Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Stibia

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

Svuota
Quantità
Consegna prevista Novembre 2022
Bozze disponibili

Sara e Samuele conducono una vita come tante altre.
Fino a quando il destino, facendo molta strada, non viene a reclamarli.

Da quel momento, accettare quello che sono veramente sarà la loro sfida più grande.
Capire di chi fidarsi, quella più complessa.
Stibia metterà a dura prova le loro certezze ed i loro valori, ma saprà anche fornire molte risposte, se solo sapranno fare le giuste domande.
Scopriranno di essere molto più che semplici adolescenti uniti dalla magia.
Sotto la guida illuminante di Sobi e Antelios, dovranno districarsi tra lotte di potere e rendite di posizione che vanno avanti da secoli.
Da un lato l’Ordine di Freor, che li ha protetti fin dalla nascita.
Dall’altro, chi a causa di quello stesso Ordine ha perso tutto ciò che amava.
Nel mezzo, loro due.

Sara faticherà a domare i suoi doni speciali.
Samuele, invece, semplicemente li negherà.
Fino al momento in cui saranno costretti a lasciare andare paure e ritrosie per salvare le persone che amano.

Perché ho scritto questo libro?

C’è un aforisma di Alessandro Baricco che fa parte di me da così tanto tempo da darmi l’impressione di esserci nato: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”.
Per questo ho scritto Stibia.
Ho sentito il bisogno di raccontare.
Mi sono trasferito in questo mondo lontano e intriso di magia.
Una volta lì, ho chiesto a Sara e Samuele di farmi fare un giro.
Quello che abbiamo scoperto insieme è andato molto oltre quanto immaginassi all’inizio

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1 – Occhi arancioni

Nulla era andato come doveva andare.

Pochi anni prima, quando aveva varcato per la prima volta il cancello d’ingresso, non era così che aveva immaginato di andarsene.

Era arrivato carico di sogni e speranze, come tutti quelli che frequentano la scuola.

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”: questo gli avevano insegnato in famiglia fin da bambino.

Belle parole, in teoria.

In pratica, a giudicare dai risultati, in qualche bivio della sua vita doveva aver virato verso gli incubi, perdendo la strada dei sogni.

Ricordava ancora il giorno del suo arrivo come fosse ieri: lui, così minuto e gracile, osservava dal basso verso l’alto non solo le imponenti mura di cinta, ma anche la quasi totalità dei suoi compagni.

Continua a leggere

Continua a leggere

Non gli importava: sapeva di avere grandi doti e, per lui, l’altezza non significava assolutamente nulla.

Era arrivato verso il tramonto: i bagliori di luce aranciata si mescolavano splendidamente con il color ambra dei suoi giovani occhi; in essi, intrappolati come nella resina, i desideri di diventare grande, di sfruttare al meglio l’intelligenza di cui madre natura lo aveva dotato con più generosità rispetto ad altri.

Anche in questo, aveva fallito.

Gli vennero in mente gli occhi di Ines. Così diversi dai suoi, nonostante fossero gemelli; brillavano di un azzurro ghiaccio che faceva il paio con il fiume gelido che attraversava la vallata in cui sorgeva la scuola.

Come apparivano diversi, ora!

Splendenti all’epoca, opachi e spenti ora mentre, allontanandola per sempre da chi l’aveva uccisa, la riportava a casa per ricevere la degna sepoltura che meritava.

“Ci spiace tanto ragazzo, abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo la cura era sufficiente solo per una persona”.

Ovviamente, quella persona non era Ines.

Avevano preferito salvare un adulto, qualcuno che serviva ai potenti del castello più della sua amata sorella.

Tradita dalle stesse persone che avrebbero dovuto proteggerla.

Voleva vendetta; nient’altro che vendetta.

Ma non era questo il momento di pensarci.

Ora era il momento del cordoglio e del ricordo.

Il momento di darle l’eterno riposo.

O forse no.

Capitolo 2 – Occhi viola

Quando il gallo cantò, Sara era già sveglia.

“L’ho battuto di nuovo”, pensò, sorridendo a denti stretti dopo un’altra notte quasi insonne.

Non era la prima, e sapeva che non sarebbe stata l’ultima.

