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I vantaggi e gli svantaggi di una dieta vegana

I vantaggi e gli svantaggi di una dieta vegana
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Consegna prevista Luglio 2023
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Partendo da uno dei temi più dibattuti del ventunesimo secolo, il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, il libro affronta il perché non si dovrebbe seguire una dieta vegana e, nel capitolo successivo, quali invece sono i reali benefici della stessa, con un capitolo a parte incentrato sul benessere animale. Ogni frase si basa su studi e fonti autorevoli, così come interviste a professionisti del settore. Analizzando il titolo si comprende che il testo ha l’intenzione di lasciare che il lettore, di conseguenza il consumatore, rifletta e, con i dati alla mano, possa fare la sua scelta. Oppure no.

Perché ho scritto questo libro?

Ho sempre avuto una grande passione per il food&wine, per l’ambiente e una forte propensione a combattere le ingiustizie. Ho trovato che scrivere, per me, sia un ottimo mezzo per far riflettere.
Ho scritto questo libro perché credo nel potere dell’informazione, per sconfiggere i pregiudizi che si celano dietro al mondo “green” e con il desiderio di diffondere un messaggio chiaro e ben definito: non esiste una verità assoluta, esiste una congiunzione imperfetta tra due parti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

INTRODUZIONE

Quella in cui viviamo è una società dello spreco, della scarsità e della frustrazione, in cui i beni fondamentali come il cibo sano, un’aria pulita, un’acqua non contaminata non esistono più.

Una società felice consuma poco; per indurre a consumare, bisogna creare insoddisfazione. –

Serge Latouche

Se dovessi spiegare ad un bambino ciò che sta accadendo nel mondo, sicuramente dovrei partire dalle basi.

Tutti gli esseri viventi sulla Terra sono accomunati da un unico istinto primordiale: sopravvivere. Grazie alla sopravvivenza ci siamo evoluti, abbiamo sviluppato il linguaggio, il pensiero, il lavoro, i valori e abbiamo stilato delle leggi, affinché nulla restasse impunito.

Ma quando la sopravvivenza si trasforma in crudeltà? Quando diventa una lotta a chi è più forte? Quando un essere vivente uccide un altro essere vivente perché lo crede giusto, conforme alle sue tradizioni e alla sua logica; può questo essere definito progresso?

Inizierei spiegandogli il perché è così importante l’ambiente: l’interazione tra il sole, gli alberi, gli oceani e il suolo. Gli spiegherei perché è vitale per l’essere umano che questa interazione non cessi mai. Gli insegnerei il rapporto uomo-Natura. Il rispetto uomo-Natura. L’amore dell’uomo per la Natura.

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Gli insegnerei ogni mattina ad alzarsi e ad inspirare ed espirare perché è così che fa la Terra per noi. Gli racconterei che i pesci depongono le uova e i mammiferi partoriscono similmente a noi; in terre lontane, ci sono lunghe catene di tartarughe marine che nuotano lungo le grandi correnti da una parte all’altra degli oceani, solo per andare a deporre. Lo sorprenderei, raccontandogli che sono i cavallucci marini maschi a portare il pancione; i pinguini scelgono il proprio partner e rimangono insieme per sempre e che quindi, forse, dovremmo imparare un po’ più da loro. Lo porterei al mare e gli direi di non raccogliere le conchiglie: potrà prenderle in mano, osservarle, ma poi lo inviterei a riporle dove le ha trovate, perché è lì che appartengono e non dentro una scatola nella sua cameretta.

Gli insegnerei la compassione per la vita, per tutti gli esseri viventi che popolano la Terra, non importa il sesso, la forma, la cultura, il colore o il modo che hanno per interagire. Gli spiegherei come nasce un fiore, come fa una quercia ad essere così alta e grande, così da fargli capire che le grandi cose richiedono tempo e pazienza; gli insegnerei a riconoscere una foglia di ciliegio da una foglia di castagno; gli farei vedere come nasce un pomodoro o come fa la vite in ambienti ostili a produrre un vino eccellente. Gli darei in mano un seme e gli direi: “adesso tocca a te, coltiva questa piccola piantina e prenditene cura”.

Gli farei leggere più libri possibile, a cominciare da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint- Exupéry.

Gli farei sporcare le mani di terra e probabilmente le metterebbe in bocca, ma io non lo riprenderei: quel gesto gli darà forza e lo farà sentire vivo.

Gli farei capire che il mondo vero non è quello che vede attraverso uno schermo, bensì quello che osserva quando alza gli occhi al cielo: quando passeggia per le vie e regala un sorriso ad un passante o saluta un anziano in segno di rispetto. Gli chiederei di sedersi a tavola, guardare il suo piatto e apprezzarlo, assaporando e gustando i diversi odori e sapori, conversando con i suoi cari e godendo al massimo quel momento.

Quando e se mi chiederà di comprargli un gioco, cercherei di fargli capire che quel gioco a me è costato determinate ore di lavoro e che tra me e il mio capo c’è stato un baratto: lui mi ha dato del denaro e io, in cambio, gli ho dato la cosa più preziosa che ho, ovvero il mio tempo. Così, gli chiederei se secondo lui quel gioco vale il mio baratto.

