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Altri giorni ancora

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Leonardo e Cristina sono fidanzati dal liceo, e il loro rapporto viaggia sereno verso la data del matrimonio, almeno fino a quando la loro strada non incrocia quella di Sara, verso cui Leonardo prova subito una forte attrazione. Per la prima volta dall’inizio della sua relazione con Cristina, sta pensando di tradirla, sente per un’altra persona un trasporto che non riesce a evitare.
Qual è la cosa giusta da fare? Arrendersi alla passione di un momento oppure prendersi cura di ciò che ha costruito giorno dopo giorno da diversi anni? E se quella passione fosse l’inizio di una storia senza precedenti? Di sicuro non si può scegliere chi amare, e non si può scegliere il tempo dell’amore. La vita riserva delle sorprese, e sta all’animo umano trovare in sé il coraggio per seguire il proprio cuore.

Perché ho scritto questo libro?

Ricordo bene il giorno che ho deciso di scrivere questa storia. Era un giovedì pomeriggio, ero in auto fermo ad un semaforo e, mentre fumavo la sigaretta, il mio sguardo cadde su l’auto di fianco. La coppia all’interno stava litigando e di brutto pure, così immaginai il perché quei due stavano litigando. Provai ad immaginare ad un tradimento oppure ad un’incomprensione nata da una banalità. In entrambi i casi stavano sprecando il tempo dell’amore che non sai mai quando arriva, passa e se ne va.

Prologo
Succede sempre che t’innamori!
Può accadere di giorno mentre stai facendo le tue commissioni

oppure in una notte in cui tutto è in movimento.
L’amore è il più forte dei sentimenti ma, allo stesso tempo,
il più imprevedibile, e non sai mai quando arriva. E quando ti
prende, in certi casi, può condizionare il corso di tutta una vita.
Ancora oggi, a distanza di anni, c’è una canzone che li fa tremare,

riesce a chiudergli lo stomaco e stringergli un nodo in
gola. Una canzone che, in qualunque momento arrivi, li paralizza e li

obbliga a interrompere ogni azione fino a che non termina,

costringendoli ad ascoltare.
È una canzone che li ha legati per sempre, almeno nei ricordi.
Belli oppure no, questo non conta, è vero solo che erano insieme

quando l’hanno ascoltata la prima volta, mentre, parlando
con la leggerezza di due innamorati, scherzavano e ridevano
seduti in auto. Lei gli accarezzava con malizia la gamba, mentre lui

in segreto sperava non smettesse mai; per non correre il
rischio di abbandonarsi completamente a quella carezza, stringeva

più forte il volante. L’alcol che aveva appena bevuto aveva
abbassato le sue difese, e doveva lottare contro la tentazione di
voltarsi a guardarla, cercare di stare concentrato e non cadere
in qualche passo falso che potesse rovinare tutto.
C’erano intimità e romanticismo nell’aria di quella sera di
fine estate in cui la luce scendeva obliqua e rossastra sulla
strada, i finestrini abbassati permettevano a un vento caldo
di entrare e riempire l’abitacolo. Si stava bene.
Si scambiavano lunghi sguardi di intesa, confessandosi nel
silenzio il reciproco desiderio di continuare insieme quella
serata. Non avevano progetti, non ne facevano, vivevano tutta
la loro storia giorno dopo giorno. E non potevano pretendere nulla

di diverso. Poi, d’improvviso, in sottofondo alla radio passò quella

canzone, Dubbi non ho, di Pino Daniele.
Dapprima iniziarono a cantarla insieme, senza pensarci
più di tanto, con la spensieratezza e l’allegria di una canzone
troppo coinvolgente per non essere intonata. Però quel testo,
per loro due, era simile a un taglio fatto con il rasoio quando ci

