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Tre racconti e un po' di più

Tre racconti e un po' di più
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Consegna prevista Dicembre 2022
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In questo libro troverai tre racconti che ti porteranno prima nel bosco del folletto Damiano che prepara confetture dai poteri magici capaci di sciogliere incantesimi malvagi, con un balzo ti troverai poi nello stagno con il rospo bugiardo per aiutare un serpente col morbillo ed infine lancerai palle di fango al vento per vedere il principe di nuovo contento, tutto accompagnato da colorate illustrazioni, sei pronto a vedere come andrà a finire?

Perché ho scritto questo libro?

Ho sempre pensato che i racconti e le fiabe servissero per alleggerire i cuori dei grandi dalle preoccupazioni e allo stesso tempo a riempire quelli dei piccoli di fantasia e messaggi positivi, per questo ho deciso di far uscire dal cassetto questi testi. Credo molto nel propagarsi delle idee come fanno le increspature dell’acqua al lancio di un sassolino, ecco questo vorrei fosse il mio primo sassolino.

ANTEPRIMA NON EDITATA

A Mamma Diva, che di streghe ne salverebbe 100

C’era una volta in un bosco lontano, un folletto buono di nome Damiano.

Scorrevano dolci le sue giornate, era maestro indiscusso di marmellate! Camminava sempre su e giù per i rovi ombrosi cercando sempre i frutti più succosi: more, ribes, mirtilli e lamponi erano alcuni dei gusti più buoni!

Ma i folletti, lo sanno tutti, non si accontentano dei soli frutti, è dalla fantasia che sono nate, le confetture più strampalate.

C’era alla rugiada, alla brina, alla pioggia mattutina, al vento, al ruscello ed al canto di fringuello!

Molti andavano alla sua bottega, gnomi, fate, nani, uccellini, tutti armati di cucchiaini, sempre pronti ad assaggiare le novità che sapeva inventare.

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  Tutti andavano alla sua bottega, tutti vi dico, tranne la strega!

       Era cattiva come nessuno mai, chi la incontrava passava guai! Non appariva ormai da anni, ma si sapevano i suoi danni: faceva volare le foglie ammucchiate, ammuffiva le nocciole nelle dispense ordinate, svegliava i ghiri prima del tempo e agli aquiloni rubava il vento! Si diceva che sin da piccina fosse una perfetta birichina, a causa di un dispetto ad un rospo fatato, un incantesimo le era stato lanciato: da quel momento, così si è detto, non provo più alcun affetto.

Un giorno di Giugno dal sol timidino, Damiano era sveglio nel suo cucinino, tutto era pronto sul suo bancone, come chiedeva il suo librone.

La ricetta parlava chiaro:

  • Un soffio di vento,
  • Un grammo di muschio, quello raro,
  • Una goccia di rugiada di prima mattina,
  • Un cucchiaio di brina della sera prima.

Tutto nel paiolo fino a bollore, girato ben bene col mestolone.

Era quasi pronta la confettura, quando all’improvviso AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH si udì un grido di paura!

Il folletto aprì la porta del cucinino ed avanzò pianino pianino. L’intero cielo era oscurato ed il giardino era tutto ghiacciato. Tutti scappavano in fretta, mentre nell’aria si agitava una bacchetta!

Il poveretto aveva paura, sentiva odor di sciagura! La strega malvagia da anni sparita era lì di fronte con aria stizzita. Aveva un mantello color della brezza, un abito lungo in fil di tristezza un cappello alto ed appuntito, sulla spalla un corvo un po’ rinsecchito.

  “Cosa la porta qui signora?” chiese Damiano dalla sua dimora.  “Voglio una confettura microbo di un folletto, sono ormai secoli che aspetto! Il gusto dev’essere terrificante, lacrime di fanciulla e cimice volante. Stai attento a non sgarrare, arriverò a mezzanotte e sarò

puntuale! Se entro domani non l’avrò, l’intero bosco congelerò!”.

Alla richiesta di quella megera, il folletto sentì un brivido lungo la schiena. Il buon Damiano dovette accettare, il suo amato bosco doveva salvare! Pensò agli amici, agli gnomi, alle fate e alle loro finestre tutte ghiacciate! Pensò agli animali del bosco ed ai contadini, senza raccolto e cibo da dare ai loro cucciolini.

Non chiuse occhio tutta la notte, se ne stette lì appollaiato sulla botte. Pensa che ti ripensa arrivò alla soluzione, sarebbe stato un successone!

Corse in paese con il carrettino, qualche vasetto ed un cestino, servivano tutti gli ingredienti per veder i suoi amici ancora sorridenti!

Soltanto una cosa poteva sghiacciare quel vecchio cuore dal freddo polare! Le avrebbe fatto una confettura ma di amore non di paura!

A mezzanotte puntuale, arrivò la strega ad assaggiare. Il folletto tutto tremante, le porse il paiolo ancora fumante. La strega ne prese un bel cucchiaio, poi un altro e ancora un paio, non c’è dubbio era squisita, anche lei ne era stupita! Sapeva di momenti felici, di abbracci di amici, di frutta candita e menta piperita e poi c’era un gusto un po’ speciale che l’arpia però non sapeva indovinare. Mentre la strega continuava a mangiare il suo vestito iniziava a cambiare, diveniva bianco e blu color del mare, così la punta del suo cappello divenne rotonda ed il corvo una colomba!

Ebbene amici ora vi dico, ogni incantesimo era sparito, in un batter d’occhio se ne era andato ed un nuovo sorriso era spuntato: la strega cattiva brutta e megera, era ora buona come la primavera.

L’ingrediente speciale che scaldò il suo cuore era di famiglia l’immenso amore.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Eleonora Garusi
Mi chiamo Eleonora Garusi e ho avuto un'infanzia bellissima, che deve ancora terminare. Amo le lingue straniere, il buon cibo ed i sorrisi, soprattutto quelli sinceri che scoppiano all'improvviso. A piccoli passi provo a raggiungere i miei obiettivi prima la Laurea in Lingue straniere, poi i viaggi culinari ed ora eccomi a presentarti la mia prima raccolta di racconti in rima che spero ti coccoli un po' il cuore.
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