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Le Cronache di Arcadia: Il Villaggio di Cristallo

Le Cronache di Arcadia: Il Villaggio di Cristallo
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Consegna prevista Agosto 2023
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William si risveglia in un mondo sconosciuto, in un futuro dove Gaia, lo spirito della Terra, è stata costretta a creare una stirpe di Maghi e Meccanici che potessero aiutarla a contrastare la distruzione dell’uomo e delle sue macchine.
Scopre ben presto che la corruzione della terra, a seguito dell’inquinamento, ha anche originato una serie di mostri dal quale deve scappare, aiutato da Kimberlin, una guerriera.
La nuova compagna lo porta al Villaggio di Cristallo, dove viene addestrato all’uso della magia e gli viene offerto un posto nel mondo, nonostante William pensi che si tratti tutti di un assurdo sogno, non riuscendo inoltre a ricordare la sua vita passata con chiarezza. William costretto dalla situazione a rimboccarsi le maniche scopre di essere un potente mago portato per l’elemento ghiaccio. In tutto questo, una misteriosa figura sorge dal terreno inquinato di Obscuria. Una creatura corrotta, i cui poteri derivano dalle ferite di Gaia e dall’inquinamento del mondo.

Perché ho scritto questo libro?

Ho deciso di scrivere questo libro affinché potesse emozionare e ispirare altre persone. Ho deciso inoltre di utilizzare un libro fantasy, apparentemente lontano dal nostro mondo, per includerci delle riflessioni a noi invece molto vicine, come l’inquinamento, accettazione, la diversità.

ANTEPRIMA NON EDITATA

5. Prima Lezione

Conclave, 1° Giorno Villaggio, Mezzogiorno

– bene, questa è la prima lezione! Non mi aspetto che tu riesca a ottenere dei risultati – esordisce Kimberlin non appena raggiungiamo la fine del corridoio.

Esso sfocia in una piazza di modeste dimensioni, per lo più spoglia. Si trova all’aria aperta, sul lato est del Conclave. La pavimentazione è in pietra grigia, con qualche ciuffo d’erba che si fa strada tra un tassello e l’altro.

Ci dirigiamo verso il centro. La forma della piazza è circolare, raggiungibile tramite tre ingressi. Al centro un albero.

Deve essere un enorme ficus, qualche piccolo frutto è caduto per terra insieme ad alcune foglie.

Proprio accanto alle immense radici compare un muretto mal messo all’ombra delle fronde e segue il perimetro di un cerchio immaginario per qualche metro.

È un ambiente di estrema bellezza, sobrio e sereno.

– questa è la piazza più tranquilla, potrai esercitarti senza aver paura di ferire un povero passante – mi sorride, probabilmente immaginandosi la scena nella propria testa.

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Sono leggermente distratto.

Si, sono ancora ancorato alla mia idea del sogno. Anzi ormai sono sempre più convinto di un trauma cranico ai massimi livelli.

Tutto quel che mi si para davanti è sempre più strano e ancora non ho afferrato il perché stia andando avanti.

Mi sto lasciando trasportare passivamente dagli avvenimenti. Esci dal bosco, raggiungi il villaggio. A questo punto dovrei svegliarmi.

E poi sono esausto. Ho dormito due ore come un sasso. Kimberlin mi ha letteralmente buttato giù dal letto. Lei invece sembra essere fresca come una rosa appena colta.

Ad un tratto balbetto qualcosa.

– ferire? Che cosa intendi, con che cosa dovrei far pratica? Pensavo che mi avresti mostrato i miei compiti nel villaggio –.

– si esatto, è quel che faremo, dopo… ma prima vogliono vedere se sei degno di soggiornare tra noi, e di questa fase mi occupo io perché i miei maestri hanno ritenuto che quel poco di confidenza che hai accumulato nei miei confronti possa aiutarti per così dire … a scioglierti – mi risponde accigliandosi.

Sono sempre più confuso e sinceramente anche un po’ spaventato. Ho bisogno di chiarimenti. Nessuno può davvero aspettarsi che un nuovo arrivato possa imparare subito quello che sa fare Kimberlin.

– ok, ma allora perché dovrei ferire qualcuno? – biascico sollevando le mani. Sgrano gli occhi e chiedo con un tono di voce leggermente più alto – non ti riferisci per caso a lezioni con la spada!?! Ha … han detto solo che avrei dovuto imparare le vostre vie! – ripercorro a ritroso l’incontro con il Consiglio.

– no – mi risponde Kimberlin ridendo – certo che no! –

Rilasso le spalle, ho tutti i muscoli indolenziti per la fatica e per il continuo stato di tensione, ma finalmente abbasso le braccia.