Se la campana della chiesa parrocchiale avesse potuto suonare a quell’ora, si sarebbero sentiti da poco cinque rintocchi.

“Che palle”.

Ci mise dieci secondi circa ad essere operativa; spalancò gli occhi, accese la luce da lettura, attivò la connessione dati del cellulare e sbirciò WhatsApp.

Nessun messaggio.

“Beh, ci sta”.

Del resto, a quell’ora dormono quasi tutti.

I suoi coetanei, tutti.

Si stropicciò lentamente, infastidita dal risveglio così precoce. Si tirò su a sedere sul letto con i cuscini a mo’ di schienale, prese gli auricolari dal comodino e attivò YouTube. Inutile piangere sul sonno perduto: ne avrebbe approfittato per migliorare l’inglese con una videolezione. Grazie a queste, e a Laura, iniziava a comprendere così bene la lingua che a volte si scopriva a pensare tra sé e sé in inglese, in uno di quei dialoghi interni che da sempre, comunque, teneva anche in italiano.

Terminò il video poco prima delle sei e mezza, giusto in tempo per rimettere tutto a posto e fingere di dormire ancora. Un sonno popolato di principesse e castelli, come sua madre avrebbe voluto. Guai se avesse scoperto che soffriva ancora di insonnia così frequentemente; le avrebbe dato il tormento.

“Che palle”, bis.

Quando alle sei e trenta in punto sua madre bussò alla sua porta, la recita era pronta.

«Tota, piccolina, è ora di svegliarsi, devi andare a scuola», disse ad un volume di voce poco più alto di un sussurro.

Silenzio.

«Certo che sei proprio una dormigliona» cinguettò entrando.

Silenzio, ancora.

«Forza Sara, so che vorresti dormire un altro po’, ma è davvero ora di alzarsi. Altrimenti tu farai tardi a scuola ed io a lavoro».

Piano e lentamente come l’inizio di un Bolero, la voce di Sara lasciò il letto: «Mhmm, mamma… Uffa, stavo dormendo così bene…». Biascicò le parole e si stropicciò fortemente gli occhi. Si alzò, poggiando la schiena alla testiera del letto e sorrise alla madre.

La donna, più giovanile della sua età anagrafica, le restituì il saluto, gli occhi brillanti d’amore. Si mosse rapida verso il letto, tentando di anticipare la prevedibile difesa di Sara, ma non fu abbastanza svelta: il bacio destinato alla guancia destra atterrò sul braccio della ragazza, che aveva prontamente chiuso la guardia come un pugile alle corde.

«Mamma, ti prego! Non ho più sei anni!», piagnucolò Sara, infastidita dalle smancerie materne.

«E dove sta scritto che io potessi sbaciucchiarti solo fino a quell’età?» replicò la madre, sollevandosi dal letto, tanto consapevole di aver perso questo match quanto certa che ci avrebbe riprovato il giorno successivo. «Dai forza, la colazione è pronta. Muoviti, che alle sette e venticinque si parte e se c’è traffico arriviamo giusti giusti».

Non appena la donna lasciò la stanza, diretta in cucina, Sara riprese in mano lo smartphone.

Anche il suo mondo si stava pian piano svegliando. I ventidue messaggi non letti nella chat WhatsApp della sua classe ne erano una conferma abbastanza esplicita.

Tra vomitevoli “buongiorno” e “buongiornissimo”, diabetici baci e cuoricini, alcuni commenti di certi compagni di classe spiccavano per idiozia e cafonaggine.

“Sempre lo stesso schifo ogni giorno… Se solo potessimo riprodurci senza di voi…”.

Sbuffò, disattivando lo schermo. Almeno per un po’ era salva. Tuttavia, sapeva bene che tra poco più di un’ora non avrebbe avuto nulla da disattivare per evitare il branco di imbecilli con cui lei e le sue compagne dovevano condividere la classe, ed in generale il mondo.

[… omissis …]

Capitolo 3 – Il gigante

Aprì gli occhi, ma non vide nulla a parte i contorni sfocati delle cose che riempivano la stanza.

La pendola piazzata sul muro opposto al letto, se solo avesse potuto vederla, gli avrebbe segnalato che erano le sei e ventisette del mattino.

