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Nica
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Consegna prevista Agosto 2023
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Nica è una giovane ragazza che, dopo il suo risveglio da circa un mese di coma, realizza di aver subito delle gravi perdite di memoria. L’incidente si è portato via gran parte del suo vissuto, lasciandole un’infinità di domande a cui non trova risposta. Oltre a ciò, è spesso tormentata da un incubo che la costringe a passare notti insonni, facendole dubitare che ciò che sogna sia solo frutto della sua immaginazione. Adam, invece, è quella parte del suo passato che possiede i tasselli del puzzle che le mancano per ricostruire la sua vita.
Impulsiva e testarda, lei; riflessivo e protettivo, lui.
Riuscirà la ragazza con gli occhi del colore del mare a riscoprire se stessa e ad accettare anche le verità più scomode che fanno parte di lei? Ostacoli, colpi di scena, crude rivelazioni e una manciata di ironia. Una storia d’amore che mira ad insegnare che non sempre tutto va come sperato, ma non per questo bisogna rinunciare a lottare. E che, a volte, è possibile amare anche in silenzio.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro nacque come tentativo di evasione dalla realtà che stavo vivendo. Avevo bisogno di emozionarmi, di emozionare, esattamente come fa l’arte. A volte basta una semplice parola, una frase anche se imperfetta, per farci provare qualcosa.
Questo racconto è un inno alla verità, al riconoscere ed accettare anche le parti più scomode di noi stessi, perché è grazie ad esse che si determina la nostra autenticità.
E nella nostra completezza riusciamo a fare grandi cose.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

Adam

E’ per rinascere

che siamo nati.

Pablo Neruda

«Si è svegliata.»

Sono bastate tre parole per sconvolgere completamente la mia esistenza. Nonostante io possa vantare il titolo di “persona dotata del maggiore autocontrollo sul pianeta”, in quanto ad esternare le emozioni, ho faticato a rimanere impassibile alla notizia. E’ stato il concretizzarsi del mio sogno mancato.

Molte persone sperano di vincere alla lotteria, di trovare il lavoro dei propri sogni… io aspettavo lei.

Mi ci è voluto un po', in effetti, per realizzare che la frase uscita tutto d'un fiato dalla bocca di Naomi, una delle mie conoscenze di vecchia data, fosse veritiera al cento percento. Ma la serietà nel tono della sua voce mi ha fatto intendere che fosse tutto fuorché una menzogna. Oltretutto, Naomi è una delle persone più ciniche e dirette che io conosca.

Si è svegliata.
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E’ stato l’incipit perfetto, volto ad indicare che lei è tornata. Nica. La ragazza con gli occhi color del mare.

Era da più di un mese che aspettavo di sentirlo. Per la precisione, trentotto giorni, undici ore e ventidue minuti, che a causa dell'impazienza mi sono parsi un'infinità.

Attendevo questo momento da quando le è capitato quel maledetto incidente, che l'ha tenuta incollata al letto dell'ospedale in uno stato di coma, senza fornirci alcun aggiornamento a riguardo.

I medici hanno detto che è stata fortunata ad essere sopravvissuta all'impatto. La sua auto si è letteralmente accartocciata. Avevo paura che non ce l'avrebbe fatta.

“Potete solo sperare”, avevano detto.

E così io ho fatto. Ed oggi eccomi qui.

Oggi è diverso. È la sua rinascita. E la mia.

Mi sono preso un giorno di ferie per andare a trovarla. Ho bisogno di rivederla. Devo accertarmi che stia bene.

Rileggo il messaggio di Naomi, che è già in ospedale, e mi ha inviato le indicazioni per raggiungerla nel reparto in cui si trova. Sono agitato come un adolescente al primo appuntamento.

Raggiungo la stanza in cui l'hanno sistemata, mentre tento di non farmi assalire dall'ansia a pensare di avere solo una parete a dividerci. Sicuramente tutto l'odore di alcool che aleggia nell'ospedale aiuta ad affrontare questo tipo di eventi al pari di una sbronza.

Faccio un respiro profondo prima di entrare, per bloccare un susseguirsi di flashback con il suo nome che corrono a tutta velocità nel mio cervello. Per nessuna ragione al mondo riuscirei mai a dimenticare quegli occhi.

Sono mentalmente preparato, ho messo in preventivo tutto. Molto probabilmente sarà stanca, dolorante, intontita dai farmaci… forse starà anche dormendo. Non mi aspetto che mi salti al collo, è già tanto se riuscirà a girarsi nel letto.

Decido di farmi coraggio e azzardo un passo in avanti, per entrare nella stanza. Ci siamo. Varco la soglia e i miei occhi vengono magneticamente attratti da quei due diamanti color verde mare che riconoscerei dovunque.

«Ciao, Nica.»

È sveglia. È davvero sveglia. Le sue iridi, pozzi di oceano, sono puntate fisse nelle mie. Accanto a lei, Naomi mi fa un cenno di raggiungerla.

Mi avvicino lentamente, e lei si tira su appena dal letto, mettendosi seduta.

«Come stai?»

Sembra passata una vita da quando l'ho vista l'ultima volta. Ed era un contesto leggermente diverso.

Ma lei è bellissima, sempre e comunque, anche con i graffi, con gli occhi spenti e i capelli arruffati. Anche con le sue innumerevoli ferite.

Non è ridotta così male come credevo, ha un braccio fasciato, il sinistro, qualche ematoma sulla pelle e dei graffi sulla fronte. Sono così contento di vedere che sia davvero viva. Nessuno è al corrente della preoccupazione che mi sono portato appresso da quando ho appreso la notizia, né dei livelli di ansia che ho raggiunto in poco tempo. Se l'avessi persa per me sarebbe stata la fine.

Mi scruta attentamente e il modo in cui il suo sguardo assente si posa su ogni centimetro del mio corpo, indagando con circospezione, accende in me il sospetto che ci sia qualcosa che non va.

«Nica, lui è Adam.» Naomi mi introduce a lei con una sorta di presentazione improvvisata, ma capisco che nella sua mente lei sta disperatamente cercando un posto in cui collocarmi. Non ho mai visto i suoi occhi così vuoti.

«Ti ricordi di me…?»

Cerco di non lasciar trapelare la minima emozione, e non oltrepassare il confine dell'invadenza, ma comincio a percepire un groppone in gola che mi si sta formando in maniera esponenziale.

Lei scuote appena la testa, i suoi occhi in cerca di spiegazioni rivelano un senso di frustrazione.

«Mi dispiace…» la voce flebile, le parole spezzate. L'espressione affranta di Naomi si schianta nella mia.

No. Non può essere. Non può aver dimenticato tutto quello che c'è stato. Quello che abbiamo passato. O quanto io l'abbia amata.

Le sue iridi iniziano a velarsi, mentre grosse lacrime si affacciano insistenti sulle palpebre inferiori.

Ero preparato a tutto. Tutto, tranne questo.

I ricordi, le certezze che ho tenuto ben salde fino a questo momento si polverizzano come cenere.

Per un istante mi sento vacillare drasticamente in bilico sull'abisso dei suoi occhi, mentre le parole che mi riversa mi travolgono come un'onda in mare aperto.

«Io non ricordo niente.»

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Veronica Sartori
Veronica Sartori nasce a Trento nel 1995 e si diploma presso il Liceo Linguistico “Sophie Scholl”. In seguito si trasferisce a Cogollo del Cengio, dove risiede con il compagno e i loro due bimbi e gestisce una tabaccheria edicola in centro. Oltre alla scrittura è appassionata di arte e di musica. ‘Nica’ è il suo primo romanzo.
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