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Consegna prevista Dicembre 2024
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Regno di Astoria 1820
Valery Elsen poco prima della morte di sua madre scopre che la stessa per anni è stata l’amante segreta di un principe e che lei ne è la figlia illegittima. Complice una promessa fatta alla mamma morente e un pericolo incombente, Valery si ritrova a doversi rifugiare dai fratelli che ha scoperto di avere. Lì, tra la presenza forte e solida di sua sorella Violet e i grugniti del fratello Victor, conosce un nuovo modo di vivere fatto di pettegolezzi, tè e balli, molto lontano dalla vita semplice di campagna condotta fino a poco tempo prima. Proprio durante un ritrovo mondano, incontra il Re della Maclavia, regno vicino e alleato dell’Astoria. Christian è un uomo dedito al dovere e crede che il matrimonio sia un contratto d’affari. Il loro incontro scoppiettante e vivace accende un’attrazione impossibile. Potranno una principessa illegittima e un re impettito superare le loro apparenti differenze?

Perché ho scritto questo libro?

In un tempo lontano lontano c’era una ragazzina a cui piaceva inventare e reinventare i personaggi delle fiction o dei film che vedeva. Quella bimba ero io! La mia fervida fantasia è stata poi alimentata dagli innumerevoli romanzi storici che ho letto. Il romanzo nasce un po’ per sfida e un po’ per divertimento. Una sera in cui ho preso coraggio, ho aperto il portatile e ho buttato giù il canovaccio. Oggi il frutto di quella creatività e di quella scrittura è nelle vostre mani. Buona lettura!

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

1

Regno di Astoria 1820

La casa senza sua madre era vuota, pensò Valery. Da quel che ricordava loro erano sempre state insieme e ora la sua solitudine era ancora più pungente.  Brigitte, da giovane era stata bellissima e corteggiatissima. Su di lei circolavano ancora delle voci, nonostante avesse esalato il suo ultimo respiro un mese prima.

Una terribile malattia aveva reso i suoi occhi, una volta di un verde brillante, opachi e i suoi capelli rossi come il sole al tramonto, striati di quel grigio che si vede solo quando ormai manca poco alla fine della vita. Brigitte era stata la sua guida, le aveva insegnato tutto, come stare al mondo, come cavarsela anche in situazioni più che disperate.

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Le loro difficoltà, per fortuna, erano terminate quando la mamma aveva sposato Lord Emerson, vecchio come Mosè, ma ricco come Creso. L’uomo si era innamorato di tutte e due e non aveva badato alla cattiva reputazione di Brigitte. Avevano avuto anni felici e lei gli aveva davvero voluto bene. Il poveretto, però, era spirato a causa di una caduta da cavallo in una delle sue amatissime battute di caccia. Lei aveva pianto la sua morte come si piangeva quella di un padre, perché Richard si era comportato come tale.  Quello che invece aveva fatto in modo che potesse essere al mondo non l’aveva mai conosciuto e la mamma non ne aveva mai parlato volentieri. Fino a un momento preciso.

In un pomeriggio assolato e caldo, qualche giorno prima di morire, sua madre l’aveva chiamata nella sua stanza. Parlava a fatica, ma era comunque riuscita a rivelarle il segreto che aveva scosso dalle fondamenta la sua vita. 

-Valery, adorata figlia mia. Sai quanto ho lottato per crescerti sana e forte. Essendo alla fine della mia vita, posso dire di aver fatto un buon lavoro, per cui me ne vado felice –

-Madre, cosa dite. Sarà una delle vostre crisi. È stato molto caldo e non vi fa bene. Sono sicura che appena rinfrescherà starete di nuovo meglio – aveva risposto Valery, non volendo accettare quella verità, nonostante il medico al mattino, le avesse detto che era questione di giorni, se non di ore.

– Figlia mia, non mi mentire, mi resta poco e devo usare questo tempo sottile per garantirmi il tuo futuro… –

-Madre, il mio futuro è al sicuro. Lord Emerson ha provveduto a me, non vi turbate. Chiamo Margot, così vi porta un po’ del tonico per la tosse –

-No! – aveva protestato la madre, con più veemenza di quanto ne possedesse nel corpo

-Quello che ho da dirti, deve restare privato. Giuramelo! –

-Ve lo giuro, madre – aveva risposto Valery, sempre più sconcertata

-Ormai sei grande hai ventiquattro anni e sei una donna. È ora che tu sappia la verità-

Un attacco di tosse l’aveva interrotta, ma non appena si era ripresa, aveva continuato.

