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Gli Imperi di Gurdul - I Sentieri del Mutamento

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A seguito di un incidente, Paolo si trova catapultato nel mondo di Gurdul, nei panni di Neruc, figlio del valoroso Merusim, morto per la libertà di tutti i popoli. Uno spirito guida, Ghan, lo introduce alla prova da affrontare per poter ritornare a casa. Gurdul è dilaniata da un’annosa guerra: l’impero garunco, acerrimo nemico, sta avendo la meglio e la resistenza vacilla. L’unica speranza è un’antica profezia, riferita a sette prescelti di cui Neruc fa parte.
Con i sei compagni, Neruc si trova a compiere un lungo e insidioso viaggio. Forze ostili tramano nell’ombra, minacciando la sua vita e quella degli altri prescelti; un nemico assetato di potere vuole privare l’umanità della scintilla divina e soffocarla nell’ignoranza.

Prefazione
In questo romanzo, ricco di suggestione e di insegnamenti, all’apparenza fantasy ma che cela una dimenticata realtà, io mi sono ritrovato. Alla fine di tutte le vicende della nostra esistenza, della nostra vita, ciò che conta davvero è terminarla con il cuore fanciullo. Victor Hugo lo scriveva e lo sentiva, così come Neruc alla fine vi si rispecchierà. Avere un cuore fanciullo significa essere coscienti della propria spontaneità, ingenuità e voglia di scoprire il mondo. Il lettore dovrà essere sempre attento e non abbassare mai la guardia perché rischierà di perdere passaggi meravigliosi e impalpabili ma dal profondo significato.
Ogni personaggio è sapientemente collocato nella composizione del mosaico e rappresenta un aspetto della nostra natura. Così come un segreto non può essere custodito che da un corvo, così i signori delle stelle, gli stalalder, sono i nemici nascosti. H.P. Blavastky disse che le stelle altro non sono che gli abiti mortali degli dei immortali, e quindi non sono forse la nostra ricerca di eternità che giace nel più profondo del nostro animo? Armatevi di bloc-notes e appunti per segnarvi le frasi più potenti e gli spunti per vivere meglio su questa terra, che altro non è che lo specchio in cui si riflette Gurdul. Continua a leggere
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L’universo è il nostro sogno della consapevolezza infinita e in questo sogno nasce il senso dell’ego e la fantasia che esistano degli altri. Ma tutti questi altri non sono che oggetti di sogno. Nell’intricata gerarchia della creazione, tutto è insperabilmente uno. Un antico detto indiano recita: “Tutto questo vano affaccendarsi a studiare, quando tutto ciò che dovreste fare è ricordare”. E ricordare che cosa? La nostra vera natura.
L’universo fluisce e gioca attraverso di noi su molte frequenze diverse simultaneamente e, negli Imperi di Gurdul, è ciò che accade. In fondo, ogni singolo personaggio è una parte di noi. Tutti vorremmo essere solo Crenadin, guerriero ed eroe, ma non potremo mai essere solamente lui poiché la nostra esistenza è posata su un mondo governato dalla dualità e pertanto dovremo essere sufficientemente onesti e umili da riconoscere in noi quale altra maschera negativa alberga. Se sei uno dei sekhert, saprai perché le emozioni a volte ti ingannano, se sei Zamarak potrà essere il tuo alibi per giustificare il tuo agire nell’egoismo. Attraverso i protagonisti del romanzo, la tua vita prenderà un nuovo significato perché nessun problema su questo mondo può essere risolto affrontandolo a livello del problema, ma non esiste problema che non possa essere risolto affrontandolo a livello dello spirito.
Dunque, andate oltre il mondo dell’illusione e della fantasia e la vostra maschera delle apparenze cadrà. Vi eleverete al di sopra del problema stesso e così ne creerete la soluzione.
Buon viaggio negli imperi di Gurdul. Dopo, sarà molto difficile dimenticarli.

Marco Cesati Cassin,
ricercatore e scrittore sul destino dell’essere umano

Antefatto
Se voglio, posso richiamare a comando quella breccia di energia, sospesa tra spazio e tempo, nell’archivio delle mie memorie.
La sento come una bolla alla radice del naso, fluttuante in mezzo agli occhi. È una sensazione che mi suggerisce ogni volta qualcosa di vago, dai contorni evanescenti… eppure di conosciuto, familiare, antico.
So che anche tu, a tuo modo, sei venuto a contatto con questa sensazione, forse collocata in punti del corpo differenti. Ha a che fare con la vita, con la morte, con l’inspirazione e con l’espirazione: il grande respiro del tutto che ci circonda e ci compenetra e al quale è impossibile non appartenere. Magari leggendo questa mia descrizione, oppure leggendo l’esperienza racchiusa in queste pagine, potresti volontariamente o involontariamente rievocarla!
Ogni volta che ti immergerai in quella sensazione, sarà il segno che, dietro il velo delle cose apparenti, il nostro punto di contatto più vero rimane preservato. In quel luogo senza inizio e senza coordinate, ma che pure esiste “da qualche parte” e “da sempre” per tutti gli esseri dotati di consapevolezza, noi siamo integri, siamo la stessa essenza, siamo una cosa sola.
Forse ti chiederai cosa possa avere a che fare questa premessa con la storia che sto per raccontarti: tieni vive le tue domande, lascia che ogni dubbio si insinui fino a rosicchiare le ossa delle tue certezze e d’un tratto, frase dopo frase, le risposte affioreranno.
Quanto a me, non aspettare che sia io a rivelarti chissà quali verità! “Qui” svolgo solo il ruolo di narratore e osservatore di un’avventura.
Partirò inoltrandomi nelle più aride e desolate regioni della mente: laddove la volontà è messa strenuamente alla prova e dove ciascuno sconta i propri difetti peggiori, si scontra con i demoni più oscuri, oppure scopre le sue qualità più brillanti, rivela gli angeli più luminosi.
Tra le roventi sabbie rosate di un uno striminzito accampamento, per l’appunto, sopraggiunge la figura longilinea che getta il primo sguardo sulla nostra vicenda…
«Signore!» gridò.
Era armato di una lancia. Dai gesti lasciava trapelare un concitato affanno. «Sono qui per via di… quel giovane!»
Lo sciamano afferrò le braccia dell’uomo appena arrivato. Lo guardò solcandone con la vista i lineamenti color caffellatte.
«Parla, guerriero» lo esortò con apprensione.
«Il giovane… è sparito!»
«Sparito?!» Scinoon aggrottò le sopracciglia. «Che significa?»
«Era… nella sua tenda» spiegò balbettando l’altro. «Facevo la guardia fuori, con una decina di soldati… poi abbiamo sentito rumori sospetti…»
«E dunque?!»
«Siamo entrati a dare un’occhiata…»
Lo sciamano fece un cenno col capo e spalancò le palpebre.
«Non c’era più» proseguì il guerriero.
«Per tutti gli spiriti! L’avete cercato?»
«Ovunque.»
Scinoon lo lasciò di colpo.
«Non ci voleva! Tra non molto saremo nei guai: l’isola è in pericolo! Ci rimane poco tempo… dobbiamo intensificare immediatamente le ricerche. Organizza una squadra per la ricognizione!»
«Come volete, mio signore!» L’uomo accennò un inchino e si apprestò ad andare.
«Mi raccomando» aggiunse lo sciamano protendendo una mano. «La vita di quel ragazzo è troppo importante. Dobbiamo trovarlo e ricondurlo in città sano e salvo, prima che i corni inizino a cantare…»
Il soldato annuì. Si allontanò a passo svelto.
Scinoon concluse i suoi pensieri fissando solitario le dune del deserto.
Sono in gioco le sorti del mondo intero… In momenti di criticità, come quello che si approssima, persino le scelte di una manciata di individui possono fare la differenza…

28 marzo 2019

Aggiornamento

A Radio Lombardia si parla di Gli Imperi di Gurdul - I Sentieri del Mutamento
https://www.facebook.com/livesocialradiolombardia/videos/272538010325458/ 
13 marzo 2019

Aggiornamento

Blogcq24 parla di Gli Imperi di Gurdul - I Sentieri del mutamento a questo link.
14 marzo 2019

Aggiornamento

Gli Imperi di Gurdul - I Sentieri del mutamento su LeccoNotizie.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Fin dalla prime pagine si rimane intrappolati nella magia dui questo fantasy dai molteplici livelli di lettura. Non vedo l’ora di scoprire il resto.

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Marco Tarallo
Nato nel 1980 con un bagaglio traboccante che fin da piccolo ha urgenza di esprimere. Inizia per gioco, con i fratelli, la creazione di un mondo parallelo: situazioni e personaggi fantastici prendono forma e colorano la sua personalità di sfumature originali. La vita tra i banchi non è semplice: la predisposizione introspettiva arricchisce l'interiorità di Marco, ma al tempo stesso sfavorisce l'incontro con l'universo “altro”.
Scrivere diviene una risorsa spontanea, un ponte riconciliante capace di veicolare all'esterno sensazioni, pensieri ed emozioni. Lo slancio verso l'altro lo induce, in seguito, a laurearsi in fisioterapia, a lavorare come operatore olistico e a interessarsi di antichi percorsi di saggezza.
Quando il mondo fantasy del bimbo incontra la Medicina Cinese, l'I Ching, lo Zen, l'Alchimia e l'Astrologia, la stesura de “Gli Imperi di Gurdul” diviene un richiamo inesorabile.
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