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Tanca Arimuta

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Matteo vive a Pitroni, nell’entroterra sardo. È un paese meraviglioso, ma contaminato da vecchi e nuovi rancori, pettegolezzi e totale sfiducia nelle istituzioni. Matteo fa il pastore e ogni giorno porta le pecore a Tanca Arimuta, un appezzamento di proprietà che confina da una parte con quello di un’altra famiglia e dall’altra con un torrente. Puntualmente, però, qualche ovino scompare nel nulla. Inizialmente Matteo attribuisce il furto ai vicini di tanca, con cui da sempre c’è una certa ostilità, ma qualcosa continua a non tornargli. Così cerca di scoprire le storie del paese e dei suoi abitanti e, soprattutto, che cosa c’è oltre il torrente.

I

Quella mattina di settembre il sole non voleva saperne di farsi spazio tra le nuvole. Le loro forme animavano il cielo di una nuova storia da inventare. Pitroni era in gran fermento per la festa del santo patrono che ogni anno, da secoli, pone fine alle vacanze estive dei ragazzi e ripopola il paese. Io e mio fratello Giovanni, con il carro a buoi, di buonora scendemmo lungo la strada che costeggia i campi e le vigne per andare ad accudire il bestiame. Mio padre Baignu, vecchio e malconcio, ormai segnato dal tempo e da una brutta caduta, impartiva ordini da casa. Conosceva il nostro lavoro a memoria e non si poteva contraddirlo in nessun modo.

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Mamma Ica, da quando babbo aveva smesso di venire in campagna e passava molto più tempo a casa e in paese, era più tranquilla e rilassata. Stavano bene insieme. Ormai erano sposati da più di cinquant’anni e, finalmente, iniziavano a compiacersi della loro nuova pace dopo una vita di sacrifici, fatiche e sofferenze. Il nostro compito di questi tempi si limitava alla mungitura e al controllo delle bestie mentre il resto della giornata lo potevamo dedicare ai nostri passatempi. Quel giorno, Giovanni e io avevamo fretta di tornare in paese per dare una mano agli amici nei preparativi ed entrambi stabilimmo di alzarci prima del solito. Lungo la strada, i rumori consueti, quelli che ci accompagnavano tutti i giorni, sembravano diversi, assopiti, pareva quasi che gli alberi e gli animali che popolano e abbracciano la via sterrata quel giorno avessero paura di affacciarsi.
Neanche il leggero soffio di vento che ci accarezzava riusciva a disturbare il loro sonno. Per ridestarmi dal torpore decisi di camminare un po’, scesi dal carro e, con un cenno del capo, invitai Giovanni ad andare avanti senza fermarsi. Non era la prima volta che questo succedeva e lui sapeva che io, passando per i campi, sarei arrivato prima, avrei controllato buona parte della recinzione e avrei iniziato a richiamare le pecore, che, senza troppi indugi, si sarebbero lasciate convincere a seguirmi. Una volta da solo, attraversando il campo di grano avidamente mangiato, quasi rastrellato dagli animali, decisi di allungare e passai in mezzo alle sugherete. Mi fermai e respirai profondamente, lasciandomi inebriare dagli odori e dai suoni che mi circondavano. Ogni volta rimanevo stupito e mi piaceva allontanarmi dal mondo e rimanere in silenzio ad ascoltare la natura. Quando arrivai all’ovile seguito dalle pecore, io e mio fratello iniziammo a far entrare gli animali lungo una strettoia obbligata che portava fin dentro la stalla. Mio fratello, come di consueto e in modo automatico, al passaggio di ognuna di loro le contava, come se stesse sognando. Ci accorgemmo che mancavano due pecore all’appello, anche dopo averle ricontate con maggiore cura e, senza troppo meditare su questa mancanza, iniziammo il nostro lavoro. Finita la mungitura, versammo il latte nei fusti colandolo con un vecchio passino che tenevamo appeso a un albero nelle vicinanze. Finimmo in pochissimo tempo. Mio fratello, nato tre anni dopo di me, scalpitava e non vedeva l’ora di tornare in paese, di stare con i suoi amici. Lo vidi ansimante: «Giovvà, mi raccomando, non ti mettere a correre con i buoi, che si affaticano troppo. Ricordati di farli bere alla fontana di lu casteddhu».Mi guardò un po’ scocciato: «Issu oh, dugna olta li stessi cosi mi dici?! Ghjà lu socu cos’agghju di va».
Sorrisi: «Di’ a babbo che mi trattengo un po’ a cercare le pecore, digli di non preoccuparsi se non mi vede arrivare perché non so a che ora torno». Caricammo i fusti sul carro e mentre si allontanava continuai a seguirlo con lo sguardo fino al cancello. Io avevo in testa il pensiero delle pecore mancanti, mi scocciava andare via senza averle ritrovate. Ormai, da quando babbo aveva smesso di occuparsi del bestiame, ero diventato il “padroncino”, come scherzosamente mi apostrofava. Quell’anno non era stato per noi molto produttivo. Una strana malattia aveva colpito tanti dei nostri animali, nostra unica fonte di reddito, alcuni erano morti dopo giorni di sofferenza, altri, invece, apparentemente sani, ci era stato consigliato dal veterinario di abbatterli per evitare il contagio con le bestie che realmente non erano state contagiate da questo morbo che le stava decimando.
Il nostro podere era soprannominato “Tanca Arimuta” per via di una parte di terreno inarrivabile, ostile. In quella parte di terreno, ricca di sorgenti d’acqua ed esposta a nord, una foltissima vegetazione, insieme a costoni di roccia costellati di precipizi e falesie, rendeva arduo anche solo pensare di riuscire a penetrarci. In fondo alla valle, inoltre, un fiume imponente e impetuoso divideva in due la nostra terra.

