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Accocchiamo

Scelto da Rocco Rossitto
Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
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Quattro richieste d’aiuto corrono tra urla e fumi. È la nuova generazione, sta finendo il liceo in una cittadina pugliese bruciata dal sole e dalla malavita. Tra inni contro il proibizionismo e la ricerca tipicamente giovanile dei propri limiti, si consuma questa storia. Vera e stupefacente. Come le droghe, reperibili ovunque. I vostri figli sanno già dove comprarle. Ma non conoscono i pericoli: la mafia è senza scrupoli. “Accocchiamo?” è la domanda che ogni ragazzo ha sentito. “Accocchiamo” è la risposta che l’autore ha dato. Non ripetete il suo errore.

Perché ho scritto questo libro?

Queste parole vanno alla memoria di un amico che non è riuscito a salvarsi in tempo. È morto di overdose (ci vediamo presto fratello mio). Questo sangue e queste notti insonni vanno a chi cerca una via d’uscita: drogarsi può essere divertente, ma vivere è molto meglio.
Questo libro è per chi non ha più speranza: è una menzogna, basta sedersi su uno scoglio e mangiare una granita al limone. Il mare farà il resto.
Accocchiamo è per te: sei quotidiano, come il pane.

 

La recensione di Rocco Rossitto

Una storia di amicizia, di amore, di amore per la vita. Una storia che racconta la vita, con le sue tragedie, i suoi problemi, ma anche i suoi colori, i campi di grano, il cielo, le stelle. Una vita che a volta deve attraversare il dolore, l’umiliazione, l’annullamento, l’offesa per poter di nuovo sentire la gioia. Bella da vivere quando hai un amico con cui smezzare una Lucky Strike blu di notte e tacere, per dire quello che le parole altrimenti potrebbero solo svilire.

Giovanni, il protagonista, avverte con la sua sensibilità ed intelligenza quanto la vita sia gravida di pesi e contrappesi, bivi e scelte che possono rivelarsi fondamentali. Sente il peso delle aspettative e dei doveri, nei confronti della famiglia ma anche della società, ma sente più forte – e questa è per lui una fortuna – l’istinto a vivere secondo il suo modo di essere e capisce in tempo che è necessario tendere alla felicità. Tale consapevolezza gli è possibile anche grazie all’incontro con Vincenzo, suo migliore amico e compagno di avventure e Chiara, una ragazza all’apparenza fragile, ma di una forza travolgente, capace di rompere gli indugi di Giovanni. E poi c’è Luca, buon amico di Chiara, che grazie alla conoscenza di Vincenzo e alla sua curiosità conoscerà una fetta di mondo a lui ignota ed insieme troveranno conforto in questa nuova amicizia.

Un libro, Accocchiamo, che ci fa tornare ventenni, perché tutti ci siamo sentiti così, persi ma anche capaci di ogni cosa, e ci ricorda da adulti quale fragilità si cela dietro gli schermi e gli schemi, i silenzi, le assenze dei ragazzi. Di come tutto nella nostra vita sia sempre in bilico, ma anche come l’amore per la bellezza, l’affetto vero per chi ci sta accanto, possano sempre offrirci una chance e aiutarci ad essere liberi e felici. In fondo, basta poco: “Attraversarono un campo, tra il fruscio delle spighe gentili. Erano migliaia di carezze leggiadre, avanti e indietro, sfregavano piano le ginocchia, avanti e indietro, musicando dolcemente come infinite corde di arpa”.

 

 

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Commenti

  1. (proprietario verificato)

    E’ tutto vero. “Accocchiare” è un’usanza che va molto in voga da queste parti. Ed è una tendenza che va fermata.

  2. Vincenzo Enrico

    (proprietario verificato)

    Sfogliare quest’anteprima è stato come farsi una canna, senza fumare ma leggendo.
    “Questa canna è un sogno paranormale. E’ la fonte dalla quale si abbevera la fantasia quando i fiumi sono arsi. Sono secchi come la gola che ne chiama ancora dentro di sé. Non odo voce dal vento. Non odo, sento un bruciore che lento avvolge e strugge il cuore”.
    Questo periodo si trova nella lettera scritta da uno dei protagonisti, Giovanni. L’ho letto dall’anteprima su bookabook.it.

  3. (proprietario verificato)

    Ho iniziato a leggere le bozze e penso che non mi staccherò dal pc finché non le avrò finite. Non potevo immaginare che, ancora oggi, alcune città italiane potessero vivere certe vicende legate alla malavita. Sembra di tuffarsi nel dopoguerra, invece i protagonisti di questo romanzo hanno appena finito il liceo. Per fortuna si sono salvati. Per ora davvero coinvolgente, vediamo l’epilogo.

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Felice Florio
Felice Florio, Bari 1993 dice il mio passaporto. Sempre il passaporto mi ricorda quanto adori viaggiare: Cina, Yucatan, Oman, Malesia e Perù i posti più lontani. Non da turista, ho vissuto quaranta giorni a Dublino, un mese ad Aveiro e una dozzina di giorni all’anno vado a Istanbul. Dunque ho tre famiglie adottive sparse per il mondo e la quarta, la più cara, in Puglia. Ho anche una seconda casa ad Almeria: lì ho vissuto sei mesi in Erasmus. Di ritorno il 110 e lode in Lettere. A tredici anni, per gioco, ho pubblicato delle poesie. A diciotto, per passione, un romanzo. A ventidue, per lavoro, un saggio di filologia islamica. Ora vivo a Milano e lavoro per Il Giorno. Ho scritto parecchi articoli dimenticati e tante lettere d’amore bruciate nei caminetti. Ma sono fortunato: parlo tante lingue, conosco un sacco di gente e ho viaggiato molto. Ma i viaggi non sono mai abbastanza.
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