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Panta Rei - Si Vis Pacem

Panta Rei - Si Vis Pacem
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Consegna prevista Agosto 2023

In futuro prossimo, la Terra viene attaccata da un impero galattico che vuole sfruttarne le risorse e trasformare l’umanità in bestiame. Per il malfunzionamento di un dispositivo alieno alcuni esseri umani vengono trasformati in ESP (Esseri con Super Poteri). Tra i mutati troviamo il protagonista del racconto, il romano Gabriele “Gabbo” Rosetta, uno studente universitario che si trova completamente spiazzato dalla sua nuova vita. Viene cooptato dal leader e fondatore della resistenza, chiamato Demonesep, un ex delinquente che recluta i potenziati con un semplice invito: “combatti per il mio esercito o ti ammazzo”. Costretto a servire nel Top Team scoprirà un mondo a pezzi, dove troverà alleati ed amanti come traditori della specie umana. Ribattezzato Stellarossa scoprirà che in una realtà mutevole, dominata da continui combattimenti, non sono gli “eroi romantici” a vincere le guerre ma i guerrieri più astuti e spietati, quelli che non hanno problemi a sporcarsi le mani e l’anima.

Perché ho scritto questo libro?

Dopo “Verità Nascosta” ho sentito l’esigenza di tornare al mondo narrativo di Panta Rei per raccontarne le origini. Soprattutto per scrivere di cosa accadrebbe se diventassero super-esseri delle persone comuni (come: studenti, pizzaioli o commessi) per poi calarli in un conflitto mondiale. Inoltre, ho potuto ambientare il racconto in Italia, poiché sono gli italiani gli ESP più potenti del mondo a causa di un evento catastrofico che colpisce Roma, come potrete scoprire leggendo il racconto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

CAPITOLO I

IL RISVEGLIO

Change Day

Che siano i sogni a modellare la realtà o sia la vita a definire i nostri sogni non c’è dato saperlo. Certo è che dal sonno possiamo destarci mentre non possiamo affrancarci dal mondo reale, così come possiamo facilmente cambiare un sogno ma non siamo, invece, in grado di modificare la realtà. Cosa succederebbe se svegliandoci ci trovassimo in un mondo cambiato? Se da un sogno felice ci trovassimo in una realtà modificata profondamente? Di queste ed altre elucubrazioni a breve si sarebbe occupata la coscienza di Gabriele “Gabbo” Rosetta ma non ora, poiché la mente del giovane è ancora presa dall’onirica dimensione di Morfeo.

Come tutti i mercoledì universitari aveva fatto tardi col lavoro al Jolly Pub, per questo motivo, anche se era pieno pomeriggio, era ancora intento a dormire nella sua stanza. Avvolto dal caldo abbraccio delle coperte, rapito dal sogno che ricorrente scorrazzava nella sua fase REM. Come un personaggio dei suoi amati fumetti stava volando sui cieli di Roma. Si vedeva alto nel cielo, un rapace intento a studiare la zona di caccia. Quel senso di leggerezza che pervadeva l’illusione onirica gli trasmetteva una pace ed una rilassatezza che si ripercuoteva involontariamente sul corpo, facendo comparire un sorriso gioioso sul volto del dormiente.

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Molte volte gli capitava, come in quel frangente, di rendersi conto di stare sognando e questo gli permetteva di prendere una sorta di controllo sulla dimensione immaginata. Quando accadeva si divertiva a sorvolare le strade che, giorno dopo giorno, percorreva nella sua esistenza. Il tragitto per il Jolly Pub, quello per arrivare all’università o il percorso per la fumetteria erano in cima alle sue preferenze. Spesso c’erano elementi che cambiavano, come edifici o monumenti, vittime del suo subconscio incontrollato, per questo si divertiva a cercare le divergenze come si dilettava a fare nel gioco della Settimana Enigmistica.

Dormire così era per lui il massimo del ristoro, quando finalmente poteva emozionarsi ad essere un uomo col dono del volo, con cui si illudeva di allontanarsi dalla sua monotona vita, fatta di studi e di un lavoro che doveva assolutamente svolgere per mantenersi all’Università. Sapeva bene che i suoi non potevano permettersi di pagare i libri o l’iscrizione, così come era conscio del fatto che doveva stringere i denti per raggiungere tutti i suoi obiettivi, del resto c’è chi nasce con la camicia e chi con la canottiera. A lui il destino aveva dato solo un paio di mutande ed una famiglia povera di risorse ma, per fortuna, ricca di onestà ed allegria nonostante la malattia della madre. Di tutto questo si liberava quando svolazzava sulla sua città immaginata. Niente orari massacranti al pub, niente libri di diritto internazionale da digerire e soprattutto nessuno stupido figlio di papà in compagnia di belle ragazze, da servire ai tavoli. Nessun problema economico o altro assillava la mente del ventenne mentre si immaginava il vento accarezzargli il viso.

