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Sul Tracciato del Valley – Parte I

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Consegna prevista Novembre 2024
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Schumi ha 14 anni quando entra per la prima volta in un nuovo istituto tecnico lontano da casa e si ritrova immischiato nell’organizzazione di un misterioso Festival del quale tutti sembrano a conoscenza, tranne lui. In pochi istanti la situazione si fa agitata ed euforica, tanto da coinvolgere involontariamente il protagonista che inizierà ad indagare su una faccenda più intricata di come pensava. La vita scolastica di Schumi si arricchisce di nuove conoscenze e tra feste assurde, sfide e leggende del luogo, motivando il suo viaggio verso le porte del Festival. La sua estrema curiosità lo porterà a conoscere una ragazza sfuggevole che lo guiderà alla scoperta di se stesso, cambiando per sempre la vita di Schumi.

Perché ho scritto questo libro?

Hai dei ricordi indelebili nella tua testa, avventure incredibili vissute con persone speciali nel momento più sfrenato della tua vita e ti rendi conto che quell’universo è perfetto per fare da sfondo a una storia d’avventura che può raccontare quei miti e quelle emozioni che ti fanno ardere dalla passione. Sul Tracciato del Valley, nasce per questo motivo: portare ogni lettore nella mia testa, riportarlo indietro nel tempo e fargli vivere le stesse emozioni che anch’io vivo ogni giorno.

ANTEPRIMA NON EDITATA

  • “Ehi capo! Allora, come stanno andando i primi giorni tra i grandi?” – Paul era sbucato da dietro l’angolo con un mucchio di fogli gialli in mano.
  • “Non c’è male Paul, ma dimmi… che è sta cosa del Valley? Ho visto che eravate in mezzo alla discussione poco fa. Mi spiegheresti di che si tratta?” – gli ho chiesto, notando quanto lui e il suo gruppo di amici fossero coinvolti nella situazione.
  • “Paul, torniamo su che dobbiamo dividerci le consegne per sto pomeriggio, sennò non facciamo in tempo e viene fuori il solito casino, dai!” – lo ha richiamato dall’ingresso Faso che reggeva la porta assieme a Fè, entrambi con le mani occupate dall’enorme quantità di carta che avevano accumulato.
  • “Merd…! Ascolta, mi tocca correre o questa settimana sarà un casino per noi. Ci sentiamo più tardi via messaggio, ok? Nel frattempo, chiedi in classe; ci sono dei primini che sono già stati istruiti sul caso. Ciao Capo!” – e si è congedato, in fretta e furia.

Mi è sembrato tutto talmente veloce che ho perso la facoltà di esprimermi con parole comprensibili, almeno a chi mi stava attorno in quel momento.

Sono rientrato mezzo stordito, svuotando la lattina di aranciata rossa amara che ogni mattina compro ai distributori automatici, appena arrivo a scuola e che conservo per la pausa di metà giornata. Non ho mai amato le code, specialmente quelle alle macchinette automatiche, quando ho sete.

Salendo le scale ritrovo le ragazze di prima, ferme sul pianerottolo a dare spettacolo, che si agitano come delle pazze assieme ai loro compagni di corso e noto una di loro, scura di capelli, correre in direzione delle finestre, urlando emozionata verso le sue compagne di classe e consegnando ad una di loro quel maledetto volantino giallo. Non le vedevo il viso, ma a giudicare dall’agitazione che aveva in corpo doveva essere successo qualcosa di eccitante, di cui però, io continuavo a rimanere all’oscuro.

Rientrato in classe ho trovato Andrés fermo alla finestra, esattamente dove l’ho lasciato, ancora con il cellulare incollato all’orecchio.

Vince si era rintanato sul fondo della classe, dietro a quaderni e scartoffie assieme ad un suo compagno di viaggio, un ragazzo che proveniva dal suo stesso paese e dal quale raramente si separava, se non per star con noi a discutere di cilindri e carburatori.

Claude si era addormentato dentro alla sua felpa trasandata e per cercare di scongelare gli animi sono andato a dargli una svegliata con uno schiocco di dita, in fronte a quello che sembrava uno zombie in letargo, a mio rischio e pericolo.

