Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Mistificazioni assurde e come sconfiggerle

740x420 - 2024-02-01T110809.209
8%
184 copie
all´obiettivo
74
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Novembre 2024
Bozze disponibili

Con “Mistificazioni Assurde e Come Sconfiggerle” finalmente si potranno conoscere alcune verità della Storia che per troppo tempo sono state mistificate per colpa di invidia, ignoranza o, ancora peggio, pigrizia. A bordo della mitica Ghost Drakkr riusciremo a navigare nel tempo in qualsiasi epoca, dalle vastità dell’Età Imperiale di Roma ai freddi fiordi dei Vichinghi nel Medioevo. Tutto questo verrà fatto, ovviamente, non senza ostacoli e disagi che prontamente verranno annegati dalla verità! Insomma, preparati a entrare nel mistico mondo del Vero perché ci sono molte tematiche da sfatare, gli unici consigli che ti posso dare sono: 1. Elimina ogni tua convinzione; 2. Non sentirti offeso in alcun modo; 3. Dai sempre retta al Bardo.

Perché ho scritto questo libro?

Ho deciso di scrivere “Mistificazioni Assurde e Come Sconfiggerle” per provare a rivoluzione il concetto di divulgazione storica che, purtroppo per noi appassionati, sta diventando un qualcosa di ripetitivo e pericolosamente noioso. Essenzialmente è un libro breve, ironico e alla portata di chiunque voglia affacciarsi a questo genere di lettura e tale caratteristica è stata voluta proprio perché sono del parere che tutti noi dovremmo conoscere il passato, senza che esso ci annoi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

CAPITOLO V

“Ripetizioni di matematica”

/ / /

“Accidenti, questa sì che è stata una vera e propria onda anomala… State tutti bene drengr?”

“Sì Bardo, ma dove siamo?”

“Mi è familiare questo luogo, a esser sincero… ma no dai, non può essere… e invece è così: SIAMO A ROMA RAGAZZI!” “Oh no, allora qualcosa non ha funzionato capo”

“Sei proprio un idiota Virgil… non so perché ti abbia concesso di intraprendere questo viaggio con me. Siamo tornati a Roma, certo, ma che non lo vedi che non ci sta traffico, non ci sono le buche e, soprattutto, non ci sono i gabbiani?”

“E in che epoca siamo Michael?”

“Aspettate che chiedo a qualcuno… Oh tu, maschio, viè npo qua. Ma che istitutio (si legge “istituzio”, ossia “istituzione”) ce sta?” “Ce sta er Re, ma che sei deficente che nun lo sai?”

“Sì, siamo decisamente a Roma… Mi stava quasi mancando!”
Continua a leggere

Continua a leggere

Eccomi qua ricercatori dell’ignoto, me la sono proprio tirata alla fine dello scorso viaggio eh? L’avevo chiamato l’imprevisto infame in perfetto stile “Monopoli” (o “Monopoly” per i meno acculturati). Non riesco a lamentarmi più di tanto visto che finalmente mi posso godere la mia città in tranquillità essendo indietro di millenni, però avrei preferito finire il discorso sulla forma della Terra. Va bene dai, se tutto va bene la prossima tappa sarà quella. Nel dubbio, io una bella grattata me la faccio sinceramente, scusatemi se sembra brutto ma avete visto quanto possa risultare insidioso un viaggio del genere. Sarà stata sicuramente colpa di Virgil che ha bevuto troppo con Norberto.

Ad ogni modo, ormai è successo ciò e non possiamo far altro che affrontare quanto accaduto andando a disinmistificare una vicenda che, una volta esserne venuti a conoscenza, vi farà dire: “E che cazzo ci voleva a inserirlo?” Eh… bella domanda drengr.

Nonostante l’uomo che andremo a menzionare lo possiamo definire piuttosto sfigato al giorno d’oggi, vi assicuro che a suo tempo era tutt’altro che fesso, anzi. Almeno lui si è goduto quanto fatto in passato e non ha bisogno di attaccare gli altri a caso, nonostante ne avrebbe tutto il diritto…

Hai capito bene Erodoto? È inutile che ti nascondi sotto quell’orrenda e puzzolente toga, esci fuori di lì e ammetti le tue colpe. Proviamoci dai:

“Chi ha costruito le piramidi nell’Antico Egitto?” “GLI SCHIAVI!”

“Ma allora non cambi proprio mai tu. Non sai ammettere i tuoi errori, molto male… ringrazia che ormai sei solo una parola digitale scritta in nero su un foglio bianco di computer, altrimenti due ceffoni non te li avrebbe tolti nessuno!”

Torniamo a noi, amici miei, meglio non perdere altro tempo con fanfaroni di questo calibro che non ci fanno concentrare.

Prima di iniziare a parlarvi del falso storico da distruggere in questo capitolo, però, voglio precisare una cosa (tanto finché non risolviamo alcune problematiche con la Ghost Drakkr e il mare non ce lo concede, non possiamo ripartire):

Non iniziate a creare guerre calcistiche tra Roma e Lazio perché non ce ne è assolutamente bisogno, tanto ci sono i fatti a parlare. Lo dico soprattutto a voi “giallorossi”, non scrivete cattive recensioni dettate da un sentimento non giustificato di orgoglio perché non tifo né la Roma e né la Lazio; dunque, mettetevi buoni che abbiamo un mito da distruggere e sarà piuttosto impegnativo.

Vi dispiace se per introdurvi l’argomento vi narrerò, da vero Bardo quale sono, una vicenda accadutami in terzo liceo?… ma che ve lo chiedo a fare, tanto decido io, questo è il mio libro.

Scrivetene uno vostro invece di mettere bocca sul mio!

Scusate drengr, ogni tanto la mia personalità scontrosa parte e non posso fare nulla per fermarla. Comunque, state tranquilli, nessun dramma adolescenziale. Questa è solo una cosa chiamata “Vendetta e Giustizia” (con le prime lettere in maiuscolo, esatto!).

Iniziamo allora…

“Michael quanti sono i re della Roma monarchica?” “Sono otto.”

“AHAHAHAHAH ma che dici? Sono sette, lo sanno tutti, perfino i tuoi compagni meno studiosi”

“Allora sbagliate tutti quanti…è grave.”

“E quale sarebbe l’ottavo? Francesco Totti?”

“Non avevo intenzione di fare una squallida battuta da scuola elementare, però non risponderò per decenza personale”

Ecco, come promesso, ci ho messo pochissimo e vi ho scioccati a dovere come amo fare. IO AMO IL MIO LAVORO!

A parte la mia versione strafottente sempre presente, con questo flashback vi ho rivelato una di quelle realtà che quasi nessuno ha il coraggio di dire. Quello che mi domando sempre è: “Ma che ci vorrà mai a dire le cose come stanno?!?”. In questo caso, a fine capitolo, proverò a dirvi la motivazione. Ma arriviamoci per gradi altrimenti non ci capiamo.

Quando si studia il periodo della monarchia a Roma, tutti ci raccontano di come in questa città tra il 753 A.C. (anno della sua fondazione) e il 509 A.C. si susseguirono sette re, ossia: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marcio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio detto “il Superbo” (mica tanto nei fatti però… vabbè, per ora questa cosa non ci riguarda).

Questo elenco, ben noto alla maggior parte di noi visto che ce lo hanno fatto ripetere a mo’ di filastrocca praticamente, è tuttavia impreciso. Non sbagliato come di consueto quando parliamo di falsi storici ma non rende giustizia a tutti.

Vi immagino già lì a cercare di ripercorrere le vostre conoscenze storiche con l’intento di iniziare un toto-nomi per provare a indovinare di chi sto parlando. Per quanto apprezzi i vostri sforzi e trovo giusto che voi ci proviate, sarò schietto come al mio solito: lasciate perdere, non lo indovinerete mai e se, casualmente (o sulla mia pagina, magari), lo abbiate sentito da qualche parte sono piuttosto certo che non vi ricordate come si chiamava questo sfigato “storico”.

“Michael secondo me questa volta la stai sparando grossa, ti stai inventando tutto! I re romani erano sette, punto e basta!”

“Virgil, perché riesci sempre a essere così inetto?… Vuoi sapere la novità? Sei fuori dalla Ghost Drakkr, non appena ci rimetteremo in viaggio farai la fine di Thorstein: “splash”.”

“NOOOOOOO!!!!!!”

Fuori due, in appena 5 capitoli, roba da non credersi ragazzi. La prossima volta farò meglio a essere più selettivo per arruolare gente nella mia ciurma, altrimenti questi qui sono i risultati: un tizio a caso che pensa di potermi dare del bugiardo quando in realtà io sono qui a raccontare la verità.