Gli occhi del ragazzo, schiusi solo un filo più di uno spiraglio, si mossero verso la finestra rivolta ad est, priva di tende e con le persiane sempre aperte. Intravedeva il parco di San Marco, appoggiato ai piedi dell’omonimo nuraghe. Più in là, la giara di Gesturi, i cui contorni iniziavano a delinearsi a poco a poco, abbozzati come in un quadro impressionista di cui l’ora blu del mattino era pittrice.

Rimase qualche minuto così, ad osservare.

Il sole stava iniziando una nuova battaglia della sua eterna guerra contro l’oscurità.

Luce e buio, bene e male, giusto e sbagliato.

Si chiese se la luce sconfiggesse sempre il buio, ovunque nell’universo. Forse no, in effetti. Ma lì, in quel punto dello spaziotempo in cui si trovava, si: e lo stava di nuovo facendo.

Vide la giara farsi ametista, poi rosa, ed infine splendere del proprio colore illuminata dai primi raggi del sole.

“Mi stuferò mai di questa vista?”, si chiese, emozionato dalla bellezza che gli riempiva gli occhi. Scrollò le spalle: forse, un giorno, ma sicuramente non oggi.

Oggi era giornata di giara.

Questa consapevolezza lo svegliò e caricò di energie molto più di una tinozza di caffè.

Attraversò la stanza, dirigendosi verso il bagno. Quando passò vicino all’orchidea, una phalaenopsis dai fiori rosacei puntinati di rosso, ne accarezzò delicatamente lo stelo. Era una pianta meravigliosa, che aveva trovato nel davanzale di una delle finestre a nord il suo posto nel mondo. Fioriva e rifioriva continuamente da oltre quattro anni.

Si buttò sotto la doccia, sempre un filo più fredda di quanto il corpo avrebbe considerato confortevole. Sbatté un paio di volte contro le pareti del box: ormai faticavano a contenere il suo corpo che, da sempre alto, era ora diventato anche più muscoloso della media.

Si guardò velocemente allo specchio: con gli anni il colore dei capelli, prima brillante, stava virando verso il biondo cenere, soprattutto sulle punte. Uno scanzonato “chi se ne importa” fu l’unica reazione a quella constatazione.

Si asciugò così in fretta che era ancora leggermente bagnato quando indossò i vestiti da campagna. Stava morendo di fame. Si concesse solo di accendere la radio, prima di precipitarsi ad aprire il frigorifero.

Quella era la sua armeria, e le padelle le sue spade.

Mentre canticchiava la canzone che passava in quel momento, sbatté rapidamente quattro uova, le condì a dovere e le strapazzò in padella mantecandole con un fiocco di burro fuori dal fuoco.

Il piatto principale della sua colazione era pronto!

Poi, passò ai contorni.

Fiore sardo, marmellata di mirto, mezza dozzina di culingioneddus de melairanni velocemente passati in padella perché non fossero troppo freddi, un bicchierone di latte di capra, caffè.

Complètu.

Il profumo della marmellata lo catapultò in avanti, nel cuore della giornata che stava per vivere.

Amava la giara.

E la amava ancor di più quando poteva andarci per pascolare le capre insieme ad Antonio.

[… omissis …]

Capitolo 7 – Tombe aperte

La carrozza funeraria era giunta al cimitero poco dopo mezzogiorno.

Il corpo di Ines, disteso su uno dei sedili, sembrava semplicemente addormentato.

Suo fratello non riusciva a smettere di guardarla.

Il corteo proseguì, in religioso silenzio, fino alla cripta di famiglia. Lì, alcuni professionisti deposero la bara bianca nella tomba che le era stata assegnata in fretta e furia; nessuno si sarebbe aspettato di dovergliela riservare in così poco tempo.

Quando tornò da solo, nel cuore della notte, gli parve di sentire ancora il profumo che era stato spruzzato sui suoi ultimi vestiti.

Aprì la tomba, scoperchiò la bara e diede una carezza a sua sorella.

«Non temere: presto saremo di nuovo insieme», le sussurrò all’orecchio, gli occhi rigati di lacrime, i singhiozzi trattenuti a stento per non fare rumore.

Alla fine, aveva trovato il coraggio di farlo.

O, quantomeno, di provarci.

