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Però, un loro sorriso ti ripaga di tutto

Però, un loro sorriso ti ripaga di tutto
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Consegna prevista Giugno 2023
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La paternità affrontata dopo i 40 anni può essere una strada in salita, soprattutto se si ha a che fare con due figli particolarmente vivaci. Ho scoperto, tuttavia, che il modo migliore per percorrerla è stato ridere dei tanti, piccoli e grandi, momenti che ho condiviso con loro, insieme a mia moglie, nella consapevolezza che i figli sono sempre e comunque un dono, anche quando, stanchi e frustrati, ti sembra arduo riconoscerlo. Ho deciso così di selezionare una serie di divertenti, a tratti esilaranti, aneddoti che hanno caratterizzato la mia vita di padre in questi anni, e nei quali sono sicuro si ritroveranno tanti uomini, come me, che affrontano la paternità non più giovanissimi, cercando di conciliarla con il lavoro e le tante complicate dinamiche della vita quotidiana. Credo sia uscito fuori uno spaccato reale, allegro e paradossale sicuramente, ma che esorta il lettore a qualche riflessione sul proprio ruolo di genitore, in un mondo che cambia velocemente.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché condividere l’esperienza della paternità con altre persone ti aiuta a scoprire il lato divertente anche delle situazioni più complesse e difficili da gestire. Quando scopri che le stesse dinamiche familiari con figli piccoli riguardano la generalità dei tuoi coetanei, riesci a sentirti meno inadeguato nel cimentarti nel più difficile dei lavori: essere un genitore.
Sdrammatizzare le difficoltà del quotidiano, del resto, è un gioco che mi ha sempre appassionato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Narrazione di un tipico scenario domestico serale.

La stanchezza, la noia e l’iperattività si sono fuse in un’unica miscela esplosiva nell’organismo dei due miei figli. La commistione di questi ingredienti produce però effetti diversi su di loro.

In genere entrambe si addormentano per sfinimento. Ma con qualche variante strettamente collegata ai loro due caratteri.

Benedetta tende ad abbattersi, ed il sonno che si appropinqua la spinge a dire cose un po’ così,  tipo vaneggiamenti, fantasie, progetti un po’ visionari.  Parla di quello che vorrebbe fare da grande, come scrivere le storie dei cartoni animati per conto della Disney. Roba da poco!

Lei ha una fantasia ricercata, non qualunquista.

Lorenzo No.

Lorenzo più è stanco, più è accelerato. La sua energia è direttamente proporzionale alla sua

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stanchezza fisica e mentale. Strano ma vero. Il sonno agisce su di lui come una dose di cocaina. Lo esalta. Ma lo fa anche innervosire. Diventa irritante ed irritabile. Mia madre avrebbe detto che tira le botte dalle mani.

E come se combattesse per non far prevalere il sonno, e nel tentativo di arginarlo, si arrabbia con tutto il mondo perché capisce  che prima o poi dovrà spegnersi. E lui non vuole.

In queste condizioni è intuibile che agisca senza freni inibitori.

Come stasera.

Salta  dal divano alle sedie della tavola e viceversa.  Poi sfila i cuscini del divano li getta a terra ad una certa distanza e via…balza in alto senza remore ed atterra sul cuscino.

– Sei impazzito? Faccio io tentando di afferrarlo.

Lui si divincola e balza di nuovo sul divano.

– Buby, The floor is lava!

– Lava che?

– il pavimento è fatto di lava, devo saltare per non caderci dentro.

Comincio a pensare che la cocaina non sia solo un termine metaforico ma uno degli ingredienti della sua cena.

– ti assicuro che la mia mano può essere peggiore  della lava. –  Lo ammonisco

Capisce l’antifona e scende dal divano.  Simula per circa due minuti uno stato di calma. Giusto il tempo che mi distragga e poi è di nuovo in azione. 

Back in action!

La sorella sta giocando con le sue bambole. A lui non va bene, punto!

Gliene sfila una da mano con arroganza, ma sempre con un sorriso malizioso stampato sul volto.

Benedetta piange emettendo urla come una sirena dell’ambulanza.  È difficile capire cosa sia più fastidioso, Lorenzo che fa le marachelle o Benedetta che si lamenta di

subirle.

– ridai la bambola a tua sorella.  Lo esorto.

Mi guarda, ride e comincia a scappare per la casa. Si nasconde sotto il tavolo.

Benedetta lo segue ed afferra la bambolina per i capelli. Cominciano a contendersela. Lori però ha la meglio colpendola con pugno in  pieno volto.

Benedetta comincia ad urlare ancora più forte. 

– LORIIIIIIII – sbraito mentre comincio ad inseguirlo anche io

– non l’ho fatto apposta. Si giustifica pateticamente per scongiurare il matrimonio di schiaffi a cui voglio invitarlo!

  Ma sei hai preso la mira, criminale.

– non è vero, sei un bugiardo.

– io bugiardo?

Arriva mia moglie: la smetti di urlare.

Strano sembra guardi me!

– è tuo figlio che urla, stai bene?

– perché vede te e si innervosisce di più.

– tu hai qualche problema nel ricostruire il rapporto causa effetto degli eventi che accadono in tua presenza.

Lei mi guarda infastidita, ma non  replica.

– Lory dai la bambola a Bendetta.

Lui desiste.

– lory, insiste mia moglie, dagliela

Io rido sotto i baffi perché so che non caverà un ragno dal buco.

– Loriiiii – urla mia moglie e fa un passo verso di lui

Lorenzo lesto scatta di nuovo sotto il tavolo. Altro giro, tutti a bordo!

In tre riusciamo a bloccarlo e a sottrargli la refurtiva.  In un mondo perfetto lo si dovrebbe chiudere in un carcere minorile, a casa mia si becca solo una nuova strigliata, e poi di nuovo libero…..di far danni.

E difatti l’illusione che sia giunto al termine delle energie rimane tale.

Ho avuto la brillante idea di appoggiare il mio Ipad incustodito sulla madia.

Mia moglie mi chiede di non riportarlo a casa la sera, per non stimolare la loro voglia di usarlo. Io però lo dimentico sistematicamente.

Come volevasi dimostrare lei ha ragione.

Lorenzo con destrezza lo afferra e si va a nascondere in un piccolo angolo tra il divano ed il muro, che io e mia moglie abbiamo capito essere il suo ufficio.  Quando e li dentro si sta consumando qualche disastro.

Come dice mia figlia: Lorenzo + guaio= disastro.

Ed infatti l’irreparabile sta per accadere. 

Per qualche secondo mia accomodo sul divano convinto che Lorenzo stia tranquillo. Che salame!!!!

Mi accorgo con la coda dell’occhio che sta armeggiando qualcosa in quell’anfratto della casa. 

Di lui si vede solo il sedere ondeggiante

spuntare da dietro il bracciolo.

– lory cosa fai? Chiedo

Tutto tace!

Non va bene. Il silenzio è un cattivo presagio. C’è il silenzio assenso,  il silenzio rifiuto e c’è poi il silenzio disastro.  Siccome mio figlio non è un ente pubblico, nel suo caso non può che trattarsi della terza possibilità. 

– cosa fai?

Spunta la sua testa da dietro l’angolo e noto che mi fissa, poi guarda atterra nel suo ufficio, mi riguarda e ride.

– Lory che succede?

– niente…

– come niente?

– non l’ho fatto apposta!

– che significa? Cosa non hai fatto apposta?

Silenzio.

Il dubbio si impadronisce dei miei sensi. Hai preso il tablet?

Ridacchia e si nasconde meglio dietro il divano.

Mi alzo – rispondi!

Niente

RISPONDI!

– Si …ma non l’ho fatto apposta!

– Cooosaaaa? Mi affaccio dietro al divano e noto Lorenzo che maneggia con fare molto sospetto l’Ipad.

Terrore.

– Dammelo subito.

Lui si ripara la testa temendo che lo colpisca.

Fa bene, ne avrei l’intenzione. 

– dammelo ho detto

Lui si volta e lentamente me lo porge.  Quel sorrisetto furbo e meschino non abbandona il suo volto.

Glielo strappo dalle mani.

– non è possibile! Sibilo esterrefatto

Mia moglie mi sente pronunciare questa frase mentre la mia faccia sbianca.

– che c’è? Mi chiede

– è vuoto!

– che significa? insiste lei

– CHE NON C’È PIÙ UNA SOLA APP SU QUESTO DANNATO IPAD!

HA CANCELLATO TUTTO

Mia moglie prevedendo che possa tramutarmi in un orco e possa sbranare Lorenzo, si frappone fra noi due!

– ora calmati! Mi dice

– COME POSSO CALMARMI, HA CANCELLATO MATERIALE DI LAVORO, NONCHÉ UN ROMANZO CHE AVEVO APPENA CONCLUSO!!!

E già, perché l’unica passione che riesco ancora a coltivare da quando sono marito e padre è la scrittura.  Evidentemente però questo è un segno divino che mi invita ad appendere la penna al chiodo.

– oddio, è adesso?

Vedere mia moglie solidarizzare con me è molto emozionante!

– adesso che?

– non puoi recuperare nulla?

– ma che…nel sistema Apple se cancelli un app perdi tutto!

Quindi?

– sto valutando: o ammazzo tuo figlio, o mi ammazzo io!

Lei mi consegna ancora una volta il suo sguardo severo… la solidarietà è già terminata. 

– alternative?

– lo prendo in cu…..

– ohhhh non dire parolacce davanti ai bimbi!

– Non dire parolacce? Tuo figlio è capace delle nefandezze più bieche e tu ti preoccupi che possa ascoltare una parolaccia?

– Certo.

– Ma hai capito con chi hai a che fare?

– è un bimbo, smettila.

Pausa tecnica. Cerco di calmarmi. Altra pausa. Niente da fare

– Ma Vaffan……

2022-09-17

www.informareonline.com

“Però, un loro sorriso ti ripaga di tutto”: il nuovo libro di Fabio Russo

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Sto leggendo la bozza e la trovo fantastica, ci sono alcuni episodi che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime…🤣🤣🤣

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Fabio Russo
Fabio Russo nasce a Roma il 04/07/1975 e vive a Castel Volturno in provincia di Caserta.
Svolge dal 2003 la professione di avvocato penalista con patrocinio in Cassazione, ed è iscritto nell’albo dei giornalisti pubblicisti della Regione Campania.
Collabora dal 2002 con la Redazione di Informare, magazine di promozione culturale, edito dall’Associazione Culturale Centro Studi Officina Volturno con sede in Castel Volturno, della quale è cofondatore.
In precedenza collabora con alcuni quotidiani di cronaca locale, Roma e Gazzetta di Caserta, nonchè con una rivista mensile di politica, Mi consenta!
Ha già auto-pubblicato nel 2017, sulla piattaforma StreetLib, in formato e-book, il suo primo romanzo, La Teoria dei Corvi, un legal thriller ambientato nella provincia casertana, nonché nel 2022, sulla piattaforma KDP Amazon, racconto noir, sempre in formato e-book, dal titolo Lattice.
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