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Madley
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Consegna prevista Dicembre 2022

Una cittadina costruita in mezzo al nulla, tra le sabbie del deserto. Una stazione di trivellazione a far da cornice a una società apparentemente perfetta, con i suoi squilibri e i suoi personaggi strambi. Una casa dalla facciata bianca, identica alle altre migliaia di case disseminate lungo le vie tutte uguali. Lo sfondo perfetto per una famiglia altrettanto perfetta. Ma l’ipocrisia e la cattiveria regnano sovrane tra quelle mura candide.
Una ragazza, Doroty, per tutti Biondina, con l’unico scopo esistenziale di tentare ogni giorno di sopravvivere a questa realtà, trovando il proprio equilibrio interiore nel rifugio costruito tra i meandri della sua mente.
Cosa è nato tra le strade di Madley?
Lo scopriremo in un viaggio attraverso un thriller psicologico che spinge il lettore a un’attenta riflessione su come e quanto l’ambiente e la società che circondano l’essere umano possano influire ed essere responsabili dei suoi mutamenti interiori e delle sue azioni. Anche le più scellerate

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo racconto perché ero arrabbiato e frustrato. Scrivere, per me, è una valvola di sfogo.
Stavo passando un momento molto difficile della mia vita. Mi trovavo in mezzo ad un tornado di problemi, alimentato dai luoghi comuni e dai pregiudizi dell’ambiente tossico in cui mi trovavo.
Da questo malessere è nata l’esigenza e l’idea di scrivere un racconto che facesse riflettere sul potere dell’ambiente che ci circonda e su come questo possa, in un qualche modo, condizionarci.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Quella Città era un paese perfetto per dei cazzo di folli.

Una simile chicca spiaccicata nel mezzo del deserto raggiungeva lo stesso effetto scenico di una merda incastonata in una torta nuziale, orrida quanto allucinante.

Il folle sogno era nato per esigenze correlate al denaro e all’ingordigia umana ed il tutto era finito per esser fatto con l’unico orifizio capace di produrlo, il culo.

Non si erano seguiti piani regolatori ambientali, ne progetti di bonifica né quant’altro, si era semplicemente preso una carta topografica e a cazzo si era deciso di costruire una città. Il geometra responsabile di quello scempio era stato pagato per fare il prima possibile; mentre veniva tra le cosce della segretaria si impegnava a progettare quello scempio fottendosene di tutte le possibili ed immaginabili regole del mestiere, sorvolando sulla marea di infrazioni commesse con l’idea della valanga di grana che gli sarebbe arrivata nelle tasche, gentilmente offerta dalla OLI START, per tenere la bocca chiusa in un futuro prossimo. 

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Madley nella sua forma era molto semplice. Era un immenso cerchio di case che si sviluppavano a raggiera partendo da una piazza centrale dove erano collocati una chiesa ed un comune. Le abitazioni erano tutte in fila e tutte uguali; le si poteva osservare tutte guardandone nei particolari solo una, tutte bianche con i tetti perfetti, le macchine parcheggiate davanti al vialetto con in sottofondo il rumore degli irrigatori che consumando quintalate di acqua assicuravano il giardino perfetto al cittadino perfetto.

La caratteristica fondamentale di quel luogo, che ne era anche l’essenza stessa, era data dalla pura e semplice apparenza. Tutte unite quelle casette dovevano trasmettere l’idea di una vita perfetta, mite ed armoniosa cosa assolutamente incongruente con l’anima di quel posto.

Nelle sue abitazioni i cittadini vivevano trincerati dietro la volontà di apparire e di far trasparire ciò che la realtà non permetteva di fare; avevano la caratteristica di essere apatici, privi di personalità e di originalità, arroccati nelle loro convinzioni puritane ed isolati da tutto e da tutti, governati da una forza quasi invisibile che li spingeva a non tradire mai quegli invisibili binari che li trascinavo all’interno dell’amalgamazione sociale.

Non esisteva partito politico, pensiero singolo, o marca di caffè che non fosse decisa o “appoggiata” dalla compagnia, la OIL START, in quanto quella città era sua e con essa lo erano anche per diritto i suoi cittadini e le rispettive vite.

Ecco la ragione di quello sputo rinsecchito in mezzo al deserto: il petrolio.

Un decennio prima una trivellazione fatta per sbaglio aveva rivelato l’oro nero in quella zona; ne aveva trovato abbastanza da poter sfamare la popolazione dello stato per mezzo secolo ed il tutto era iniziato. Prima erano sorte le baracche per i tecnici impegnati nelle rilevazioni, poi il successo ed in fine la perfetta nemica delle cose fatte bene, l’avidità aveva tracciato quelle linee regolari che adesso erano le strade della città.

Un’unica particolarità degna di nota era la specifica caratteristica attrattiva di quel luogo per le menti folli ed instabili.

2022-05-05

Aggiornamento

Finalmente abbiamo raggiunto il 20% Volevo ringraziare tutti i sostenitori e chi sta credendo veramente nel progetto !!!

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Marco Marmiroli
Marco Marmiroli,
Nato a Modena il 04 Luglio del 1984, vive in un piccolo paese alle porte di Castelfranco Emilia.
Perito Meccanico, Laureato in Giurisprudenza, attualmente lavora presso un’azienda di servizi come impiegato.
Dotato sin da piccolo di una fervida immaginazione, scopre la scrittura come passione già alle scuole medie, dove il giorno del tema per lui era un momento di divertimento.
Nel corso degli anni, questa sua passione diverrà per lui uno strumento di evasione e sfogo, dove poter dare spazio alla sua fantasia creando mondi immaginari e scrivendo vari racconti gelosamente custoditi nel fantomatico cassetto.
Attualmente, continua a curare questa sua passione parallelamente ad altri hobby come la Birra, le grigliate, la musica e i giochi di società.
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