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Le leggende di Kentar – La battaglia per Eregast

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Consegna prevista Settembre 2026
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Cyril è scomparso e con lui sembra esserlo anche la speranza.
Un misterioso nemico marcia verso la capitale degli elfi alla guida di un esercito che appare inarrestabile.
Spetta a Lily, Xina, Mark e Arthur affrontare la minaccia. Con il mondo stravolto dalla guerra antichi poteri in attesa da secoli, sono pronti a fare la loro mossa.
La battaglia per Eregast sta per iniziare.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è il proseguo di un viaggio iniziato tre anni fa sono felice di condividere con voi il terzo capitolo di questa avventura che non parla solo di spade, casate e magia ma anche di me. Chi scrive, a un certo punto, si trova a confrontarsi, con il desiderio di dare forma concreta e tangibile alle proprie idee e pensieri, in modo da poter raggiungere le altre persone.
Raccontarsi così come si vorrebbe essere ricordati.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

Storia di una ladra sfortunata

(I fatti si svolgono circa ottant’anni prima degli eventi narrati nel prologo di “Le Leggende di Kentar gli ultimi Cacciatori”)

La foresta li avvolgeva con le sue fronde, Alicya e i suoi compagni saltavano da un ramo all’altro mentre Bosco Ombra si lasciava cullare dai rumori della notte.

“Così nasconderemo le nostre tracce” pensò guardandosi alle spalle, dopo quello che avevano fatto il Maestro della Porta di Pietra doveva avergli lanciato all’inseguimento almeno una ventina di Cacciatori.

I tre si fermarono a rifiatare nei pressi di un torrente, una piccola lingua d’acqua non segnata sulle mappe che si immetteva nell’Irryn.

Alicya si sistemò i capelli arancioni aromatizzati al mirtillo, era una mezzosangue, metà elfo, metà atlantiana, con lei c’erano altri due mezzosangue Alyor e Dursor, il primo era come lei, un mezzosangue elfico dai corti capelli neri aromatizzati al gelso e metà faccia venata come legno di quercia, invece Dursor aveva sangue atlantiano diluito con quello umano, la pelle bianca, capelli color del grano e l’occhio atlantiano color rubino che brillava come una pietra preziosa; tra di loro Dursor era l’unico con gli occhi al terzo stadio, sia lei che Alyon non avevano sviluppato la pupilla cremisi, un occhio giallo come il sole riempiva i loro visi assieme a un’altro color ametista tipico della loro parte elfica.

Alyor le si avvicinò -Dai tiralo fuori! Voglio vederlo! Dai dai!- Disse entusiasta

-Si avanti ! Mostracelo!- Incalzò Dursor

Alicya aprì il sacco di pelliccia che portava a tracolla, al suo interno vi era un piccolo ottaedro di metallo scuro, al cui interno splendeva una strana luce arancio. “È bellissimo…qualunque cosa sia” pensò perdendosi nella luce emanata dall’oggetto.

-Una reliquia della vecchia Atlantos!- Esclamò Dursor -Eccezionale! Ci faremo una fortuna!-

-Prima però bisogna uscire dalla foresta.- Disse Alyor. -Siamo ancora troppo vicini alla Porta di Pietra, potrebbero trovarci-

-Hai ragione- Disse Alicya rimettendo la reliquia nel marsupio.

-Dobbiamo muoverci-

Non era stato facile intrufolarsi nel santuario della Porta di Pietra, le guardie avevano occhi scarlatti ed erano guidate da Aton Codadiserpe, uno dei reduci della Grande Guerra, la sua generazione aveva combattuto contro l’Imperatore Nero, Alicya e i suoi compagni non avrebbero avuto speranza contro di lui e la sua Veleno.

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Ma lei era una brava ladra, lo era sempre stata, fin da bambina.

