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The Gimme Five Company - La Profezia

The Gimme Five Company - La Profezia

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Gennaio 2023

Bosco Antico, terra del popolo degli gnomi, e Bosco Incantato, Regno di fate e fatati, sono in conflitto da secoli.
I loro mondi sono separati da Bosco di Mezzo, una selva oscura ed impenetrabile in cui nessuno oserebbe addentrarsi.
Due le sole cose che li accomunano: il buio che sta continuando ad avanzare sulle loro terre e la speranza dell’arrivo dei Cinque Viandanti durante la Festa della Profezia. Essi sembrano l’unica soluzione di fronte ad un clima che sta inesorabilmente cambiando, minacciando la vita stessa di gnomi e fate.
Ma cosa potrebbe succedere se lo gnomo Mikail e le tre principesse di Bosco Incantato, Clairis, Merien e Thera, si conoscessero per caso proprio in quella selva lugubre che è Bosco di Mezzo?
Riuscirebbero a superare la reciproca diffidenza e ad unire le loro forze contro un male antico capace di distruggere i loro popoli per sempre?

Perché ho scritto questo libro?

Perché imparare ad essere fratelli è un’impresa ardua, che dura una vita intera…e ve lo dice una figlia unica!
Con questo libro spero di portare nelle case di tanti bambini e genitori un’avventura fantastica, capace di far riflettere sulla bellezza delle diversità, sul valore dell’amicizia, sull’importanza della famiglia e sulla necessità impellente della pace.
Spero, perciò, che vi arrivi il mio desiderio più grande: celebrare con questa storia la grandezza e la saggezza dei piccoli!

ANTEPRIMA NON EDITATA

CAPITOLO 1

“Uno gnomo senza barba è come un cielo senza stelle” (ACG)

Come ogni mattina degli ultimi due anni, Mikail era intento ad esaminarsi con cura ogni singolo centimetro della pelle del volto. Con la bocca ancora piena di schiuma di saponaria, si avvicinava e si allontanava dalla sua immagine riflessa nello specchio del bagno, desideroso finalmente di veder spuntare anche un solo peletto su quelle sue guance rosa e morbide. Gli occhi verdissimi ispezionavano attenti il mento, la pelle sotto il naso, il collo. Aveva trovato un brufoletto sul naso ed aveva sperato che racchiudesse un bulbo. L’aveva spremuto con forza, ma purtroppo non aveva ottenuto altro che un naso rosso come un pomodoro. Forse ieri ho mangiato troppa torta di fave di cacao a casa di Simond, pensò demoralizzato.

Ah, le torte della mamma di Simond! Soffici, profumate, decorate con fiori e uccellini di zucchero! Erano l’esatto opposto di quegli orribili dolci di nocciole bruciate, della consistenza del legno, che suo papà cucinava tutti i lunedì e che riempivano ogni volta la casa di un odore di fumo dolciastro e nauseabondo. Rischiavi di spaccarti i denti ogni volta che te la ritrovavi per merenda a scuola e la mangiavi solo perché, dopo tre ore di lezione di falegnameria del professor Gouge, la pancia iniziava a produrre rumori sinistri e il cervello sembrava evaporare.

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Eppure quella notte Mikail aveva fatto un sogno meraviglioso. Gli era spuntata un’incredibile barba bianca, lunga almeno trenta centimetri, folta e leggermente ondulata. E con quello splendore di peli scintillanti aveva fatto il suo ingresso a scuola. Oltrepassando la porta del Grande Cedro Cavo, aveva visto lei: Gretel. Lo stupore che aveva letto nei suoi grandi occhi color nocciola, ancora lo faceva arrossire. E poi, come al solito, aveva aperto gli occhi alle grida di papà che da sotto già strillava “Sveglia, Mikail! Fai in fretta perché prima di portarti a scuola devo passare a casa di un cliente!”.

Quel mattino aveva proprio creduto che fosse arrivato finalmente anche per lui il Giorno dei Giorni: il momento in cui a uno gnomo incomincia a spuntare la sua tanto attesa barba!

Lo descrivevano tutti così: ti addormenti con le guance morbide come la buccia di una pesca e ti svegli con una manciata di peletti ispidi che ti sono spuntati nella notte un po’ ovunque. A qualcuno spuntano anche nelle orecchie e bisogna ammettere che Mikail non era molto geloso di quel tipo di gnomo. In cuor suo sperava di assomigliare a suo papà Andy: con una barba lunga ma non troppo, con una barba folta ma non troppo.

