Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Aggiornamento

Beatrice Savoldi e Camilla Contini – dopo aver molto sofferto – hanno infine capito (come già molto prima di loro l’aveva capito Aristotele) dove risiedeva la loro chiamata, quella – proprio quella – che le avrebbe liberate dalla loro prigione fatta di dolore, indifferenza, rimorsi, rimpianti e rabbia. Io ne sono convinta: ognuno di noi […]

Beatrice Savoldi e Camilla Contini – dopo aver molto sofferto – hanno infine capito (come già molto prima di loro l’aveva capito Aristotele) dove risiedeva la loro chiamata, quella – proprio quella – che le avrebbe liberate dalla loro prigione fatta di dolore, indifferenza, rimorsi, rimpianti e rabbia.

Io ne sono convinta: ognuno di noi ha delle capacità che possono rispondere alle necessità degli altri. Si tratta – non è semplice ma ci si riesce (se si vuole) – di individuarle e di metterle in pratica. Fanno bene a noi stessi. Fanno bene agli altri.

Anche Bea e Camilla – le due protagoniste di “Ti scrivo per abbracciarti” – ne traggono grande beneficio ma neanche per loro è stato facile arrivarci.

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie