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Il principe del Nuovo Mondo

Il principe del Nuovo Mondo

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Gennaio 2023
Bozze disponibili

Sono passati quasi cinquecento anni dalla pandemia che ha causato due guerre mondiali e che ha diviso la terra in pochi e potenti stati.
Il principe Nicola sta per essere incoronato re di un piccolo regno, nonostante questa non sia la vita che desiderava per sé.
Da sempre timido e riservato, la sua posizione diventa ulteriormente soffocante quando si vede costretto a sposare la responsabile della morte della sorella.
Questo avvenimento lo porterà a scoprire che la sua vita è una menzogna e che ci sono segreti che è meglio che il mondo non conosca.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è nato quasi come un sogno.
Immaginavo questi personaggi continuamente, come se li conoscessi, e il bisogno di renderli reali è diventato sempre più profondo.
Avevo bisogno di raccontare le ingiustizie che vedo tutti i giorni, ma in un modo tutto mio, attraverso il genere che mi rispecchia.
Ho scritto questo libro per tutti coloro che si sentono soli e inadatti, per mostrargli che una via di fuga c’è sempre.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1. Il principe triste

Nico vagava per i lunghi corridoi del palazzo, ormai bui per la mancanza di corrente, con gli auricolari nelle orecchie.
Continuava a fissare inorridito lo schermo che gli ricordava lo scorrere del tempo; quasi con gli occhi che gli lacrimavano tanto aveva fissato il display, osservava i numeri scorrere uno dopo l’altro.
23.59
Ancora un minuto e poi quello sarebbe stato ufficialmente il suo ultimo giorno di libertà.
La sua vita era non era mai stata perfetta, ma ormai si era adattato; certamente non avrebbe mai affermato che gli piacesse, ma neanche che volesse cambiarla.
Sapeva cosa lo aspettava, sapeva a quali responsabilità stava andando incontro e onestamente non le voleva, non le aveva mai desiderate.
La canzone cambiò e d’istinto guardò l’orario.
00.02
Perfetto, senza neanche accorgersi aveva già perso due minuti preziosi; ora gli restavano solo ventitré ore e cinquantotto minuti e poi sarebbe diventato maggiorenne.
Continua a leggere

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Prese un respiro profondo e si diede una calmata; stava diventando paranoico e non era affatto un bene.
Il ragazzo camminava senza una meta precisa assorto nei suoi pensieri; doveva già essere a letto da un pezzo, il coprifuoco era scattato da parecchio, ma poco gli importava perché poche ore e sarebbe stato ufficialmente eletto Principe Ereditario, quindi il secondo uomo più potente del paese dopo suo padre e nessun maggiordomo, ossessionato dalla ricchezza e dai soldi, si sarebbe imposto su di lui, o almeno questo era quello che sperava.
Nico ispirò a fondo cercando di mantenere la calma; accadevano cose brutte quando perdeva il controllo e quella non era la situazione, tanto meno il luogo o il momento, per avere una crisi.
Si lasciò avvolgere dalla musica, che ancora suonava annoiata nelle sue orecchie, e corse alla ricerca di un posto nel quale poter stare in pace con se stesso per un po’.
Avrebbe voluto correre fuori, all’aperto, e prendere fiato nel grande giardino del castello, ma sapeva che non gli era concesso; era già un lusso che gli fosse stata data una terrazza privata nei suoi appartamenti.

Era un principe, eppure restava pur sempre prigioniero della sua stessa casa.