si ferisce: il dolore arriva dopo qualche attimo. E solo dopo aver cantato

a squarciagola il ritornello, lei scoppiò a
piangere silenziosamente, così, d’improvviso, senza riuscire
a trattenere dentro di sé l’onda emozionale che l’aveva travolta.
Non sapeva spiegarsi il motivo né dire da dove arrivassero,
sapeva solo che più quella canzone andava avanti, più le sue
lacrime aumentavano, imperterrite venivano giù come le acque di una cascata.
Riflettendoci, in un lampo di lucidità, comprese bene perché stava piangendo.
A fregare le sue emozioni erano le parole di quella canzone
– appunto, il dolore del rasoio arriva sempre dopo! –, parole
così vere che entrano in testa e vanno a pungere il cuore, così
da sentirle immediatamente sue.
A testimonianza di ciò che provava, di un sentimento vero e
crescente che da astratto diventava concreto, c’era il tremito
che sentiva sulla pelle e che si trasformava in brividi che male
si accordavano al caldo di quella sera.
Lui la guardò di sfuggita cogliendo una mezza verità, e non
sapendo bene se credere a ciò che aveva visto, si voltò a guardarla

di nuovo, con distacco stavolta per non farsi notare e cancellando

ogni dubbio: lei stava piangendo.
Vedere i suoi begli occhi arrossati e bagnati dalle lacrime lo
turbava. Voleva fermarsi e capire cosa fosse accaduto. Voleva
stringerla in un abbraccio.
La vedeva lì, rannicchiata nel suo angolino, sembrava così
indifesa, tanto dolce, e appena poté fermarsi le domandò con
una certa apprensione: «Che c’è? Che ti prende?».
«Niente, è un momento così…» Sempre più angosciata si
portò le mani al volto e, dopo aver sospirato, ammise: «Stavo
pensando al testo della canzone!».
«È bella» la interruppe lui, cercando di farla riprendere da
quell’attacco convulso di pianto; le accarezzò il mento nel

tentativo di consolarla, proprio non sopportava di vederla piangere.
«È nostra!» sbottò lei.
Il collegamento con il testo della canzone c’era tutto,

in poche e semplici frase racchiudeva bene la loro storia.
«Io che non seguo il mio cuore! Non mi fido del mio cuore

perché già so che soffrirò! In amore non c’è ragione!»

Lei ripeté le frasi della canzone, una dietro l’altra senza

prendere nemmeno fiato, turbando non poco l’animo del ragazzo.
«Dai, adesso non fare così, non mi sembra il caso di rovinare

quella che sarà una bella serata! Si era già parlato…»
«Sì, Leo, ne abbiamo parlato, ma non abbiamo trovato una vera
soluzione. Abbiamo solo preso tempo, ma ci stiamo comportando

come fantasmi, e tu lo sai!» Con voce tremante tirò fuori
tutto ciò che la canzone aveva messo in subbuglio dentro di lei.
Quelle parole le avevano smosso l’anima e lei le aveva usate per
dire ciò che pensava, anche se il coraggio di guardarlo in faccia
proprio non era riuscita a trovarlo. Guardò fuori dal finestrino,
dalla piazzola di sosta si vedeva un piccolo paesino, raccolto lì
sulla montagna, e le case da lontano sembravano tutte uguali. Si
immaginava a vivere lì la sua storia d’amore, pensando che forse
altrove, in un posto sconosciuto, tutti i loro problemi sarebbero
scomparsi in una sola volta. Troppo bello per essere vero!
«Facciamo così, prima che tutto cambi vieni con me in questo posto.»
Il ragazzo allungò la mano nel vano di fianco alla portiera
e tirando fuori una sigaretta, iniziò a fumarla nervosamente.
Per qualche minuto nell’auto ci fu un silenzio strano, inquieto, profetico.Continua a leggere
Continua a leggere

Entrambi stavano pensando la stessa cosa, con la mente riavvolgevano

il nastro di come tutto aveva avuto inizio, e nessuno dei due riusciva

a individuare il momento in cui le loro
vite si erano incasinate in quel modo; il momento in cui tutto
era diventato così tremendamente difficile. Eppure non doveva

essere così, erano una coppia giovane, ma sembravano già avere

troppi problemi, e la loro storia pareva avere già un
finale scritto.
L’amore è una cosa semplice, ma a volte basta un niente a
renderlo tanto complicato.
Quello che c’era tra di loro non poteva essere cancellato, e
nessuno dei due aveva intenzione di farlo.
«Io non capisco, perché non puoi lasciarla?» Fu come una
coltellata.
«Ma sei pazza? Abbiamo già fissato la data del matrimonio!»
«Ma tu sei pronto?»
«Io la amo!» ribadì prontamente lui.
«Non ti ho chiesto se la ami, di questo non ho mai avuto
dubbi! Ti sto chiedendo solo se tu sei veramente pronto a questo passo!»
Un tiro più forte, la punta della sigaretta che luccicava di
più e il nervosismo di un momento racchiuso in un gesto tanto

banale quanto scontato.
«Cacchio, Leo, sposarti senza esserne convinto? Ma almeno l’avete

decisa voi questa cosa? Oppure le vostre belle famiglie?»
«Non è di questo che vorrei parlare, non stasera, non dopo
che ho inventato una scusa per stare con te, e sì, se proprio
vuoi saperlo probabilmente loro ora stanno lì a parlare del matrimonio!»

