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Pride – Il tuo Orgoglio

Pride - Il tuo Orgoglio
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Consegna prevista Maggio 2023
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Daniele, un ragazzo di ventun anni, vive in un mondo privo di arte, di libertà e diritti, dove un’unica società dittatoriale -conosciuta come la Conservative Eyes Of The Opposition- impedisce ogni forma di individualismo e di espressione del proprio essere.

Il ragazzo, dopo essere venuto a conoscenza di un sito sfuggito agli occhi del Governo, e stanco di tale stile di vita imposto pieno di monotonia e disperazione, tenterà -insieme all’opposizione- la rivoluzione, per riportare alla luce quelli che sono i veri diritti dell’umanità.
Ma, allo stesso tempo, si accorgerà che il viaggio più significativo lo affronterà dentro di sé; difatti si renderà conto di come l’orgoglio, uno dei più grandi peccati dell’uomo, un sentimento tanto giusto quanto sbagliato, possa essere causa di errori, rimorsi e di rimpianti.

Perché ho scritto questo libro?

Ho voluto scrivere questo libro per lasciare un segno nelle persone, per non perdere la mia creatività, per dare sfogo all’immaginazione e per credere in qualcosa. Ma ho scritto questo romanzo anche perché ho capito, durante la mia adolescenza, che ci sono molte cose per cui lottare, e che i sentimenti -in alcuni casi- possono essere causa di rimorsi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Mi ritrovo immerso, intrappolato e circondato da litri e litri d’acqua putrida, così scura che sembra quasi una brodaglia o quel che trovi in fondo all’oceano.

Sono in salotto, a galleggiare, e come me anche i mobili della stanza iniziano a librarsi nello spazio, portando la scena a essere del tutto surreale. Sento sulla pelle questa sensazione più viva che mai perché so che è casa mia, però non la riconosco più per quella che è stata, per come l’ho sempre vista.

La mente non riesce a pensare a nient’altro: in tutti i modi sta cercando una via di fuga nel tentativo di portarmi subito in salvo. Comincio a nuotare nell’acqua facendo attenzione a non colpire i mobili che, con molta lentezza, girano e rigirano su sé stessi. L’ambiente pare più ampio del solito, ma l’unico obbiettivo che mi sono prefissato è di riuscire a raggiungere la porta d’ingresso, così da aprirla e scaricare tutta l’acqua all’esterno. Voglio andarmene via. Voglio respirare.

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Sono quasi arrivato, vedo l’uscita sempre più vicina, più grande rispetto a prima. Mentre allungo la mano per afferrare la maniglia, la porta si distorce e si allontana, riportandomi al punto di partenza con un certo tipo di velocità. Com’è possibile? Ero proprio lì davanti.

Percepisco i polmoni pesanti, altrettanto le braccia stancarsi. Riprendo a nuotare, cercando di far attenzione a non aprire la bocca per non affogare, mentre percepisco i capelli ondeggiare nel blu.

«Daniele, guarda cos’hai fatto.» Tutto d’un tratto una voce familiare mi fa bloccare, pietrificare, costringendomi a tenere il corpo fermo sul posto con le braccia che formano un senso quasi rotatorio «Smettila di piangere… hai allagato l’intera casa.» Posso solo sentire, e non riesco a replicare, in alcun modo, mentre quella voce –con tono ovattato– continua a perforarmi, a penetrarmi nelle orecchie con persistenza «Smettila di piangere, ci farai affogare…» Per quanto possa riuscire a guardarmi intorno, non capisco da dove provenga la voce che diventa più intensa. Non capisco da dove mia madre mi stia parlando. «Basta, Daniele… Ci ucciderai.» Le contrazioni al petto si fanno più fitte, l’acqua inizia a pesare e a farsi sentire ancor di più, a diventare più scura e lurida. Mi giro intorno per tentare di vedere, almeno per un po’, la donna che ancora parla. E dopo essermi girato più volte, mentre la porta ha continuato ad allontanarsi, vedo finalmente il corpo senza vita di mamma galleggiare: mostra gli occhi vuoti e il viso in putrefazione. Prova piano a schiudere le labbra, oramai pallide –come la pelle– e sottili, come le dita scheletriche che mi indicano, che cercano di afferrarmi il collo «È stata colpa tua.»

2022-07-31

Aggiornamento

Cari lettori, siamo appena arrivati al 20% della campagna di crowdfunding, in 5 giorni! Vi ringrazio davvero tanto per l'opportunità che mi state dando, e di credere -insieme a me- in questo sogno.

Commenti

  1. Arianna Pinna

    (proprietario verificato)

    Ho avuto il piacere di conoscere e leggere questa storia quando ancora era in fase di elaborazione. Questo significa che, ad ogni capitolo, si succedeva una fase di attesa. Ed ogni volta non aspettavo altro che l’uscita del capitolo successivo perché volevo capire cosa avrebbe deciso Daniele, che piega avrebbe preso la sua battaglia e diverse volte mi sono ritrovata a dover rileggere alcuni passi per poter elaborare bene i fatti. Una narrazione spiazzante, che analizza le sensazioni umane con una precisione chirurgica ed anche cruda, perché non si limita alla superficie delle cose ma scava, va a fondo, ci mette di fronte alle cose per come sono e non semplicemente per come appaiono. Che dire, non vedo l’ora di poter avere la mia copia cartacea da poter aggiungere alla mia libreria.

