Cosa spinge una “Giovane Anima che aspetta” a saltare nell’ignoto e a prendere forma nella materia? La vicenda si svolge attorno al protagonista, chiamato a compiere un atto di profondo coraggio: il viaggio dal mondo astratto al mondo reale. Dubbi, timori ma anche frenesia e leggerezza saranno i suoi compagni di viaggio. Conoscerà, pian piano, la realtà esterna attraverso le dolci melodie e carezze della sua mamma e del suo papà, per prepararsi all’ultimo atto di questo viaggio. Avrà una sola grande certezza ad accompagnarlo: credere e affidarsi all’Amore per arrendersi alla Vita con tutte le sue sfumature.
Perché ho scritto questo libro?
L’intento del racconto è permettersi di guardare il mondo della nascita con occhi nuovi: riposizionare il rapporto nascituro/genitori al centro e dare un giusto spazio alla componente relazionale ed emotiva oltre a quella scientifica e medica. Ribaltare la narrazione ci fa osservare il tutto attraverso gli occhi del bimbo in utero, per cogliere sfumature del tutto nuove e vivere emozioni pure, sincere, prive dei condizionamenti sociali di noi adulti.


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