– fiuu per un attimo o temuto che dovessi combattere! – ridacchio sollevato.

– no, non oggi! Domani forse! Un bravo duellante deve prima apprendere la magia per poter sfruttare al meglio le proprie doti in combattimento. Poi c’è l’utilizzo delle armi bianche e l’apprendimento delle tecniche. Le tecniche ricoprono vari campi, dalla meccanica all’uso di armi più sofisticate. Oltre a tutto questo ci sarà anche lo studio vero e proprio di teoria -.

Sbuffo chiudendo gli occhi, poi porto una mano su quest’ultimi e stringo la parte superiore delle sopracciglia esclamando – già come dimenticare, la magia! Quella che hai usato per sbarazzarti di quegli uomini e dell’enorme… mostro? – cerco di scacciare quel ricordo, abbastanza traumatica come giornata.

Sono tre giorni che mi trovo in questo mondo, ho digerito l’idea di un fiore assassino, le creature incontrate lungo il percorso e la mia fedele Kitsune … ma la magia proprio non riesco a mandarla giù.

Certo non che sia normale essermi affezionato a quella enorme volpe nera dalle nove code, quasi come fosse l’animale più comune al mondo … o meglio al mio mondo.

Ma gli incantesimi? Perché rispetto alle altre cose mi fanno capire che tutto questo non è reale?

– non sono del tutto sicuro di credere ancora alla magia. Ribadisco che non ho mai fatto un sogno del genere, solitamente sogno un genere horror non fantasy! – va bene, inizio a sembrare davvero pazzo.

– fantasy? – chiede confusa Kim.

– con fantasy si intende una storia ambientata in una terra senza tempo, con elfi e creature mitologiche simili, ed è presente anche la magia bianca e nera! -.

– beh qui c’è la magia bianca e nera ma la terra non è senza tempo siamo nel … – cerca di correggermi sollevando le mani e contorcendo i lineamenti.

– nel 2049 – concludo.

– sei rimasto un po’ indietro! – ribatte guardandomi con aria a metà tra la sfida e la presa in giro.

– ah ah … che divertente! Se siete tutti così convinti allora perché non mi chiudete in un manicomio? – borbotto io leggermente stizzito. I miei nervi stanno cedendo. Sono sempre un po’ irritabile dopo un riposino troppo breve. Ed essermi sentito tirare giù da un bracci dal letto non aiuta.

Lei esclama sulla difensiva – ehi calma, non c’è bisogno di arrabbiarsi! E poi cos’è un manicomio? -.

Sbuffo ancora più forte per l’assurdità della conversazione.

– senti non so perché ti trovi in questo stato! Forse hai sbattuto la testa e non ti ricordi niente, forse hai vissuto in qualche tribù che non ha mai fatto parola del mondo esterno o… – la interrompo.

– o forse vengo veramente dal passato, credi alla magia e non ai viaggi nel tempo? -.

– beh allora non sarebbe un sogno, sbaglio? – sorride lei vittoriosa.

Io sorrido in rimando incredulo, scuoto la testa come per dire “sei impossibile”.

– non mi importa cosa vuoi credere, ti stiamo offrendo il nostro aiuto! Dando la possibilità di fare parte di un villaggio… là fuori non sopravvivresti un secondo senza insegnamenti! O un lavoro! Non credi? -.

Rifletto un attimo e non posso fare a meno di annuire, che sia un sogno o meno non sembra che la situazione stia per cambiare molto presto e il senso di fame è più che reale. Così il dolore che ho provato nei due giorni passati.

– ok – mi arrendo infine, facendo un passo verso di lei. Sollevo la mano sinistra per fare cenno di proseguire.

Lei si china per raccogliere un piccolo ramoscello caduto dal ficus, privo di foglie.

La osservo leggermente assente, nella mia mente balena una domanda.

– da … da che età si inizia a studiare la magia? – balbetto in fine.

Mi osserva cercando la risposta migliore poi si mette a camminare lentamente intorno a me spiegandomi

– beh innanzi tutto solo alcuni sono sensibili alla magia! Dei tre regni soltanto ad Arcadia nascono i maghi. Ad Alexandria nascono i migliori meccanici al mondo, hanno creato navi aeree, i motori a vapore ecc. Sono i nostri alleati. E poi c’è Obscuria dov’è è nata la polvere da sparo e il petrolio, cercano da secoli un modo per dominarci, ma senza la magia e le invenzioni di Alexandria sono alquanto inoffensivi.

Comunque per rispondere alla tua domanda si inizia a studiare a 8 anni e si termina a 18, dopo di che c’è un test e i migliori possono partire per servire come milizia -.

Inconsciamente piego la testa di lato e domando.

– e-e tu da quanto hai finito? –.

– non ho ancora finito, il mese prossimo avrò terminato i miei studi, dovrò inoltre superare dei test. Per questo mi trovavo nella Foresta Nera, si ero andata a prendere dei rifornimenti per conto di mio padre, ma mi sono addentrata nelle tenebre per esercitarmi -.

– sei pazza, lo ribadisco – esclamo sconcertato, il solo ricordo della foresta mi fa trasalire.

– beh essere figlia di uno dei capi del villaggio è un grande peso, mi sto preparando il più possibile per esserne meritevole. Quale posto migliore per allenarsi se non il confine con Obscuria? -.

Rifletto un attimo, uhm il confine con il regno nemico. Il regno delle armi …

– e se… – sospiro poco dopo.

– cosa? – domanda incuriosita Kim.

– io vengo da Obscuria, lo sai anche tu – spiego amareggiato.

La vedo allontanarsi leggermente rabbuiata, forse all’improvviso mi considera come una minaccia.

Tuttavia la sua espressione è indecifrabile. Ho già avuto l’impressione che non mi stesse dicendo tutto, ma ora ne ho davvero la certezza.

– no, tu sei di Arcadia! – ribatte con energia – sei un mago, ne abbiamo già parlato! Ricordi? -.

– solo perché sono passato attraverso la barriera? Forse è successo perché ero con te! – ribatto con frenesia. Il cuore inizia a battere più forte.

– no, quando siamo stati attaccati dalla Chimera l’hai infilzata con la spada potenziata dall’incantesimo del ghiaccio! -.

– ma cosa stai dicendo! Io non ho fatto niente! Mi sono solo difeso con la spada e quello stupido animale ci si è infilzato da solo! – brontolo in rimando, continuo a credere che non sia stato io a evocare il ghiaccio.

– no, hai fatto tutto da solo! – mormora scuotendo la testa, si morde il labbro pensierosa.

– non avevo mai visto uccidere una Chimera… è una bestia pericolosissima e rara, ed è vulnerabile solo alla magia combinata con attacchi fisici. E tu hai padroneggiato la tecnica come ne fossi maestro -.

– trovo tutto questo assurdo, si è infilzato da solo stordito dalle ferite che tu gli hai procurato! E dai tuoi incantesimi! Ancora non capisco perché ci abbiano inseguito e scagliato contro quella… bestia –.

– sei stato tu ti dico! – Kimberlin inizia ad agitarsi, quasi fosse indispensabile che io accetti la sua versione dei fatti. Uhm.

– come faccio ad aver fatto una cosa di cui non conosco nemmeno l’esistenza! – gesticolo abbastanza vistosamente, i toni iniziano ad essere alti.

– perché ti viene tanto difficile da concepire! In caso di pericolo i poteri di un mago si attivano inconsciamente, istinto di sopravvivenza sai? – giuro di vedere del fumo uscirle dai capelli.

– non ho mai usato la magia, mai sentito parlare di magia o creduto alla sua esistenza e adesso di punto in bianco il mio corpo si difende con magie, anzi tecniche degne di un maestro! -.

– è niente in confronto a quello che dicono riuscirai a fare! – sbraita la Rossa iniziando a fumare più vistosamente. Poi sgrana gli occhi e aggiunge impacciatamente – sempre che tu voglia credermi e addestrarti, ovvio! – un sorrisetto tirato.

– scusa ripeti… – mormoro confuso, la bocca aperta, il viso inclinato.

– è niente in confronto a quello che riuscirai a… – la interrompo subito.

– no, hai detto a quello che dicono? Chi il Consiglio? Che ne sanno, come fanno a sapere quello che farò o non farò? – il mio tono è quasi minaccioso.

– niente, ho composto male la frase – è vistosamente nel panico, proprio come ieri sera quando è uscita dalla sala del Consiglio.

Mi ha palesemente dato la conferma dei miei sopetti.

– dimmi la verità – richiedo alterato.

Gli occhi di Kimberlin guizzano un momento sul mio basso ventre, nel punto esatto in cui ho un tatuaggio. Un drago.

Ahi. Proprio nel momento in cui mi osserva l’inchiostro pare diventare incandescente.

Sollevo la maglietta spaventato. Potrei giurare di aver visto la figura muoversi.

Ci sono troppo domande e nessuna risposta.

Il discorso cade nel silenzio, la mia mente è confusa per qualche attimo…

Kimberlin indietreggia di qualche passo, poi finalmente si decide a parlare – senti, adesso non pensiamoci, tu per ora cerca solo di… uhm… imparare qualcosa, se è veramente un sogno, come dici tu, se riuscirai a fare quel che ti viene richiesto ti sveglierai no? -.