Anche Iulius aveva descritto così il suo Giorno dei Giorni. Fino a sei mesi prima lui e Mikail erano gli unici gnomi di nove anni ancora imberbi. Poi, all’improvviso, un mattino di fine estate, Mikail aveva visto arrivare a scuola Iulius come una furia, sudato, con lo zaino di tela aperto e il cappello un po’ storto sulla testa. Ma soprattutto con dieci meravigliosi peli sulla guancia sinistra, sei su quella destra e otto sul mento. Purtroppo ne aveva anche quattro in ogni orecchio, cosa che faceva presagire un futuro da gnomo con le orecchie pelose. Ma cosa importava? Sempre meglio di uno gnomo sbarbato! Nonostante quei peletti fossero effettivamente un po’ buffi sul suo volto di bambino, l’orgoglio che gli si leggeva negli occhi lo faceva sembrare più bello del solito. Più grande. Più gnomo, insomma.

“Mikail, scendi subito o non arriverai in tempo a scuola!”. La voce del papà lo distolse dai suoi pensieri mattutini. Sputò in fretta la schiuma di saponaria, sciacquò velocemente la sua foglia di salvia e si precipitò giù dalle scale. Afferrò il suo fagottino della merenda (dall’odore e dal peso era ovviamente ancora torta di nocciole bruciata), lo zainetto marrone e il piccolo bonsai di carpino per la lezione di Botanica.

Suo padre già lo aspettava in piedi sulla barchetta di quercia, con il remo in mano. “Forza, ragazzo, posa tutto e prendi l’altro remo! Dobbiamo fare ancora tappa dal signor Goldfinch.”.

Andy Wood era il falegname più bravo di Bosco Antico. La loro barchetta era l’invidia di tutti: non solo veloce, ma anche bellissima, tutta intagliata con motivi di foglie e fiori meravigliosi. Nessuno sapeva usare il legno come lui, sceglierlo, levigarlo…amarlo! Aveva sacro rispetto delle piante e sembrava che gli alberi, per riconoscenza, gli permettessero di ottenere il meglio dai propri tronchi.

Bisogna ammettere che, alla scuola del padre, anche Mikail non era male con pialle, sgorbie, asce e scalpelli. Anzi, era il più bravo della classe e la cosa compensava almeno in parte con il “problema barba”.

Il signor Baltus Goldfinch, invece, era uno degli unici gnomi a non avere nessun tipo di abilità nell’ambito della falegnameria, anche se faticava ad ammetterlo. Ogni volta che commissionava un lavoro ad Andy, infatti, accampava scuse del tipo “Mi sono fatto male ad un polso proprio mentre ero nel bosco a cercare legna da ardere!” oppure “Il giardino mi dà così tanto lavoro che non ho tempo di occuparmi anche della falegnameria!”. E Andy faceva finta di crederci, contento di avere del lavoro in più. Quel giorno Goldfinch fu molto felice di avere indietro la sua sedia preferita e, mostrando la mano destra fasciata, disse rivolto a Mikail: “Ahi, povero me! Fortuna che la pomata all’echinacea del dottor Panaceus sta facendo effetto contro quella fastidiosa infezione. Ricorda, ragazzo: sempre fare molta attenzione nel potare le rose!”. Lo gnometto soffocò per educazione la prima risata di quella giornata iniziata con il piede sbagliato.

Avevano appena sorpassato il giardino effettivamente perfetto del signor Goldfinch, che sopperiva all’incapacità con il legno con doti di mirabile giardiniere, quando il papà esordì: “Oh, Mikail! Come ho fatto a dimenticarmi di parlartene? Non ti ho ancora detto che quest’anno sei stato tirato a sorte per portare in processione la pergamena della Profezia! Me l’ha comunicato ieri zio Georg: dovevi vedere quanto era orgoglioso che fossi stato scelto proprio tu quest’anno!”.

Ma com’era possibile? C’erano almeno altri duecento gnomi tra i sette e i dieci anni a Bosco Antico e dal cappello di zio Georg era stato tirato a sorte il nome “Mikail Wood”???

Il piccolo ribattè: “Papà, ma sei sicuro? Non avranno letto male? Forse c’era scritto Mikail Moon! Hai presente quel bimbetto che vive vicino alla piantagione di lavanda? Quello che ha tre fratelli più grandi e che ha già una bella barbetta rossiccia!”…anche se ha solo 7 anni, pensò tra sé e sé.