Sentirlo rivolgersi a lei con quel tono così antipatico la ferì,

e per un attimo non ebbe voglia di aggiungere nulla.
Abbassò lo sguardo delusa come non le era mai capitato da
quando viveva quella storia. Ricordava bene quello che le aveva

più volte ribadito: non riusciva a lasciarla perché erano fidanzati

da moltissimi anni, avevano condiviso tante di quelle
vicende e bla bla bla, troppe cose difficili da mandar giù.
Era cosciente che ciò che lui provava per lei era qualcosa di
grande, ed era questo a ferirla di più. Nonostante tutto quello
che loro due avevano vissuto, nonostante i loro momenti magici,

nulla aveva scalfito il sentimento che Leonardo provava
per la sua ragazza, nonché futura moglie. Pur sapendo con
certezza che lui non aveva mai finto con lei.
Ma si possono amare due persone contemporaneamente? si
chiedeva lei.
Ci sono molte forme di amore, e una di queste è quella che
ti porta a capire che la persona che ami è quella con cui vuoi
passare il resto della tua vita. Ma questo non esclude che tu
possa incontrare un’altra persona e innamorarti ancora.
«Pensiamo a noi, solo questo ti chiedo, voglio provare a capire una cosa!»
«Va bene.» Rassegnata più che convinta, accettò di restare
con lui. Nei suoi occhi c’era qualcosa di diverso. Sentiva che
stavano andando oltre il romanticismo, rinnegando il loro
stesso essere, perché magari tra di loro c’era del sentimento,
ma in fin dei conti lei era l’amante e lui l’infedele.
Inutile trovare scuse, non ce n’erano di possibili, anche se
lui avesse avuto tanto spazio nel cuore da poter amare due
donne allo stesso momento, restava in tutto ciò qualcosa di
sbagliato.
L’amore ti frega così: trovi ciò che vuoi quando non hai più
alternative, e allora non ti resta che vivere ciò che viene.

Il futuro inizia così
Se solo potesse, Leo scriverebbe una legge che vieta di lavorare

il sabato pomeriggio. È il momento che più ama della
settimana, ma nonostante lui adori il suo lavoro, non riesce
mai a trovare il tempo per goderne appieno.
Purtroppo con il lavoro che si ritrova (attenzione, lui ama il
suo lavoro), quasi sempre non ha del tempo libero per riuscire
a viverlo appieno.
Leonardo Orsini è il figlio di un famoso notaio di Napoli, e
lo studio di suo padre è sempre pieno di lavoro. Del resto, il
successo che nel tempo gli ha permesso tanta fama è dovuto
alle capacità che ha saputo mostrare sul campo.
Per questo motivo, Leo è costretto a rinunciare a molti sabato

pomeriggio di libertà, e per un napoletano stare al chiuso

quando fuori ci sono belle giornate è davvero una prova

molto ardua da superare. Ma Leo è anche un ragazzo con la testa
sulle spalle e non si tira mai indietro quando ha un compito
importante da portare a termine.
Sarà che adesso l’ufficio è chiuso per le vacanze estive, sarà
che è l’ultimo sabato libero prima della ripresa delle normali

attività lavorative, Leo ha deciso di cogliere l’occasione al
volo e fare una passeggiata con la sua fidanzata storica.
Jeans chiaro con una camicia bianca e occhiali scuri che
risaltano la sua abbronzatura dopo una vacanza passata a
Formentera con amici e rispettive fidanzate, Leonardo scende

