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Leggete l’intervista a Gianluca su Redacon, giornale online degli appennini! Gianluca Gabbi è un trentaquattrenne scrittore di Sant’Ilario d’Enza alle prese con il tentativo di pubblicare il suo primo romanzo. Per farlo ha intrapreso una nuova strada: il crowdfunding. È partita oggi alle ore 17.30 la campagna il sito dell’editore Bookabook, proprio per cercare di […]

 

 

Leggete l’intervista a Gianluca su Redacon, giornale online degli appennini!




Gianluca Gabbi è un trentaquattrenne scrittore di Sant’Ilario d’Enza alle prese con il tentativo di pubblicare il suo primo romanzo. Per farlo ha intrapreso una nuova strada: il crowdfunding.


È partita oggi alle ore 17.30 la campagna il sito dell’editore Bookabook, proprio per cercare di ottenere l’obiettivo di essere pubblicato. Grazie al raggiungimento di 200 preordini, il libro potrà andare in stampa ed essere diffuso negli store di tutta Italia.
Il romanzo è perlopiù ambientato a Reggio e nel nostro Appennino. “Il Castello dei Serpenti Galli” è un primo esperimento nato un po’ per gioco e portato a compimento per passione. Preso per mano dai protagonisti, il lettore viaggerà dall’Appennino reggiano alla Svizzera, per seguire i fili di un enigma che affonda le sue radici nel passato, 75 anni fa.


Un’inattesa, misteriosa eredità sconvolgerà per sempre le vite di Pietro, contabile ormai in pensione, e di Oscar, apprendista ossessivo dal carattere burbero. Spalleggiandosi, durante innumerevoli peripezie caratterizzate da goffe scene di instabilità psicologica e sproloqui socialisti, cercheranno di proteggerla e proteggersi dalla crudeltà di Fulke, scagnozzo di un vecchio ufficiale nazista presente durante l’occupazione tedesca di Santiano (paese di fantasia nell’Appennino emiliano) nel 1944.


Proprio nel 1944, la scomparsa di un antico baule dai presunti poteri magici da un deposito nazista, costringerà la famiglia ebrea dei Rozenkopfs ad una rocambolesca fuga verso Ginevra.


L’ossessione e la costanza nelle ricerche dei tedeschi per quel tesoro perduto, potrebbero finalmente ottenere dei risultati dopo quasi sessant’anni…


Scritto con ironia e leggerezza, “Il Castello dei Serpenti Galli” è una storia di avventura, di mistero e di amicizia.




Chi è Gianluca Gabbi?


Lavoro come impiegato in un’azienda di logistica. Sono sposato da quattro anni e ho un bellissimo bambino di due. Aver portato a termine questo romanzo è stata una grande soddisfazione e vorrei dedicarlo a mia moglie che mi ha sempre sostenuto durante tutte le fasi della scrittura.




Gianluca perchè così giovane affronti un tema come la guerra che si è svolta ormai 75 anni fa?


Mi è venuto spontaneo parlare di certi temi per contribuire a non dimenticarli, come sembra si stia iniziando a fare oggi.




I Serpenti Galli sono una leggenda del Ventasso, ti sei ispirato a loro per il titolo, come un basilisco nostrano?


Ho proprio provato a immaginare l’evoluzione nella storia di quella leggenda.




Inventando Santiano hai voluto fare un mix di paesi un poco come Camilleri ha creato Vigata?


In effetti sì, ho voluto unire il paese in cui abito (Sant’Ilario) e il paese con cui mia moglie ha un più stretto legame (Gazzano). Da qui è nato per gioco Santiano. Senza assolutamente volermi paragonare al Maestro!




Cosa dei due paesi troveremo nel libro?


La grande apertura verso il prossimo, la sensibilità delle persone e alcune simpatiche caratteristiche di alcuni personaggi.




Quale quota ti occorre raggiungere per veder pubblicato il tuo libro e come funziona il crowdfunding? A volte i donatori hanno piccoli privilegi, come copie in anteprima o cose simili, tu prevedi dei “bonus” ai tuoi finanziatori?


Sul sito è disponibile una piccola anteprima del testo. L’obiettivo del crowdfunding è quello di raggiungere almeno 200 preordini, dopodichè il testo verrà editato, impaginato e stampato. Se non si dovesse raggiungere questa quota, i donatori verranno rimborsati. Se invece si dovessero raggiungere le 60 copie preordinate, i donatori riceveranno comunque il libro in edizione limitata (non editata).




Come conosci l’Appennino e per te cosa rappresenta?


Mia moglie Lilli (Iris Chiesi) ha stretti legami con Gazzano e Ligonchio in particolare, di conseguenza ha trascinato emotivamente anche me.




Pensi di fare presentazioni anche in montagna?


Se dovesse essere pubblicato certamente.

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