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Il bambino della carrozza numero nove

Il bambino della carrozza numero nove

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Dicembre 2021
Bozze disponibili

E’ un racconto breve, ma semplice, autentico e spensierato, proprio come un bambino. E’ una storia per bambini, ma anche per adulti, in cui gli attori principali sono il signor Pai e il piccolo Jimmy che si incontrano su un treno e nello specifico, sulla carrozza numero nove: il primo è un adulto in viaggio per diletto, il secondo è il figlio del macchinista. Tra i due nasce un fitto dialogo, colmo di ricordi e di aneddoti, anche divertenti. Jimmy racconterà al signor Pai, l’incontro avuto sul treno con 5 adulti: c’è il signor Barbalunga, un maestro, alla scoperta del mondo; c’è Paola, una ragazza che non si separa mai dalla sua dolce cagnolina Clarabella; poi c’è Andrea, un ragazzo in fuga dal suo passato; ci sono Gianni, Ginevra e il loro gattino Tiro e infine c’è un musicista, Momo. Le tematiche affrontate sono diverse: dall’amore alla musica, dalla solitudine alla paura, dall’altruismo alla diffidenza.

Perché ho scritto questo libro?

Ho avuto sempre voglia e desiderio di scrivere un libro e 6 anni fa per la prima volta, lessi Il Piccolo Principe. Ebbi una specie di folgorazione: volevo scrivere qualcosa di simile, una sorta di rivisitazione, di omaggio e così mi sono messo all’opera. Ho scelto di condire lo scritto con qualche riferimento al mio vissuto e a temi emersi dai libri che ho letto in questi ultimi anni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Avete presente quando siete coscienti di non saper fare qualcosa? Bene, io non so fare le dediche e neanche le fotografie (ci sono tante altre cose che non so fare, ma voglio evitare dediche interminabili). Quindi, consa- pevole del fatto di aver scritto queste righe in modo sbagliato (cosa c’entrano le fotografie?) vi chiedo scu- sa. Vi confesso che ho passato diversi giorni a pensare cosa scrivere e a chi dedicare questo libro: a me stesso? Alla famiglia? Ai parenti? Alla persona amata? Ai nemici? Agli sconosciuti? Al mio cane? Al mare? Alla pizza? Alla birra? Alle stelle? E per andare sul sicuro, ho scelto di dedicare questo libro al mondo intero: ai sassi, alle foglie secche di ottobre, al vento, alle api, ai gatti, agli animali della giungla, ai pollini, alla sabbia, ai nonni, ai bambini, alle persone che non ci sono più e a quelle che verranno, alle carezze, agli abbracci, ai sorrisi, alle lacrime, alle ansie, alla musica, al coraggio, al buon senso, alle paure, alla rabbia, alla solitudine, al presente . In pratica ho scelto di dedicare questo libro a qualsiasi cosa voi vogliate ed è stata una mossa un po’ meschina, perché alla fine ho assegnato questo compito a voi. Chiedo scusa una seconda volta e anche una terza, visto che mi ero ripromesso di essere sintetico e non l’ho fatto.

Ah già: non dimenticatevi di prendere il biglietto!

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Andromeda

– Signore, signore! Siamo alla fine della corsa, si svegli!

– Che cosa?

Stropicciai gli occhi e mi guardai intorno: avevo dolore alla testa, come fossi nel bel mezzo dei postumi di una sbor- nia, ero completamente frastornato.

– Dove siamo?

– Come dice? La prego di scendere signore, siamo alla fine della corsa.

2021-06-09

Aggiornamento

Ciao a tutti e grazie. Grazie perché insieme siamo riusciti ad arrivare al tanto sperato e sognato goal, dei 200 pre-ordini. Grazie a questo traguardo, il mio libro sarà pubblicato alla fine del 2021. La campagna di crowdfunding non è ancora finita: più pre-ordini riuscirò a raccogliere e più vantaggi riuscirò ad avere nella promozione del libro. La chiave è una sola: il passaparola. E il passaparola ha bisogno di tutti noi. Grazie di cuore

Commenti

  1. Valentina Pucci

    È una di quelle storie da leggere al bambino che c’è in noi, per ricordarci di guardare le stelle.

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Gian Piero Marchisella
Sono nato a Pesaro il... nah, lasciamo perdere le solite asettiche biografie. Non sarebbe più interessante e divertente leggere dietro a un libro, una cosa del tipo: da piccolo odiavo leggere e scrivere, infatti alle elementari andavo a ripetizioni di italiano? Credo di sì. Poi alle medie qualcosa cambiò e partecipai con un mio amico, ad un concorso letterario a livello nazionale, di racconti gialli: arrivammo tra i primi 10. Al liceo migliorai ulteriormente: nei temi me la cavavo benone e in filosofia e storia, andavo meglio nelle verifiche scritte, che nelle interrogazioni. La lettura era ancora solo una conoscente. All'Università avvenne la svolta: la necessità di leggere e studiare libri su libri, mi portò a riconsiderare la lettura e le sue mille sfaccettature e diventai un lettore incallito e lo sono tuttora: ho la casa piena di libri e non so più dove metterli.
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