di corsa le scale marmoree della villa Orsini e raggiunge il
giardino con un prato all’inglese da far invidia ai parchi reali
con tanti fiori, rose e ortensie. Un saluto veloce al suo King,
il pastore tedesco che ha cresciuto personalmente, e poi nel
garage per prendere la sua auto e correre dalla sua amata.
Leonardo è indubbiamente un bel ragazzo, con una corporatura

resa tonica dalle irrinunciabili corse mattutine per le
strade e i parchi di Napoli.
È un belloccio e ne è consapevole, ma allo stesso tempo
sa bene che certi traguardi si possono raggiungere solo con
il sacrificio del lavoro. Si diverte il giusto, forse addirittura
meno di quanto dovrebbe vista la sua giovane età. È un ragazzo

timido, che molte volte preferisce fare un passo indietro
e accettare le decisioni delle persone che gli stanno accanto
piuttosto che imporre le proprie idee.
La prima cosa che fa quando entra in auto è accendere la
radio. Leo adora la musica, più di tutti ascolta Pino Daniele, e
spera un giorno di poter prendere lezioni di chitarra, perché
la sente scorrere dentro. Un tempo sognava di diventare un
famoso chitarrista, poi i libri hanno spostato i suoi orizzonti
su altri traguardi e ora il sogno più grande è quello di portare
sempre più in alto il cognome della sua famiglia. Spera di poter

esportare il nome e la fama degli Orsini altrove, magari a
Roma, una città che lo ha sempre affascinato.
Con la sua Mercedes grigia gira per le strade di una Napoli
ancora vacanziera e piena di turisti. È impossibile non posare gli

occhi sul Vesuvio, e anche se adesso non può vederla sa
che lì in mezzo a quel mare vestito di blu vivo c’è la bella Capri.
Svolta e costeggia il centro storico, il più esteso d’Europa, dove
si incontra la Napoli pura, quella verace; dove gli abitanti stendono

i panni da balcone a balcone e la musica neomelodica risuona

dalle finestre. La Napoli delle botteghe artigiane e della
superstizione che difende con milioni di cornicielli rossi.
La Napoli dei deliziosi caffè e della pizza a portafoglio, delle
tavole calde, delle vetrine di salumeria colme di bontà e delle
immancabili sfogliatelle.
Tra questi vicoli a volte davvero strettissimi si sussegue la
vita dei veri napoletani che non è sempre quella della cronaca
descritta al Tg.

Leonardo sa bene quanto sia difficile crescere in ambienti
in cui il tasso di criminalità è ancora alto, ma Napoli è bella,
è una città speciale e magica che si può capire solo vivendola,

come una canzone che va cantata con la voce del cuore. È
come un’ammaliatrice che ti cattura piano piano, fino a che la
ami tanto da non volerla più lasciare.
Il rapporto che c’è tra i napoletani e Napoli è proprio come
l’amore che si ha per un figlio: a volte è immenso e l’attimo
dopo ti fa arrabbiare e ti dà problemi. È come l’amore che si
prova per la propria donna: un giorno la ami in modo sconfinato

e il giorno dopo ci litighi quasi da non volerla più vedere.
Per Napoli amore e odio sono un’unica cosa e solo chi è nato
qui comprende cosa significhi questa ambivalenza. I napoletani

sono legati alla propria città da un amore viscerale, e a
volte non si rendono conto della fortuna che hanno.
Dopo quasi mezz’ora persa tra i vari pensieri, Leo arriva finalmente

al Vomero sotto casa di Cristina che l’ha visto arrivare da dietro

la vetrata e così saluta velocemente la mamma
con un bacio sulla guancia per correre da lui.
Cristina è figlia di Antonio Filangieri, un grande giudice
del foro di Napoli, e la sua famiglia è una delle più influenti
di tutta la città. È una ragazza dolce, ma decisa. Ha gli occhi
azzurri che sembrano aver rubato il colore del mare e i capelli
biondissimi e limpidi come un raggio di sole di prima mattina
in un giorno d’estate. È davvero molto bella.
Sta per conseguire la laurea in Giurisprudenza e intende
diventare pubblico ministero, un lavoro che in una città come
Napoli può rivelarsi un’impresa ardua e pericolosa, e anche
se suo padre ha provato a dissuaderla, non c’è stato verso: lei
procede decisa per la sua strada.
Quando si prefigge un obiettivo Cristina fa di tutto per centrarlo.
La famiglia Orsini e la Filangieri si conoscono da prima ancora che