-Un tempo, anche io era bella e giovane, come te adesso. Amavo le feste, la vita mondana e tua nonna sperava che facessi un buon matrimonio. Avevo molti corteggiatori e uno, lord Alcester, marchese di Avemoore, era il mio più assiduo ammiratore – si era interrotta di nuovo ed era rimasta a lungo in silenzio con gli occhi chiusi, al punto che Valery pensava si fosse appisolata.

– Fu proprio ad una festa che il mio destino cambiò. Io e la nonna, eravamo state invitate al ricevimento del duca di Andersen, cosa non facile, era una festa molto esclusiva. Ricordo che era tutto splendido, la sala da ballo, i candelieri, la musica – aveva detto, all’improvviso. La voce sempre più sottile.

– Madre, perché mi state raccontando tutto questo? –  chiese. Non aveva mai accennato alla sua famiglia o alla vita prima di averla. Lei la ignorò e continuò a parlare

– Si vociferava che avrebbe partecipato anche il principe Raphael, l’erede al trono di re Alex. La padrona di casa era sempre stata una gran pettegola. Non faceva che sbandierare ai quattro venti l’amicizia del marito con il principe ereditario. Ogni anno a quel ricevimento il suo arrivo era sempre imminente, ma alla fine non si presentava mai. Quell’anno il copione era stato lo stesso, per questo nessuno le dava credito, nemmeno io. Finché non lo vidi. Era bellissimo, più alto di ogni uomo presente. Aveva occhi verdi come i tuoi, sono il segno dei Daltinton. Il volto era squadrato e aveva un completo nero che faceva risaltare le sue spalle forti. I suoi capelli castani brillavano alla luce delle candele sparse nel salone. Tutte le altre fanciulle gli si affollarono intorno, speranzose di attirare la sua attenzione. Tutte desideravano essere scelte come amanti, era noto per essere infedele alla moglie e sempre a caccia di divertimento e donne compiacenti. Io non volevo far parte di quel branco adorante così decisi di restare in disparte –

-Stai lontana da lui, è pericoloso. Lord Avemoore ti farà la sua proposta a breve. È una grande occasione- mi aveva detto tua nonna. Io ne ero fermamente convinta. Lord Avemoore era davvero un buon partito –

-Non vi affaticate madre, vi scongiuro. Non mi interessa sapere del vostro passato. Non ha alcuna importanza –

-Invece è importante, tra poco capirai perché. Cosa stavo dicendo? –

-Mi parlavate della festa a casa del duca di Andersen… –

-Giusto. Come dicevo fu lì che lo vidi. Nonostante avessi fatto nulla per attirare la sua attenzione, dopo pochi minuti lui si liberò da quello stuolo e venne verso di me. Si inchinò sulla mia mano e salutò mia madre, chiedendo di essere presentato. Tua nonna non poté che ubbidire. Era davanti a un principe ereditario, ogni richiesta era alla stregua di un ordine. Mi invitò a ballare. Quel valzer lo ricordo ancora. È stata l’esperienza più bella della mia vita. Era un ballerino eccelso. Nei giorni successivi cominciò a mandarmi fiori, cioccolatini, venne perfino a farmi visita. I tuoi nonni erano scandalizzati e mi invitavano a non incoraggiarlo, ma io ero in sua balia. Vivevo per quei momenti. Fui sciocca e vittima della passione – la voce le si incrinò ancora, ma non per la malattia, per la rabbia verso sé stessa.

-Madre, eravate giovane. Sono sicura che lo avrete respinto –

– Avrei dovuto, ma scappai e diventammo amanti. Il nonno mi ripudiò. Lord Avemoore diceva a tutti di non voler associare il suo nome al mio. I miei genitori tornarono in Inghilterra, lontani dallo scandalo che avevo suscitato.  Io vivevo solo dell’amore che lui diceva di provare per me. Lui aveva molte amanti, ma io ero la sua preferita e ben presto diventai l’unica. Eravamo talmente inebriati dal nostro sentimento che non ci rendevamo conto del male che facevamo. Raphael mi diceva che il matrimonio con sua moglie era stato combinato, che dopo la nascita dell’erede Victor non erano riusciti a stabilire un rapporto che di fatto non c’era mai stato, che con me era felice e io gli credevo. Rimasi incinta di te. Quando sei nata, lui era contento e lo ero anche io. Voleva scappare con me, abbandonare il suo ruolo, ma le cose precipitarono… –

-Se vi amava così tanto, perché vi…ci ha abbandonate? – disse Valery, sentendo montare la rabbia verso un uomo che nemmeno conosceva.