La frase che aveva sentito più spesso negli ultimi due anni era proprio “I pericoli sono ovunque”; udita, si rassegnava al fatto che non avrebbe potuto insistere ulteriormente.
Quasi ad occhi chiusi percorse il lungo corridoio pieno di dipinti, prese le scale e raggiunse il terzo piano, poi corse silenziosamente in un intricato labirinto di stanze, che erano dedicate ad eventuali ospiti, e aprì una porta dedita alla servitù, salì una piccola e traballante scalinata a chiocciola ed infine si intrufolò all’interno di una botola che richiuse alle sue spalle.
Sicuro che li, nel posto più dimenticato del castello, nessuno l’avrebbe trovato, si rilassò; poteva finalmente essere se stesso.
La musica, che fino a quel momento era stata un semplice sottofondo, iniziò a evocare ricordi che gli facevano male, pensieri dal quale tentava di scappare continuamente.
Lì, dove poteva essere se stesso, Nico si concesse di piangere in preda a quelle memorie che proprio non riusciva a digerire.
Poggiò la schiena su alcuni cuscini che aveva portato in quel luogo col passare degli anni e si mise a guadare fuori dalla finestra.
La città era silenziosa e le luci erano tutte spente: il suo popolo dormiva.
Non che avesse tante scelte; chi non rispettava il coprifuoco, rischiava di passare una notte o due all’interno di una cella gelida.
A Nova Italia le regole erano rigide, più che in qualsiasi altro stato, eppure non c’era stata una sola volta in cui aveva sentito il suo popolo lamentarsi; tutti erano consapevoli che gli abitanti del piccolo regno di Nova Italia fossero tra i più fortunati del mondo intero.
Negli altri stati vigevano regole blande, ma la vita era così caotica e confusionaria che il nuovo piccolo stato, l’ultimo ad essere stato creato dopo Nova Grecia, era considerato il posto più felice della terra.
Nova Italia, che nome stupido.
A seguito della terza guerra mondiale, l’Italia aveva contratto dei debiti talmente alti che era letteralmente fallita, per quanto ciò fosse possibile per uno stato.
La terza guerra mondiale era scoppiata a seguito di una pandemia che aveva messo in crisi tutto il mondo durante i primi anni duemila. Era esplosa una crisi economica che aveva messo in ginocchio un pianeta corrotto e ammalato, dove ogni giorno morivano milioni di persone a causa del virus.
Gli italiani (cosi come gran parte del resto del mondo), dopo anni e anni di sottomissione, si erano ribellati al governo e per quasi un secolo avevano vissuto nella più totale anarchia, fino a quando l’ennesima guerra aveva colpito la Terra.

Se la terza guerra mondiale era stata devastante per il numero di vittime, la quarta aveva letteralmente decimato gli abitanti che ora, a cinquecento anni dalla pandemia, erano poco più di un miliardo in tutto il mondo.
Suo nonno, Samuele I, durante il periodo buio del conflitto più recente, era riuscito a riportare la calma e la pace e i cittadini lo avevano scelto come re del nuovo regno.
Il nome era stato studiato dagli Stati più potenti e nessuno si era mai ribellato, nonostante tutti fossero coscienti che il termine nuovo stesse in realtà ad indicare debole, lo sapevano loro come lo sapeva Nova Grecia.
Erano i più giovani, i più piccoli, i più deboli e, soprattutto, i più facili da attaccare e distruggere.
Nico odiava la storia.

Trovava noioso rimuginare su ciò che era stato, ma sapeva che per essere il futuro re, quelle nozioni gli servivano, perciò si sforzava con tutto se stesso di ascoltare; erano, però, più le cose che gli sfuggivano dalla mente di quelle che gli restavano in testa e così lui iniziava a inveire mentalmente contro quella orribile materia e si convinceva sempre di più di essere stupido.
Guardò ancora una volta tra le piazze e le vie e gli venne malinconia a vedere quelle strade vuote.
Si disse che lo facevano per loro; le risorse erano poche così, dalle ventidue alle cinque del mattino, la corrente veniva staccata in tutto il regno, così come le forniture d’acqua, e c’era il divieto di uscire di casa per evitare che, col buio della notte, potessero accadere sconvenevoli inconvenienti.
Quando il re Samuele II, suo padre, aveva emanato quella legge non era stato da meno nel mantenere la parola data e così, anche nel palazzo, erano entrate in vigore le stesse regole.
Il popolo amava suo padre perché era un re leale a loro ed era evidente che tutte le sue decisioni venissero prese col fine di correre in soccorso ai suoi cittadini; Nico non sapeva se sarebbe riuscito mai ad essere il degno successore.
Temeva la sua gente, sapeva bene come lo chiamavano; lui era il principe triste.
Non che si sbagliassero, anzi tutt’altro; non era caratterizzato da una altezza imponente ed era particolarmente magro nonostante i muscoli che aveva per via dei suoi allenamenti. Il suo incarnato era sempre pallido e i capelli neri spettinati contornavano degli occhi che erano notoriamente tristi e scuri.
A quel pensiero, un’altra lacrima gli bagno il viso e il principe si mise ad osservare le stelle rammendando quante leggende fossero legate ad esse.
Sapeva che erano solo chiacchiere eppure non smetteva mai di ripensare a quei racconti perché erano l’unico modo per riavere, anche solo per un po’, sua sorella.
Rimase in silenzio ad ascoltare le parole di una canzone di un paio di secoli prima, che allora doveva essere molto di moda, e a fissare una piccola stella abbastanza buia che stava al fianco di una molto più grande e brillante.
Sua sorella Ginevra gli aveva sempre raccontato che la piccola stella era apparsa il giorno in cui era nato e il popolo gliela aveva dedicata.
Si diceva fosse un segno raro e che, a colui fosse capitato, avrebbe regnato saggiamente.
Aveva sempre odiato quella stella quasi quanto odiava se stesso; proprio come la comparsa del corpo celeste aveva condannato la sorella alla morte (consegnando il regno nelle sue mani alla scomparsa del padre), lui aveva ucciso la madre venendo alla luce.
Com’era possibile che la sua vita fosse così ingiusta?

