi 3, così 2 li regalo, basta che poi mi fai la dedica 😉

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Alberto Evangelisti
Alberto Evangelisti, classe 1979, toscano con origini romagnole, interessato dagli aspetti della comunicazione
legata all’uso dei social media, ha vissuto e viaggiato in gran parte del mondo, raccogliendo esperienze dalle
quali ama prendere spunto nelle pagine che scrive. Abilitato alla professione forense, con un Phd in “Giustizia
Costituzionale e diritti fondamentali” ed un master in “Studi strategici
e sicurezza internazionale”, attualmente è ufficiale della Marina militare per la quale è specializzato in
consulenza legale, occupandosi spesso degli aspetti legali legati alle attività operative della marina,
partecipando in prima persona ad alcune di quelle svolte negli ultimi anni in Mediterraneo, come Mare
Nostrum e EUNAFORMED “Sophia”.
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