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Aggiornamento

Ho sempre pensato a questa storia come una vicenda autoconclusiva. Del resto, si parla della fine del mondo, quindi è difficile immaginare cosa possa esserci dopo, se non cenere, rovine, mostri orrendi e disperazione. Certo, potrebbero esserci un sacco di racconti o storielle macabre, nel mondo con lo sciacquone scassato, tuttavia mi piacerebbe che, una […]

Ho sempre pensato a questa storia come una vicenda autoconclusiva. Del resto, si parla della fine del mondo, quindi è difficile immaginare cosa possa esserci dopo, se non cenere, rovine, mostri orrendi e disperazione. Certo, potrebbero esserci un sacco di racconti o storielle macabre, nel mondo con lo sciacquone scassato, tuttavia mi piacerebbe che, una volta esaurita l’ultima parola dell’ultima pagina, il lettore rimanesse esattamente come negli ultimi istanti di “Melancholia”, di Lars Von Trier, che descrive il concetto di “fine” forse meglio di chiunque altro.

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