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Storia di un attore incompiuto

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Consegna prevista Novembre 2024

Storia di un attore incompiuto è un romanzo breve; narra la vita di Lorenzo, un aspirante attore che ha la possibilità, grazie alle sue scelte, di coltivare il suo talento per la recitazione. Nel primo capitolo vengono descritte al lettore, alla terza persona, alcune riflessioni che spiegano perché Lorenzo decide di fare l’attore; capitolo che viene seguito dagli ostacoli che Lorenzo incontra lungo il suo percorso artistico. Riuscirà Lorenzo a superare questi ostacoli per fare l’attore?

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro principalmente perché desidero far sentire comprese e meno sole tutte quelle persone che nonostante il talento, e nonostante abbiano fatto tanti sacrifici, non sono ancora riuscite a realizzare i loro sogni, e forse non ci riusciranno mai.
E quindi il mio intento è sollevare il tema del fallimento, e mostrare che malgrado un insuccesso è comunque possibile ricominciare, o addirittura reinventare la nostra vita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

“Vivere per lavorare, un lavoro che probabilmente non ti piace ma che devi fare, perché poi ti dovrai sposare, dovrai mantenere una famiglia, pagare l’affitto, le bollette, l’assicurazione, le tasse. Insomma, sopravvivere. Tornare a casa con il mal di testa e nonostante tutti i sacrifici, leggere comunque l’insoddisfazione negli occhi dei tuoi figli per quello che non puoi dargli. E questo perché? A questa domanda, solitamente mi rispondono “perché è la vita,” già, una vita che spesso ci viene condizionata da quello che ci hanno inculcato sin da piccoli, precludendoci la possibilità di pensare, di poter cambiare le cose, di non rassegnarci alla realtà oggettiva, di avere delle idee. Perché se è vero che i soldi non fanno la felicità, è altrettanto vero che fare un qualcosa che non ci piace, ci rende ugualmente infelici, pur avendo delle buone entrate, pur essendo circondati da persone che ci vogliono bene. E quindi per poter scorgere un miraggio di felicità, bisogna innanzitutto alzarsi la mattina, guardarsi allo specchio e sentirsi soddisfatti, sia se si è riusciti a fare della propria vita ciò che si voleva, sia se si è avuta la consapevolezza di averci almeno provato con tutte le forze, e non avere nessun rimpianto. Allora chi sono quei pochi prescelti che nella loro vita sono riusciti a fare quello che desideravano?
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Alieni, raccomandati, fortunati, lecchini? Può darsi, oppure sono solamente persone che hanno avuto un qualcosa che manca a molti di noi, il coraggio! Sì, perché ci vuole molto più coraggio nel fare qualcosa che ci piace, correndo dei rischi, anziché rinunciare a un qualcosa che apparentemente è più semplice. Ma la verità è che se non possiamo lottare per la nostra libertà, se non possiamo avere la facoltà di scegliere ciò che riteniamo giusto, allora non saremo mai realmente felici, con o senza soldi.” Arrivati a Londra, presero il bus che li portò a Victoria Station, una volta lì, presero il treno e scesero alla fermata di Bayswater, per poi andare in albergo; giusto il tempo di disfare i bagagli e di darsi una rinfrescata, e uscirono subito per iniziare il loro tour londinese.

La prima tappa fu Westminster; quando arrivarono alla fermata, si avviarono verso i gradini che conducevano all’uscita della metro, Lorenzo alzò lo sguardo e lo vide, era lì, proprio difronte a lui, il famoso Big Ben. Rimase senza fiato dallo stupore, era così grande che tutti i suoi problemi in quel momento sembravano essere così piccoli. Mentre passeggiavano, a un certo punto scoppiò un temporale, si ripararono sotto un porticato, e Lorenzo si mise a fissare la pioggia che scendeva, in quell’istante gli tornò in mente Beatrice, come un flash. Londra gliela ricordava, un po’ per la pioggia incostante e imprevedibile ma pur sempre emozionante, come quando al termine di essa, appariva quel raro arcobaleno che stava come a simboleggiare quel lieto fine tanto sperato ma solo momentaneo. Piove di nuovo… Il mattino seguente, si recarono ad Hyde Park e dopo essere passati dinanzi al palazzo della regina, arrivarono in questo enorme giardino; Lorenzo fu completamente pervaso da una sensazione di pace assoluta, avrebbe voluto restare lì per sempre. Tutto taceva, si sentiva soltanto il vento soffiare, e tutti i pensieri negativi si allontanavano. La sera arrivarono a London Bridge, era un luogo magico in cui si poteva letteralmente sognare a occhi aperti, intorno tutto splendeva, il Tower Bridge era così bello da sembrare irraggiungibile, come tutte le cose che desideriamo. Si fermarono nello Starbucks più vicino, Lorenzo ordinò un muffin al cioccolato e un latte macchiato, mentre Leonardo prese una ciambella e un caffè americano.

I due avevano in comune la passione per il cinema, spesso si vedevano anche a casa di Lorenzo per parlare dei loro film preferiti e per discutere sul cinema in generale. “La settimana scorsa sono andato a vedere quel film, è stato veramente bello.” Disse Lorenzo. “Immagino, non vedo l’ora di vederlo anch’io appena torniamo a Napoli. C’era molta gente in sala?” “Macché, c’eravamo soltanto io e mio fratello.” “Me l’aspettavo, quello è un film che non è per tutti.” “Il problema è sempre lo stesso, la gente preferisce ridere anziché riflettere.” “Già, infatti scommetto che in quell’altra sala in cui trasmettevano quell’altro film leggero, c’era il pienone.” “Ovviamente sì. Il punto è che io le capisco anche le persone. Dopo una giornata pesante di lavoro, a parte noi, chi avrebbe voglia di andarsi a vedere un film impegnativo, già è tanto se vanno al cinema con tutte queste piattaforme in streaming che ci sono oggi.” “Eppure una volta non era così, il cinema italiano sfornava dei capolavori che ci invidiavano e che erano apprezzati da tutti, e se ci pensi, anche quei film erano impegnativi.” “Sì, ma erano altri tempi, non c’era questa crisi economica. Oggi le persone vengono sottopagate e a stento riescono ad arrivare a fine mese. Escono di casa la mattina presto e tornano la sera con il mal di testa, e l’ultima cosa che vogliono è vedersi un film impegnativo. Al massimo, appunto, preferiscono optare per qualcosa di leggero.”

“Quindi secondo te i problemi politici influiscono negativamente anche sulla produzione cinematografica?” “Certo, se le persone fossero più spensierate, probabilmente sarebbero anche propense a vedersi un film impegnativo, e quindi verrebbero realizzati più film di un certo spessore, perché i guadagni sarebbero garantiti.” “Sì, sono d’accordo ma a prescindere da questo, spiegami perché, ad esempio, quando uscì “La grande bellezza” e tutti lo guardarono, la maggior parte delle persone lo trovarono lento e noioso? E stiamo parlando di un film che ha vinto il premio Oscar. Allora io penso semplicemente che alcune persone non capiscono niente di cinema.” Lorenzo ride “Su questo hai ragione.” I due ripresero a camminare, mentre osservavano il Tower Bridge per l’ultima volta. In quei giorni a Londra, gli occhi di Lorenzo si abituarono così tanto alla bellezza che quando tornò a Napoli, si appassionò all’arte, e vedeva la città con occhi diversi. 

 

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Renato Di Lorenzo
Sono Renato Di Lorenzo, ho 28 anni e sono di Napoli, città in cui attualmente vivo. Sono un attore, ho studiato recitazione cinematografica, teatrale, linguaggio del corpo e dizione in due accademie a Napoli. Occasionalmente lavoro su progetti per un'associazione di volontariato. Sono uno sportivo; ho giocato a calcio, a basket e ho praticato nuoto e calisthenics. Sono un appassionato d'arte e i miei hobby preferiti sono la lettura, dilettarmi al pianoforte e guardare film e serie tv di ogni genere.
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