-Suo padre. Si oppose con tutte le forze. Nessun principe rinuncia a quello che la natura gli ha dato per diritto. Minacciò di abdicare. Raphael mi lasciò… –

-Cosa vi separò definitivamente? –  aveva chiesto, presa dalla curiosità. Se sua madre aveva deciso di sconvolgerle la vita, che lo facesse almeno in grande stile.

-La sua decisione di tornare a palazzo da sua moglie. Ha vissuto con lei altri anni e ha dato alla corona l’attuale regina, Violet. Poi, a pochi mesi dalla sua imminente salita al trono, scappò lasciando il regno nel caos e i figli da soli –

-Che uomo malvagio! – aveva esclamato. Come ci si poteva dimenticare della propria prole?

-Lord Emerson…lui sapeva…sapeva chi fossi… – aveva chiesto Valery in un soffio.

-Si. Gli ho raccontato tutto appena mi chiese di sposarlo. Ho amato molto Raphael ma è stato un amore folle.  Quello provato per Richard è stato un sentimento maturo, saldo…Mi manca tanto ancora oggi. Se solo non se ne fosse andato così presto, ma tra poco saremo di nuovo insieme – la madre aveva sorriso per la prima volta

-Lo so madre…manca molto anche a me… –

-Non piangere figlia mia, non piangere… – un altro colpo di tosse, aveva interrotto le parole materne.

-Cosa pensate che ne possa fare della vostra storia? –

-Suppongo che avrai capito che tuo padre era un reale. Sei una principessa Valery. Sei una delle eredi. È ora che tu riprenda il tuo posto nella famiglia – 

Valery era rimasta muta. Non sapeva cosa pensare.

– Quando ho sposato Lord Emerson, la moglie di Raphael, Rosalind, mi ha scritto per farti rientrare in famiglia e crescere con i tuoi fratelli. Non ho voluto, perché significava rinunciare a te, ed era un prezzo troppo alto –

-Madre, perché mi dite questa cosa? –

-Perché lei si fece giurare che, se ce ne fosse stato bisogno non avrei esitato a mandarti da lei-

-Non è necessario –

-Lo è, e lo sai. Non appena io non ci sarò più non sarai al sicuro –

-So difendermi madre… – rispose con un moto d’orgoglio

-Si, lo sai fare, proprio come me, ma la minaccia che ti aspetta supera di troppo le tue possibilità. Quell’uomo…quell’uomo è malvagio…voglio saperti protetta. Promettimi che avrai coraggio –

-Madre, mi rivolgerò a quelle persone solo se ne avrò davvero la necessità- aveva detto Valery.

-Un’ultima cosa…nel mio secretaire c’è una lettera. Raphael, qualche mese fa mi ha scritto. Diceva che si era pentito del male che mi aveva fatto e che voleva conoscerti. Io non ho mai risposto, ma lì su c’è l’indirizzo. Sa Dio che non merita la mia pietà, ma non è mio compito giudicarlo. Va da lui e fai quello che ti dice il cuore. Promettimelo –

-Non merita né la vostra né la mia considerazione –

-Valery, promettimi che ci andrai. Glielo devo in nome degli anni felici passati insieme e del fatto che mi ha dato te. Considerala l’ultima cosa che fai per me –

A quelle parole Valery, aveva sentito gli occhi riempirsi di lacrime e aveva annuito.

Erano trascorse solo poche settimane da quel giorno, ma a lei sembrava ieri. La madre era morta una notte, nel sonno, lasciandola nello sconforto più grande. La casa di famiglia di Richard Elsen, conte di Emerson era andata a un suo nipote e lei era stata costretta a traslocare in una casa in affitto, con il maggiordomo e la cameriera personale. Il dolore per la morte della madre era stato il suo compagno fidato nell’ultimo periodo, ma ora la promessa fatta le ritornava in mente sempre più spesso. Lisette diceva sempre che se le volontà dei morti non venivano rispettate, questi poi tornavano a tormentarci. Solo che in quel momento Valery si sarebbe fatta volentieri inseguire dal fantasma della madre…

Seguendo l’impulso del momento, si alzò dalla poltrona in broccato verde che adornava lo spoglio salotto e si avvicinò al secretaire della madre.  Aprì il cassetto e velocemente rovistò tra le carte. Sentiva ancora il profumo materno permeare la pergamena, gli occhi le si riempirono di lacrime.

-State bene, miss? – era la voce di Lisette che aveva chiamato con il campanello.

