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Fenix e la Chiave di Moses - Il torneo di Hûn

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Fenix, giovane figlia di Adham, per metà umana e per metà elfa, ha passato gli ultimi tre mesi della sua vita a Miriël, lontana da casa e da sua madre. Lì ha potuto frequentare i Giardini, la scuola elfica per eccellenza, e conoscere alcuni dei figli di Minhar che popolano Ethernity, la capitale degli elfi. I tre giorni di licenza a casa provano però Fenix nell’animo: è venuta a conoscenza di una triste verità riguardante suo padre e l’amicizia con Andrew ha preso un taglio decisamente inaspettato. Con il cuore in subbuglio, la Ragazza di Luna torna ai Giardini sempre più decisa a scoprire chi sia il suo tutore. La luminosa capitale degli elfi, però, sta per essere inghiottita da un’oscurità proveniente da un sanguinoso passato, e i Corvi, seguaci del crudele Tragokadon, si stanno adoperando per farle strada. Inoltre, le insidiose prove del Torneo di Hûn si avvicinano, e Fenix ha deciso di parteciparvi, sicura del supporto dei suoi amici. Ma se si sbagliasse? Perché nulla è ciò che sembra…

PROLOGO

Bentornato, giovane amico mio. Io ti sento. Ora siedi e porta pazienza, perché, alle volte, la fine di qualcosa è solo un nuovo inizio. È in quell’attimo in cui tutto sembra perdersi e in quell’istante in cui tutto ci appare ovvio e chiaro, è proprio lì che si cela il primo passo dell’avventura che siamo destinati a percorrere. E che tu appartenga ad Adham, principe degli uomini, o a Minhar, padre di tutti gli elfi, oppure a Salomone, re degli stregoni, non ha importanza, poiché, in fin dei conti, siamo noi a decidere chi siamo veramente.

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Mentre le tre lune sorelle sorridevano su Miriël, il ripetersi della storia ebbe così inizio. E se sei arrivato sino a qui, giovane abitante di Gea, vuol dire che hai ascoltato le mie parole, che il Grande Albero ha spalancato le sue porte e che con solamente la tua Chiave di Thuta in mano hai varcato le soglie dei Giardini, incendiando il tuo Lapis Vitae al mio cospetto, perché io sono l’Oracolo di Miriël e ti ho già condotto al tuo Vero Io. Lascia che ti bisbigli le mie paure e che ti confidi i miei segreti più oscuri, perché orecchie attente hanno già sentito l’impercettibile, e se ora ti trovi qui, vicino a me, tu sei una di quelle rare persone che sanno ascoltare col cuore. Hai mai notato, come ciò che è davvero importante non abbia né forma né colore?
Ed è da qui che oggi voglio cominciare il mio racconto. Mentre i figli di Salomone osservavano impotenti la rovina affliggersi sul proprio popolo, privati delle fiamme del Candelabro della Vita Eterna, e mentre i discendenti di Minhar vedevano il più bello dei loro figli trasformarsi in un mostro, la fine divenne inizio. Ci sono cose, però, che non si possono guardare, che si possono solo sentire, assaporare e odorare e che solo l’amicizia è capace di farti cogliere. Perché, dove uno era cieco, l’altro avrebbe visto e in questo confidavano i Sette: Curuffin, Primo tra i Re; Elwing, Figlia del Vento; Elros, Soldato della Terra; Amras, Custode del Fuoco; Hidril, Padrone delle Onde; Valhen, saggia e amante della conoscenza; Methastyris, condottiera coraggiosa. Eppure, anche se il cuore percepisce, la mente, molte volte, allontana. Se solo Elwing avesse chiuso i suoi occhi, allungando le dita e afferrando ciò che la sua anima desiderava, tutto non avrebbe avuto inizio e nulla sarebbe successo. E se lei avesse baciato quella paura, se solo avesse avuto il coraggio di trasformare il terrore in amore, Tragokadon non sarebbe nato dalla carne del più bello tra i figli di Minhar, cercando la sua vendetta, avvolto da un sentimento bugiardo e misero.
Le nostre paure accecano gli occhi e assordano il cuore, e quando non si può più né vedere e né ascoltare, si finisce con il brancolare nel buio più oscuro e freddo, trascinando con sé chi, con amore, è disposto a seguirci finanche nell’oscurità più terrificante e orribile. Giovane abitante di Gea, lascia che ti dia un consiglio, un altro: non permettere alla tua paura più grande di renderti immobile, ma abbraccia ciò che ti spaventa, poiché è ciò che ti accompagna da tutta una vita. Quando si tramuta ciò che più si teme in forza, si diventa liberi, per davvero. E, alla fine, ciò che sembra l’arrivo diventa il punto di partenza, ed è proprio lì dove il tempo prende la forma di un serpente che, vorace, si morde la coda. Ora, impavido figlio di Adham, schierati al mio fianco e afferra il tuo coraggio a due mani, perché questa sarà una lunga battaglia e tu ne farai parte. Che il tuo Lapis s’incendi, che il tuo Anima Viribus si agiti e che il peggiore dei tuoi incubi ti permetta di riemergere dalle gelide acque di Lucern. Se non sai da dove cominciare, guarda indietro, poiché il passato ci ha già raccontato tutto. Perché, alle volte, non vi è inizio più giusto che la fine.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Fenix e la chiave di Thuta – il torneo di Hûn (recensione)
    Se Fenix e la chiave di Thuta risulta un volume introduttivo, che getta le basi per un lungo viaggio da fare insieme, ne “il torneo di Hûn” si inizia a snodare l’azione vera e propria.