È per caso una metafora contro la gente che mi critica e mi segnala la pagina nonostante sappia a malapena quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale? Sì, esattamente, è proprio questo.

Quando ci vuole, ci vuole!

Quindi, come già vi ho anticipato, questa mia affermazione sul numero reale dei re di Roma non è la classica battuta che fanno tutti. Non potrei mai abbassarmi a certi livelli quando si parla di Storia, sarebbe alto tradimento.

Constatato, dunque, che l’ottavo regnante non fu Francesco Totti (con buona pace della Curva Sud), posso finalmente menzionarvi il protagonista di questa tappa: Il suo nome è Tito Tazio.

“Chi? Tito Lazio? Allora è vero, sei un laziale!”

“Ma che hai capito Karl! Non deludermi anche tu, diamine!” “Ho detto Tito Tazio. T-A-Z-I-O… TAZIO!”

“Ahhh, scusami allora Michael!”

Ma chi era questo Tito Tazio dunque? E perché nessuno lo menziona mai? Adesso ci penso io a togliervi ogni curiosità, non temete soldati.

Durante il regno di Romolo (fondatore della città, tra l’altro), quando questi mancava per via di battaglie, missioni diplomatiche e, probabilmente, anche nottate brave, a fare i suoi doveri ci pensava un’altra persona, una sorta di reggente per intenderci meglio (un vice, per certi versi). Questo ruolo, come potete facilmente dedurre, venne svolto dall’egregio signor Tito Tazio, un sabino che tra il 750 e il 740 A.C. prese le redini di Roma.

Giustamente voi vi starete chiedendo come sia possibile che uno dei Sabini, storici rivali di Roma secondo la cultura media (dalla quale mi dissocio fortemente la maggior parte delle volte), possa aver avuto la possibilità di regnare su Roma, seppur solamente “ad interim” (ossia, in sostanza, temporaneamente). Beh, a dirla tutta, in tal proposito, vi anticipo che ho deciso di prolungare la mia tappa a Roma, quindi riceverete risposta anche su questo prossimamente (e su altro riguardante la storia romana, ovvio!).

Ma perché metterlo nell’elenco “ufficiale” dei sovrani di Roma se fu solamente un re reggente? La risposta a questa domanda sta nelle virgolette appena usate per definire la lista “reale”.

Proprio così, le documentazioni storiche fornite sull’identità degli ultimi tre re di Roma hanno lasciato perplessi numerosi studiosi, i quali non riescono a esporsi sull’autenticità dei più “recenti” sovrani dell’attuale capitale d’Italia; non a caso, si ha la certezza solo sull’esistenza dei primi quattro re dato che non sono rinvenuti documenti che contestano la loro presenza storica.

Dunque, se possiamo aggiungere alla lista ben tre regnanti che potrebbero non esser neanche esistiti (o che comunque non hanno governato la città), perché non dovremmo inserirci anche il povero Tito Tazio che almeno ha gestito Roma, seppur a tratti e per relativamente poco tempo?

Nonostante l’imprevisto dell’onda anomala che ci ha catapultati qui nell’Antica Roma, sono soddisfatto di aver reso giustizia al nostro protagonista in età regia.

Vedremo nei prossimi capitoli quanto e come si prolungherà il nostro soggiorno nella capitale dell’Impero Romano. Tanto, appunto, non sarà un male attendere che altre tempeste si tolgano dalla rotta verso la nostra destinazione finale.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Mistificazioni assurde e come sconfiggerle”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Michael Federico D'Intino
Il nome completo è Michael Federico D'Intino, nato a Roma il 13 Ottobre del 1999. Nel corso della mia carriera scolastica ho sempre avuto una passione per la Storia, la Filosofia e per la Mitologia, materie di cui ora parlo segnandole con la lettera maiuscola a mo' di nome proprio. Queste passioni, culminate con la scelta di intraprendere gli studi universitari in Scienze Archeologiche presso La Sapienza, sono state tutte riversate nella scrittura, volendo da sempre diventare uno scrittore per poter divulgare gli eventi del passato in una versione completamente rivoluzionaria.
Michael Federico D'Intino on FacebookMichael Federico D'Intino on InstagramMichael Federico D'Intino on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors