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Omar e la farfalla

Omar e la farfalla
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Consegna prevista Ottobre 2022

Che cosa ci rende ciò che siamo?

Quando l’orso Omar scoprirà che la vita a cui è stato predestinato divergere completamente dalla sua natura spirituale, intraprenderà un cammino alla ricerca di se stesso. Riuscirà a risolvere lo scontro interiore che lo dilania? Può una farfalla dispiegare le sue ali delicate dentro il cuore di un orso?

Le circostanze che hanno determinato la nostra esistenza, che ci collocano in un determinato luogo nello spazio, in un preciso momento del tempo, che ci fanno appartenere ad una specie, ad una famiglia,
sembrano condizionare le nostre scelte e il contributo che dobbiamo rendere alla comunità al punto da definire chi siamo.

Nelle profondità del nostro cuore però risiedono sogni, emozioni, speranze, in costante divenire, difficili da imprigionare in un momento e in una forma.
Omar cercherà di comprendere quanto della sua natura profonda possa realizzarsi nella sua vita; quanto di questa natura gli altri siano disposti a comprendere ed amare.

Perché ho scritto questo libro?

Quando non si crede in se stessi, ritenendosi inadeguati ad affrontare la vita, si genera una profonda disperazione.
Desidero che il mio racconto sia un incoraggiamento: “impara ad amare ciò che senti di essere”.
La vita è una lotta che non avrà mai fine e diventare adulti non significa trasfigurare i propri sentimenti subordinandoli alle necessità, ma imparare a credere nel loro valore confidando nel fatto che si riveleranno vincenti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

C’era una volta, una meravigliosa radura in mezzo alla foresta dove diverse specie animali abitavano e collaboravano in armonia. Dalla montagna che la dominava, scendeva a cascata un fiume ricco di numerose specie di pesci, fra cui i salmoni che ogni primavera accorrevano numerosi per deporre le uova; gli abitanti del luogo avevano quindi di che sfamarsi e dissetarsi.

Nei pressi del fiume, circondata da poderosi alberi e rigogliosa vegetazione, sorgeva un’incantevole casetta di legno abitata da una famigliola di orsi bruni; mamma orsa, papà orso e tre piccoli orsacchiotti- Sofia, Omar e Timoteo.

La vita trascorreva tranquilla e felice; tutto era perfetto: i piccoli occupavano il loro tempo con mille giochi mentre gli adulti si intrattenevano in allegre conversazioni con i vicini;  nessuno si sentiva mai solo o aveva modo di annoiarsi.

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Uno degli abitanti era Il signor Stornelli; un simpatico pennuto dal piumaggio color cipria. Per la sua rapidità e agilità nel volo faceva da postino, recapitando all’intera comunità, i messaggi inviati da parte di coloro che abitavano altrove nella foresta.

Ognuno, nella radura, svolgeva un compito utile alla comunità. La famiglia di Orsi difendeva i confini minacciati dalle saltuarie incursioni di un branco di lupi grigi che, solitamente, risiedeva sulle cime della montagna.

Papà orso, ogni mattina, portava i tre piccoli orsacchiotti al fiume per insegnare loro a pescare. La pesca rappresentava un ottimo esercizio per affinare la prontezza di riflessi e l’agilità di presa.

Man mano che i cuccioli crescevano, venivano insegnate loro tecniche di combattimento e di caccia sempre più aggressive e sofisticate. Tutti gli abitanti della radura confidavano nelle loro abilità per difendersi dai malvagi lupi e contribuivano all’ addestramento dei giovani orsi, talvolta anche camuffandosi da preda.

Ma, più il tempo trascorreva, più diveniva chiaro che il piccolo Omar non era come i suoi fratelli…

Sofia era una pescatrice formidabile, attenta ad ogni cambiamento di temperatura e delle correnti, riusciva a prevedere, con stupefacente precisione, il momento esatto in cui il fiume si sarebbe popolato dei deliziosi salmoni che sfamavano molti degli abitanti del luogo.

Timoteo, invece, non era altrettanto bravo nella pesca, ma crescendo, era diventato molto alto, robusto e forte; il suo aspetto era sufficiente a mettere in fuga qualunque malintenzionato. Oltre alla stazza imponente, il giovane Timoteo godeva di una forza strepitosa, generosamente prestata agli amici e a chiunque ne avesse bisogno per spostare tronchi, massi e quanto all’occorrenza servisse.

Infatti, malgrado le sembianze, Timoteo era generoso, mite e bonario e sovente soccorreva il fratello Omar impelagato in qualche pasticcio.

Omar non aveva doti da pescatore come la sorella e nemmeno la stazza imponente del fratello, non era abile nella corsa e spesso inciampava.

Il suo passatempo preferito era scovare giovani e coloratissime farfalle appena uscite dal baco in cerca di nettare. Era un attento osservatore della natura, per niente aggressivo. Ammirava con entusiasmo gli uccellini intenti nella costruzione del loro nido o i bruchini formare, poco alla volta, il baco dal quale sarebbero usciti meravigliosamente trasformati.Di fronte a questi piccoli miracoli della natura il suo cuore si riempiva di commozione.

Gli altri animali non riuscivano a comprendere questi sentimenti e lo consideravano un po’ strano….

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Maria Elisa Sotera
Mi chiamo Maria Elisa, per tutti semplicemente Elisa.
Penso che la mia più profonda essenza si racchiuda nella parola “mamma”. Se anche non avessi avuto i due splendidi bimbi che hanno benedetto la mia vita, lo sarei stata comunque perché la maternità è un attributo dell'anima, un modo di essere, la propensione al prendersi cura, al desiderio di lasciare un'eredità spirituale.
I miei studi e il lavoro che spero un giorno di riuscire a fare, sono orientati dal proposito di lasciare un'impronta positiva di me su questa terra.
Il mio più grande desiderio è che ciò che mi ha fatto soffrire e crescere possa convertirsi in un utile spunto di affrancamento per qualcun altro.
Spero che i miei paesaggi dipinti e i miei racconti possano trasmettere calore e speranza che accarezzino l'anima; come una coperta e una tazza di cioccolato caldo gustati durante un freddo pomeriggio invernale.
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