Tutto filava liscio prima che uno strano boato facesse tremare la realtà in cui era sprofondato. Era appena arrivato sopra il cupolone quando i contorni del suo sogno, per pochi secondi, vibrarono ed un rombo attraversò tutto il suo essere. All’inizio rimase stupito ed incredulo di ciò che era avvenuto. Mai prima di allora aveva sognato qualcosa di simile, per un attimo un fremito di gioia lo pervase pensando che, come di rado accadeva, adesso si sarebbe messo a rivivere nel sogno ciò che aveva letto prima di addormentarsi. Da sempre, prima di coricarsi, dedicava qualche minuto alla lettura di un fumetto, nella speranza di sognare la storia in questione. Quando questo accadeva, vestiva sempre i panni dell’eroe forte e privo di macchia, che inesorabilmente salvava il Pianeta. Questa sua padronanza dell’onirico, era per Gabriele il suo “super-potere”, il balsamo che leniva anche le giornate più buie oltre ad essere un magnifico bonus che la lettura gli donava.

Si accorse che qualcosa non andava. Per prima cosa si ricordò che non aveva letto alcuna storia con esplosioni, infatti, il racconto con cui si era congedato dalla vita reale, era una classica storia introspettiva, in cui l’eroe si interrogava sulle vicende che gli erano capitate nell’ultima maxisaga da cui era reduce. Inoltre, mentre iniziava ad avvertire altri rumori nel sottofondo, come di urla e grida, condite con sirene che si avvicinavano sempre più, mentre la realtà onirica che osservava era immutata. Sotto di lui scorrevano come sempre auto e pedoni mentre i rumori che percepiva, facevano sottintendere uno scenario ben più apocalittico. Queste riflessioni misero in crisi la mente dell’universitario, lasciando una sola risposta possibile per la sua testa: il rumore proveniva da fuori, dalla realtà, esattamente come il suono di una sveglia che nei sogni si confonde con l’immaginario, senza mai incastrarsi perfettamente. Era certo, ormai, che era questo che stava succedendo, un suono proveniente dal mondo reale stava turbando il suo riposo e dalla tipologia di rumore, aveva capito che doveva fare una cosa soltanto: svegliarsi.

Aveva gli occhi completamente aperti ma non si capacitava di ciò che vedeva. Il soffitto della stanza non c’era più. Nulla rimaneva, né il lampadario giallo, né la crepa che correva dall’angolo del muro fino a sopra la sua testa. Non sentiva né il letto sorreggerli la schiena, né il soffice contatto delle coperte. Era come sospeso nel nulla mentre uno strano formicolio gli ghermiva le membra. Vide uno strano cielo fatto di luce bluastra mentre del fumo, denso e nero, si alzava a raggiungere quella misteriosa luminosità che copriva la volta celeste.

Il cuore martellava forte nel petto di Gabriele, non capiva dove fosse o cosa fosse successo mentre dormiva, né riusciva a pensare cosa dovesse fare. Era immobilizzato dalla situazione, stritolato dalla morsa prodotta dalla paura e dal terrore di vivere un qualcosa di inaspettato ed inspiegabile. Non sapeva cosa fare e questo lo spingeva solo a rannicchiarsi dentro sé stesso. Riprendere il controllo era pressoché impossibile, per questo si convinse di stare ancora dormendo, incatenato ad un incubo da cui non riusciva a destarsi.

Chiuse più e più volte le palpebre, speranzoso che la strana immagine si sarebbe diradata per far spazio alla sua amata cameretta. Ma non ci fu nulla da fare, il suo regno, come amava definire i dodici metri quadri in cui era cresciuto, non voleva tornare a fargli compagnia. Atterrito e sconfitto dalla situazione, decise di farsi forza e iniziò a girare il collo per osservare meglio dove fosse finito.

Ciò che vide lo lasciò senza parole o pensieri, niente di ciò che aveva capito essere la realtà rispecchiava il suo mondo.

Si rese conto di stare fluttuando a mezz’aria e intorno a lui c’erano dei ruderi fumanti. Capì di trovarsi a galleggiare sopra delle macerie, probabilmente di quello che doveva essere stato un palazzo, sventrato da un’esplosione. Lui era immobile nel cielo attorniato da grida, urla, suoni di ambulanze mentre una strana nube, di un blu fosforescente, attraversava tutto l’orizzonte.

Quando rivolse lo sguardo al proprio corpo scoprì un’altra sorpresa: la sua pelle era divenuta completamente bianca. Era come gesso e liscia, talmente levigata da riflettere la strana luce bluastra che dall’alto si riversava su tutto. Sbalordito si mise a scrutare il corpo come se fosse la prima volta che scopriva il proprio essere. Si accorse anche di avere una luce rossa che gli fuoriusciva dal petto mentre, tutto il resto del fisico, risultava privo di peluria, ricoperto solo da quel bianco colorito.