“No, Mik, ho visto il biglietto con i miei occhi. Me l’ha portato come un trofeo zio Georg e senza dubbio c’era scritto “Mikail Wood”. Forse conosci qualche altro gnomo con quel nome a Bosco Antico?” confermò Andy.

“No, papà!”.

Mikail era sconvolto e la testa aveva iniziato a pulsargli. Si vedeva già a capo della processione, con lo scrigno dorato contenente la Profezia tra le mani, con il vestito di feltro delle grandi occasioni, con gli stivali lucidi e… con quelle guancette morbide e rosee. Si immaginava la folla di gnomi con le mani davanti alla bocca, pronti a commentare l’assenza di un ben che minimo accenno di pelo. Sentiva nelle orecchie il loro vociare incalzante e gli scherni di Rufus “Ehi, Sbarbatello, torna ai tuoi bonsai e dai quello scrigno a chi se lo merita veramente!”.

Tutti questi pensieri gli stavano provocando una nausea terribile, quando la barca si arrestò con una brusca frenata. Mikail temette di vomitare e si trattenne solo perché sulla riva c’erano Iulius e Gretel ad aspettarlo. Quest’ultima, poi, stava agitando la mano con forza per salutarlo. Mikail ingoiò la saliva, spingendo di nuovo la colazione giù nello stomaco.

Ricordava che il solito tragitto mattutino lungo il Fiume Placido fosse più lungo. Avrebbe desiderato continuare a navigare con il padre fino alla Cascata Paurosa e tuffarcisi dentro, pur di non incontrare nessuno, ma la realtà lo chiamava all’ordine. Prese in fretta e furia zaino, merenda e bonsai e diede un rapido bacio al papà.

“Ehi, fermo!” disse Andy, trattenendolo per un braccio “Non mi hai ancora detto se sei felice di essere stato scelto!”.

“Bhè, insomma…” Mikail vide lo sguardo stupito del padre e corresse il tiro per tranquillizzarlo: “Certo che sono felice! Come si potrebbe non esserlo? E’ il desiderio di ogni piccolo gnomo. Sono solo…stupito!”.

Andy abbracciò forte il figlio e si inginocchiò a guardarlo negli occhi: “Sono fiero di te! Vedrai, sarà emozionante come lo è stato per me a nove anni. Un altro Wood scelto per la Profezia…ancora stento a crederci!”.

Mikail avvertì la colazione tornare un po’ su, ma disse solo: “Spero di esserne all’altezza!” e, liberandosi dalla presa del padre, scese con un balzo dalla barca.

Mentre si avviava verso i suoi amici, sentì Andy che, allontanandosi, gridava: “Oggi pomeriggio non prenderti impegni: devi andare dalla signora Pecker a prendere le misure per il cappello nuovo che ti servirà per la Festa della Profezia! Ormai mancano solo più cinque giorni!”.

Cinque giorni. Praticamente subito.

Cinque giorni.

Un uragano lo travolse e lo fece quasi cadere a terra.

“Oh, Mikail, ho saputo ieri da mia mamma che sei stato scelto. Oddio, ancora non ci credo! Proprio il mio miglior amico!” cinguettava Gretel, saltellando.

Mikail si guardò intorno con circospezione, rosso come un peperone per quell’inaspettata manifestazione d’affetto: “Zitta! Non voglio che lo sappiano tutti!”.

“Ma Mikail, dovranno saperlo tutti. Entro sera sarà sulla bocca di ogni abitante!”.

“Credo che non accetterò, in ogni caso!” ribattè lo gnomo.

Iulius trasalì. “Ma cosa stai dicendo? Non è possibile rifiutarsi…insomma, non l’ha mai fatto nessuno!”.

Ma Mikail sembrava convinto: “Bhè, c’è sempre una prima volta!”

“Senti, Mik, sei solo sorpreso. Oggi vieni a casa mia a farti prendere le misure per il cappello da mia mamma e ne parliamo con calma. O forse hai un calo di zuccheri e hai bisogno di mangiare qualcosa per riportare ossigeno al cervello!” disse Gretel, tirando fuori una manciata di mandorle dalla tasca del grembiule bianco, tipico di ogni donna gnomo.