-Si, aiutami…sto cercando una lettera –

Le ci volle qualche giorno, ma finalmente trovò quello che desiderava. Scorse le righe piene di una grafia fitta e dura. Le parole erano di un uomo pentito. Lei non avrebbe mai creduto a questo ravvedimento. Era giunto il momento di dire cosa pensava a colui che aveva creato solo scompiglio nella sua vita. Scorse l’indirizzo e disse:

-Lisette prendimi il mantello di pelliccia. Avverti il cocchiere che usciamo, devo recarmi in un posto –

-Si miss. Volete che venga con voi? –

-No, non è necessario. Basta Harry – meno persone assistevano a quell’incontro, meglio era.

Le ci volle quasi un’ora di viaggio. Quando giunse a destinazione non poteva credere ai suoi occhi. Possibile che un principe vivesse in quartiere così desolato? Le case erano fatiscenti e l’odore di corpi non lavati riempiva l’aria spargendo un fetore insopportabile. Sì, decise, poteva, a patto che fingesse di non esserlo. Si avvicinò all’indirizzo della pensione e bussò alla porta. Le aprì una donna sulla sessantina, vestita in abiti rattoppati in più punti. I capelli erano grigi e unti, infilati in malo modo sotto una cuffietta che un tempo doveva essere stata bianca, al pari del grembiule che indossava.

-Cosa ci fa una bella signorina come voi davanti alla porta di Jess? – le chiese e Valery notò che le mancavano un paio di denti.

-Cerco un uomo –

-Per quello devi andare più avanti…sono sicura che Mrs Fleming sarà felice di accoglierti. Troverai tutti gli uomini che vuoi – le disse emettendo un suono stridulo a metà fra un sorriso e un ghigno. Valery ignorò l’allusione al bordello e rincarò la dose.

-Cerco un tale…Raphael…mi ha spedito questa lettera. Dice che alloggia qui –

-Cosa volete da lui? – lo sguardo della vecchia si fece attento e guardingo.

-Ho bisogno di parlargli –

-Sono desolata miss, non è possibile –

-Perché? –

-Perché il signore che cercate non è più qui –

-È…morto? – chiese Valery esitante

-No, ma lo sarebbe stato presto, se fosse rimasto. È scappato l’altra settimana lasciando il conto in sospeso – disse quella sbattendo la porta. 

Valery restò a fissare il battente scheggiato. Aveva fatto tanta strada per nulla. A quanto pareva la specialità di suo padre, no del Principe Raphael, era quella di essere un fuggitivo.

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Commenti

  1. Emanuela Dello Iacono

    Gessica, grazie mille per aver letto il mio libro e aver apprezzato la mia scrittura.

  2. (proprietario verificato)

    Con grande ammirazione verso l’ autrice ,persona brillante e colta, ho intrapreso la lettura di questo libro dal quale sono stata completamente rapita. Un libro scorrevole,ben scritto, ricco di particolari e di colpi di scena. Tante figure femminili di cui è giusto scrivere, che vanno messe in luce …Una principessa che sa salvarsi da sola, una regina giusta e all’ avanguardia,mamme coraggiose…E poi storie d’ amore che riescono sempre a farci sognare.Un libro interessante, coinvolgente che merita di vedere la luce .

  3. Emanuela Dello Iacono

    Grazie Iaria per aver apprezzato il mio romanzo

  4. (proprietario verificato)

    Un romanzo storico scritto davvero bene tra amori impossibili, scandali e promesse! La giovane e sapiente autrice presenta una Regina libera e indipendente; un Re, suo migliore amico, marchesi e duchesse, ma c’è anche una principessa. Tra di loro, due anime sono desiderose di amarsi: arde forte il fuoco dell’amore ma sono intrappolati da titoli, lignaggio e onore!
    Trascorreranno una vita infelice per non accettare l’amore o si renderanno conto che è inutile nascondere i desideri nascosti nel loro cuore?
    Vi consiglio questo romanzo perché si legge tutto d’un fiato, è scorrevole e colmo di particolari. Sono rimasta meravigliata per la trama e i colpi di scena e spero che sorprenderà anche voi pagina dopo pagina. ❤️

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Emanuela Dello Iacono
Nata nel 1992, sono originaria del sud, precisamente di Montemiletto, un paesino immerso nelle verdi colline dell’Irpinia, ma da ormai tre anni vivo a Firenze. Ho frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in lettere. Amo le lingue antiche e mi piace stare a contatto con i ragazzi, ragion per cui ho unito queste due passioni e da ormai quattro anni sono una tutor privata. Chi mi conosce dice che sono un’acuta osservatrice e una fine conoscitrice dell’animo umano, caratteristica sicuramente utile per tratteggiare personaggi. Sono un’abile cuoca e sono una fruitrice spasmodica di contenuti musicali, indipendentemente dal genere. Questo su bookabook è il mio primo lavoro.
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