Un perenne ed eterno ricordo della sofferenza che aveva causato agli altri.
Un’altra leggenda narrava anche che le stelle fossero legate le une alle altre da un filo invisibile e Ginevra gli aveva raccontato che, a chiunque fosse appartenuta quella stella luminosa che attraeva la sua, piccola e timida, l’avrebbe sposato.
Nico era curioso, e allo stesso tempo terrorizzato dal sapere chi fosse, ma poi si ricordava che si trattava solo una stupida leggenda e la realtà si faceva viva nella sua forma più devastante.
Il ricordo di Ginevra era un dolore costante che aumentava ogni qualvolta scattasse il coprifuoco e così lo era quello della madre, la regina Maria, che lui non aveva mai conosciuto proprio perché era nato.
Sua sorella maggiore doveva essere lì, pronta a diventare la nuova regina, ma non c’era perché gli UCA, (i Continenti Uniti d’America) avevano abbattuto il suo aereo mentre era in missione diplomatica, un paio di anni prima.
Lui li odiava gli americani, sia quelli della Rinascita, sia quelli che aveva studiato in quei noiosissimi libri di storia.
Osservò ancora per qualche minuto le stelle poi si preoccupò di controllare il suo cellulare.
00.52
Aveva decisamente esagerato ed era certo fosse ora di rientrare poiché mancava meno di mezz’ora alla ronda delle guardie e, se non l’avessero trovato in camera, sarebbero partite le ricerche.
Silenziosamente, Nico ripercorse tutta la strada al contrario nonostante tutto il palazzo fosse buio; in quei diciassette anni, si era ormai abituato al nero che lo nascondeva nelle sue fughe notturne.
Appena rientrato in camera, mise il cellulare in carica e si lanciò sul letto con la convinzione di dormire immediatamente al fine di godersi appieno il giorno successivo, il suo ultimo giorno da persona normale.
Si svegliò di soprassalto alcune ore più tardi a causa del suono di una mano che bussava alla porta; aveva gli occhi secchi perciò era certo di aver pianto. Non se lo ricordava, ma era sicuro fosse accaduto, succedeva da anni.
L’ambiente circostante era cupo, tendente al nero e alle varie tonalità di grigio, perché suo padre era convinto si dovesse abituare ai colori delle sale reali; i tendaggi, che davano sulle grandi vetrate, erano tirati per evitare che la luce lo infastidisse e l’umidità, causata dal mancato riscaldamento notturno, si faceva sentire tanto che il principe si raggomitolò maggiormente all’interno delle calde coperte del suo enorme letto.
La tristezza si svegliava ogni mattino e andava a dormire ogni sera con lui, non abbandonandolo mai, compiendo così un viaggio che lo stava portando verso un baratro sempre più profondo.
Non aveva mai affrontato la morte della donna che lo aveva messo al mondo, che non aveva nemmeno mai conosciuto, ma che sapeva averlo amato con tutto se stessa e tanto meno quello della sorella che lo aveva cresciuto, che gli aveva insegnato tutti i nascondigli all’interno del palazzo, che aveva giocato con lui anche quando non aveva voglia solo per compiacerlo.
Lui, a quasi diciotto anni, sentiva la depressione che lo opprimeva, la tristezza che gli lacerava il cuore; gli sembrava ogni giorno di essere sull’orlo del baratro.
Suo padre, nonostante sembrasse un uomo burbero poco interessato alle vicissitudini dei propri figli, gli aveva spiegato diverse volte di non dannarsi per la morte della madre e della sorella.
Della prima donna, in particolare, gli aveva raccontato per anni di quanto fosse cagionevole di salute e quanto lui non c’entrasse nulla con il tragico avvenimento.
Da piccolo ci credeva ciecamente, alle parole del re, ma crescendo quelle erano diventate sempre più ovattate dal senso di colpa e la realtà lo aveva colpito in faccia come uno schiaffo.
Qualcuno bussò ancora alla porta e il giovane decise di nascondersi nell’enorme piumino che lo circondava, senza proferire parola.
Il suono si fece sempre più forte fin quando, senza alcun permesso, un uomo entrò nella sua stanza e lo scoprì, dimostrando che il principino era già sveglio.
– Signorino Nico, è ora di alzarsi.
Mai una parola di affetto, supporto o conforto e mai una mattina che il giovane potesse starsene nel suo letto a rilassarsi.
Ecco com’era la sua vita: una serie di richieste, incontri ed eventi e, dal giorno successivo, il tutto non avrebbe fatto altro che peggiorare.
Adriano rimase lì, impassibile, a controllare che il principe non venisse meno ai suoi impegni e dopo un sonoro sbuffo, Nico si sentì obbligato ad alzarsi dal letto; ignorò totalmente l’uomo e si diresse verso il bagno dove fece scorrere l’acqua e mise la manopola sul caldo, poi tolse i vestiti del giorno precedente e, dopo averli abbandonati in un angolo vicino alla porta, si mise sotto il getto della doccia.
Nonostante tutte le stanze fossero riscaldate tutto il giorno, la sera il riscaldamento veniva spento come in tutto il regno, le sale del palazzo erano enormi ed era pur sempre gennaio; l’acqua bollente sulla pelle piena di brividi causati dal freddo fece rilassare il corpo del giovane.
Non appena ebbe finito, recuperò un paio di jeans, una camicia e un maglione, tutti rigorosamente neri, e li indossò cercando di contenere i brividi che ancora lo facevano sussultare.
Poi tornò in bagno e diede un’asciugata veloce ai capelli col phon; nonostante in diciassette anni si fosse ammalato solo una volta, non aveva alcuna voglia di prendere qualche malanno.
Quanto tornò nelle sue stanze, vide il letto rifatto e un uomo in un angolo pronto a scortarlo.
Per quanto avesse voluto, Nico si rese conto che suo padre non avrebbe mantenuto la promessa.
Si preannunciava un giorno caotico e lui non avrebbe potuto avere la giornata libera come da accordi.

