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Vintage blog

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Sonia, una cinquantenne in carriera, sposata al grande amore della sua vita e madre di due figli, è davvero soddisfatta dell’esistenza che conduce. Tuttavia, non di rado la nostalgia per i bei tempi andati si insinua nel suo cuore e tra i suoi pensieri. Decide così di aprire un blog per ridare vita ai ricordi della sua gioventù e per mettere a confronto tre generazioni differenti, onorando la memoria di nonna Amelia e regalando una finestra sul passato alla signora Luisa che, ancora oggi, durante le loro telefonate non perde occasione per raccontarle qualche aneddoto della sua infanzia.

Un viaggio tra giochi, mode, musiche e abitudini di un tempo passato ancora vivo nella memoria di molti.

VINTAGE BLOG

 

La nonna Amelia è nata nel 1900 ed è stata testimone dei cambiamenti avvenuti nel secolo scorso. Ha vissuto il passaggio dall’estrema povertà al boom economico, accogliendo ogni novità col suo dolce sorriso e lo sguardo birichino.

La signora Luisa è l’emblema delle brave casalinghe degli anni Ottanta, alle prese con gli antenati dei nostri elettrodomestici.

Sonia è mamma di due figli e vive in una casa moderna, attrezzata con tutti gli optional che la tecnologia dell’ultima generazione propone.

Negli anni Ottanta, le tre donne abitavano nello stesso quartiere. Un gruppo di villette a schiera con un fazzoletto di giardino davanti e dietro casa, e in fondo al viale la chiesa. Si ritrovavano lì tutte le domeniche. Terminata la messa, dopo essersi salutate sul sagrato, dove ognuna di loro si intratteneva con le proprie amiche, percorrevano insieme la strada per rincasare. Amelia si appoggiava al bastone rallentando l’andatura del trio, la signora Luisa pensava all’arrosto da infornare e alle cime di rapa da lavare per farne un sugo, mentre Sonia non vedeva l’ora che arrivassero le 3 del pomeriggio per uscire con le amiche; aveva tutto il tempo di decidere cosa indossare sopra la gonna verde a ruota appena cucita dalla mamma.

Ora, nel 2020, Amelia è da tempo passata a miglior vita, la signora Luisa sta per varcare la soglia degli 80 anni in discreta forma e Sonia ha superato da poco i 50 anni. 

Sposata da vent’anni col grande amore della sua vita, madre di un neomaggiorenne un po’ sbadato e di una dodicenne tutta pepe, Sonia è ormai una donna in carriera che di tanto in tanto vorrebbe abbandonare per un po’ la vita frenetica di tutti i giorni e fare un salto nel passato. 

Ripensando al suo vecchio quartiere, ad Amelia e alla signora Luisa, che tutte le domeniche la chiama per sapere come stanno i ragazzi, non di rado la nostalgia fa capolino nel suo cuore.

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Posso andare in bagno?

Anni Venti

La nonna Amelia faceva il bagno nella tinozza, che in estate veniva portata in cortile davanti all’uscio di casa per poi essere riempita. Immergendosi nella stessa acqua, a turno, dal più grande al più piccolo, si lavavano tutti i bambini. E considerando quanto fossero numerose le famiglie di una volta, meglio non pensare al colore dell’acqua quando toccava all’ultimo della tribù.

In inverno, invece, la tinozza veniva piazzata in cucina per scaldare l’acqua sulla stufa e infine lavarsi, ma soltanto di sabato. Gli altri giorni della settimana si riempiva un catino d’acqua per pulirsi piedi, braccia e faccia, meglio però a ordine invertito.

Anni Settanta

La signora Luisa aveva lo scaldabagno e la vasca con l’acqua corrente calda e fredda, ma restava comunque la tradizione del bagno al sabato, mentre durante la settimana ci si lavava a pezzi.

Era curioso però andare a casa degli amici e scoprire bagni in marmo rosa, con i sanitari dello stesso colore oppure verde acquamarina. Anche i mobiletti che arredavano il lavandino erano molto carini: specchio centrale, lampadine tutto intorno e antine laterali che contenevano a malapena cotone e pettine. E c’era il water con la cordicella per tirare lo sciacquone, degno sostituto della buca puzzolente in cortile, rinchiusa dietro una porticina in legno sgangherata. Se il cagone di turno era fortunato, aveva a disposizione persino due fogli di giornale; altrimenti, uno bastava e avanzava.

I rotoli di carta igienica sarebbero arrivati soltanto negli anni Ottanta, per la gioia dei fondoschiena di tutto il mondo, o quasi! E per la gioia degli italiani, sebbene l’invenzione sia dei nostri vicini francesi, il bidet sarebbe diventato il padrone del bagno.

Anni Duemila

“Una doccia al giorno toglie i germi di torno” è diventato il motto delle generazioni del nuovo millennio, compresa quella di Sonia. 

Ettolitri di acqua scendono nei bagni per togliere dai nostri corpi shampoo, bagnoschiuma, balsamo e schiuma per i capelli. Se poi qualcuno decide di depilarsi sotto la doccia, gli ettolitri aumentano.

È una fortuna che oggi le famiglie siano meno numerose di quelle degli anni Cinquanta.

Il bagno di Sonia è persino più grande della vecchia camera da letto della signora Luisa, che alzandosi di notte, quattro volte su cinque, picchiava il quinto dito del piede contro il comò, soffocando le imprecazioni nella manica del pigiama per non svegliare il marito. 

Al suo interno, un delicato profumo di lavanda avvolge i sensi; è incorporato nello sciacquone, così da coprire gli odori di famiglia. C’è anche un comodo mobiletto in arte povera, contenente morbide salviette e chilometri di soffice carta igienica; e nonostante siano complicati da usare, anche i miscelatori dei rubinetti sono molto belli da vedere.

 

Le mode cambiano e ritornano

Sonia osserva rassegnata i jeans strappati di suo figlio Matteo, con gli immancabili risvoltini alle caviglie. Nonostante fuori diluvi, indossa scarpe immacolate, una camicia bianca che sporge dalla felpa grigia e occhiali da sole a dispetto della pioggia.

«Infilati il giubbino, si gela fuori!»

«Mamma, tra’.» Ed esce sbattendo la porta.

Arianna scende le scale indossando orgogliosa i leggings bianchi con la striscia leopardata e la felpa abbinata, che mostra a tutti il suo ombelico.

«Dove pensi di andare vestita di bianco? Sta diluviando, ti sporchi tutta!»

«Mamma, tra’. Mi porta a scuola papà!» E si dirige verso il garage lasciando Sonia ai suoi pensieri. 

Sonia si rivede ragazzina, quando emozionata indossò per la prima volta il Moncler azzurro, i jeans risvoltati per lasciare intravedere le Timberland a scarponcino e le calze a losanghe in varie tonalità di azzurro, che facevano pendant col giubbino. 

In fondo, lei e suo figlio non sono poi così diversi!

Quel giorno, prima di uscire, dal balcone della casa di fronte e dietro il grembiule da cucina a fiori bianco e rosso, la signora Luisa come sempre le augurò una buona giornata; mentre come sempre, lì vicino, Amelia era intenta a raccogliere le erbacce davanti al cancello di casa, con i guanti in plastica gialla, la vestaglietta di un bel celeste a quadretti bianchi sopra la gonna e il maglioncino grigio.

Rincorrendo il tempo, inizia una nuova giornata e infine arriverà sera. Sonia, seduta davanti al computer, saprà già cosa scrivere sul suo blog, con l’aggiunta di una riflessione personale: “Spero che mio figlio non decida di comprarsi i leggings verde militare o il completo rosa. Non ce la potrei fare”.

2021-12-18

Aggiornamento

Grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno sostenuto e aiutata a raggiungere il primo traguardo dei 200 preordini. Ho intorno a me tantissime persone che mi vogliono bene e mi stanno aiutando a realizzare il sogno di vedere pubblicato Vintage blog. Tra le pagine del mio libro possiamo, ognuno di noi, essere un po' Sonia e Luisa e pure Amelia. Decidiamo di essere soddisfatti del presente o nostalgici e desiderosi di fare un tuffo nel passato o addirittura vorremmo tornare a vivere dell'essenziale. A Giugno potremo immergerci nel profumo della carta per vivere, con un pizzico di nostalgia e con la leggerezza del blog, le avventure di Sonia. Sono felice perché avete creduto in me...a scatola chiusa!!!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un piacevolissimo tuffo nel passato, che ci fa riscoprire momenti della nostra giovinezza, ma anche assaporare la vita di oggi… il tutto condito da una scrittura assai godibile!

  2. Libro scorrevole, letto tutto d’un fiato. Quattro generazioni a confronto con il tempo che
    passa. Simo

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Elena Nicolini
Nata a Soresina nel 1966, vive e lavora a Soncino, in provincia di Cremona. Fin dai tempi della scuola, la scrittura è stata per lei una compagna fedele, un sogno da custodire e coccolare, un’efficace terapia. Dopo anni di diari segreti ha deciso di condividere i suoi pensieri con chi ha voglia di leggerla. È autrice di “Nulla è perduto”, “Il gomitolo di Geni”, “Seconda stella a destra”, “La fenice di Anghiari”. “Vintage blog” è il suo ultimo romanzo.
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