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Tales of the future past

Tales of the future past
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Consegna prevista Marzo 2023
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“Tales of a future past” è un libro composto da quattro racconti horror.
Il guardiano del faro è solo. Il guardiano annega nei suoi ricordi, Il guardiano forse è pazzo perché sente ridere tre bambini durante la notte. Il guardiano non comprende… o forse si. Riuscirà a salvarsi o sarà l’ennesimo…
Nel Wonderland’s asylum abita Alice in cui tornerà nel paese delle meraviglie perché dovrà affrontare un assassino che sta uccidendo tutti quanti, ma…
Il patto nasce dopo una stupida sfida tra due ragazzi per passare la notte in un cimitero. Cosa si nasconde in quelle mura di cui nessuno al mondo ne è al corrente? Timmy cosa scoprirà a spese sue?
La bambola è brutta, la bambola non piace e per questo la buttano. Ma in verità cosa nasconde dentro se quella bambola?

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questi racconti perché per me scrivere è diventata una passione. Appena ho un minimo di tempo di pausa dalla mia vita, la prima cosa che faccio è quella pigiare i tasti del mio computer. Lo faccio perché farlo mi piace e perché mi porta “lontano” dalla realtà. Ho scritto questo libro perché la fantasia per me è un’arte. Non importa in quale forma la si voglia trasformare: in musica, film o altro, l’importante è farla.

ANTEPRIMA NON EDITATA

INTRODUZIONE

Mi è sempre piaciuto scrivere. In passato ho scritto i testi per il gruppo musicale in cui cantavo e, anche se non erano lunghi come questi racconti: li scrivevo, li riscrivevo e li scrivevo di nuovo perché nella mia mente ho sempre pensato che bisogna migliorarsi, sempre. Ho voluto mettermi in gioco scrivendo questi racconti horror sperando vi piacciano.  L’idea di scrivere l’ho avuta leggendo molti libri, ma la spinta di iniziare a scrivere racconti l’ho avuta soprattutto seguendo e leggendo uno scrittore: Pietro Gandolfi (che ormai posso definire un amico) ed è stato grazie a lui se è nata l’idea di fare altrettanto… dopotutto, perché non provare a tirare fuori le idee che una persona ha in mente? Perché tenerle dentro e non batterle sui tasti di una tastiera? Mi piace scrivere romanzi, racconti o altre stupidate. Ho notato che le opportunità sono maggiori nei racconti, così come il tempo necessario a scriverne uno è di gran lunga inferiore a quello di un romanzo.
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Detto ciò, non è che i racconti siano più facili da scrivere per via della loro brevità e del minor dispendio di energie, anzi. Niente mi attrae di più di una bella raccolta di racconti (per chi è in grado di farli) e se c’è una cosa che mi ha sempre stupito, dato l’impatto che il lavoro e gli impegni familiari esercitano oggigiorno sulle nostre vite, è come il racconto non sia diventato il genere letterario più diffuso invece di quei malloppi alti sette piani, capacissimi di annoiare anche solo a guardarli. Sulla carta, per come la vedo io, non dovrebbe esserci niente di più piacevole della comoda lettura di un buon racconto o di un buon romanzo, anche se breve, piuttosto che essere costretti ad aspettare le vacanze estive o un viaggio in aereo per spararsi un romanzo con una stazza pari alla mia pancia gonfia di birra. Saper scrivere non ha niente a che fare con la buona educazione, né con un certo tipo di aspettative. Per una specifica categoria di lettori, leggere equivale a infilarsi un paio di comode pantofole.  Ogni volta che le calzano, si aspettano di provare la solita, identica sensazione. Per loro, significa poter contare su ciò che già conoscono. E’ un modo per fornire certezze a quei lettori che vogliono leggere all’infinito il medesimo racconto. Io non faccio parte di questo tipo di lettori e nemmeno come scrittore mi pongo lo stesso obiettivo. Resto saldo nella mia convinzione che i racconti non dovrebbero appartenere a una sola categoria.