I pensieri divennero caotici nel cranio di Gabriele. Sogno o realtà? Pazzia o demenza? Cosa stava accedendo? Era forse in coma o preda di strane allucinazioni? Come era possibile che stesse in aria da solo? Queste ed altre domande assillavano la giovane mente mentre osservava la vita che proseguiva al di là del denso fumo. Come piccoli personaggi di un plastico si muoveva la gente al di sotto di lui. Mezzi di pompieri e della polizia municipale raggiungevano il selciato, anche grida e pianti salivano fino a lui. Improvvisamente, tutto quello che gli interessava non era più scoprire il perché volasse o perché fosse diventato completamente bianco, l’unica cosa che tutto il suo essere voleva era scappare da quella situazione, fuggire lontano da quell’incubo e così, come in risposta alle sue preghiere, prese a volare.

All’inizio non se ne accorse neanche, tanto era schiacciato dalla situazione ma lentamente aveva iniziato a prendere quota e sempre più velocemente, sentì il vento soffiargli sulla faccia, come accadeva nei suoi sogni. Quando si trovò a poche centinaia di metri dalla sua posizione di partenza, si rese conto di dove fosse. Gli occhi si sgranarono, le mani coprirono la bocca spalancata e un grido soffocato di puro terrore esordì nella mente, già visibilmente agghiacciata dalla triste scoperta. Adesso era chiaro che la sua intuizione iniziale non fosse completamente errata. Le rovine, che aveva trovato sotto, appartenevano ad un palazzo ma non uno qualunque, era certo che quello distrutto fosse il suo poiché aveva riconosciuto la topografia del suo quartiere. Da quell’altezza vedeva bene il dedalo di strade e lì, dove prima si ergeva la palazzina con l’appartamento dei suoi, c’era solo un informe cratere al cui centro, ad occhio e croce, si sarebbe dovuto trovare il suo appartamento. “No signore! No! Mamma! Papà! Oh mio dio, cosa è successo” con queste parole il bianco individuo guardava dall’alto incapace di alcunché e paralizzato dalla rivelazione che il volo gli aveva concesso. Nessun film o fumetto che avesse conosciuto poteva aiutarlo ad affrontare la realtà che lo circondava. Era così annichilito dalla vista della casa distrutta da non essersi nemmeno accorto di non essere il solo a solcare il cielo di Roma. La sua disattenzione, così come la sua staticità, si rivelò assai pericolosa poiché venne travolto da una scarica luminosa. Il colpo lo trovò impreparato, facendolo precipitare al suolo. Ancora una volta si trovò ad essere vittima impreparata di una strana e nuova realtà.

2022-11-24

SFUMETTATURE www.radiosvolta.it

Volete scoprire i dettagli della trama? Siete desiderosi di conoscere i protagonisti ed i loro avversari? Curiosi di sapere la genesi del racconto? Travate le risposte, grazie agli amici di Sfumettature, ascoltando Il podcast dedicato a PANTA REI – SI VIS PACEM al seguente link: https://www.spreaker.com/user/radiosvolta/sfumettature_160?fbclid=IwAR2tFlzrYtYTazLsWG7NO8rycDOaQrJXCYF1rWZII_KqglkbDft5bnbUQq8 Vi ricordo che partecipando al pre-ordine diventate Voi gli eroi della storia, permettendo al manoscritto di trasformarsi in un vero libro cartaceo e digitale. Buon ascolto e grazie 😉 Stefano P.S. Disponibile anche su Spotify: https://open.spotify.com/show/29Kw1qlvHS7hgNwtiRUlUe Sfumettature, puntata 242: Panta Rei - Si Vis Pacem

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Stefano Maria Lecchini
Nato a Siena nel 1977, vive e lavora a Viterbo con la moglie e la figlia di 8 anni. È un appassionato di cinema e letteratura di fantascienza. Dal 1991 è un collezionista e vorace lettore di fumetti. Ama la musica rock, i Lego, i videogiochi, gli sport e, da oltre venti anni, è un cronometrista ufficiale della F.I.Cr. (Federazione Italiana Cronometristi). Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo fantastico “Panta Rei - Verità Nascosta” (youcanprint), in cui ha unito la sua passione per i super-esseri dei comic book con il genere fantascientifico. Dal 2017 è un presentatore di Sfumettature, un programma radiofonico sul mondo dei fumetti, della fantascienza e del fantasy per la web radio: www.radiosvolta.it
Ammette candidamente di essere un vecchio nerd: per Stefano la lettura non è una dipendenza ma un’esigenza, fondamentale alla sua esistenza come il respirare.
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