Raccoglie la chioma in una lunga coda, solleva leggermente il mento chiudendo gli occhi; la lieve brezza le carezza il viso, nel frattempo qualche foglia si stacca delicatamente dai rami dell’albero, vorticando nell’aria.

Dopo un paio di secondi le palpebre rivelano nuovamente gli ardenti occhi azzurri, sorridenti e quasi impazienti.

La ragazza allunga una mano verso di me, con il palmo rivolto verso l’alto; una piccola vibrazione nell’aria, un leggero bagliore crescente.

Una minuta fiamma si anima sotto i miei occhi risplendendo tra le dita della giovane, le lingue di fuoco si moltiplicano a poco a poco aumentando l’intensità dell’ardore.

Credo che l’intento della ragazza sia distrarmi e in un certo senso conquistarmi, con un piccolo trucco di magia.

Funziona …

– ma … ma – balbetto – come fai? -. Sono stupefatto, nonostante le mille cose viste i due giorni prima.

Si perché per la prima volta ho la mente focalizzata sull’incanto, non sto scappando a perdifiato e sta succedendo a pochi centimetri da me.

– non è difficile, soprattutto creare una piccola fiamma come questa e con il tempo per concentrarmi – spiega Kim, chiude la mano e dissipa l’energia.

Sorride, probabilmente soddisfatta di avermi incuriosito abbastanza per risorgere dall’oblio che mi ha colto in seguito al mistero del Consiglio, e su cosa sappiano di me.

– sarebbe questa la prima lezione – riprende alzando l’indice e facendo un passo intorno a me – per prima cosa rilassarsi, cercare di sgombrare la mente -.

Fa un altro passo contando con le dita e fissando davanti a sé – due, focalizzare il proprio obiettivo! In questo caso creare una piccola fiammella… -.

Si ferma girandosi verso di me e risollevando l’indice, la fronte corrugata – lasciar scorrere le energie e il gioco è fatto! -.

Lascio cadere la maglia fino a ricoprire il tatuaggio. Provo a rilassarmi, per quanto ci si possa rilassare dopo tutto questo. Lei interpreta il gesto e si fa coraggio.

– dai, prova! – sorride ansiosa, protendendosi leggermente verso di me. Io la squadro per un attimo titubante, ma decido di non opporre resistenza.

– sarà un po’ difficile sgombrare la mente – riesco a borbottare – ma comunque ci proverò – aggiungo rassegnato.

Sollevo il palmo della mano, entrambi seguiamo il movimento con curiosità e ansia. Chiudo per un momento gli occhi, e quasi contraggo i lineamenti come soggetto a uno sforzo.

Non accade nulla …

Non avverto nessuna vibrazione, nessuna energia o comunque nulla che possa segnalarmi qualcosa di insolito.

Kim rimane delusa, lo si legge nel suo sguardo ma non dice nulla.

– riprovo – esclamo, dopodiché sospiro pesantemente e mi ci metto d’impegno. Kim inclina la testa sforzandosi di notare un qualsiasi cambiamento sul palmo della mia mano, ma anche questa volta rimane delusa.

Sospira amareggiata e inizia a camminare avanti e indietro, io la fisso per qualche secondo senza riuscire a pensare qualcosa di concreto.

– ah ahhhh!! – esclama spaventandomi, si siede sul muretto all’ombra dell’immenso albero, si porta la mano sul mento con fare pensante e poi prosegue – ma certo, tu non prediligi il Fuoco… direi che dei quattro Elementi tu prediliga il Ghiaccio! L’hai usato inconsciamente in fondo -.

Io inclino il capo incuriosito da tale affermazione, le labbra contratte. Fin da piccolo ho sempre amato il ghiaccio, ci giocavo spesso quando si formava sulla ringhiera di casa mia. Cosa?

I miei pensieri vengono disturbati da una vibrazione nell’aria. Alzando lo sguardò noto Kim sollevare il braccio dal quale fuoriesce una piccola sfera infuocata diretta verso di me.

Istintivamente indietreggio proteggendomi con le mani. Niente dolore.

Una leggera patina di ghiaccio si forma a pochi centimetri dalle mie dita, e viene urtata con violenza dal fuoco.

L’aria fredda spegne immediatamente le fiamme, per terra schizzano dei frammenti di ghiaccio ormai quasi del tutto sciolti. Rimango di stucco, non so se più per il suo attacco o per la mai reazione.

Lei è senz’altro soddisfatta, il suo sorriso raggiante.

Trattengo a stento le mie emozioni, osservo attentamente le mie dita come per cercare tracce dell’incantesimo.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Mattia Giglio
Un semplice ragazzo nato nel 1993, appassionato di Fotografia, Videogiochi e soprattutto di Libri Fantasy.
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