Furono interrotti dal suono della campana del signor Bell e si diressero verso l’entrata del Grande Cedro Cavo. Mikail si tirò un po’ più giù sulle orecchie il cappello a punta, cercando di fissarsi i lacci degli stivali, timoroso di incontrare altri sguardi.

Stavano per entrare nell’aula di Botanica, quando udì l’inconfondibile voce roca di Rufus gridare “Fate largo: è arrivato il Prescelto, ragazzi! Lo Sbarbatello vuole diventare famoso a quanto pare!”. Il suo sguardo torvo gelò Mikail. Provò un misto di disgusto e invidia per la barbetta grigiastra che contornava quel volto beffardo.

Dopo un attimo di silenzio, tutti si voltarono verso Mikail in un coro di “Oooooh!”.

Ecco, ora la notizia avrebbe raggiunto ogni gnomo di Bosco Antico nel giro di dieci minuti.

La colazione tornò a fargli paurosamente capolino in gola.

CAPITOLO 2

“Una fata ordinata è la fortuna di ogni madre” (NSF)

“No, non me lo metto neanche per sogno!”. Thera era seduta al centro del letto a baldacchino con le braccia conserte e lo sguardo basso. Accanto a lei, appallottolato come un vecchio straccio, giaceva uno scintillante abito colore dell’aurora.

Clairis dovette recuperare tutta la pazienza di cui poteva essere dotata una giovane fata di undici anni, per provare a spiegarle con dolcezza: “Ma Thera, devi solo indossare un vestito bellissimo. Sei così fortunata ad averne uno che cambia colore a seconda delle tonalità del cielo! Oggi, poi, si preannuncia una giornata splendida e immagino che alle nove in punto sarà già di un bell’azzurro limpido.”.

Thera alzò gli occhi in modo impercettibile e si fece scappare una mezza risata. Ma la bocca tornò ben presto seria, quando, saltellando aggraziata, apparve in camera Merien, con i lunghi capelli leggermente raccolti ai lati, tenuti su da due farfalle argentate che sbattevano con delicatezza le ali, ma soprattutto con “quel vestito”. Quel mattino Merien indossava l’abito a fiori che profuma di primavera. Non importava quante volte potesse cambiare colore il vestito di Thera, se Merien indossava proprio lui.

“Ma non ti sei ancora vestita? Guardate che la mamma ci mette di nuovo in punizione, se arriviamo in ritardo alla Cerimonia della nascita. Lo sapete che ci vuole sempre con lei sul palco! Pazienza, dirò che è colpa vostra.” disse Merien voltando le spalle alle sorelle e spandendo profumo per tutta la stanza.

“Guarda che ti tiro un calcio, ti tiro un calcio fortissimo!” minacciò Thera, rivolta a Merien.

“Ma sei pazza?” ora lo sguardo di Merien si era fatto torvo.

Siamo alle solite, ora è certo che arriveremo in ritardo!, pensò Clairis alzando gli occhi al cielo. Ma non ebbe il tempo di prevedere quello che successe dopo. Thera si lanciò come una furia addosso a Merien e iniziò a tirarle i capelli, tentando allo stesso tempo di strapparle di dosso il vestito della discordia. Merien cercava di difendersi come poteva, ma non era facile fermare la sorella che, agile come uno scoiattolo, le sgusciava via ogni volta che provava ad afferrarla.

Clairis decise che c’era un unico modo di risolvere la situazione. Roteò in aria il suo ramo fatato, lo rivolse verso le sorelle e lanciò un incantesimo di ordine e pulizia. Thera e Merien si trovarono ai due lati opposti della stanza entrambe vestite con lo stesso vestito rosa spargiglitter. Peccato che l’incantesimo, fatto un po’ troppo frettolosamente, non avesse pensato a dare una pettinata alle due principesse che sfoggiavano capelli degni di due istrici appena usciti dal letargo.

“Che bello! Che bello! Che bello! Guarda, Merien, quando giriamo spargiamo glitter ovunque!”. Thera faceva roteare la gonna, inondando la stanza di brillantini che riflettevano la luce del sole appena apparso all’orizzonte. Anche Merien iniziò a piroettare. E girarono, girarono fino a sbattere l’una contro l’altra. Ruzzolarono a terra e, ridendo, iniziarono a farsi il solletico.

In quel preciso istante sentirono le trombe che come ogni mattina davano inizio alla Cerimonia della nascita.

