Assassini spietati, aspiranti suicidi, reietti che tramano nell’ombra la propria vendetta nei confronti della società, ma anche tossici, ubriaconi, usurai, politici corrotti, “uomini d’onore”, ex coniugi che ormai si odiano apertamente. Sono loro i protagonisti di queste “storie sconce”, trentadue racconti di quotidiana follia. Storie all’insegna del malessere, della devianza, della pazzia di un mondo sempre più malato e fuori controllo.
Perché ho scritto questo libro?
Ho scritto queste storie “patologiche” perché mi sembrano coerenti con la patologia sempre più spinta del mondo contemporaneo, e credo che la forma del racconto breve sia la più efficace per tentare di descriverla. Le storie brevi hanno il potere di evocare, in poche righe, atmosfere molto suggestive, lasciando un enorme spazio all’immaginazione del lettore.


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