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Le Rondini e l'Alchimista

Le Rondini e l'Alchimista
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Consegna prevista Aprile 2023

Alex è un trentenne disoccupato e dipendente da psicofarmaci. Nel giugno del ’97 una telefonata lo informa del ritrovamento di uno scheletro umano nel suo paese natale. L’ombra del passato riapre una ferita vecchia di diciassette anni e Alex è costretto a tornare dov’è cresciuto.
Inizia così il racconto di ciò che accadde nell’estate del 1980.
Alex ha tredici anni e vive a Lariasco, un paese immerso nei boschi delle colline piemontesi. Qui affronta la vita con un gruppo di amici inseparabili, le Rondini. I ragazzi trascorrono le giornate tra i bagni nel torrente e le corse in bicicletta. Ma un giorno le loro avventure si intrecciano con la scomparsa di una bambina di sei anni.
Il corpo della piccola viene rinvenuto sulle sponde del fiume. Il cadavere riporta segni inquietanti. Ben presto i ragazzi si ritrovano al centro di una storia con radici lontane, che coinvolge criminali nazisti ed esperimenti di eugenetica.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché avevo una storia che ribolliva in testa da tempo. L’ho fatto in un momento buio della mia vita. Quando tutto sembrava andare alla deriva questa storia mi ha preso per mano e mi ha sradicato dalle acque in tempesta.
Stephen King dice che “scrivere un romanzo è come attraversare l’oceano Atlantico in una vasca da bagno”; diavolo se è vero! E il viaggio non è finito sino a quando la tua storia e i tuoi personaggi non iniziano a vivere attraverso i lettori.

ANTEPRIMA NON EDITATA

23 giugno 1997

Misi giù la cornetta e restai immobile sul letto a fissare le ante dell’armadio. Avevo il fiato corto e il cuore che bussava contro lo sterno a un ritmo esagerato. L’unico altro rumore era il ticchettio della sveglia sul comodino.

Non potevo credere alle parole dall’altro capo del telefono. Non era possibile, mi ero immaginato tutto. D’altronde le allucinazioni sono un effetto abbastanza comune degli ansiolitici. Accade a una persona su diecimila, c’è scritto sul bugiardino.

Invece era la realtà. Era la continuazione di una storia iniziata diciassette anni prima.

«Hanno trovato i resti di un corpo» aveva detto la voce al telefono.

Quando realizzai la vera portata di quelle parole avevo già riagganciato da una decina di minuti. Mi alzai dal letto e mi fiondai sul mobile bar. Bicchiere in una mano e Bourbon nell’altra.

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“Non si mischiano alcool e benzodiazepine” avrebbe detto lo psicologo.

“Questa volta posso fare un’eccezione” avrei risposto io.

Accesi il televisore e gironzolai sui vari canali alla ricerca di un’edizione pomeridiana del telegiornale. Niente da fare. Diedi un’occhiata al giornale del mattino, ma la notizia non era ancora trapelata.

Aprii la schermata del televideo e digitai il numero di pagina delle notizie. Eccole: parole gialle su sfondo nero. La terza voce riportava: “Lariasco – Piemonte. Riesumato scheletro umano nel bosco.”

Una botta allo stomaco e il sangue si accalorò.

Digitai il numero di pagina corrispondente per leggere l’articolo integrale:

“Questa mattina, su segnalazione di un ragazzo del luogo, i carabinieri di Lariasco hanno riesumato i resti di una persona. Si tratta di un corpo completamente decomposto; lo stato dello scheletro indica che la morte è avvenuta da oltre quindici anni. Il ritrovamento è avvenuto in un bosco del territorio comunale. Non emergono ulteriori dettagli e i carabinieri mantengono il massimo riserbo.”

Era tutto vero.

Il passato è passato, dicono. Stronzate. Il passato torna, e può diventare presente. È una macchina del tempo che ti trascina dove non vorresti tornare. La mia destinazione: estate 1980.

Strinsi le tempie tra le mani.

«Non ti sto chiedendo di venire qui» aveva detto la voce al telefono. «Volevo solo che tu sapessi.»

Ma ora che sapevo dovevo tornare.

Più tardi feci la valigia. Scesi e la caricai nel bagagliaio della Cinquecento rossa. Poco dopo imboccai l’autostrada, lasciandomi alle spalle Genova e il suo cielo inquieto.

***

Giunsi a Lariasco nel tardo pomeriggio. Il sole faceva a spallate con le nubi che cingevano le alture e qualche raggio inondava la vallata con scie di luce calda.

Lariasco è sempre stato un rubino sbiadito, incastonato tra le colline. Il centro storico sorge su una rocca che si affaccia sul torrente Almore. Nella parte bassa del paese ci sono case e condomini di costruzione recente. Sul lato destro, a fianco del torrente, il quartiere del vecchio mulino. Ma buona parte del territorio comunale si estende al di sopra del centro storico, dove la strada supera la ferrovia e si inerpica nei boschi. Là si trovano cascine, sentieri e ricordi di avventure.

Sono cresciuto a Lariasco, al riparo dalla frenesia delle città. Quando da ragazzino vivevo qui, ogni particolare ricordava la semplicità. Il vivere quieto era la variabile inderogabile di questo luogo, fatto di corse in bici e risate a buon mercato.

Ma la serenità è fragile e tende a spezzarsi con facilità. Anche un luogo custode della semplicità può tramutarsi nel nascondiglio di un segreto oscuro. Un mostro corvino che scava nelle carni dei giusti e li trasforma, per sempre.

In un attimo mi ritrovai catapultato indietro di diciassette anni, al cospetto di ricordi pesanti, di quelli che entrano nelle ossa.

Ripensai agli amici di allora. Ai tempi ci chiamavano “le Rondini”.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho avuto il piacere di leggere un estratto del libro quando era ancora in bozza. Mi è piaciuto tantissimo!
    Storia affascinante, avvolta in un alone di mistero, con avvenimenti che ti lasciano sempre col fiato sospeso. Muoio dalla voglia di scoprire come va a finire! 😁

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Paolo Alpa
Paolo Alpa è nato a Ovada (AL) nel 1987 e vive a Molare, tra le colline dell'Alto Monferrato.
Sin da ragazzino ha il desiderio di tramutare le sue idee in qualcosa di concreto. Così, grazie alla passione per la lettura e la scrittura, si dedica alla stesura di racconti e testi di canzoni.
Nonostante la laurea in giurisprudenza, intraprende un percorso nella ristorazione e lavora come cuoco per alcuni anni.
In un secondo tempo consegue un Master in comunicazione. Questo titolo gli consente di lavorare come copywriter e raccontare il territorio accanto a figure del settore turistico. In seguito viene assunto come redattore da una casa editrice, per la quale scrive articoli su riviste e portali on-line. Attualmente si occupa di scrittura e contenuti per il web.
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