  • “Oh, eh! Che c’è!” – saltò sul posto
  • “Claude, stavi dormendo e la pausa è quasi finita. Che sta succedendo? Sembrate tutti maledettamente strani.” – gli chiedo
  • “Seh, seh! Ne parliamo a pranzo, ok? Non mi rompere ora!” – e se n’è tornato dentro al cappuccio, buttando la testa sonoramente contro il banco.

La campanella ha suonato il rientro in classe e la professoressa, notando Claude sbattuto come un uovo al sole sul banco, ha sentenziato con estrema calma – “Qualcuno svegli il signorino se non vuole finire sul registro entro 30 secondi, grazie.” –

Uno schiaffo secco sulla schiena di Claude l’ha riportato in vita dal mondo dei morti e la classe è rientrata in modalità “Sopportazione” per le restanti tre ore.

Ora, mentre scendo verso l’atrio in direzione degli spogliatoi, continuo a ripensare alla strana mattinata vissuta e al mio prezioso volantino che ho ancora in tasca.

Esco dalla palestra e attraverso il campo di atletica, raggiungendo l’area coperta dove vengono parcheggiate le biciclette e che, negli ultimi pomeriggi assolati che questo ottobre ci sta regalando, dopo le 13.00 si trasforma nella nostra “zona-pranzo” riservata. Pensare che ieri pioveva a dirotto, mentre oggi ci sono quasi 18 gradi nell’aria.

  • “Ehi, sei arrivato, finalmente!” – grida dal fondo Claude, tutto eccitato.
  • “Pensavamo ti fossi perso in mezzo alla folla che stava al bar poco fa.” – ribadisce Andrés.
  • “Non capisco, di solito non c’è tutta quella calca al bancone, ma oggi pare che l’intera scuola si sia fermata per il pomeriggio.” – chiudo, ancora più stordito di prima.
  • “È per il Valley. Da quando si è sparsa la voce stamattina, tutti vogliono guadagnarsi una fetta nell’olimpo di Fabien! Come se bastasse ronzargli un po’ attorno e distribuire i suoi volantini per entrare nelle sue grazie…” – sentenzia severamente Andrés.
  • “Ok ragazzi, ora mi dovete delle spiegazioni serie. Chi è questo Fabien di cui sento parlare? Che è sto Valley? Come mai tutti sembrano coinvolti in questa faccenda?” – chiedo con decisione.
  • “Per questo siamo qui, no? Le leggende metropolitane non arrivano fino al tuo lontano paese di contadini, vero? E pensare che tutto questo circo si svolge proprio sotto il vostro naso, ma adulti e autorità cercano sempre di nascondere queste storie scomode per evitare di fomentare gli animi. Beh, adesso inizia lo show!” –

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Bellissimo, mi ha riportato agli anni dell’adolescenza i miei erano quelli a cavallo tra il 1994/1999 quando Fifty, Thypon, Vespe, SR e Phantom erano al centro dei discorsi miei e dei miei amici. Di piani assurdi per rimediare uno scarico Polini. Di cambi arditi di carburatori e pianti su un cilindro grippato. E di corse, corse folli nelle strade di campagna col rischio di infilarti sotto un trattore, magari di qualche amico di tuo padre con enormi patemi d’animo, o a ritirare fuori l’amico da una macchia di rovi o peggio ortica. Un grazie di cuore Cristian, in attesa della parte II.

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notnakano
Cristian Salmistraro nasce nel 1989 e vive la sua adolescenza a cavallo dei primi anni 2000 dove sviluppa la sua passione per i motori iniziando a raccogliere aneddoti sulle sue avventure. Cresce come fotografo, sfruttando i suoi studi per iniziare a raccontare la passione per auto e moto e avvicinandosi alle prime riviste motoristiche, dove inizia a scrivere i primi articoli specialistici e riportare i racconti più belli sui blog di settore. A 25 anni inizia a lavorare nel settore Social Media per una grossa agenzia di Milano dove porta le sue idee a brand come Bmw, scoprendo il potere della comunicazione digitale. Nel 2017 si presenta sui Social con lo pseudonimo di Iamnotnakano iniziando a raccontare le sue avventure in moto e collaborando con aziende del settore con le quali fonda progetti inediti. Nel 2020 abbozza “Un Romanzo sui Motorini”, racconto che era nel cassetto da anni.
notnakano on Instagram
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