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Lo stretto necessario (storie: alcune vere e altre invece no)

Lo stretto necessario
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Consegna prevista Settembre 2022

Ci sono pezzi di vita in questi racconti. Della mia, sicuramente. E poi di tutte le persone che, fino ad una certa età, ho incontrato sul mio cammino. Ma ci sono anche pezzi di vita che mi sono stati raccontati o che ho vissuto in terza persona oppure che mi sono immaginato e mi sono sembrati così vividi e belli da doverli raccontare. C’è la strada, come maestra suprema e poi ricordi, speranze, dolori, rabbie. C’è il me bambino che non ha avuto cose che voleva ed il me adolescente e poi giovane adulto, che non è cresciuto esattamente come era giusto che fosse. E c’è il quartiere, piccolo microcosmo di avventure che non vivrò più e che forse mi sono immaginato. Insieme a mani, occhi e sorrisi che, in un modo o in un altro mi hanno toccato o anche solo sfiorato e che adesso sono comunque qui, tra queste pagine. Dove ho deciso di essere anche io.

Perché ho scritto questo libro?

Perché ho scritto questo libro? Bella domanda. Fondamentalmente per tirar fuori tutto quello che avevo dentro e che ormai sembrava nascosto sotto cumuli di polvere. Oppure potrei dire che nonostante fosse nascosto sotto quei cumuli ogni tanto scalpitava e mi prendeva a gomitate nello stomaco. E allora era giusto farlo uscire. O, ancora meglio, sono riuscito a tirarlo fuori perché c’è stato qualcuno di paziente che mi ha fatto capire che era l’ora giusta per farlo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il Sì verde

(canzone: Guernica – Brand New)

Al terzo anno delle superiori chiesi ai miei di comprarmi il motorino. Il Sì per la precisione. Così, nella primavera di quel terzo anno andammo nell’unico negozio del paese e, visto che i risultati scolastici erano ottimi, scelsi da un catalogo il mio Sì verde metallizzato.  Oddio, Roberto non era proprio un negozio, ma era l’unico posto dove potevi ordinare un motorino o uno scooter senza sobbarcarsi km di strada.

Il motorino arrivò dopo circa un mese e, con la felicità alle stelle, andai a ritirarlo portandolo a mano fino al benzinaio al centro del paese per farci mettere duemilalire di miscela al 2. Subito dopo, con i soldi messi da parte col lavoro estivo, comprai di nascosto una marmitta Leovinci. 

La portai, insieme al motorino, ad un amico che era bravissimo a truccare e modificare motorini e scooter e la feci installare. Se anche adesso chiudo gli occhi riesco a sentire quel rumore caratteristico che mi piaceva un sacco. Un sound inconfondibile. 

Il Sì lo curavo maniacalmente ed è inutile dire che ero davvero al settimo cielo. A quei tempi, in quei posti, avere un motorino significava un sacco di vantaggi e di privilegi. Primo fra tutti evitare di dover fare l’autostop per andare nei paesi vicini e poi ovviamente quello di poter portare dietro le ragazze che, immancabilmente, avevano sempre voglia di farci un giro.

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Quella che piaceva a me, al tempo, era nella mia classe e pur senza mai dichiararmi era una specie di chiodo fisso fin dall’anno prima. Credo perchè il suo fiorire fosse avvenuto sotto ai miei occhi ed era, vi assicuro, una fioritura magnifica. 

Si chiamava Marisa e viveva in un paese a qualche km dal mio che però spesso era presidiato dai carabinieri che, volendo, potevano rompere le palle. C’erano due strade per arrivarci. Una, un po’ più lunga ma piena di curve del cazzo, garantiva più protezione dai posti di blocco. 

In classe tutti bene o male sapevano che lei mi piaceva e facevano il tifo perchè io mi dichiarassi. Non vi dirò che ero una frana con le ragazze (lo sono tutt’ora per certi versi) ma avevo questa attitudine pronunciata a starmene per conto mio. 

Una sorta di “mi dirà di no quindi evito”, che col senno di poi mi ha portato a perdere un sacco di occasioni che neanche immaginavo. La sera anche se andavo nel suo paese e la vedevo, non andavo mai oltre il saluto e qualche chiacchiera scolastica. 

Fu il mio amico Franco a togliermi dagli impicci dicendole del mio interesse che, a quel punto, scoprii essere ricambiato. Andai a parlarle dandole appuntamento per la sera. Ero così agitato che ricordo feci il mio primo incidente col motorino. 

Scelsi la strada piena di curve per evitare i carabinieri ma ne presi una piena di terriccio in maniera troppo veloce e quando me ne accorsi era ormai troppo tardi e andai a terra rovinosamente. Nonostante il dolore e una mano insanguinata mi presentai all’appuntamento. Sul mio motorino girammo per centinaia e centinaia di chilometri. 

Passammo insieme tutto l’anno per poi lasciarci dopo un brutto litigio. Troppo orgogliosi per tornare indietro, troppo giovani per smaltire livori e troppo pieni di credulità immortale per pensare che valesse la pena di chiarire tra noi. 

Ci perdemmo di vista dopo le superiori perchè io partii per Milano più o meno subito dopo, ma ogni volta che ci trovavamo, in estate, anche se non più innamorati, c’era nei nostri occhi una scintilla diversa nel guardarci, quella di esserci appartenuti in maniera pura. 

Marisa venne attaccata da un tumore al seno a 26 anni, morendo l’anno successivo. Elena, nostra compagna di classe, mi comunicò la notizia che ero a Milano. Marisa aveva espresso il desiderio di vedere anche me per un’ultima volta.

Organizzai il viaggio in auto in poche ore mentre per tutto il tragitto ripassavo mentalmente tutti i momenti passati insieme. Le ho tenuto la mano vedendola indifesa nel suo letto. Le ho tenuto la mano e sono grato mi abbia voluto chiamare. 

Ogni anno, quando possiamo, anche adesso che siamo adulti, la celebriamo con una bevuta. Io, ormai da anni, non ho più il mio Sì verde. 

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Alessandro Forestieri
Sono Alessandro Forestieri, ho 47 anni e sono meridionale. Ho sangue misto tra la mamma calabrese ed il papà siciliano. Rivendico con orgoglio le mie origini. Sempre. Sono separato ed ho due splendidi figli. Lavoro in ambito informatico ormai da diversi anni ed attualmente opero in un'azienda Altoatesina. Sono appassionato da sempre di scrittura narrativa e col tempo mi sono appassionato alla boxe ed al running (ho all'attivo parecchie competizioni da agonista sulla lunga distanza). Adoro leggere, cucinare e viaggiare. Il mare è il mio elemento naturale ed uno dei miei sogni è quello di poter tornare a vivere in un posto da cui poterlo guardare ogni giorno. Dopo molti anni in giro per il nord Italia (Torino, Verona, Milano, Mantova) vivo ormai da oltre dieci anni a Rovigo.
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