Le buone maniere, le buone parole scritte correttamente magari evitando le parolacce vanno bene, per carità, ma non è questo che dovrebbe offrire un racconto. Anch’io sono in grado di sorridere, di stringere mani a chiunque, di fare la persona gentile e misurata, ma i miei racconti no. Belli, brutti, ignoranti, superficiali o banali che siano, spero riescano a portarvi via la sedia da sotto il culo o tirarvi via le mutande senza che ve ne rendiate conto. Soddisfare tutti è una cosa impossibile e ne sono consapevole. Solo i migliori riescono a farlo. Detto ciò, vi propongo questi racconti horror letti i quali spero che la vostra mente vi suggerirà di dormire con un occhio aperto. Spero non vi limiterete a leggerli una volta sola, e spero che suggerirete ad altri di dar loro un’occhiata. Vi offro questi racconti sperando vi piacciano. Per concludere vi auguro ogni felicità, ogni giorno della vostra lunga vita. Fabio Biffi

IL GUARDIANO DEL FARO

1

John Allen si svegliò presto quella mattina quasi eccitato per la festa a cui avrebbe dovuto partecipare la sera stessa. Non era un ubriacone o un festaiolo, anzi, era sempre stato un uomo molto regolare e con la testa sulle spalle, semplicemente era un po’ su di giri dato che il festeggiato era lui. Preparò la colazione per sua moglie Camila e per suo figlio Adrian ed aspettò che si alzassero dai letti per consumare il primo pasto del giorno in famiglia. “Ben svegliati dormiglioni”, disse John appena li vide entrare in cucina ancora un po’ assonnati. “Che buon profumino”, disse Adrian sedendosi sulla sedia aspettando che il padre gli desse il piatto. “Ciao amore”, disse Camila baciandolo sulla guancia, “Pronto per questa sera?” “Devo ammettere che un po’ sono eccitato”, rispose.

Mangiarono la colazione e Adrian si fece promettere dal padre che quel pomeriggio lo avrebbe accompagnato a giocare al parco con i suoi amici a patto che dopo la colazione avrebbe fatto e finito i compiti. Camila dopo aver finito, si alzò dalla sedia e disse che quella mattina sarebbe andata dalla parrucchiera, si vestì e se ne andò via in macchina, Adrian invece andò subito nella sua stanza ed iniziò a studiare. John lavò tutti i piatti ed andò sulla veranda per fumarsi una sigaretta nella tranquillità di quel sabato mattina. Guardò il suo giardino ben curato ed osservò per alcuni secondi il salice piangente dentro il suo laghetto in cui il figlio chiese di metterci dentro molti pesci rossi. Guardò la sua Cadillac Eldorado e subito gli vennero in mente le parole del venditore. “Questa macchina  è certamente una delle auto americane più sognate dalla popolazione nonostante non sia un’auto accessibile a tutti, anzi, è l’emblema del lusso americano. L’Eldorado è il modello più costoso della principale marca statunitense di auto esclusive, ma sono sicuro che una persona distinta come lei non abbia bisogno di sentire le mie parole per capire che questa è veramente una macchina che non ha eguali.”

Sorrise pensando a come quel venditore gli avesse leccato il culo per tutto il tempo con la speranza di vendergli quella macchina. Pensò a Camila, a quanto l’amava e a come avesse creduto in lui quando era ancora un “signor nessuno”, a come lo spronò tutte le volte che lui disse che non ce l’avrebbe mai fatta e a quando ebbe avuto i sui periodi di vuoto. Pensò a suo figlio Adrian: il suo più grande successo che mai avrebbe ottenuto in tutta la sua vita. Pensò alla felicità che provò appena lo vide per la prima volta e a quanto furono felici giorno dopo giorno, mese dopo mese e anno dopo anno. Finì la sigaretta ed andò nel suo studio, accese il computer e gli si sedette davanti, aprì il suo programma e per circa due minuti restò ad osservare quella pagina bianca che in quel lasso di tempo stava rispecchiando la sua mente: vuota. Cominciò a preoccuparsi per quel vuoto come fece in passato, cominciò a pensare di non essere più all’altezza del suo lavoro, ricominciò a pensare che quello non fosse il suo lavoro ma che avrebbe dovuto cambiare mestiere. Per sua fortuna il cellulare squillò allontanandolo per alcuni secondi dai suoi pensieri, lo prese in mano e vide che era Eric Landing, un suo amico.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Fabio Biffi
Sono cresciuto con l'interesse dei fumetti Marvel, dei film e della musica.
Ho praticato arti marziali per molti anni ed ero il cantante di un gruppo musicale.
Dopo un po' mi sono interessato alla lettura e i miei autori preferiti sono Pietro Gandolfi, H.P. Lovecraft, Charles Bukowski ma in particolar modo Joe R. Lansdale.
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