  2. (proprietario verificato)

    Ho avuto l’onore di leggere: “Pride- Il tuo orgoglio” quando il romanzo era ancora in fase di revisione. Pur essendo incompleto lo avevo già trovato un “gioiellino” che meritava di essere terminato e pubblicato. Così è stato e sono fiera di poter dire: “Io c’ero fin dall’inizio.” Vedere crescere un autore è sempre un piacere, quando questo autore si dimostra tanto eccellente la soddisfazione diventa orgoglio. Pride è un libro che va oltre il consueto, le sue atmosfere, i personaggi, così come la denuncia che contiene e urla forte, rammentano: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e 1984 di George Orwell. L’autore: Christian D’amico ci catapulta nell’esistenza di un giovane come tanti: Daniele. Il protagonista vive una vita grigia, conformata a un regime autoritario, eppure prova una sorta di confusione interiore, un bisogno quasi primordiale di credere in qualcosa. Daniele si ribella a un’esistenza vuota, senza sbocchi. Inizia questo processo quando difende un estraneo da un’aggressione, rimanendo anche lui ferito, ma credo che la svolta sia data dopo aver assistito a un suicidio di massa. In quell’attimo (questo è quello che ho percepito) in lui scatta la paura di vivere per nulla. Il protagonista non vuole morire nell’anonimato (eccelsa e la parte delle cerimonie funebri.) L’autore ci trasporta nel suo animo, ci fa sentire la sua solitudine, il bisogno di esistere, tutti istinti che lo costringono ad avvicinarsi a Martino (forse per avere, finalmente, qualcosa di suo). Lotta, si ribella, cerca di cancellare quei pensieri che si ripetono costantemente, come se non riuscisse ad andare avanti, fino alla fine in cui percepisco, dai suoi ragionamenti, quasi una forma di tranquillità. Quello che poteva fare ha fatto, è stato avventato? è stato bravo? Forse nemmeno importa, perché alla fine lui “è stato”.
    Il libro ci trascina in una realtà dispotica, ce la spiega attraverso le emozioni dei personaggi, (una menzione particolare va alla madre, il suo ruolo, seppur breve, mi è entrato nel cuore, come la sua sofferenza). Ma più di ogni cosa questo è un romanzo sulla necessità di percepire, sul bisogno di pensare, sulla ricerca della libertà, anche attraverso il sacrificio. Lo consiglio a tutti coloro che amano, non solo il genere letterario di cui fa parte, ma anche l’introspezione e desiderano comprendere cosa si cela dietro l’ovvio. Complimenti all’autore!

  3. Nello Musco

    (proprietario verificato)

    Questo romanzo, intitolato Pride – Il tuo orgoglio, riesce a porre le diverse sfumature del carattere umano con una narrazione che non ha paura di mostrarsi: mette a crudo l’orgoglio e l’oscurità del protagonista rappresentando appieno il fatto di come, molte volte le azioni che si pensano di fare per il “bene”, non sono altro che il frutto di un egocentrismo senza controllo, e nonostante il loro intento nobile, quasi sempre esse si rivelano nella loro essenza subdola. La trasposizione di una società distopica come quella della Conservative Eyes of the Opposition (CEO), presente nel libro, seppur descritta e caratterizzata da un linguaggio e struttura semplice; riesce a penetrare senza problemi nell’inconscio del lettore, confrontandolo con il degrado e la rovina umana. Lo stesso vale per la Resistenza, il cui simbolo è la Creazione di Michelangelo, e senza anticipare nulla sul messaggio che esso nasconde, le azioni perpetrate dal gruppo, invitano a riflettere sulle conseguenze che ne derivano, portando il lettore a riflettere sulla concezione di giusto o sbagliato, che talvolta sono separati solo da una sottile e quasi impercepibile linea.

  4. (proprietario verificato)

    Ho iniziato a leggere il libro anni fa, quando l’autore non aveva ancora provato a pubblicarlo. Vedere il suo percorso fatto finora e i miglioramenti che ha fatto mi riempiono di gioia. Il percorso fatto all’interno del libro tiene il lettore saldo alla storia, con la smania di sapere cosa accadrà nelle pagine successive. La narrazione è fluida, facile da seguire e le descrizioni sono ricche abbastanza da visualizzare le scene come se fossero davanti a chi legge. È un libro per tutti, che rappresenta un percorso di crescita che compiamo/abbiamo compiuto/compiremo e che porta con sé i suoi problemi, ma ciò nonostante continuiamo sulla nostra strada, portando sulle spalle il peso del nostro “orgoglio”. Questo libro significa tante cose e per ognuno avrà un senso differente, ma è certo che vi farà sentire qualcosa, qualcosa di profondo e nascosto. Spero possiate apprezzarlo come ho fatto io.

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Christian D'amico
Nato a Salerno nel Maggio del '99, e vissuto a Cava De'Tirreni per un breve periodo, mi sono dovuto trasferire a San Michele Di Serino all'età di tre anni. Sin da piccolo ho avuto modo di coltivare la mia vena creativa, e già dalla tenera età sapevo qual era il mio sogno nel cassetto: diventare un fumettista. Per questo mi sono iscritto al liceo artistico, ma sfortunatamente ho dovuto lasciare gli studi a 16 anni, e dire addio -almeno per ora- al mio sogno più grande.
Ho sempre voluto raccontare delle storie, far immergere le persone nei mondi che ho in testa e che pian piano si stanno creando, nel tentativo di lasciare un messaggio nel tempo. Ed è per questo che, quasi per gioco, ho continuato a dare sfogo alla mia creatività con la scrittura: per non perdere di vista, mai e poi mai, i mondi immaginari che mi hanno formato. Per non abbandonare le storie che mi porto nel cuore.
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