Invece di portarlo sempre ai parchi divertimento, lo porterei a fare delle passeggiate nei boschi, per sviluppare il senso dell’orientamento, per sopportare la fatica, imparare a riconoscere le orme degli animali che ancora popolano le foreste, saper accendere un fuoco, cercare un rifugio. Cercherei di regalargli pochi oggetti, ma di qualità, insegnandogli il valore di avere poco, ma buono, proprio come gli amici. Gli insegnerei che il ricordo e l’amore per qualcuno non è legato ad una cosa, ma resta nella nostra mente e nel nostro cuore.

Gli insegnerei il valore del denaro: se lo saprai usare, sarà tuo servo. Se non lo saprai usare, sarà il tuo tiranno. Mai spendere più di quanto si possiede, così da accettare se stessi e il proprio ceto sociale. Mettere da parte il 20% del tuo stipendio (anche più, se si può) e fare una lista di spese mensili, così da essere consapevoli delle uscite e delle entrate. Il restante, sarà sicuramente giusto “goderselo”. Gli insegnerei a sbagliare, soprattutto da solo. Gli insegnerei a saper sviluppare un proprio pensiero critico e a dubitare delle cose: una mente che dubita è sicuramente una mente che ragiona. Gli insegnerei il valore del tempo: gli farei guardare il cartone animato Momo alla conquista del tempo (2001), prima da bambino e poi da adulto. Il tempo è la cosa più preziosa che l’uomo possiede: gli insegnerei a scegliere come usarlo, con chi e a cercare di non sprecarlo. Gli insegnerei che anche quando gli sembra di averlo sprecato, in realtà può sempre trarne un insegnamento.

In questo libro affronteremo i vantaggi e gli svantaggi di una dieta vegana, basandoci su dati scientifici, interviste a professionisti del settore, analizzando e studiando libri e articoli a riguardo.

Nel primo capitolo, verrà approfondita la tematica legata all’ambiente e come l’intensa attività ittica e gli allevamenti intensivi a terra stiano deteriorando sempre di più il Pianeta.

Nel secondo capitolo, discuteremo degli svantaggi di una dieta vegana, consultando il libro di Luca Avoledo No Vegan, il quale ci fornisce una spiegazione chiara ed esaustiva sul perché questa nuova dieta che va tanto di moda sia assolutamente scorretta, inutile e dannosa per il nostro organismo. Analizzeremo differenti situazioni dove, per esempio, genitori che hanno scelto per i figli una dieta priva di carne, pesce e derivati, non hanno fatto altro che danneggiarli. Comprenderemo meglio con quanta facilità una madre vegana possa portare avanti una gravidanza senza rinunciare alla sua scelta etica e quindi, conseguentemente, ammalarsi e lasciando che anche il feto possa avere complicazioni durante i 9 mesi di gestazione.

Nel terzo capitolo, invece, verranno stilati i vantaggi della dieta vegana e di tutti i benefici che apporta all’organismo. Verranno consultati documenti scientifici, libri e articoli. In più, intervisteremo il Dottor Mario Mucelli, il quale ci spiegherà come una dieta vegana non sia così pericolosa come crediamo. Parleremo delle principali malattie e patologie che affliggono il ventunesimo secolo e come, approcciandosi a una dieta piena di colori, queste possano essere prevenute e, eventualmente, curate.

Nel quarto capitolo, la nuda e cruda realtà sulle torture imposte agli animali negli allevamenti intensivi e negli allevamenti ittici.

Infine, qualche consiglio utile da applicare alla vita di tutti i giorni, sia per vegani che per onnivori.

Questo non vuole essere un libro che alla fine vi impone una scelta: essere vegani? essere vegetariani? onnivori, carnivori, fruttariani? Lungi da me.

Siamo persone, esseri umani. Ma abbiamo due case: il nostro corpo e il pianeta Terra. Se fossimo tutti, un po’ di tutto, ci assicureremo una vita longeva, piena, consapevole, in un mondo che risplende.

Ma prima è importante conoscere. Prima, dobbiamo sapere. Poi, eventualmente, faremo la nostra scelta.

Alessandra Gioioso

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Alessandra Gioioso
Classe '96, nata tra le dolci colline toscane, leone ascendente leone, una personalità multipotenziale.
Fin da bambina, ho sempre tenuto un diario segreto scritto a mano (e tutt'ora è così) e inventavo storie fantasy e romanzi scritte al computer. Negli anni ho vissuto e viaggiato in diverse città d'Europa e il mio diario di bordo mi ha sempre accompagnato: la scrittura è quel mezzo che ho per esprimere la mia creatività e la mia empatia. Proprio grazie ad un'esperienza all'estero, poco prima di approdare nel mondo universitario, ho cominciato a sviluppare questa grande passione per il food&wine e per la sostenibilità ambientale. Mi piace definirmi un individuo "work in progress".
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