Primo capitolo
Giovedì 4 luglio 2019, mattina
Rebecca se ne andò una mattina di luglio. L’inquilino dell’appartamento al secondo piano, svegliato dal rullare di un trolley sopra la testa, aveva subito intuito ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Dopo le accuse lanciate la sera precedente nei confronti di Alessandro, la donna aveva deciso di passare dalle parole ai fatti.
«Sei ancora davanti al computer?!» l’aveva sentita gridare verso l’ora di cena.
Erano seguiti alcuni secondi di silenzio, poi la voce di Rebecca era risuonata ancora più forte e nitida.
«Che cosa stai guardando adesso?»
Di nuovo nessuna risposta, nonostante avesse spento la TV per riuscire a sentire meglio.
«Io non ne posso più, hai capito?! Da quando sono tornata da New York passi tutto il giorno a fare ricerche sulla tua ex, ti pare normale?!»
Una porta sbattuta con forza, passi veloci fino alla cucina. Poi un leggero cigolio e altri passi attutiti nella stessa direzione.
«Cerca di capire… Qualcosa che non…»
Le parole di lui giungevano a fatica, ma il tono era quello tipico di chi cerca di giustificarsi.
«Non mi interessa, Ale, da quando sono tornata sembri non pensare ad altro!»
«Dovrei… Ci provo… Strano…»
«No, caro mio, qui l’unica cosa strana è il tuo comportamento, ma non te ne rendi nemmeno conto. Non parli d’altro, stai sempre incollato al PC. Sinceramente non ti capisco o forse ti capisco fin troppo bene e sei tu che non capisci o fingi di non capire.»
«Ti assicuro… Se consideri che…»
«Io non voglio considerare proprio nulla, è tutto talmente evidente!»
«Non fraintendere… Sono stato… Devi calmarti…»
«Non mi calmo affatto, invece! Anzi, sai cosa ti dico? Per me possiamo finirla qui!»
«Devi ragionare… Modo sbagliato…»
«Ah sì, il problema sono io che reagisco nel modo sbagliato?»
«Se mi fai… A volte…»
«Continui a girarci attorno, Ale, ma lo sai benissimo che ho ragione!»
Erano andati avanti per parecchio tempo, poi era tornato il silenzio. I suoi vicini non erano soliti a litigi notturni: una buona dormita li avrebbe aiutati a riappacificarsi, si era detto spegnendo la luce prima di addormentarsi. A mezzanotte, però, era stato svegliato da nuove grida.
«E adesso cosa mi racconti?!» aveva urlato lei.
«Lasciami spiegare… Frugato tra le mie cose… Capire la situazione…»
«Te la faccio vedere io qual è la situazione: domattina prendo le mie cose e ti saluto!»
«Adesso smettila… Un attimo… Una soluzione insieme…»
«Non c’è più nessun insieme, Ale, continui a ignorare quello che ti sto dicendo, anche adesso!»
Dopo averli ascoltati per un po’, aveva infilato la testa sotto il cuscino ed era riuscito a riprendere sonno. Alle sei del mattino le rotelle di una valigia trascinata avanti e indietro proprio sopra la sua camera da letto l’avevano svegliato nuovamente. Non aveva più sentito alcuna voce fino a quando quelle stesse rotelle avevano iniziato a saltellare lungo la tromba delle scale.
«Rebecca! Rebecca! Dove stai andando?!»
«Non è un tuo problema.»
Rispetto alla sera prima il tono della donna ora era più tranquillo, ma ugualmente determinato. Al contrario, lui sembrava decisamente più agitato.
«Dove stai andando?!»
Attraverso lo spioncino del portone la vide passare con il volto tirato e senza trucco.
«Rebecca! Torna indietro!» gridò nuovamente Alessandro.
La donna era già arrivata nell’androne, la sentì far scattare il pulsante elettrico dell’ingresso.
Attraversò l’appartamento con passo veloce e raggiunse la porta finestra appena in tempo per vederla chiudere il cancello dietro di sé e rivolgere un ultimo sguardo carico di risentimento verso il terrazzo al piano superiore.
Premessa e promessa d’autore: da qui in avanti troverai informazioni riguardanti il mistero narrato nel romanzo Il caso Matias Ora, compresi alcuni dettagli che hanno portato alla sua risoluzione. Puoi continuare tranquillamente la lettura, perché a poco a poco tutto ti apparirà chiaro. Oppure puoi decidere di fare un’orecchia a questa pagina e leggere prima quel libro. Se farai quest’ultima scelta, che ti consiglio, ti assicuro che il piacere e il divertimento che scrivendo miro a farti provare saranno decuplicati. Scoprirai, infatti, che esistono storie capaci di cambiare anche quando pensiamo di conoscerne la trama e il finale, rivelandoci in pochi minuti mondi ai quali non avevamo mai pensato. Un po’ come succede, dopo tutto, con alcune persone.
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