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L’intersezione – Parte 1: L’addestramento

L'intersezione
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Consegna prevista Ottobre 2023
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In un prossimo futuro, tra Milano, Venezia ed Iseo, si sviluppano le vicende di un giovane uomo, che riceve un’insolita proposta lavorativa.
L’azienda che lo vuole assumere ricerca persone scomparse.
Durante il suo percorso verrà a conoscenza di un’organizzazione denominata Intersezione, la quale persegue scopi particolari e si avvale di una sofisticata intelligenza artificiale.
In questo inizio della saga, il protagonista dovrà affrontare un percorso di iniziazione che lo trasformerà in modi sottili e inaspettati.

Perché ho scritto questo libro?

Durante la vita si vivono esperienze che ci lasciano qualcosa, sarebbe un peccato perderle, ed è per questo che è bello trasformarle in qualcosa di più. Desideravo io per primo leggere qualcosa che potesse emozionare un pubblico maturo, facendo rivivere certe sensazioni che la vita adulta comporta ma allo stesso tempo lasciando spazio alla fantasia e all’inaspettato. Alcuni personaggi dei libri mi hanno accompagnato tutta la vita, spero con i miei personaggi di fare altrettanto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Milano, 19/12/2037

“Quanti programmi idioti !!” pensò tra sé e sé Amos e spense la TV.

Fissò la TV spenta nell’oscurità. Nero su nero e silenzio.

In 37 anni di vita aveva visto un declino dei programmi TV a dir poco inspiegabile, ma la cosa ancora più inspiegabile era il perché si ostinava a guardarla.

Adesso le pubblicità erano dei veri e propri film, ai limiti dell’assurdo, un trend in crescita a partire dal 2035.

Era caduto in una sorta di stallo, per cui gli dava fastidio l’oscurità nella quale si ritrovava, ma al tempo stesso si sentiva irretito.

Si rese conto che non aveva mai avuto una reale paura del buio, anzi lo trovava per certi versi una condizione interessante.

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Per ragioni inspiegabili si trovò a riflettere sulla possibilità che un pittore riuscisse a dipingere esattamente ciò che stava vedendo, una sorta di oscurità tridimensionale.

Si ripromise di effettuare una ricerca sul web in merito e con questi pensieri si addormentò.

Venezia 19/12/2037

Robert chiamò al telefono Regina: “Sono io”.

“Ciao Robert” rispose lei.

“Il programma ha elaborato un livello 3: nome Amos Cristiani, residente a Milano”.

“Ma da quanto tempo non ne saltava fuori uno?” ribatté lei con voce meravigliata.

“8 anni”.

“Ha qualcosa di particolare?”.

“Sembrerebbe niente”.

“Non sarebbe la prima volta che si risolve in assenza di risultato, quindi, va comunque verificato”,

“Certo è ovvio, domani parto”, disse Robert sbrigativamente

“Sei sicuro che non hai niente da dirmi in merito su di lui?”,

“Al momento non ho grandi elementi, ha 37 anni, niente figli, lavora in una ditta di pulizie, ha studiato in passato legge ma senza laurearsi, si è lasciato con la convivente da un anno circa, esami clinici e salute nella norma, forse dotato negli scacchi, all’università lo ricordano per i tornei vinti, ma nessun punteggio ufficiale”

“E della sua famiglia che mi dici?”

“Abruzzesi, lei casalinga e lui meccanico in pensione, figlio unico”

“Hai detto che lavora in una ditta di pulizie? È un operatore di pulizia?”

“Si un tutto fare, si occupa anche dei turisti e di servizi generali dell’azienda che si chiama …se non ricordo male… Around Milano”

“Allora non è solo una ditta di pulizia. Cerca di essere più preciso quando mi parli” disse Regina con tono scocciato

“Regina non fare la stronza !!”

“Robert per quale motivo mi hai chiamato allora? Vai e verifica!!”

“Vuoi venire anche tu? Ti chiamavo per quello”

“No, non servirebbe a nulla, vedi tu e se poi la cosa dovesse farsi seria, lo porterai qui per conoscerci”.

I due rimasero in silenzio per un po’, poi lei disse:

“Sei a conoscenza del motivo che lo ha spinto a lasciarsi con la convivente?”

“Lei lo ha lasciato per mancanza di fiducia.  Era convinta che lui la tradisse. Risultato: continui litigi per la gelosia di lei “

“Ed era vero? Lui la tradiva?”

“No, ma accompagnando vari clienti negli appartamenti, quando si trattava di signore o ragazze, era inevitabile che lo prendessero in simpatia e da quello che ho capito, lei pensava che se le portasse a letto”

Ancora silenzio tra i due.

Di nuovo Regina domandò:

“Cosa fa nel tempo libero?”