2022-05-17

Aggiornamento

NOVA ITALIA Motto: Dalla notte dei tempi, fino alla fine del mondo Locazione: Attuale Italia (Isole escluse) Storia: A seguito della terza guerra mondiale, l'Italia aveva contratto dei debiti troppo elevati e il popolo (cosi come gran parte del resto del mondo), dopo anni e anni di sottomissione, si era ribellato al governo vivendo, per quasi un secolo, nella più totale anarchia, fino a quando l’ennesima guerra aveva colpito la Terra. Samuele I, durante il periodo buio del conflitto più recente (la quarta guerra mondiale), era riuscito a riportare la calma e la pace e i cittadini lo avevano scelto come Re del nuovo regno. Famiglia reale: - Samuele I, Re fondatore di Nova Italia - Samuele II Firenze, Re di Nova Italia - Ginevra Roma, Principessa Ereditaria di Nova Italia (Deceduta) - Nicola Milano, Principe (successivamente Ereditario) di Nova Italia
2022-05-10

Aggiornamento

L'obiettivo è stato finalmente raggiunto! Il principe del Nuovo Mondo sarà pubblicato ed è tutto merito vostro! Un grazie è veramente poca cosa in confronto alla gratitudine che provo in questo momento e se posso realizzare questo mio sogno è solo grazie a voi! Spero che Nico vi possa accompagnare in questo viaggio, tenendovi compagnia come ha fatto con me in questa prima grande avventura che è per me questo romanzo. Le parole per ringraziarvi non saranno mai abbastanza, ma avrete per sempre la mia riconoscenza per avermi supportato e aiutata in questo percorso. Vi ricordo che il viaggio non finisce qui...
2022-04-23

Aggiornamento

I preordini hanno superato le 70 copie e il 35% dell'obiettivo. Inoltre, dopo neanche 24 ore era già stato altamente superato il 20% della campagna. Non so davvero come esprimere a parole la gratitudine che provo. Questo romanzo sta diventando sempre più reale solo grazie a voi!
2022-04-23

Aggiornamento

I preordini hanno superato le 70 copie e il 35% dell'obiettivo. Inoltre, dopo neanche 24 ore era già stato altamente superato il 20% della campagna. Non so davvero come esprimere a parole la gratitudine che provo. Questo romanzo sta diventando sempre più reale solo grazie a voi!
2022-04-22

Aggiornamento

Ciao a tuttə! Sono qui per ringraziarvi di tutto il vostro sostegno! In meno di 24h è stato superato il 20% delle vendite! Un immenso grazie a tuttə coloro che hanno dato una possibilità a me e al mio romanzo!

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Beatrice De Nardi
Classe 2002, nata e vissuta vicino a Como, oggi studia Design della Moda a Milano.
Da sempre grande appassionata al mondo dei libri, ha iniziato a leggere
da autodidatta all'età di tre anni.
Si è avvicinata al mondo della scrittura grazie alle fan-fiction, dalle quali ha
sempre riscontrato un buon apprezzamento.
Il Principe del Nuovo Mondo è il suo romanzo d’esordio e il primo volume di una trilogia distopica.
Beatrice De Nardi on Instagram
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