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Margot non poteva immaginare che quel semplice giro nelle segrete del Colosseo le avrebbe cambiato per sempre la vita. Non poteva immaginare che lei e il suo amico Daniel, a causa di un’anomalia gravitazionale, avrebbero viaggiato quarant’anni anni avanti nel tempo e che si sarebbero ritrovati in un mondo post-apocalittico devastato da un virus. Un mondo in cui l’Italia non esiste più e l’Europa è uno stato di polizia, nel quale giustizia e umanità sono solo lontani ricordi. Attraverso peripezie e disavventure, ma anche amori e nuovi amicizie, ai due ragazzi toccherà l’arduo compito di riuscire a tornare nel presente e salvare l’umanità da un destino terribile.

CAPITOLO UNO

Margot si godeva gli ultimi raggi del tiepido sole d’aprile dalla finestra della sua camera da letto ascoltando Mai più come te di Claudio Baglioni e riflettendo pensierosa sulla sua situazione sentimentale. Quel giorno non c’erano nuvole e il cielo rossastro faceva da cornice ai palazzi decadenti di Roma.In quella che in America viene definita golden hour, anche gli edifici più brutti acquistano un qualcosa di magico e misterioso. Tuttavia, Margot non avvertì quell’effetto. Da quando era stata lasciata dal ragazzo, infatti, non riusciva più a godersi la vita con la semplicità che, da sempre, l’aveva contraddistinta. Era come se tutt’a un tratto il mondo fosse diventato un luogo più triste e grigio. Come se qualcuno avesse improvvisamente tolto il filtro di Instagram e tutto apparisse come è in realtà.

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Margot, abituata da sempre alla razionalità, sapeva che avrebbe superato quel momento e che tutto sarebbe tornato normale, ma, allo stesso tempo, non poteva proprio evitare di crogiolarsi nella tristezza ascoltando musica deprimente e lasciando che le emozioni prendessero il sopravvento. Il vero problema, però, era un altro: non riusciva più a studiare e, a breve, avrebbe dovuto affrontare un difficilissimo esonero in Teoria e storia dell’arte contemporanea. Erano passati ormai già due mesi dal giorno in cui Luca, di punto in bianco, dopo ben tre felici anni di relazione, le aveva detto davanti a un gelato le famose parole “Dobbiamo parlare”. Inizialmente Margot non si era preoccupata, anche se fin da subito aveva avvertito uno strano brivido percorrerle la nuca. Quelle parole – non si sa perché – mettono paura ai maschi, di solito. Forse non è nulla di grave, sei la solita paranoica, si era detta.
E invece no, la faccenda era seria eccome. Lo aveva capito prima ancora che lui aprisse bocca, avendo notato il suo repentino cambio di colorito. In pochi secondi era passato dal rosa candido al rosso peperone. Era chiaro che fosse in imbarazzo per ciò che stava per dire.«Ecco, sai… forse è il caso di prenderci una pausa» le aveva detto Luca. «Perché?» aveva domandato lei mentre gli occhi si riempivano di calde lacrime. «Io… credo… di non amarti più.» Lo aveva detto con imbarazzo, ma senza preoccuparsi delle ferite che avrebbero causato quelle parole buttate lì, così brutalmente. Come se il suo unico obiettivo fosse vuotare il sacco. Non importava come e a quale prezzo. Doveva solo riuscire a lasciarla. «C’è un’altra, vero?» aveva chiesto, conoscendo già la risposta. «Cosa cambia, Margot?» «Tutto» aveva risposto, non riuscendo più a trattenere le lacrime che ormai cadevano copiose sul suo gelato alla fragola. «Io… non lo so. Non ancora almeno. Ho conosciuto una persona e l’ho sentita per un po’, ma ancora non c’è stato niente.» «Sei una merda» aveva detto lei prima di voltargli le spalle per sempre e andarsene per la sua strada.
Inizialmente reagì bene e per un po’ non pensò affatto a quello stronzo di Luca. Aveva l’animo di una sognatrice, ma non aveva mai creduto fino in fondo che l’amore fosse quello interpretato dai cantanti e descritto dai poeti. Credeva nell’attrazione fisica e nello stare bene con una persona, e quelle esigenze erano soddisfatte in modo sufficiente dal suo – oramai – ex ragazzo. Si dice, però, che ci si affeziona anche a un pesce rosso… e lei a quel pesce rosso si era affezionata eccome. Forse non lo aveva mai realmente amato, ma di sicuro gli aveva voluto un gran bene. Così, dopo poco tempo, le iniziarono a mancare le cose più banali: il buongiorno, i caffè all’università, i pomeriggi passati insieme a studiare e molti altri piccoli gesti ai quali era profondamente abituata. Nonostante sentisse forte dentro di sé l’obbligo di reagire, non po-teva fare a meno di farsi prendere dalla malinconia ogni volta che pensava a lui.
La suoneria dello smartphone la distolse dai soliti cupi pensieri. Era Giulia, la sua migliore amica. «Che vuoi?» le rispose seccata. «Si risponde così alla tua migliore amica? Non starai mica pensando a tu-sai-chi mangiando di nuovo chili di gelato, spero!» esclamò Giulia.«No, macché» mentì «È solo che stavo finendo di studiare e ho dovuto interrompere.» «Va bene, va bene, facciamo che ti credo» disse Giulia. «Domani che hai da fare?» «La mattina ho lezione all’università, poi dovrei studiare… in teoria.»«Ok… che ne dici di saltare le lezioni?» «Non ci penso proprio» rispose Margot. «Perché mai dovrei farlo?» «Per prima cosa perché sono io a chiedertelo…» «Argomento non sufficiente» replicò lei sorridendo. «Ok. Seconda ragione: mi ha telefonato Daniel. Vorrebbe portarci a visitare il Colosseo domani e…»«E?»«… porta un suo amico!» Ecco spiegata l’euforia di Giulia: Daniel.

2020-11-23

Aggiornamento

Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo raggiunto le 200 copie necessarie per la pubblicazione del mio primo romanzo in meno di un mese! Non sono mai stato bravo nei ringraziamenti, ma questa volta sono dovuti. Avete creduto in me e, soprattutto, nel mio progetto e per questo sono e vi sarò per sempre grato. Se Cerberus verrà pubblicato nelle librerie di tutta Italia sappiate che sarà solo merito vostro. Vi anticipo, però, che non è ancora il momento di sederci sugli allori perché da ora si corre per l’overgoal: abbiamo un ulteriore mese di tempo per riuscire a raggiungere prima le 250 e poi le 350 copie. Si tratta di due ulteriori goal che garantirebbero maggiore visibilità e pubblicità al mio romanzo. Conto su di voi amici miei e dal profondo del cuore, vi dico grazie ❤️

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Lettura molto originale!! Scorrevole, attuale piena di colpi di scena e momenti di suspance. Ho amato il linguaggio semplice ma non banale, pieno di dettagli e descrizioni. Lo consiglio a tutti. Divorato in 3 giorni!

  2. (proprietario verificato)

    Libro molto bello e interessante. Devo dire che scorre molto bene e non c’è stato mai un momento in cui ho pensato “mah, che palle…”.
    La storia è avvincente, ambientata in una Roma che fa da cornice perfetta alla storia che mai come adesso è attuale e “possibile”.
    Attendo con ansia il seguito e intanto faccio i complimenti all’autore.

  3. (proprietario verificato)

    Una narrazione fluida che sostiene una storia non priva di colpi di scena che fa desiderare di andare avanti nella lettura! Bella la prima prova di questo scittore!!! Adesso attendo con ansia il sequel 👏bravo bravo

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Alessandro Terracina
nasce a Roma il 21 dicembre del 1989. Si laurea in Giurisprudenza e dopo la pratica forense si trasferisce a Miami, dove trascorre uno dei periodi più belli della sua vita. La famiglia, gli amici e il forte legame con Roma lo spingono a tornare. Oggi svolge felicemente la professione di avvocato penalista, che coniuga ai suoi interessi: la scrittura, i viaggi, il calcio, lo sci e la pesca.
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