Sua madre una prostituita di Eregast, l’aveva abbandonata nella foresta quando era stata abbastanza grande per camminare, lasciandola in balia delle bestie, ma la dea Dianas aveva altri progetti per lei, Alicya fu trovata da

un Cacciatore, un uomo alto dalla carnagione scura, occhi di fuoco e lunghi capelli neri color carbone. -Mi prenderò io cura di te- Le aveva detto con tono amorevole.

E così era stato, il Cacciatore l’aveva protetta, accudita come una figlia, ma il dovere lo aveva chiamato a nord, verso le pendici dei Monti Tetri “Non l’ho più rivisto. Alcuni mi dissero che gli urok lo avevano preso” Quel giorno il suo occhio si era tinto di giallo, e come tradizione aveva iniziato l’addestramento assieme agli altri orfani. “Odiavo quel posto, volevo andarmene, fuggire da quel buco che gli atlantiani chiamavano Alberocasa, ma non potevo ero incatenata lì a quelle vecchie usanze. Il re Rinunciatario ci ha visto davvero lungo, ora lui e la sua Lily Cuoreselvaggio sono liberi dalle catene dell’ordine e presto lo saremo anche io e Dursor. ”

Per via del suo sangue misto non era ben accetta tra elfi della capitale, re Partixan al contrario di suo padre era un cultista della razza, sotto il suo regno molti mezzosangue stavano abbandonato Bosco Ombra, per dirigersi verso est, per diventare vagabondi, mercanti o mercenari. Lei era più fortunata, aveva sangue atlantiano, poteva diventare una Cacciatrice, una guerriera a protezione del mondo “Ma la vita di servizio e spada non fa per me. Malgrado molti dicano che ora sia più facile”. Da quando gli Atlantiani si erano alleati con Grodar molti erano diventati Lord o Sir, alcuni reduci della Grande Guerra avevano ottenuto un pezzetto di terra da amministrare e nella capitale erano iniziati i lavori per la costruzione di un grande tempio da usare come base al posto del vecchio Albero-fortezza.

“Ma quelli come noi non potranno mai godere appieno di quei benefici”

pensò Alicya guardano il suo riflesso ondeggiare nel torrente.

Malgrado le guerre di sangue fossero ormai storia, tra i Cacciatori vi era ancora un certo astio nei confronti dei mezzosangue, Alicya se ne accorgeva quando parlavamo con lei e i suoi compagni “I Maestri stanno spingendo per una rapida integrazione, ma la strada è ancora lunga” e lei era stanca di aspettare “venderemo il manufatto al migliore oerente poi andremo a est in una delle Grandi Repubbliche a fare una vita da re, che gli Atlantiani si tengano pure i loro alberi, non mi interessa!”

E anche se le fosse interessato ormai il danno era fatto “Per fortuna non si è fatto male nessuno, non lo avrei sopportato”

La sua maestra glielo diceva sempre, “Hai un animo troppo buono per fare la Cacciatrice, la morte fa parte della vita, e a volte sarai costretta ad infliggerla, prima lo accetterai meglio sarà…”

Lei partiva dal presupposto che io volessi combattere e morire per quei quattro vecchi del consiglio o per questo mondo malconcio sempre sull’orlo del collasso” Pensò saltando da un ramo di Pinombra a un ramo di quercia “Come se visto che ho qualche goccia del loro sangue volessi combattere la loro maledetta battaglia contro il nulla” Alicya sputò a terra “Mi consideravano una di loro solo perché un giorno qualcuno della loro schiatta ha sparato il suo seme nel grembo di quella puttana di mia madre. Mi hanno dato una spada, insegnato a usarla e hanno detto che ero come loro, che

sarebbero stati la mia famiglia…” Guardò davanti a se i suoi due compagni mezzosangue “Ma per loro quelli come noi sono parte della famiglia solo quando c’è da battere le spade!” Saltò su una pietra e con una capriola fu di nuovo tra i rami, un corvo grosso quanto un aquila volò via spaventato… “Uno dei corvi atlantiani, dobbiamo muoverci, sono vicini”

Le ombre della notte vestivano gli alberi di Bosco Ombra, i tre ladri si erano accampati sotto una grande quercia vecchia di almeno tre secoli, attorno a loro lecci, faggi, ippocastani, tigli, cedri e abeti si ergevano dalla terra alti e silenziosi come le statue della Porta di Pietra. La ladra guardava i suoi compagni, Dursor dormiva accanto a lei. I suoi capelli biondi parevano fili dorati.

Lo amava, era la priva volta che provava tale sentimento, avevano legato sin da subito, entrambi mezzosangue, entrambi bistrattati ed emarginati.

Alicya stringeva a se il fagotto di pelliccia, lo aprì ed estrasse il manufatto, le sue dita sottili come rami di un anno passarono lungo i lati dell’ ottaedro sui quali erano incisi strani simboli runici, all’interno del manufatto la fonte di luce apparentemente inestinguibile continuava a brillare. Provò a sbirciare ma la luce le fece male agli occhi “A cosa servi?” Si chiese mostrando l’oggetto alla luce della luna calante. “Quali antichi segreti nascondi ?”

La mano di Dursor le toccò la gamba -Dormi…- Le disse accarezzandola -Di questo passo tra un paio di giorni saremo fuori dalla foresta e sarà tutto più facile-

La mezzosangue ripose l’oggetto nella sacca si chinò su di lui è lo baciò. Il loro bacio duro a lungo -Tra pochi giorni vivremo come re e regina- Le disse Dursor alzandosi e spingendo la fronte cotto la sua. -Insieme, costruiremo il nostro piccolo regno in una città libera, lontano da tutto e tutti, solo io e te. Li non ci saranno spade o sguardi scarlatto carichi d’odio e paura- La baciò

-Solo io e te. Solo noi- Lei lo strinse pregando Dianas che quel momento non finisse mai.

…Fu un fruscio, simile a quello dei serpenti tra le foglie, l’aria si fece gelida e l’oscurità si addensò.

Due occhi scarlatti e un ombra apparvero dagli alberi seguiti da una voce femminile -Vi ho trovati piccoli topolini fuggiaschi!- le lame di due spade furono illuminate dalla luna, il metallo di entrambe le lame era verde scuro ed era attraversato da uno spettrale fuoco viola.

Dursor fu un lampo, scattò in piedi ed estrasse la sua spada, una lama grodariana, con l’elsa in corno di daino e il pomo a forma di testa d’ariete, il suo amato si scagliò contro l’ombra…poi un gridò di dolore.

Il braccio della spada di Dursor fu tranciato di netto da una delle spade mentre l’altra lama gli squarciò il mantello di velluto, la maglia di cuoio e…il ventre.

Poi la loro assalitrice mosse entrambe le lame, rapida come il più velenoso dei serpenti le aondò nella gola del suo amato e con un rapido aondo gli staccarono di netto la testa dal corpo.

Alicya cadde in ginocchio, urlò e pianse mentre alle sue spalle Alyon cercava di scappare

-Dove vai topolino?!- Le pupille scarlatte brillarono come stelle cadenti nel cielo d’estate; Alicya si costrinse in piedi frastornata ma pronta ad avventarsi sull’ombra ma il corpo di Alyon la travolse facendole sbattere la testa contro una radice; vide il corpo conficcarsi sulle lame della loro assalitrice che con un gesto tanto disinvolto quanto terrificante squartò il povero Alyon come un macellaio squarta una carcassa. Alicya vomitò e sentì un forte dolore alla testa, avvertì il suo occhio mutare, gocce di sangue sgorgavano dalla sua pupilla atlantiana e un incontrollabile odio la assalì, aerrò il pugnale e si rivolse contro l’assalitrice ma quando vide quella sagoma nera avvolta da un alone di oscurità e sangue, una primitiva paura le bloccò le gambe. “Dianas aiutami”

La donna aveva un viso giovane, lunghi capelli neri erano raccolti in una treccia a spina di pesce, indossava stivali di cuoio e braghe di pelle bollita, il mantello nero dei Cacciatori stringeva le spalle larghe e sotto di esso portava una sottile cotta di maglia con piastre simile a squame di rettile, il viso parzialmente coperto da una maschera di pelle poteva sembrare grazioso ma aveva un’espressione talmente crudele da sfigurarlo completamente, tra le mani due spade lunghe tipiche dello stile di lotta atlantiano detto Tryvun, la scuola delle due spade, le else erano in osso di drago, i pomi e le guaine raguravano delle mantidi e le verdi lame di cristallo illuminate da un fuoco violaceo grondavano il sangue dei suoi compagni “Il sangue di Dursor” pianse immobile, pronta ad accettare la morte per mano di quel demone vestito da donna.

-Ora tocca a te topolino Blodlos…muori!- chiuse gli occhi.

Il fragore di due spade causò una tempesta dinanzi a lei, avvertì l’aria spostarsi “Dianas è venuta a salvarmi?” Quanto riaprì le pupille doloranti vide uno scuro mantello e una spada nera brandita da un uomo alto, dal naso fine e i capelli corvini; due rosse pupille illuminavano il viso parzialmente coperto dalla maschera tipica dei Cacciatori. La spada nera aveva fermato la corsa di entrambe le lame di cristallo.

-Tu!- Disse la sua inseguitrice -Che stai facendo?!- Il Cacciatore non rispose e respinse le spade, poi si rimise in guardia -Basta- Disse l’atlantiano svuotando i polmoni -Basta così-

-Cyril Cuoreselvaggio…- Sibilò la donna -Questa è la mia caccia ! Non interferire !-

-Questa non è una caccia!- Una terza voce si fece largo tra gli alberi, apparve un’altra donna dagli occhi rossi e i lunghi capelli marroni. Alicya inerme e confusa poté solo guadarla in silenzio.

Era alta, dal finisco slanciato, il mantello di velluto la ricopriva quasi del tutto, sotto di esso vide una maglia in lana verde e pantaloni di velluto nero stretti da una cintura in pelle da cui pendevano due spade.

Il viso non era coperto dalla maschera, grosse labbra carnose e un piccolo naso dal dorso incavato e la punta rivolta all’insù completavamo un viso

lentigginoso. – Oh ci sei anche tu. Cassia Lunatempesta- Disse la sua assalitrice con un tono carico di rancore e rabbia.

La donna li raggiunse camminando lentamente -Hai trasformato la tua caccia in un massacro- Disse indicando i corpi dilaniati. -Evalyn, non è così che agisce un Cacciatore- Ora la carnefice di Dursor aveva un nome, Alicya se lo incise a fuoco sul cuore.

Evalyn fece un verso di stizza. -Risparmiami le prediche, e poi sono Lady Evalyn…-

-Qui il tuo titolo non vale nulla- Disse quello che Evalyn aveva chiamato Cyril Cuoreselvaggio senza mai abbassare la sua guardia, lei di contro emise un sibilo di stizza.

-Sono una Cacciatrice di alto rango, devi portarmi il rispet…-

-Lo sono anch’io! Anche se non ho un titolo davanti al mio nome- La interruppe Cyril disegnando un cerchio con la spada.

-Vedi di non dimenticarlo più. Evalyn Terroredelleradici… e dei ratti a quanto dicono – Disse in tono di sfida.

La donna strinse l’impugnatura delle spade -Sarebbe un gran bello scontro Cyril Cuoreselvaggio…- Evalyn ruppe la sua guardia e assunse una posizione da battaglia che la ladra conosceva fin troppo bene, l’aveva vista usare dai maestri dello stile Tryvun nel Grande Albero-Fortezza.

-O forse dovrei dire Cuorespezzato!?-

Alicya vide contorcersi muscoli del viso di Cyril, le mani si strinsero attorno all’impugnatura della sua spada dall’elsa argentata -Già…- Disse il Cacciatore mettendosi nella posizione d’attacco tipica dello stile Eldyn -Un gran bello scontro-

-Uno scontro impari! E privo di significato- Cassia si fece avanti aancando Cyril e scostando leggermente il mantello nero, la Cacciatrice allentò nel fodero una delle sue spade mostrando parte della lama; le armi simili a vetro erano bianche e all’interno bruciava un agitato fuoco rosa, le due guaine fabbricate in avorio e a forma di mezza luna e i pomi d’argento raguravano entrambi una stella a quattro punte.

Evalyn fece un altro verso di stizza -Lei è il mio trofeo. Ho ricevuto istruzioni dall’Alto Maestro Yarmolenk Manditoro di Porta di Pietra io devo…-

-Vuoi un trofeo?- La interruppe Cassia voltandosi e strappando dalle mani di Alicya la sacca di pelliccia. La Cacciatrice frugò nella sacca ed estrasse il manufatto -Oh Dei…un Voxyn. Per le Stelle perché lo avete rubato? –

-Ora capisco perché Aton era così incazzato- Disse Cyril senza staccare gli occhi cremisi da Evalyn.

Alicya voleva parlare ma non ci riusciva, si limitò ad osservare Cassia esaminare l’oggetto causa di tutte le sue ultime soerenze, poi la Cacciatrice si rivolse al Terroredelleradici -Ecco il tuo trofeo! La tua caccia è conclusa Cacciatrice. Congratulazioni- Evalyn volse un ultimo sguardo a Cyril e Cassia, poi sorrise rompendo la posizione di combattimento e rinfoderando una delle sue due spade -Sarà per un’altra volta Cyril Cuorespezzato- Disse in tono di scherno mentre Cassia le lacciava il manufatto.

Alicya sentì Cassia sussurrare –Calmo- all’orecchio del Cacciatore.

Anche Cyril ruppe la sua guardia e rinfoderò la sua spada nera come la notte

-Si, un’altra volta Terrore dei ratti- Poi guardò Cassia e le batté un colpo sulla spalla -Comunque devo dire che Dost in fatto di gusti è migliorato

parecchio- Alicya vide tendersi i muscoli del viso di Evalyn “Non ho mai visto così nitidamente. Forse è l’occhio” pensò.

Evalyn sputò ai piedi di Cyril, saltò su un ramo e scomparve.

-L’ultima non era necessaria- Disse Cassia.

-Ha cominciato lei nominando Alice. E poi perché te la prendi? Ti ho fatto un complimento o sbaglio?-

-Non è questo il…Bah ne parliamo dopo, ora pensiamo alle cose importanti-Disse volgendole di nuovo lo sguardo.

-Si. Tu o io?- Cyril diede un ultimo sguardo alle fronde dov’era scomparsa Evalyn.

-Tu- Cassia si avvicinò ai corpi dilaniati -Ho già visto abbastanza violenza per stasera-

Cassia estrasse una delle sue spade e la conficcò nel terreno. Anpa èn Inrîn-

-Non è da protocollo- Disse Cyril

-Non lo è nemmeno ridurli così. Fammi dare loro un po’ di pace-

-D-Dobbiamo seppellirli- Cercò di dire aranta Alicya.

-Non esagerare- la ammonì Cyril -Sfameranno la foresta, come da tradizione. Non sono più Cacciatori- La guardò con gli occhi rossi -E non lo sei neanche tu- “Non ho mai voluto esserlo”

-Allora perché non mi avete lasciata morire?-

-Perché non ha senso uccidere se non è necessario- Disse Cassia rinfoderando la spada -È una lezione che Evelyn deve ancora capire… Nonostante i settant’anni di età- La Cacciatrice guardò Cyril -Fa in fretta-Cassia fischiò è un paio di corvi grossi come aquile apparvero dagli alberi, avevano spettrali occhi rossi e gracchiavano, la Cacciatrice balzò su un cedro poi su un altro ramo e infine scomparve nella foresta. “Cosa deve fare in fretta?” Pensò mentre un toro le martellava il petto.

Cyril sbuò -Ah tocca sempre a me il lavoro sporco- Alicya provò ad alzarsi ma il Cacciatore la costrinse a terra con lo sguardo, fu come se corpo di Alycia fosse sfuggito al suo volere -Nono, non te la caverai così. Sai cosa avete rubato?-

Alicya non rispose -Lo sai!?- la incalzò. -No- Rispose lei -Speravano di farci dei soldi per…-

-…Andare via da qui- La interruppe Cyril -Ne ho conosciuti altri come te. Ma loro non hanno fatto quello che hai fatto tu. Ti capisco, so come vengono trattati quelli come voi, ma facendo quello che avete fatto come credi possano cambiare le cose?- Cyril si ergeva davanti a lei.

-Domani dalla Porta di Pietra al cantiere del tempio di Altais di parlerà solo dei mezzosangue che hanno provato a rubare un Voxyn. Per te di tuoi compagni non sarà più un problema, ma gli altri mezzosangue…-

-Quale sarà la mia punizione?- Chiese Alicya interrompendolo, l’ultima cosa che voleva era una lezione di vita da un atlantiano purosangue “Parla ma non ha idea di quello che passiamo” -Sappi che se non sarà la morte io vivrò con lo scopo di vendicarmi di colei che ha trucidato colui che amavo-L’atlantiano emise un sospiro -Non uccidersi Evalyn in nemmeno dieci vite atlantiane. Questa sarà la tua punizione, credo sia più che suciente- Disse indicando il corpo di Descor -Se davvero lo amavi allora vivrai il resto dei tuoi giorni perdendolo un pezzo alla volta, vedrai il suo ricordo sbiadire, la sua voce, i suoi occhi, il calore dei suoi baci tutto sparirà! Resterà un fantasma una nuvola di vapore informe che tu saprai solo di aver amato. Vivere ed essere costretta a dimenticare sarà il tuo fardello!- Alicya si divincolò ma Cyril aumentò la stretta degli occhi e la costrinse in ginocchio -Che vuoi farmi?!- era tornata quella paura primitiva incontrollata, le pupille cremisi di Cyril brillavano come fuochi, il Cacciatore estrasse un coltello -Ma sei fortunata. Dicono che il processo sia molto più lento senza gli occhi del dolore- Cyril guardò la lama del pugnale, una lama ricurva con l’impugnatura in corno di cervo e tre zari incastonati nel manico. -Sapessi quante volte ho pensato di farlo a me stesso. Cavarmi gli occhi per guadagnare anche solo un giorno in più assieme ai suoi ricordi ma poi ripenso a…Nah scusa ti sto annoiando- Cyril alzò la lama mentre attorno a loro i corvi gracchiavano.

-Io Cyril Cuoreselvaggio, ti esilio dall’ordine dei Cacciatori, possano essermi

testimoni le fronde di Bosco Ombra, gli antichi Dei della terra, il Reietto e le sacre Stelle del cielo! Dai oggi sei un’esiliata col segno della vergogna…- la lama del coltello aondò nel suo occhio atlantiano, Alicya urlò dal dolore, poi il mondo si tinse di rosso.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Riccardo Frontali
Riccardo Frontali, classe 99, vive a Riolo Terme (RA) ed è un appassionato di cinema, calcio e GDR. La sua passione per la scrittura è nata inizialmente come un gioco, ma ben presto è diventata un impegno costante. Nel 2023 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Le leggende di Kentar - Gli ultimi Cacciatori”, seguito da "Le leggende di Kentar - Astri insanguinati".
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