Clairis trasalì. Le tornarono in mente le parole della mamma della sera prima: “Domattina sarai tu ad occuparti di Thera e Merien, perché io dovrò andare prestissimo alla Collina della Vita. Aurora prevede che domani avremo molti nuovi nati. Cercate di farvi trovare sul palco prima del mio arrivo!”.

Aprì velocemente la finestra della camera delle sorelle e fece per lanciarsi in volo…

2022-05-10

Aggiornamento

Goal raggiunto!! In 27 giorni! Non potrei essere più felice all'idea che tra qualche mese la mia storia arriverà nelle librerie e nelle case di tutti voi che l'avete prenotata! Questo libro è nato per i miei figli, ma da subito ho capito che poteva valere la pena di farlo uscire dai confini della nostra famiglia e proporlo ad altri ragazzi (e ai loro genitori). Grazie, grazie, grazie! La cosa straordinaria del crowdfunding è proprio questa sensazione di non sentirsi solo, ma di avere una folla di futuri lettori che ti accompagna e ti sostiene. In queste settimane sono successe cose sorprendenti e prima o poi ve le racconterò una ad una. Ora rimangono 73 giorni...il prossimo obiettivo è l'overgoal: altre 50 copie prenotate! Ci proviamo insieme??? Per il momento...Gimme Five a tutti!!!
2022-04-27

Aggiornamento

Ringrazio di cuore La Fedeltà, settimanale cattolico fossanese, per l'intervista e l'articolo pubblicato in merito al crowdfunding del mio libro! Mancano solo 30 copie al raggiungimento del traguardo della pubblicazione...dai, che ce la facciamo! Parlo al plurale perchè, senza tutte le persone che hanno finora preordinato, il mio progetto non potrebbe essere...ad un passo dalla realtà! Io e la Gimme Five Company vi saremo eternamente grati!! Ps questo è il link per leggere un estratto dell'articolo online: https://www.lafedelta.it/2022/04/26/cinque-trinitesi-tra-fate-e-gnomi-alla-ricerca-di-un-mondo-in-pace/
2022-04-16

Aggiornamento

Ciao a tutti/e, ringrazio tantissimo tutti i miei sostenitori che in soli 4 giorni mi hanno fatta arrivare al 66% delle prevendite! Ho ricevuto parole di incoraggiamento bellissime e sono stupita dalla fiducia che hanno riposto in me non solo gli amici, ma addirittura persone che non conosco. E già questo è un onore! Desidero tantissimo farvi leggere tutta l'avventura della mia Gimme five Company...speriamo che il primo traguardo delle 200 copie possa essere raggiunto in breve tempo! Ringrazio già fin d'ora chi vorrà condividere il mio link e aiutarmi a realizzare questo sogno! Un abbraccio grandissimo
2022-04-13

Aggiornamento

Cari miei futuri lettori/lettrici, è passato un solo giorno dall'inizio del mio crowdfunding e, con tanto stupore e immensa gratitudine, ho abbondantemente superato il 50% del primo traguardo...quello delle 200 copie che porterà a vedere pubblicata la storia della mia "Gimme Five Company"! Hanno prenotato tantissimi amici, molti conoscenti, amici di amici e addirittura persone che non conosco...sono ancora frastornata da tanta dimostrazione di affetto e fiducia nei miei confronti! Che meraviglia! Un abbraccio gigantesco da me e dai miei protagonisti, senza i quali questo libro non potrebbe nemmeno esistere...Clairis, Mikail, Merien, Thera e Jacob!

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Cristina Operti
Mi chiamo Cristina Operti e sono nata a Fossano, in provincia di Cuneo, nel 1982. Dal 2005 sono sposata con Andrea e abbiamo cinque figli.
Tra una gravidanza e l’altra, ho lavorato nell’azienda apistica di famiglia e negli ultimi quattro anni ho gestito una bottega del commercio equo e solidale.
Sono un’avida e appassionata lettrice dall’età di sei anni.
A 9 anni ho iniziato a scrivere un libro (ovviamente mai terminato) e questo desiderio di poter riempire pagine e pagine di storie fantastiche non mi ha abbandonata per tutta la vita.
Dopo il Liceo Linguistico, mi sono laureata “per sbaglio” in Economia aziendale, ma il mio interesse è sempre stato rivolto verso tutto ciò che è letterario ed umanistico.
Questa storia è nata nel 2018, quando finalmente tutti i miei protagonisti erano ormai nati, ma è solo il primo di una trilogia che non vedo l’ora di farvi conoscere per intero.
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