2021-02-16

Aggiornamento

✨✨ Boom ✨✨ Eccoci, di nuovo! Sembra incredibile, ma è successo davvero ☺️ Ieri abbiamo superato il secondo obiettivo, quello delle 250 copie pre-ordinate. Sono contentissimo e ringrazio tutt* per il supporto, il passaparola e i messaggi! Questo obiettivo mi permetterà di avere un ulteriore supporto, in termini di visibilità, da parte della casa editrice (che ringrazio). Si comincia con un appuntamento in diretta: "ti presento un autore", dove avrò il piacere di parlare del libro: nei prossimi giorni vi darò più dettagli. 😉 La bellezza vera, però, sta tutta nell'elenco delle città di provenienza dei pre-ordini, guardate che spettacolo. Speriamo di non aver dimenticato nessuna città 🤸 A presto, Marco Intanto continuate a passare parola, di seguito il link per pre-ordinare il libro 👇👇👇 https://bookabook.it/libri/tanca-arimuta/
2021-02-12

Aggiornamento

✨✨ Aggiornamento ✨✨ Ciao a tutt*! Dopo sole 2 settimane e tanto calore ricevuto, iniziano ad arrivare alcuni messaggi, di chi ha letto la bozza, che mi hanno colpito ed emozionato. Grazie ☺️ Intanto i pre-ordini sono volati a 244 in 15 giorni, siete fantastici! Per il raggiungimento del prossimo obiettivo di 250 pre-ordini preparerò una piccola sorpresa per ringraziarvi 😉 Intanto continuate a passare parola, di seguito il link per pre-ordinare il libro 👇👇👇 https://bookabook.it/libri/tanca-arimuta/
2021-02-07

Aggiornamento

✨✨ aggiornamento ✨✨ Sono passati 10 giorni (sì, solo 10 giorni) e siamo arrivati a 233 pre-ordini. Sono davvero contento e vi abbraccerei uno per uno, se potessi. Grazie davvero per il vostro supporto e il vostro calore. Il prossimo obiettivo è davvero vicino ed è solo merito vostro. Ecco la mappa aggiornata delle città di provenienza dei pre-ordini (se qualcun* non trovasse la propria me lo faccia sapere così la aggiorniamo ☺️). Grazie a chi lo condividerà ancora, a chi lo consiglierà, a chi continuerà a crederci. Marco Qui trovate il link per pre-ordinare 👇👇👇 https://bookabook.it/libri/tanca-arimuta/
2021-02-03

Aggiornamento

Presentazione del libro a cura della casa editrice (estratto dalla diretta Facebook bookabook del 02-02-2021) pubblicato sulla pagina Instagram dedicata al libro👇 https://www.instagram.com/tv/CK13N0mKX5t/?igshid=o0kmieedel49
2021-02-02

Aggiornamento

Aggiornamento pagina Facebook Tanca Arimuta
2021-02-02

Aggiornamento

Ho creato la pagina facebook del libro, dove pubblico le curiosità, le novità, gli aneddoti... https://www.facebook.com/tancaarimuta Seguitemi, vi aspetto!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    E’ stato come un tuffo al passato, alle nostri origini galluresi, a quella ingenuità unita alle credenze e alle piccole cose semplici della vita. Al rispetto alla terra, della natura e degli animali; al rispetto della Famiglia.
    L’autore fa una descrizione minuziosa, genuina dei luoghi ed e’ facile immergersi nella storia e innamorarsi dei personaggi.
    Bellissima opera prima.

  2. (proprietario verificato)

    Questo libro si fa leggere con piacere dall’inizio alla fine, tutto d’un fiato. La narrativa è límpida, cristallina. Nella piacevole scrittura non ho trovato le leziosità che ci si potrebbe aspettare da un’opera prima. Lo scorrere tra i personaggi per spiegare una realtà cruda ed endogamica mi ha ricordato un po’ “cent’anni di solitudine” di Garcia Marquez. L’alone di mistero di quella terra poco esplorata incuriosisce e intriga, dall’altro lato però contrasta con le vite comuni dei personaggi che, tra amore, invidia e follia, riportano alla dura realtà della terra. Sì, la terra, che come il titolo suggerisce, forse è la vera protagonista della storia.

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Marco Conedda
è nato a Pisa nel 1980 ed è cresciuto a Calangianus, un piccolo paese situato al nord della Sardegna. Dopo aver svolto i suoi studi di Giurisprudenza a Pavia e aver lavorato per anni a Milano, si è trasferito a Barcellona, dove vive e lavora. Appassionato lettore, soprattutto di narrativa italiana, è al suo esordio con Tanca Arimuta.
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