Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Tutto cominciò sul Cammino… Mario, zaino, scarpe e Vangelo

Cammino1 (1)
3%
194 copie
all´obiettivo
99
Giorni rimasti
Quantità
Consegna prevista Agosto 2027
Bozze disponibili

Mario parte per il Cammino di Santiago con uno zaino sulle spalle e molte domande nel cuore. Tappa dopo tappa, il viaggio diventa però qualcosa di diverso da una semplice esperienza a piedi. Gli incontri con altri pellegrini, i dialoghi lungo la strada, la fatica, gli imprevisti e i momenti di silenzio aprono uno spazio inatteso di ricerca e di confronto.
Il Vangelo entra così nel cammino in modo naturale, non come una lezione da impartire, ma come una parola che accompagna, illumina e provoca. Attraverso volti, storie e situazioni concrete, il lettore viene condotto dentro un percorso umano e spirituale nel quale le grandi domande della vita trovano ascolto.
Questo libro è il racconto di un viaggio esteriore e interiore, dove ogni passo può diventare un’occasione di incontro, ogni dialogo una scoperta e ogni tappa una possibilità di guardare sé stessi, gli altri e Dio con occhi nuovi.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro nasce dal Cammino, dove passi e incontri hanno acceso domande che chiedevano ascolto. Giovani e adulti mi hanno affidato inquietudini e speranze che parlano a molti, rivelando che le domande più vere spesso ci accomunano. Da quel viaggio è nato il desiderio di raccontare un percorso interiore: non un manuale, ma una parola che accompagna, illumina e invita a ripartire quando la strada dentro di noi chiede coraggio e direzione.

ANTEPRIMA NON EDITATA


Il fuoco sulla terra

La mattina era limpida e il passo ancora fresco. Camminavamo tra chiacchiere leggere, battute, sogni raccontati a metà. Ogni tanto qualcuno si fermava per una foto o per sistemare le calze. Verso metà mattina arrivammo a El Ganso, un piccolo paese che sembrava addormentato sotto il sole. Ci fermammo tutti nello stesso bar, forse l’unico. Molti pellegrini erano seduti in silenzio, masticando un bocadillo o bevendo una birra. Noi preferimmo l’acqua. Cercavamo il sole in faccia, perché sul cammino lo si ha sempre alle spalle: le gambe si abbronzano dietro, davanti restano bianche.

Fu lì che Marco, tra un boccone e un sorso d’acqua, mise sul tavolo una domanda che tagliò l’aria: «Avete mai pensato cosa voleva dire Gesù quando disse: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra… pensate che io sia venuto a portare la pace? No, ma la divisione…”? Se ha sempre parlato di amore, di perdono, di porgere l’altra guancia… non lo capisco.»

Silenzio. Mi chiesi cosa stesse succedendo in quel cammino. Perché quelle domande? Perché proprio a me? Ma non risposi subito. Volevo ascoltare prima loro.

Alessandra fu la prima: «Quel passo mi ha sempre fatto paura. Come se Gesù dicesse: non aspettarti che tutto fili liscio. Quando scegli di seguirlo, qualcosa si rompe. Ma forse è proprio lì che si ricostruisce.»

Carlo annuì: «A me ha fatto pensare a mio padre. Quando ho cambiato vita, lui non capiva. Diceva che ero diventato strano. Ma io sentivo che stavo cercando qualcosa di più vero.»

Stefano guardava il cielo: «Il fuoco… brucia le maschere. Ti costringe a essere te stesso. E non tutti ti seguono.»

Lucia aveva gli occhi lucidi: «Gesù non divide per distruggere. Divide per liberare. E a volte, per essere liberi, bisogna attraversare la solitudine.»

Mario aggiunse: «Il Vangelo non è una coperta calda. È una lama. Ti taglia dentro. Ma per guarirti.»

Sonia concluse: «Forse ci colpisce perché ci costringe a scegliere. A non restare comodi.»

Li ascoltavo. E capivo che quel fuoco li stava già toccando.

«Meglio andare per ordine», dissi. «Gesù dice: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra.” Ci sono due interpretazioni principali. La prima vede il fuoco come la sua parola, che provoca divisione. La seconda lo interpreta come il giudizio purificatore di Dio. Gesù attendeva l’avvento del Regno come imminente e invitava alla conversione. Il fuoco è lo Spirito che purifica, che smuove, che non lascia le cose come sono.»

«E la divisione?» chiese Valeria.

«La sua parola porta pace, sì. Ma una pace che nasce dalla verità. E la verità divide: tra chi accoglie e chi rifiuta. Tra chi cambia e chi resta fermo. Tra chi ama e chi si chiude. Gesù non è venuto a rendere la vita comoda. È venuto a renderla vera.»

Nicola si sistemò il cappello: «Allora non è che Gesù sia contraddittorio. È che noi lo leggiamo con occhi comodi.»

«Esatto», risposi. «La porta stretta è questa: non si entra senza lasciare qualcosa fuori.»

Michela si strinse nel giacchetto: «Quel fuoco… lo sento. Non brucia. Ma non mi lascia in pace.»

Sara aggiunse: «E il battesimo di cui parla?»

«È la sua morte», dissi. «Gesù sa che per accendere quel fuoco deve passare attraverso la croce. Non evita la sofferenza. La attraversa. E ci invita a fare lo stesso.»

Giulia sospirò: «È come se avessi acceso una luce. Non rassicurante. Ma vera.»

Lucia sorrise: «Non è una risposta. È un invito.»

Riprendemmo il cammino. Il sole picchiava, ma nessuno si lamentava davvero. Qualcosa era cambiato. Non fuori. Dentro. E mentre salivamo verso Foncebadón, capii che quel fuoco — il suo fuoco — aveva cominciato a bruciare anche in loro.

E tu, che leggi… quale fuoco del Vangelo senti ardere oggi dentro di te, chiedendoti di cambiare?

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Tutto cominciò sul Cammino… Mario, zaino, scarpe e Vangelo”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Flavio Pollici
Mi chiamo Flavio Pollici, educatore, pellegrino e laureato in Scienze Religiose. Dopo un percorso personale di ricerca e di riscoperta della fede in età adulta, ho approfondito gli studi biblici per trovare un linguaggio capace di unire rigore, semplicità e umanità. Da anni accompagno giovani e adulti in percorsi di ascolto e formazione, privilegiando un approccio dialogico e concreto, nel quale la vita quotidiana diventa luogo di incontro con il Vangelo. Svolgo anche incontri formativi presso l’Università della Terza Età, portando la mia esperienza di cammino e catechesi in un contesto culturale aperto e intergenerazionale. Il Cammino di Santiago, vissuto come esperienza personale e spirituale, mi ha permesso di confrontarmi con le domande più autentiche delle persone. Da questa esperienza nasce il mio primo libro: un racconto che intreccia cammino, dialogo e Vangelo. Vivo a Montebellun
Flavio Pollici on Facebook
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors