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Ofelia, la Luna e gli Spiriti

Ofelia, la luna e gli spiriti
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Consegna prevista Settembre 2024

Avete mai pensato ad un mondo senza Luna? Senza quella luce che rischiara le notti più buie, a cui potete rivolgere i vostri pensieri più profondi? Eppure Ofelia, una ragazza semplice senza un passato definito alle spalle, vive in un mondo così. Fatto solo di buio. In un piccolo villaggio in cui gli abitanti non danno peso a nulla, nemmeno ai ricordi, lei è vista come “la diversa”, non solo per i suoi occhi (uno bianco e uno nero), ma soprattutto per il suo modo di pensare e vedere il mondo. Come il richiamo di una memoria passata, inizia così il viaggio di Ofelia all’interno del bosco dove tutto è cominciato. Qui, dovrà affrontare le sue più grandi paure e gli incubi che l’hanno tormentata fin da bambina, ma soprattutto loro: gli Spiriti.

Perché ho scritto questo libro?

Il mio libro contiene diversi significati.
Primo fra tutti quello della diversità. Siamo tutti diversi, ma esiste un universo, fatto di emozioni e di sentimenti, in cui tutti possiamo riconoscerci.
Questo è l’obbiettivo principale, il potersi riconoscere nonostante le mille sfumature diverse.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Mi chiamavano “la diversa”, ero strana per loro.

Fin da bambina la gente di quel piccolo villaggio mi aveva etichettata cosi.

Ero stata trovata ai piedi di un’imponente quercia, nessuno con esattezza era mai riuscito a scoprire le mie origini, di chi fossi figlia, né a risalire in qualche modo ai miei genitori. Ero stata trovata una notte d’autunno inoltrato dove il freddo inizia a fare capolino su tutto il paesaggio.

Tutto quello che so è che mi avevano abbandonata avvolta in una coperta di lana bianca, lasciando un biglietto in cui, in una grafia quasi tremante vi era scritto solo un nome, il mio: Ofelia.

La signora che mi trovò, decise anche di prendersi cura di me, si chiamava Ann e crescendo io iniziai a chiamarla zia. Lei mi portava sempre a camminare nel bosco vicino alla piccola casa dove abitava, mi aveva insegnato i nomi delle piante e le loro origini e mi aveva cresciuto insegnandomi ad ascoltare gli alberi, diceva che erano la miglior cura per l’anima.

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La mia fu un’infanzia tormentata, mi svegliavo spesso la notte in preda agli incubi.

Solo la zia sapeva come placare la mia paura e quello stato di panico in cui mi trovavo al risveglio, mi diceva “ricordati che ora il brutto è passato, perché dopo il buio può solo arrivare la luce”. Quella frase me la ripeteva sempre, ma per quanto grande era il conforto e la volontà nel tentare di convincermi che non vi era nulla di strano, dentro di me iniziarono a crearsi una moltitudine di domande e cresceva sempre di più quella sensazione di distacco dal mondo esterno, come se ci fosse uno squarcio tra me e la realtà che diventava sempre più grande con il passare del tempo.

Stavo nel mondo, ma il mondo non mi apparteneva o perlomeno io non ero mai riuscita a integrarmi ad esso. Mi chiedevo spesso cosa si provasse ad essere esattamente come tutti gli altri, o se questi, avessero mai provato almeno una volta a sentire quello che io sentivo costantemente.

Il mio aspetto non mi aiutava ad alleggerire questi pensieri, ero nata con una piccola particolarità agli occhi, ne avevo uno nero e l’altro chiarissimo, quasi bianco. Questo, ovviamente, non aveva mai facilitato la mia integrazione con la gente del paese che anzi, aveva da sempre riservato per me sguardi di sospetto.

Era come se fossi rimasta sulla soglia, al confine tra quella realtà e un mondo agli altri del tutto sconosciuto. Li guardavo come spettatrice uniformarsi ed adattarsi perfettamente a quel mondo, dove io invece non riuscivo a trovare il mio incastro. Ascoltavo le loro parole e non vi trovavo nulla in cui riconoscermi davvero, alla gente piaceva dare importanza alle cose futili. Io ero quel tipo di ragazza a cui erano sempre interessate poche cose, ma in quelle ci trovavo tutta me stessa.

Mi convinsi sempre di più che quello era probabilmente un atteggiamento di difesa che avevo adottato contro quel mondo in cui non riuscivo a trovare il mio posto.

Le persone sono abituate allo scorrere del tempo, convinte che tutto passa e che tutto abbia una fine, che una volta passate, certe cose vengono dimenticate e tutto è destinato a non rimanere davvero.

Io invece avevo da sempre avuto un debole per quelle cose che profumavano d’antico, quelle che riescono a contenere dentro al rumore del mondo il suo silenzio, che riescono a resistere al tempo nonostante tutti i cambiamenti.

Il tempo passa e scorre secondo la percezione che abbiamo di lui in quel momento e nulla viene cancellato.

Parla la Luna:

Si chiamava Ofelia.

Era una ragazza semplice, capelli neri che ricordavano la notte e gli occhi divisi a metà tra l’ombra e la luce, come la sua anima.

Era tra le anime più pure, di quelle che posseggono un velo di malinconia che traspare al loro passaggio.

Riuscivo a percepire la sua nuova luce, il momento è finalmente giunto, l’attesa era terminata.

Lei era la parte di me rinata in forma umana, potevo sentire ogni suo pensiero, sensazione, sapevo che non si sarebbe mai integrata a quel mondo perché in certo senso, non vi apparteneva.

Il destino di quella ragazza era stato già scritto, molto tempo prima della sua  rinascita. Si, la sua rinascita, perché Ofelia era la custode e la vita stessa, era la speranza che per secoli numerose donne prima di lei, mie discepole, dal giorno della grande distruzione, avevano protetto anche con la vita.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Annalisa Vasquez

    Un libro che merita davvero tanto di essere sfogliato, sia per chi ama il genere fantasy sia per chi vuole evadere un po’ e leggere una storia magica accompagnata da splendide illustrazioni fatte a mano.
    Unico insomma!

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Isabella Ragazzi
Nata ad Alessandria, vive a Valenza (AL),dove ha frequentato il Liceo Artistico C.Carrà.
Dopo il liceo decide di iscriversi alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, dove continua il suo percorso artistico, specializzandosi nei campi di illustrazione e fumetto.
Da sempre amante dei temi fiabeschi, mitologici/medievali, le sue opere si ispirano agli stessi prediligendo atmosfere dark.
Negli anni successivi si laurea in Filosofia e Comunicazione, portando come tesi finale la storia della fiaba nei secoli.
Tra le sue più grandi fonti di ispirazione si possono sicuramente citare i fratelli Grimm, le opere di Rackham e Waterhouse, che sono solo alcuni dei nomi a cui si ispira per dare vita alle sue illustrazioni.
Isabella Ragazzi on Instagram
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