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L’ultima Ninna Nanna

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Cosa succederebbe se ognuno potesse scegliere come morire? Che conseguenze avrebbero le nostre scelte per chi ci circonda?
Matteo, giovane trentenne orfano di padre dall’infanzia, quando viene assunto dal signor Bestatter presso l’Ufficio del Registro delle Morti Umane, scopre quanto possa essere complicato guidare le persone nel prendere tale decisione, ma soprattutto scopre che lui, sua madre, i suoi amici, sono parte di una storia già scritta e registrata.
Matteo è scettico, non ha mai avuto un buon rapporto con tutto quello che riguarda la morte, ma Bestatter ha qualcosa che il giovane rivuole a tutti i costi: il quaderno rosso su cui suo padre annotava le storie che gli raccontava da bambino. Perché Bestatter ne è in possesso? Cosa si nasconde tra quelle pagine?

PROLOGO

Il grosso logo di Raiplay spiccava sullo schermo della TV del signor Gandazzo, in attesa che la sincronizzazione con la Chromecast, regalo di Natale del nipote Tommaso, andasse a buon fine, permettendogli di vedere un po’ di episodi di Don Matteo.

Dopo una vita passata a lavorare per garantire il benessere alla sua famiglia, oggi l’esistenza del signor Gandazzo era caratterizzata fondamentalmente da due soli piaceri: chiacchierare con Tommaso delle sue vicissitudini amorose e del futuro da pittore che il nipote si augurava e godersi qualche episodio della sua fiction preferita, con una Menabrea ghiacciata al fianco.

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Quella sincronizzazione, però, non arrivò mai. Non per il signor Gandazzo, almeno, che crepò di lì a poco per un attacco di cuore. Per la precisione, la vita lasciò il suo corpo quando il Sector fissato al polso da dodici anni indicò le 22:19 del 28 gennaio 2020.

Le cose andarono così, non c’è dubbio. I rapporti dell’ambulanza lo certificarono con la granitica certezza della scienza. Questo, almeno, se si decide di vedere le cose in un certo modo. Il mio amico direbbe, non senza qualche licenza, “accettando di vedere le cose secondo il tempo spazializzato di Bergson”, ma lasciatelo perdere, quello lì: non è di grande compagnia e quando interviene rompe le scatole con i suoi filosofi.

Tornando all’affaire Gandazzo, si può scegliere di vedere le cose anche con occhi diversi (il mio amico direbbe “secondo la durata reale”, ancora con quel fenomeno del suo Bergson, che però quando elaborò questo pensiero non era ancora morto, quindi che diavolo ne poteva sapere?).

In ogni caso, se si decide di percorrere questa strada, alle 22:19 del 28 gennaio 2020, il signor Gandazzo riuscì a diventare onnisciente, vide gli infiniti mondi possibili che sarebbero seguiti alle sue infinite dipartite e scelse.

Come riportato senza ombra di dubbio dal modulo 28aut, custodito nel Registro delle Morti Umane, redatto e firmato dal funzionario G.A. e controfirmato dallo stesso signor Gandazzo, il 28 gennaio 2020, alle 22:19, il signor Gandazzo incontrò il mio amico e scelse di crepare per un attacco di cuore.

Non poté fare altrimenti, direbbe lui: posta la parola “fine” alla sua esistenza sulla Terra, quello era l’unico modo per garantire che gli eventi evolvessero nel modo migliore per lasciare a Tommaso l’opportunità di essere felice.

Nel lunghissimo istante di illuminazione nel quale si ritrovò involontariamente protagonista, il signor Gandazzo ebbe modo di apprezzare molti altri finali che gli avrebbero consentito di prendersi qualche soddisfazione: una rivincita su Luigi, suo vecchio collega alle Ferrovie dello Stato, un accidente a JJ, suo rivale in amore della gioventù, e persino una punizione esemplare per il diacono Abetecola, uomo che aveva ammirato per tutta la vita e che aveva scoperto, in quegli ultimi istanti di piena e totale lucidità, essere un ladro spregevole, capace di truffare le vedove che si rivolgevano a lui per un consiglio. Molti finali e altrettante rivincite, ma, come si rese presto conto grazie alla sua nuova onniscienza, il valore delle sue scelte avrebbe caratterizzato anche il suo ultimo istante sulla Terra.

E Tommaso era l’unica scelta che gli importava.

2022-12-01

Aggiornamento

Che dire? Ci siamo riusciti, ci siete riusciti: L'Ultima Ninna Nanna diventerà un libro VERO. Non un sogno in un cassetto né un esercizio di stile autoreferenziale. Un libro vero: editato, lucidato, bellissimo. Non è una cosa da raccontare in giro, ma credo che il primo ordine in libreria sarà il mio. Ma non si tratta di ego: è solo per il gusto di poter comprare qualche cosa che ho scritto io IN LIBRERIA. Mi riesce difficile pensare a qualche cosa di altrettanto appagante (se state pensando che la mia non deve essere una vita troppo interessante, forse avete ragione😅, ma preferisco pensare che sia il fascino di un'emozione unica e difficile da provare). Il "Mood" da un paio di giorni è più o meno questo: - Non mi sono montato la testa, però. Sono ancora quel semplice ragazzo di Betlemme - Vuole del vino? - No ragazzo, porta dell'acqua, ci penso io a trasformarla (Questa è di Leo Ortolani eh... Non mia) Ma, scherzi a parte, è chiaro che nulla sarebbe stato possibile senza il supporto di chi ha comprato il libro e di chi ha sparso la voce. Quindi grazie. Adesso dovrei dirvi che c'è ancora molta strada da fare e che, ora più che mai, è importante spargere la voce per fare in modo che questa storia non appassisca prima ancora di essere nata. Ed è così, ma una punta di orgoglio mi fa sperare che basti aspettare che lo leggiate, che amiate questa storia così come io ho amato scriverla, e il passaparola verrà da sé. Quindi, assieme ai miei ringraziamenti, accettate questa piccola richiesta: leggetelo. E, solo se vi piacerà, suggeritelo, raccontatelo, parlatene, recensitelo su questa pagina (questo anche non dovesse piacervi, eh) e raccontatelo agli sconosciuti nei bar. Mi rendo conto che l'idea di leggere le bozze non editate scoraggi più di qualcuno (anche io, di solito, sono refrattario all'idea di leggere due volte uno stesso libro), ma l'anima del modello sposato da bookabook, per come l'ho capito io, è proprio questa: c'è uno sforzo in più che viene richiesto ai primi sostenitori, ma è il prezzo da pagare per poter essere una parte attiva e determinante del successo di un romanzo. È un prezzo troppo alto? Per qualcuno forse sì, o forse dipende solo dal fascino della storia... Voi leggetelo, io incrocio le dita🤞 E in ogni caso, grazie. Questo risultato è già al di là di ogni mia aspettativa in questo campo 😊

Commenti

  1. Roberta Giraldo

    Un libro appassionante, una trama innovativa e coinvolgente che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultimo. Un finale appagante che non lascia domande sospese ma con la consapevolezza che vorremmo tutti un’ultima ninna nanna.

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Pietro Morgagni
nasce e cresce a Torino. Si laurea in Filosofia per poi specializzarsi in Semiotica a Bologna. Tornato a Torino, inizia a lavorare come addetto stampa, diventa giornalista e apre la Keiko Karate Club, dove si occupa dei corsi per bambini.
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