    Abbiamo modo di conoscere meglio Fenix, scoprire così una nuova forza nascosta, con l’ingenuità che la caratterizza nel primo volume, e con una determinazione fuori dal normale, nel momento in cui si trova in difficoltà e viene messa davanti ad una delle sfide più difficili della propria vita, arrivando anche a rischiarla in più momenti.

    Tra gli aspetti che ho apprezzato di più c’è sicuramente lo sviluppo della trama, in quanto Mariella è riuscita a creare intrecci pazzeschi, e mi ha lasciata completamente sconvolta nell’epilogo, quando molti tasselli sono andati al loro posto, e altri invece si sono presentati: la bravura di Mariella sta nel creare sempre nuove domande e dare nuovi indizi, seppur centellinati e ad uno sguardo poco attento risultano quasi impercettibili.

    L’altro aspetto che mi ha stregata è stato poter scoprire qualcosa di più su Lyght, Ithan e Lilith: tre personaggi con tantissimo potenziale, che vivono dei tormenti interiori non da poco. Da un lato abbiamo Lyght, il principe cadetto, che si trova a dover mettere in dubbio tutto ciò che ha sempre creduto fosse giusto; Ithan, il futuro re, che scopriamo avere un affetto particolare per il fratello e che più di ogni altra cosa brama il creare un immagine che si allontani quanto più possibile da quella del padre; e infine la bellissima, forte e spietata Lilith, che soffre per amore ma rimane fedele al suo ruolo, di regina consorte in primis, e poi di migliore amica per Lyght.

    Anche con questo volume ho divorato pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo: sentivo il bisogno di sapere di più, di avere qualche indizio che andasse a completare il puzzle di Fenix, qualche altro momento romantico per la mia coppia preferita… e sono arrivata all’epilogo senza rendermene conto.

    Non posso che consigliare a gran voce questo romanzo, perché finalmente entra nel vivo della storia e rivela quello che è il potenziale della scrittura di Mariella

  2. (proprietario verificato)

    Il ritorno ad Ethernity è stato per me un momento magico: reincontrare dei personaggi che conosco da alcuni mesi e scoprire come si stanno dipanando le loro vite equivale quasi alla sensazione che si prova reincontrando i propri amici dopo le vacanze estive. Ogni personaggio ha un’evoluzione, chi in positivo (Ithan non lo sopportavo ed ora sono una sua grande sostenitrice), chi in negativo (per esempio Andrew che era il mio amore ed ora sono profondamente in collera con lui). Anche quelli di cui ancora non mi era ben chiaro il carattere si evolvono, ed anche in questo volume Mariella lascia spazio a caratterizzare tutti al meglio, compresi i personaggi secondari.
    Per quanto riguarda la trama, non mancano i colpi di scena, anche se ero riuscita ad indovinare parte del finale, mentre l’epilogo ti apre gli occhi su una storia tutta nuova di cui non vedo l’ora di sapere di più.
    Anche l’ambientazione è descritta con maestria, come già prometteva il primo volume, facendoti sentire la fatica, il caldo, il freddo ed il sudore dei personaggi quasi sulla tua pelle.
    Insomma, un ottimo romanzo anche senza editing, che merita sicuramente di vedere la luce!

  3. francesca.romana.26.01

    Fenix e la chiave di Thuta – il torneo di Hûn (recensione)
    “Non permettere alla tua paura più grande di renderti immobile, ma abbraccia ciò che ti spaventa poiché è ciò che ti accompagna da tutta una vita. Perché quando si tramuta ciò che più si teme in forza, si diventa liberi, liberi davvero.”

    Il libro si apre con un prologo in grado di lasciare senza parole (è disponibile in anteprima nel sito della bookabook insieme al capitolo 1), molto profondo e davvero non riuscivo a smettere di leggere. Una volta finito l’ho riletto da capo per metabolizzare tutte le parole per bene, davvero affascinante. Non so esattamente quante frasi ho evidenziato con il kobo, ma davvero tante e mi hanno fatto riflettere molto. Questo libro mi ha salvata, in tanti piccoli modi.
    Nel primo libro avevo difficoltà a ricordare i nomi dei personaggi, sono tutti diversi tra loro (i nomi non italiani inoltre mi mandano in confusione) perciò non riuscivo subito a collegarli al viso del personaggio. In questa seconda parte, invece, non ho avuto nessuna difficoltà di questo genere. La banda colorata ora mi è del tutto chiara.
    Ho trovato questo secondo libro molto più dinamico e coinvolgente, soprattutto per l’approfondimento di un altro personaggio, quello di Lilith. Perchè da come ho capito ogni libro sarà dal punto di vista di un altro personaggio insieme a Fenix.

    La protagonista, la giovane figlia di Adham, ha la capacità di farmi arrabbire come nessun altro. In tutte le situazioni sembra fuori dal mondo, non sa mai cosa accade intorno a lei e mi verrebbe voglia di urlarle “Amica svegliati! Informati di più su Miriël, perchè la storia è dal tuo punto di vista e io vorrei capire!” è costantemente confusa e distratta nonostante nel libro dimostra a tratti di essere determinata. Spero di vedere una evoluzione in questo personaggio, senza stravolgerla troppo.

    Come possiamo capire dal titolo del libro la storia gira intorno al torneo di Hun, di cui lo svolgimento non avviene subito nei primi capitoli. Fa da sfondo alle tante avventure dei personaggi: ho letto con estrema attenzione tutte le vicende per creare teorie, e quest’ultime mi stanno mandando fuori di testa.

    Arrivata alle ultime pagine del libro non volevo terminarlo, cercavo di tirare sempre più in là il finale ma non ci sono riuscita. Non vedo l’ora di leggere il terzo libro, perciò ora cercherò di tutti i modi di aiutare M. E. Loi per andare avanti con la campagna.

    Vedere crescere Fenix è davvero qualcosa di speciale, piano piano sta raggiungendo traguardi molti importanti e io ne sono davvero felice!

  4. CARA Mariella, al più presto acquisterò il tuo libro e al suo arrivo, farò una bellissima recensione per te, che sei speciale per me❤️

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M. E. Loi
classe 1989, nata a Glarus, in Svizzera, da mamma sarda e papà romano. Cresciuta in Friuli Venzia Giulia e ora ricercatrice medica in Germania. Da sempre appassionata di classici inglesi, Fenix e la chiave di Moses è il suo secondo libro, dopo Fenix e la chiave di Thuta (bookabook, 2020).
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