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Sotto il sole di mezzanotte

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Michelle Farber è arrabbiata.

Ha una strana fobia per i telefoni, il terrore del buio, l’angoscia costante di perdere la parola e lo sgomento di annichilire il pensiero.

È circondata da quattro persone alle quali ha dato il nome dei cavalli di Helios: Eoo, Etone, Piroide e Flegone, perché le permettono di vedere il sole. Porta segretamente la colpa di aver abbassato gli occhi alla luce di questo, e teme di deflagrare il mondo – così come fece il figlio del dio Apollo, Fetonte (ma non lo stesso mondo e non allo stesso modo) –, per essersi alla fine abbandonata al desiderio di vivere.

Aspetta la fortuna: la fortuna del sentire. La aspetta attendendo il proprio turno nella sala d’attesa di uno studio medico, senza aver mai preso un appuntamento. Aspetta questa, e invece, incedendo a petto gonfio, altera e indipendente, le si presenta la rabbia per sbraitarle contro che l’angoscia che prova non è meritevole di premio né di ricompensa, ritirandosi prima ancora che ne possa trarre pieno giovamento. Così ella comincia a darle la caccia, mentre, parallelamente, per la città aleggia l’inseguimento muto, mai narrato, di un assassino del quale si saprà che ha ucciso un uomo, e niente di più.

Continua ad aspettarla in un mondo tanto normale da non avere senso, scoprendosi lei stessa normale, e riconoscendosi senziente solamente nel momento in cui si innamora di un’altra ragazza. La rabbia va e viene, la paura spaventa quando la prima scompare; il sole rimane in bilico sull’orizzonte.

La vita ha sempre meno senso. Resta unicamente la voglia di viverla.

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Daniela Alvaro
È nata in Calabria nel 1985.
Dopo il liceo si è trasferita a Pisa per frequentare l'Università e, particolarmente restia al cambio di abitudini, ha continuato a vivere con la testa fra le nuvole.
Perde molte volte la strada, ma solo perché non ha ancora ben capito dove sta andando.
La si può incontrare di quando in quando sui lungarni che fantastica guardando il fiume.