Leo e Cristina nascessero, ed è stato quasi naturale
che il legame dei due ragazzi si trasformasse in amore, come
se il loro fidanzamento fosse scritto nel destino. La notizia del
loro amore fu accolta con grande gioia dalle famiglie. Quindi
che i genitori parlassero già di matrimonio prima ancora dei
due diretti interessati parve scontato.
«Ciao, amore!» Appena entrata in auto Cristina si allunga
verso di lui per stampargli un gran bel bacio sulle labbra.
«Ciao, bellissima!» la saluta subito dopo aver preso fiato.
Leo la chiama così perché è ciò che pensa ogni volta che la
vede. La sua bellezza è qualcosa a cui proprio non sa abituarsi.
«Allora che hai deciso di fare? Dove vogliamo andare?»
«Avevo pensato a una passeggiata sul lungomare!»
«E poi pizza?»
«E poi pizza!» accetta felice la proposta della ragazza, gira
le chiavi nel quadrante e parte tutto spedito.
***
Leonardo e Cristina – I promessi sposi – per gli amici sono
Renzo e Lucia, solo con più soldi. La loro storia, in verità, ha
un trascorso un po’ travagliato. Nata durante una vacanza in
montagna organizzata dalle due famiglie ben nove anni fa.
Leo e Cri si conoscevano già da qualche anno, ma non si erano mai presi.

Non si erano mai frequentati al di fuori dei momenti in cui si

riunivano le due famiglie, e Leo non aveva mai
considerato Cristina diversamente da un’amica. Riteneva
l’eventualità di una relazione tra loro come una conclusione
banale: «La figlia del miglior amico di babbo! Maddai, è una
storia già vista e rivista, non potrebbe mai funzionare!».
Invece, quel week-end bianco smosse qualcosa nell’animo
di Leonardo, e a un tratto, come un velo tolto dai suoi occhi,
iniziò a vederla diversamente e si rese conto di quanto fosse
bella.
Tutto iniziò quando si ritrovarono casualmente da soli. Sugli sci tra una

discesa e l’altra, iniziarono a scambiarsi più di
una semplice battuta, alimentando tra di loro una certa sintonia che nei

giorni a seguire divenne vera amicizia. Cristina
non faceva altro che prenderlo in giro, era un continuo punzecchiarsi,

e questo lo faceva impazzire. Solo quando tutto
stava per terminare, Leonardo si rese conto che la complicità
con Cristina gli sarebbe mancata.
Iniziarono a guardarsi diversamente, e anche a scuola si
cercavano con maggiore assiduità. Capitava sempre più spesso

che Leonardo fosse ansioso di ritornare a lezione solo per
passare del tempo con Cristina. Lui era diventato il suo mio
migliore amico, tanto che lei iniziava a fidarsi ciecamente e
gli raccontava quasi tutto di sé.
Iniziarono a vedersi anche dopo scuola, inizialmente col
pretesto di studiare insieme, ma con il passare dei giorni si
resero conto che quella scusa non reggeva più. Soprattutto gli
amici iniziarono a notare un certo atteggiamento, un parlare
fitto fitto, e qualcuno già ipotizzava di vederli come coppia.
Un anno era trascorso così, si adoravano tanto, ma nessuno
dei due aveva fatto un passo in più oltre l’amicizia, e tutti si
chiedevano cosa stessero aspettando a mettersi insieme.
Ogni volta che gli amici aprivano questo discorso i due erano bravi a sviarlo.
Se in un primo momento era naturale per loro scambiarsi
gesti affettuosi senza imbarazzo, successivamente Leonardo
non fu più capace di abbandonarsi alle tenere carezze della
sua amica Cristina. Era evidente che qualcosa stava cambiando.