“Prevalentemente cinema e videogiochi, ma anche sport e calcetto”

“Ha una cerchia di amici, una vita sociale?” le domande di Regina seguivano un preciso filo logico, ma la comprensione di tale filo logico non era affare per tutti,

“Credo che abbia degli amici, ma due o tre senz’altro più stretti”

“Robert dimmi cosa ti turba?”

Robert rimase un po’ in silenzio, poi disse:

“37 anni non è un po’ vecchio?”

Regina, lo rassicurò: “Ne abbiamo già parlato altre volte, i parametri possono cambiare, non è tutto così definito”

Stavolta il silenzio si prolungò, entrambi erano assorbiti dalle loro logiche, poi Robert ruppe il silenzio: “nel suo ramo genealogico ha un sacco di ebrei”

Regina non ne fu particolarmente colpita: “Anche questo non è decisivo…però se sono così tanti potrebbe essere una cosa da valutare”

“Ok allora ti aggiorno appena ho novità”

“Ok…Robert…ti voglio dare un consiglio con questo Amos…non esagerare con il depistaggio…anche se dovesse accorgersi di qualcosa non è un problema…penso che possiamo sentirci più rilassati con un soggetto del genere”

“Ok, ti saluto” tagliò corto Robert, la conversazione gli aveva dato una certa soddisfazione personale…aveva fatto sbilanciare Regina cosa che solitamente non le accadeva mai.

Milano 20/12/2037

Amos si alzò di cattivo umore, nervoso, si sistemò in modo presentabile e uscì.

Non aveva programmi su dove andare ma d’altronde non c’erano problemi, oggi era il suo giorno di riposo.

Andò a fare colazione in un bar.

Diede un’occhiata alle notizie dal suo dispositivo elettronico, una partita di calcio di serie A era finita con due espulsioni, vi erano pagine e pagine dedicate all’evento, l’arbitro era stato troppo severo secondo alcuni, invece secondo altri vi erano dietro le solite storie sulle partite truccate.

Da quando si era lasciato con Marie, il suo tempo libero era diventato un campo imprevedibile.

Aveva ripreso anche a giocare un po’ a scacchi. Giocava online e si divertiva, soprattutto se vinceva, altrimenti interrompeva e restava molto tempo a poltrire, senza fare nulla di particolare.

Una parte di sé sosteneva quella condizione con un certo rigore filosofico, era una sorta di sospensione, di attesa.

Credeva per certi versi che fosse necessario nella vita essere capaci di attendere in una sorta di limbo, tra una serie di cose che potrebbero accadere e quelle che poi accadono realmente.

Vivere anche l’attesa come un momento da non buttare via.

Osservava la gente, con le mille cose a cui tenevano e su cui si concentravano, gli sembrava che fossero completamenti persi dietro alle loro faccende, o almeno aveva questa sensazione.

Invece per quanto riguardava lui, riteneva di vivere sempre in una condizione intermedia tra l’essere focalizzato sul presente ed essere distratto, vago e perso nel mondo.

Ogni tanto ripensava ad una ragazza che aveva conosciuto al centro sportivo dove andava a giocare a calcetto con gli amici. Lei era cassiera (figlia del proprietario della struttura). Ci aveva messo un po’ per scoprire il suo nome e chi fosse in realtà. I suoi amici, infatti, lo prendevano in giro per questo (perché loro sapevano come si chiamava, ma glielo avevano volutamente nascosto).                                                                                                  Si chiamava Sofia, una ragazza bella ma alquanto strana, vestita in modo strambo, con addosso abiti legati a qualche serie tv, solamente chi aveva visto certi programmi, poteva coglierne il messaggio.

Praticamente una citazione vivente: occhialoni sproporzionati e l’aria di chi legge un po’ troppi libri, con un’età intermedia tra i 25 e i 30 anni.

Mentre pensava a questa ragazza squillò il cellulare:

“Buongiorno sono Robert Fish della Social Support, la disturbo?”

Parlava un perfetto italiano senza accenti, aveva una voce decisa e spedita.

“Non mi disturba affatto” rispose Amos, un po’ distratto dai suoi pensieri su Sofia.

“Ho visto il suo curriculum vitae sulle piattaforme online, e stiamo cercando una persona col suo profilo per la nostra sede di Milano, le può interessare?”

Amos rimase un attimo interdetto, poi prontamente rispose: “ah grazie ma io lavoro da tanti anni presso l’Around Milano che è un’azienda di servizi polifunzionali. Sinceramente non mi sembra di aver risposto a qualche annuncio, il curriculum vitae credo sia anche un po’ datato. Adesso comunque sono responsabile dei servizi generali dell’azienda”

“Si lo sappiamo. Quindi non è interessato?”

Amos rimase un po’ perplesso, in effetti stava rifiutando una possibile offerta, così a prescindere, poi Social Support cos’era? Decise di recuperare con un approccio più aperto.

“No no sono interessato, mi scuso, ho solo voluto precisare la mia posizione. Sa… ormai lavoro da ben undici anni nell’azienda e non avevo pensato ad altre possibilità.  Ma, mi dica, voi di che cosa vi occupate?”

“La Social support è un’agenzia multinazionale che si occupa del ritrovamento di persone scomparse. Stiamo ampliando la nostra sede di Milano”

La risposta fu secca, sintetica e per certi versi raggelante.

“Persone scomparse? Ho capito bene?” gli venne spontaneo chiedere ad Amos ed immediatamente proseguì:

“Mi scusi ma forse c’è un errore. Io sono responsabile dei servizi generali di un’azienda che fa pulizie e assistenza ai turisti. Mi occupo di manutenzione e gestione di appartamenti privati, messi a disposizione per scopi turistici; non credo che con le persone scomparse c’entri molto”. Disse Amos, sorridendo tra sé e sé.

“Si lo sappiamo. Ma posso assicurarle che il campo da cui lei proviene, anche se all’apparenza potrebbe sembrare che non c’entri nulla con i nostri servizi, in pratica con il profilo che lei ha, va benissimo. La figura che noi cerchiamo si occupa di cose simili a quelle che lei già fa”.

Era già la seconda volta che usava il termine “lo sappiamo” e suonava a questo punto inquietante.

“Ok allora mi spieghi meglio di cosa si tratterebbe?” disse Amos con tono neutrale.

“Lei in pratica dovrebbe occuparsi delle sedi dislocate su Milano e provincia. Vede, il nostro personale deve operare in appartamenti privati”

“State cercando una sorta di Facility Manager?”

“Qualcosa del genere”

Sempre secco ed essenziale Robert, pensò Amos tra sé e sé.

“Mi scusi, giusto per capire bene, voi cercate una persona che vi gestisca le pulizie e le manutenzioni di questi appartamenti, ma perché non vi siete rivolti proprio all’azienda presso la quale lavoro e siete venuti direttamente da me? Ci sono tante agenzie che fanno queste cose a livello più strutturato”

“Perché noi lavoriamo con le singole persone e ci deve essere un rapporto di fiducia, quindi le scegliamo singolarmente una per una”

Amos rimase un po’ spiazzato.

“scusi chi ha detto che è lei? “

“Robert Fish, sono il responsabile del personale della Social support”.

“Ah ok! Quindi come potremmo procedere? Facciamo un colloquio nella vostra azienda?”

“Se lei è interessato, sicuramente. Vada comunque a consultare il nostro sito. Se trova la cosa di suo gradimento, mi contatti a questo numero o via mail. Lì può trovare tutti i miei riferimenti oppure consulti liberamente il sito”.

“Perfetto, grazie”

“Ottimo la ringrazio signor Amos. Spero di sentirla presto; se sta facendo colazione buon proseguimento e comunque buona giornata in ogni caso”.

Erano le 9.35 di un lunedì. Certo non era proprio l’orario standard della colazione, ma comunque Amos si soffermò un attimo su quello strano saluto, rimanendo perplesso.

“Grazie!! In effetti sto proprio facendo colazione. Oggi è il mio giorno libero, appena il caffè entra in circolo guardo il sito e provvedo a darvi un riscontro”.

“Faccia con comodo Amos. È stato un piacere sentirla, a risentirci presto!”

“Grazie! Buona giornata anche a lei !!”

“Saluti”.

Amos riagganciò e gli sembrò di aver sostenuto un esame dal giudizio finale incerto.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Valerio Leone
Valerio Leone nasce a Livorno il 15/08/79. Coltiva passioni artistiche fin da adolescente: nel campo dei fumetti (come sceneggiatore), partecipa anche a concorsi nazionali, sia di pittura che di poesia ottenendo premi e riconoscimenti.
Laureato in Scienze e tecnologie per l'ambiente ed il territorio, consegue anche un Master in sistemi informativi territoriali. Si specializza nei sistemi di gestione della sicurezza e della qualità, dove inizierà il suo percorso professionale, in cui è attualmente occupato.
Vicepresidente dell'associazione artistico culturale Argento Rosso, nella quale cura la parte relativa agli incroci tra ambiti diversi, come ad esempio scacchi e arte.
Scrive per passione poesie, racconti e riflessioni (tali scritti sono consultabili sui social Argento Rosso).Trae spunto da scrittori come Murakami Haruki, il collettivo Wu Ming, Tolkien, Conan Doyle, Lovercraft.
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