In una Londra battuta dalla pioggia e dominata dall’indifferenza, due giovani uomini sopravvivono ai margini del mondo. Tom e Ben portano sul corpo e nell’anima le cicatrici di un passato che non concede tregua: la dipendenza, la solitudine, i ricordi che tornano ogni notte come mostri impossibili da seppellire.
Un incontro casuale durante un violento temporale li trascina in un luogo ancora più oscuro: il carcere di Wandsworth, un luogo in cui la violenza è legge e la corruzione si estende ben oltre le mura della prigione. Mentre potenti interessi criminali muovono i fili nell’ombra, una donna determinata e un piccolo gruppo di persone disposte a rischiare tutto cercano di opporsi a un sistema marcio fino alle fondamenta.
Tra dolore, rinascita e speranza, nasce qualcosa di inatteso: un legame capace di resistere alla tempesta.
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Non ricordava da quanto tempo viveva così. Alternava momenti di apparente lucidità, vagando per le strade, in cerca…
I suoi occhi spesso non riuscivano a mettere a fuoco, la sua mente, la notte, era in preda ai deliri e allora, scambiando il sonno con la veglia, cercava…
Cercava soprattutto qualcosa che non gli facesse provare così tanto dolore; un dolore fisico e mentale, intenso, lo permeava completamente.
Una dose… Aveva iniziato così e neanche si ricordava quando… Era ancora vivo nonostante tutto, ma non aveva mai pensato a questo. Riusciva temporaneamente a seppellire il passato, non volendo ricordare se neanche ce ne fosse mai stato uno…. E invece il passato c’era eccome e quel mostro, quei mostri che tentava a forza, a mani nude, di seppellire, riuscivano a uscire da quella tomba, ogni notte.
Al di là di quel corpo magro e sofferente si nascondeva una bellezza scura come la profondità abissale che aveva dentro, celata da capelli scomposti e indomabili.
La gente della city lo ignorava, persino gli emarginati, i reietti lo evitavano. Riusciva a racimolare qualche spicciolo mendicando nel parco, pregando svogliatamente i passanti; ma erano soprattutto le ragazze che, mosse a pietà mista a quell’istintiva necessità di assistenzialismo salvifico nei confronti del fascino più disperato, che lo foraggiavano: qualche temeraria gli portava coperte e abiti, dopo aver probabilmente depredato di nascosto armadi e cassetti di casa, oltre ai, per lui, ben più necessari soldi; altre, in mezzo alle banconote, nascondevano addirittura il loro contatto telefonico.
Sì, benché la sua fosse una vita senza speranza, era riuscito a ottenere un inconsapevole successo!
La polizia, spesso chiamata dai passanti inorriditi di fronte ai suoi lunghi momenti di estasi artificiale, lo cacciava con violenza dal parco; a volte si rinsaviva un attimo, disteso su una barella, mentre l’ambulanza lo trasportava in ospedale.
Ecco la vita sospesa di Tom, dagli occhi profondi ma offuscati dalla sua nebbia interiore.
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Sempre dagli angoli bui e degradati della city altre mani tremanti cercavano… Tra i rifiuti, freneticamente, ogni giorno. Altra vita sospesa e raminga, altro cuore che continuava a battere in un corpo sofferente, che nascondeva sapientemente, come una coltre nera, una giovinezza dimenticata chissà dove e la cui mente era devastata da incubi alcolici e artificiali.
Ben, occhi sottili, chiari, pallido, schivo, anche lui cercava disperatamente di riempire la sua fossa di mostri e loro, nonostante i suoi inutili anche se caparbi tentativi, vi balzavano fuori… Ogni manciata di terra, ringhiata e gridata al cielo, era subito vanificata da un suo gorgo vorticoso verso il basso, come quando sulla spiaggia la sabbia non vuol saperne di rimanere compatta e scende giù, a suo piacimento. Ma se per i bambini questo non è altro che un innocente divertimento, per lui era uno sforzo doloroso, sempre più esasperante: le belve mostruose continuavano a uscire, aggrovigliandosi nella mente. Era infatti arrivato al punto di cedere, sopraffatto dalla stanchezza e dalla disperazione.
Ben non parlava, non emetteva alcun suono e non ricordava più se lo avesse mai fatto. Quando si imbatteva in bambini vocianti lungo le vie ricolme di folla, i suoni, seppure a lui familiari, gli producevano l’effetto opposto: rumori stridenti, come gessi sulla lavagna, sempre più penetranti; per non parlare del pianto dei neonati: ne era terrorizzato e, in tutti questi casi, si allontanava barcollando, come investito da un treno in corsa, il cui sibilo si incuneava sempre più forte fin dentro le sue viscere. Allora anche i suoni, i rumori del caotico e ordinario vivere cittadino finivano per causargli crisi violente, sprofondava in convulsioni tumultuose e anche per lui, gente che gli gridava addosso frasi incomprensibili e camici bianchi che lo sollevavano per portarlo via.
Anche per Ben vi erano i soliti consensi femminili nel parco, luogo per lui di fuga dal caos: vi si nascondeva, coprendosi con le foglie tra i cespugli e di notte vi si rannicchiava, nascosto nel buio e allora le lacrime risplendevano come lucciole al bagliore pallido della luna o alla luce di qualche sparuto lampione; scendevano così, sul suo viso, a ogni calar del sole, inarrestabili gocce di rugiada a nutrire quella corolla assetata di quiete.
Tom e Ben, due solitudini, due fiori spuntati per caso agli angoli opposti di una distesa di verde, oasi protettiva per loro da una distesa di male. Non si erano mai incontrati, vivevano ancora e non ne sappiamo il perché. Flebili e invisibili steli non ancora calpestati.
Se mi chiedete che età avessero, no, non saprei rispondervi: corpi ancora giovani, seppur martoriati, di una bellezza seducente e repellente al contempo, anime bersagliate dalle raffiche della vita di strada, che, come grandine, li percuoteva e trapassava in ogni istante. Anime in preda a eterna confusione, ansia, nervosismo, eccitazione e dolore, intensa sofferenza di esistere.
Così, mentre chiedo a voi, lettori ardimentosi di questo racconto, come vi immaginate i due protagonisti, permettetemi di parlare direttamente a loro due: sì, Tom, sì, Ben, sì, mi rivolgo a voi, perché solo voi sapete, sentite, siete i due giovani uomini della storia; voi, leggendo, state entrando magicamente nel libro e ne vivrete in prima persona emozioni e passioni e ve ne lascerete coinvolgere, come abbandonati in mezzo a una tempesta eccezionale e comunque rigenerante. Non sarete gli unici però: altri si sentiranno profondamente i personaggi che compariranno in seguito, ma ovviamente non posso anticipare altro.
Non mi dilungherò oltre e proseguiamo.
matheus.iacomino (proprietario verificato)
Ho letto la bozza e mi ha dato forti emozioni.Spero che raggiunga il target e non vedo l’ora di avere il libro finito tra le mani. Spero anche che tante persone possano acquistarlo, perché è veramente speciale e merita una grande visibilità, perché è il richiamo dell’Anima. Grazie Miss Hidden
Jonas Nba (proprietario verificato)
Ho potuto leggere la bozza. Non vedo l’ora di poter ricevere l’eBook. È un libro che mi ha fatto emozionare.E’ una storia avvincente.Lo consiglio a tutti.