L’amicizia iniziava a scricchiolare, finché Leo capì.
Perché l’amore è così, arrivati a un punto si soffre e tu non
riesci più a restare indifferente accanto alla persona che ami,
non ti basta più. La prima reazione è quella di irritazione: diventi

scorbutico e finisci per litigare con la tua amica.
Quando Cristina fece notare a Leo questo cambiamento nei
suoi confronti, lui si arrabbiò moltissimo: non voleva ammetterlo,

e non le parlò per un paio di settimane. Colpito e affondato.
Cristina gli chiese scusa in tutti i modi, poi si stufò.
Accadde che si incontrarono nel corridoio della scuola e
quando lui nemmeno la salutò, Cristina si girò e gli mollò uno
schiaffo davanti a tutti. Se ne pentì un istante dopo, e lo stesso

giorno lo rincorse all’uscita da scuola.
26
«Leo! Leo, aspetta!» Lui fingeva di non sentirla, e continuava ad

andare avanti. «Leo! Ti prego, ascoltami, mi dispiace
tanto, non volevo.»
Niente.
«Leo! Fermati!» Stava urlando, ne era consapevole eppure non le

importava, non voleva perdere per sempre il suo
amico.
Lui si fermò di scatto. Si voltò lentamente e si guardarono
negli occhi. Lei gli corse incontro e lo afferrò forte al polso.
Lui continuava a scrutarla con curiosità, ma gli occhi erano
dolci e lei se ne accorse subito.
«Cosa vuoi da me? Sei venuta a dirmi che sono cambiato ancora,

che non mi riconosci più, che così non ti piaccio?»
«Tu mi piaci moltissimo invece.»
«Lasciami stare, Cri, non posso essere l’amico di cui hai

bisogno, almeno non più.»
A quel punto prese fiato: «Leo, ma che stai dicendo?».
«Niente, lasciami stare!»
Lui le strattonò il braccio nel tentativo di liberarsi il polso e
riprese a camminare, ma lei riuscì a trattenerlo ancora.
«Leo, ti amo!»
«Cosa?» Si voltò a guardarla incredulo, immaginando di
aver capito male le sue parole, forse lei lo stava solo prendendo in giro.
«Dimmi che non stai scherzando?»
«Non sto scherzando!» esclamò lei, perdendo un sospiro.
«No, perché ti amo anch’io, ma avevo paura di dirtelo, di
perderti…»
«Allora sei proprio scemo!» E fu un attimo, senza nemmeno
rendersene conto si ritrovarono abbracciati, labbra su labbra.
***
«Allora presto riprenderai a studiare.»
«Sì, già da lunedì, devo preparare l’ultimo esame e poi la tesi.»
«Hai già qualche idea su cosa farla?»
Il futuro inizia così Altri giorni ancora
27
«Non proprio, stavo pensando a una tesi in diritto penale.»
«Non avevo dubbi!» Le fa l’occhiolino.
«Sì, ma non è ancora sicuro!»
Mano nella mano per via Caracciolo, si confondono tra la folla
di gente che passeggia e bambini che corrono dietro a un pallone.
È piacevole sentire la brezza marina accarezzare la propria pelle

mentre guardano gli artisti di strada. Il consueto Pulcinella lì
all’angolo con Castel dell’Ovo strappa un sorriso a tutti i passanti
e alle coppie innamorate, augura sempre tanto amore dedicando
loro le poesie dei grandi artisti Napoletani: «’A sera quanno ’o sole
se nne trase e dà ’a cunzegne à luna p’ ’a nuttata, lle dice dinto ’a
recchia: “I’ vaco à casa: t’arraccumanno tutt’ ’e ’nnammurate1
”…».
Leo e Cristina si fermano ad ascoltarlo ogni volta, oramai
sono diventati suoi amici, e questo Pulcinella a suo modo gli
augura sempre una buona vita.
Riprendono subito dopo il cammino, Leo ha sempre pensato
che qualcuno lassù ha creato questo posto per gli innamorati
per quanto è romantico. È bello perdersi con la propria amata
in quest’atmosfera fantastica! Al tramonto, poi, diventa tutto
magico con il sole che lascia una lunga scia rossa sull’acqua e
a suo modo addolcisce l’animo.
Lunga è la camminata fino al Maschio Angioino, passando
per Castel dell’Ovo, percorrendo tutta via Caracciolo e giù,
fino a Mergellina. È così che t’innamori!
«Ti va un gelato allo chalet?»
«Ma se dobbiamo mangiare la pizza?»
«Vabbè, ma è ancora presto!»
«Ok, però da lunedì dieta, ultimamente stiamo un pochino
esagerando!»
«Tu dici?» E per scherzo Leo stringe i fianchi sottili di Cristina.

«Hai ragione! Effettivamente mi stai diventando grassottella!» ammette sarcastico.
«Ma che stronzo!» Così con il sorriso stampato sulle labbra
lo spinge via.
1  ’A cunzegna di Totò.
28
In villa comunale si siedono e gustano il gelato, da lontano è
bello stare a guardarli, è come vedere un film d’amore, magari
uno di quelli tratti da un libro di Nicholas Sparks.
Ascoltare le loro risate mette allegria, con il loro modo di
accarezzarsi credi ancora all’amore. Lui che le sistema i capelli

dietro l’orecchio e lei che invece gli stringe forte e gli
strattona simpaticamente una ciocca di capelli sulla fronte.
Sono fatti così, non si prendono sul serio, quasi mai, forse
è proprio questa la ricetta per essere felici in amore, tutto va
vissuto in sintonia e quasi in anonimato.
Ci sono delle coppie che fanno di tutto per apparire e ci
sono quelle che silenziosamente si chiudono in un mondo
tutto loro, vivendolo appieno. Le prime sono quelle che durano

relativamente poco, il tempo di un fuoco che diventa cenere;

le seconde invece fanno scorrere la propria storia come
acqua in un fiume che corre verso un futuro insieme.

29 giugno 2018

Aggiornamento

Si parla di Altri Giorni Ancora anche sul periodico VALLE DI SUESSOLA ...il sogno si alimenta anche così...
26 giugno 2018

Aggiornamento

E' successo OGGI, che ALTRI GIORNI ANCORA ha superato quota 100 preordini, siamo precisamente a 104 PREORDINI e mancano ancora 59 giorni ... Tutto QUESTO è stato raggiunto in soli 41 Giorni !!! Io penso che sia una cosa PAZZESCA ed è successo SOLO GRAZIE A VOI MIEI CARI SOSTENITORI a chi ha con Me ha sposato un sogno, a chi ogni giorno gli dedica un pensiero.... SIETE LA PARTE PIÙ BELLA ... GRAZIE DI VERO CUORE MI STATE REGALANDO UN SONO !
26 giugno 2018

Aggiornamento

Domani dalle ore 20:00 alle ore 23:30, sarò presente alla serata di beneficenza, raccolta fondi campo estivo 2018, organizzata da Sentieri Nuovi - Associazione di Volontariato ONLUS - dove parlerò di Altri Giorni Ancora e cosa che con immenso piacere farò sarà quello di DONARE all'Associazione il mio guadagno autore della serata, per ogni libro che avrò modo di riuscire a far ordinare.
Sarà per me qualcosa di speciale riuscire a contribuire in qualche modo magari seppur in minima parte alla raccolta.
Vi Aspetto.
17 giugno 2018

Evento

Cortile Basilicata via Roma 236 - Fraz. Pie D'Arienzo c/o Chiesa Sant'Agnese, San Felice a Cancello ( Caserta ) Domenica 17/06/2018 alle ore 10:00 avrò modo di partecipare ad un Salotto Letterario - INsieme - Libri in mostra ( e scrittori al seguito) - sarà l'occasione giusta per parlare dal vivo con amici lettori e anche colleghi autori di ALTRI GIORNI ANCORA ed è solo la prima tappa di un percorso che dovrebbe aiutarmi a realizzare il mio sogno!

Commenti

  1. vale.sgroi

    Un libro così profondo che mi ha davvero parlato al cuore. Una trama che mi ha colpito molto vedendomi riflessa nella storia di due ragazzi che stanno insieme dal liceo, come me, e quindi la curiosità di scoprire come si sarebbe comportati i due protagonisti mi ha davvero fatto leggere il libro immedesimandomi completamente nei personaggi. Il finale mi ha straziato e fatto commuovere tantissimo e non mi capita sempre e ringrazio Mario per essere riuscito ad arrivare facendomi provare sensazioni ed emozioni meravigliose! Compratelo!

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Mario Bergamo
Mario Bergamo, nato a San Felice a Cancello (Caserta) nel 1985, si diploma come Tecnico Commerciale e ora lavora come gioielliere presso l’attività di famiglia. Nel 2105 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Sognando New York (2015), ispirato dall’omonima pagina Facebook che l’autore gestisce e amministra. Altri giorni ancora è il suo secondo romanzo.
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