Iniziò le procedure, seguendo alla lettera le indicazioni che aveva trovato sul libro.

Il tutto durò pochi minuti, che però nella sua percezione del tempo scorsero via come ore.

Quando terminò, fu certo di non aver sbagliato nulla.

Se fosse anche riuscito nel suo intento, sarebbe dipeso dalla validità della formula seguita.

Tuttavia, anche se non sarebbe riuscito a spiegarlo in modo razionale, l’energia che percepiva, che annusava, lo convinse di avercela fatta davvero!

Il primo passo era andato, la prima missione compiuta.

Non gli piacque profanare la tomba di Ines.

Ma in fondo non aveva profanato nessuna tomba.

Sua sorella era viva.

Forse, non era mai morta.

Presto, sarebbero tornati nuovamente insieme.

Si commosse ripensando ai bei momenti passati insieme, alla complicità, ai pezzi di vita passata che avevano senso solo se visti dalla loro comune prospettiva.

Ma non era il caso di commuoversi: quei momenti sarebbero presto tornati.

Asciugò con una manica del vestito gli occhi color ambra e si mise immediatamente in cammino; un lungo viaggio lo attendeva, prima di giungere ad Aldebran.

2022-03-17

Aggiornamento

E così Stibia, in meno di 50 giorni, ha raggiunto le 200 copie! Grazie di cuore a tutti! Ogni singola copia è stata fondamentale per raggiungere questo obiettivo! Come sapete, in questo modo il romanzo verrà pubblicato garantendogli un editing professionale e la distribuzione nelle librerie!! Non vedo l'ora possiate leggerlo e scambiare con me opinioni e suggerimenti! Ora che la pubblicazione è garantita e novembre si avvicina, magari potrete convincere ancora qualcuno ad acquistare in prevendita! Io, dal canto mio, inizierò a lavorare sul prossimo!
2022-03-03

Aggiornamento

E se Stibia fosse un film? Chi sarebbero gli attori? E il regista? Quale colonna sonora sarebbe la più adatta? Mi sono divertito a immaginarlo qui: home.albertocantarello.it/blog/se-stibia-fosse-un-film Spero in questo modo di darvi qualche riferimento, anche visivo, ai personaggi ed all'ambientazione del romanzo!
2022-02-11

Aggiornamento

Oggi vi presento Samuele, il protagonista maschile del romanzo. Trovate la sua intervista qui: home.albertocantarello.it/blog/samuele Un ragazzone con tanto cuore quanti muscoli!
2022-02-07

Aggiornamento

Vi presento Sara, la protagonista femminile di Stibia! https://home.albertocantarello.it/blog/sara Spero vi piaccia anche solo la metà di quanto piace me!
2022-02-01

Aggiornamento

Abbiamo deciso di rendere disponibile fin da subito il PDF non editato del romanzo. D'ora in poi, chi farà il pre-ordine lo riceverà all'acquisto. Chi ad oggi ha già aderito alla campagna lo riceverà invece nei prossimi giorni. A chi vuole godere di un testo di qualità, consiglio caldamente di attendere novembre: il lavoro di editing a cui sarà sottoposto non potrà che migliorarlo. Tuttavia, molti hanno espresso il desiderio di riceverlo per potermi dare consigli e suggerimenti. E non volevo farmi scappare questa grande opportunità. In fondo, la condivisione con l'autore è uno dei principi chiave di questo modo di promuovere i libri. Quindi, grazie in anticipo a chiunque vorrà condividere con me qualsiasi riflessione dopo averlo ricevuto.
2022-02-04

Aggiornamento

Di cosa si parla in Stibia? Quali sono i temi che si possono trovare, in aggiunta alla storia dei protagonisti? Stibia è un romanzo fantasy, ma non vorrei che ci si fermasse a questa etichetta, o peggio ancora allo stereotipo che si ha di questo genere. Qui vi racconto quali sono i temi che ho voluto affrontare nel romanzo: https://home.albertocantarello.it/blog/il-candidato-esponga-un-tema
2022-01-30

Aggiornamento

Quando è nata l'idea di scrivere Stibia? E come si è passati dall'idea alla realizzazione? Se vi incuriosisce sapere come si è passati da zero a 109.992 parole, potete trovare qui un breve racconto della mia esperienza: https://home.albertocantarello.it/blog/la-genesi-di-stibia

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Complimenti Alberto per aver raggiunto il primo obiettivo!!!
    Non vedo l’ora di ricevere la copia cartacea del libro!

  2. (proprietario verificato)

    Che dire? Spargo la voce e so già cosa regalare a Natale ai miei amici. Molti me l’hanno già chiesto. Ne ho letti tanti , ma come questo… unico

  3. (proprietario verificato)

    Anche io conosco l’autore, purtroppo… 🙂
    A me sono piaciute soprattutto le scene di azione e combattimento!
    Ben descritte e coinvolgenti!
    Lo consiglio!

  4. (proprietario verificato)

    E rieccomi qui! Volevo ringraziare Alberto per aver messo a disposizione la bozza in pdf e per i continui aggiornamenti!
    Avevo già comprato “al buio” ma leggere le prime pagine della bozza, un po’ come fossi in libreria a sfogliare libri, ha confermato la bontà dell’acquisto.
    Adesso scusate ma devo andare, ho un appuntamento su Stibia! 🙂

  5. (proprietario verificato)

    Il libro mi è molto piaciuto!
    Innanzitutto per lo stile: sono una mamma con due bimbi, non ho mai molto tempo per leggere libri che non siano per bambini e se fosse stato pesante non lo avrei mai finito! 😊
    Ho adorato il fantasy fin da bambina, e l’idea di collegare la magia ad un elemento chimico come l’antimonio l’ho trovata originale!
    Certo, la magia non va spiegata, ma descritta in questo modo mi fa venire voglia di esplorare miniere alla ricerca di antimonio (magari scopro di essere una predestinata!!)
    Nel suo essere fantasy, di formazione ed anche in alcuni passaggi quasi investigativo, è comunque anche divertente: alcuni passaggi mi hanno fatto davvero sorridere!
    Lo consiglio!

  6. Marta Pregnolato

    Ho letto il romanzo perché un’amica mi ha convinto a farlo; onestamente il fantasy non è il mio genere.
    Però devo dire che mi è piaciuto!
    Ho sempre pensato che “fantasy” fossero solo fate e folletti, ma in effetti ho capito che non deve essere necessariamente così. Ed in Stibia, in effetti, non è così!
    Forse anche per via della mia età mi sono rivista molto in Sara e nella sua ricerca di “un posto nel mondo”.
    Scritto in modo fresco e leggero: lo consiglio!

  7. Carmen Mastricci

    Sono un’amante dei libri cartacei da sfogliare ma ho letto l’anteprima perché conosco Alberto e volevo dargli subito un mio parere.
    Non vedo l’ora che raggiunga le 200 copie per ricevere la copia cartacea e divorarla tutta!!
    Lo consiglio non (solo) perché conosco l’autore ma perché mi è piaciuto davvero tanto.
    Uno spettacolo che vale sicuramente “il prezzo del biglietto”!

  8. (proprietario verificato)

    Beh, dopo aver letto sinossi e anteprima muoio dalla curiosità di sapere cosa ha in serbo il destino per Sara e Samuele!
    Come e perché le loro vite si incroceranno?
    Cos’è Stibia?
    Quale talento magico possiedono?
    Insomma, novembre è lontano…possiamo saperne di più?

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Alberto Cantarello
Nasco nel 1982 nella città che non cambierei per nessun’altra al mondo: Torino. Del resto, il primo amore non si scorda mai.
A 11 anni leggo “Il Signore degli Anelli” e vengo incenerito dal secondo colpo di fulmine della mia vita: il fantasy.
Da quel momento, non mi sono più fermato. Romanzi, serie TV, film e giochi di ruolo: tutto ciò che è fantastico attira la mia attenzione.
Nemmeno gli studi scientifici ed un lavoro in cui i numeri la fanno da padrone hanno mai scalfito questa dimensione alternativa.
Stibia è il mio romanzo di esordio ed è disseminato qua e là di qualche riferimento alle altre passioni che cerco di coltivare nel (poco) tempo libero: cucina, sport e vini su tutte.
Alberto Cantarello on FacebookAlberto Cantarello on InstagramAlberto Cantarello on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie