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L’amaro in bocca

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Quale cravatta scegliere in occasione della propria morte, quale ultimo desiderio esprimere prima di una esecuzione senza condanna?

Queste e altre domande costellano gli ultimi giorni di Luigi, dipendente delle poste in pensione, che ha scelto un modo particolare per fare il turista, andare in Svizzera per suicidarsi.

Sullo sfondo della Cremona dei nostri giorni si dipana l’intreccio delle vite di Luigi, Linda e la loro figlia Elisa.

La provincia custodisce, come un asettico scrigno, le gioie e le bassezze di una famiglia come tante, a cui, senza clamori, accade un fatto eccezionale.

Lo sfilacciarsi di  un matrimonio il cui equilibrio si basava su un’abusata quotidianità, la solitudine erosiva e mal sopiti sensi di colpa porteranno Luigi a perseguire il suo disegno; lasciandosi alle spalle sia il colorato mondo incantato in cui sapeva immergersi con sua figlia, sia amori, solo abbozzati, travolti dall’inedia dispotica di una vita in cui non c’è niente di irrinunciabile.

21/9/2016
L'autore terrà a Lodi una presentazione de "L'amaro in bocca" giovedì 20 ottobre alle ore 21, presso il caffé letterario di via Tito Fanfulla 3.
14/10/2016
La campagna di Alessandro Mannucci sta proseguendo bene! Giovedì 27 ottobre alle ore 21:00, presso l'associazione "Reduci e combattenti" di via Felice Cavallotti n. 4 di Codogno (LO), l'autore presenterà "L'amaro in bocca".

Commenti

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Alessandro Mannucci
“Un bravo insegnante tralascia le biografie degli autori”.
Non so se sia vero. Ho avuto la fortuna, al liceo classico, di incontrare una di quelle professoresse che, come un bel libro, durante il racconto fa venir voglia di leggere ancora.
Le vite degli autori sono sempre rimaste sullo sfondo, ancore di salvezza per questuanti di sufficienze stiracchiate.
Le biografie sono i contenuti extra dopo i titoli di coda: la banca in cui lavorava Alfonso Nitti, in Una Vita, è la trasfigurazione della Banca Union nella quale, Svevo, ha trascorso, suo malgrado, molti anni.
Alessandro Mannucci, 30 anni, ha una laurea in giurisprudenza ed un gatto, Zeno, da cui ha copiato ogni singola movenza di Mirta, la gatta del libro.
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