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I Dominatori dell'Aldilà

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E se la morte non fosse ineluttabile? E se nella storia dell’uomo fossero esistite persone in grado di prevedere ed evitare la fine delle altre?
Una sera di aprile, Alessandro incrocia una tetra figura al seguito di una donna, una figura che non si può non riconoscere: la Morte. Da quel momento nulla è più come prima nella sua vita e con stupore entra a far parte dei Dominatori dell’Aldilà, un gruppo di uomini in grado di vedere la Morte e riuscire a prevenirla. Legati a doppio filo alla Chiesa di Roma, i Dominatori sono nati nel XV secolo, quando un losco personaggio ha stretto un accordo con Papa Alessandro VI, cambiando il corso della Storia senza mai apparire nei libri.

Oggi, però, la fuga di uno dei loro più importanti segreti minaccia la loro sopravvivenza, costringendo Alessandro e i Dominatori ad affrontare vecchi misteri e nuovi nemici.

PARTE I – I DOMINATORI

Milano, aprile 2019

Quando la vide non credette ai propri occhi. Era perfettamente sobrio, ma dietro a quella donna che camminava con passo veloce verso di lui, si stagliava una figura vestita di nero, altissima, terribile, un teschio sotto il cappuccio, una falce retta da un lungo manico tenuta tra le ossa delle mani. Stava osservando la Morte camminare dietro a una donna ed entrambe si dirigevano verso di lui! Restò pietrificato a osservare la scena, poi la donna lo oltrepassò e la Morte, sempre dietro, non lo degnò di uno sguardo. Alessandro si voltò lentamente e vide le due figure girare l’angolo, ma non ebbe la forza di seguirle.

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Oramai erano le tre del mattino e proseguì tremante per via Lambro, verso il suo monolocale in via Frisi, lasciando che quella che sperava fosse stata un’allucinazione proseguisse il proprio cammino lungo via Melzo. Il sonno faticò a giungere e la solita sveglia delle sette suonò decisamente troppo presto. La scena della sera precedente era ancora ben viva nella sua mente, anche se oramai lontana, quasi irreale, proprio come solitamente appaiono frammentari e sbiaditi i ricordi della nottata dopo una sbornia. Tuttavia aveva bevuto solo due bicchieri di prosecco e quello che aveva visto, per quanto sfumato, non poteva essere il mero frutto della sua fantasia.
Con questi pensieri, si avviò verso l’agenzia, dove lo attendeva la solita giornata di routine, ma non priva di possibili incognite. Una laurea in Economia e commercio per finire a lavorare in banca al più basso livello della catena alimentare: cassiere oramai da due anni e ne aveva già ventisette. Tre mesi prima era stato convocato in Direzione dove, dopo un breve colloquio e molti complimenti per il suo rendimento, gli era stata proposta una promozione al ruolo di consulente di agenzia per la clientela privata, cambiando però città.
La nuova destinazione? Brescia. Alessandro aveva dato subito la propria disponibilità, poiché era single, viveva in un monolocale in affitto ed eventualmente avrebbe potuto fare la spola da Milano a Brescia tutti i giorni in treno. Poi, neanche avuto il tempo di assaporare la novità, comparve la notizia bomba sui giornali finanziari: il suo piccolo istituto era stato fatto oggetto di attenzione per essere acquisito da uno dei principali gruppi bancari italiani. Tutto si era fermato per via della trattativa, ci sarebbero stati degli esuberi, ed è il soggetto che viene incorporato normalmente quello che ne paga le conseguenze, il Garante per la concorrenza avrebbe poi imposto la chiusura di molte agenzie e così via. Era così passato dalla prospettiva di cambiare la propria carriera e la propria esistenza guadagnando di più, a vivere la sua giornata da cassiere sperando di conservare il posto di lavoro.
La Morte, che era sicuro di avere visto la sera prima, si stava allontanando dalla sua mente quando scese dalla linea rossa della metropolitana milanese, come tutte le mattine, a pochi metri dall’agenzia. Il solito viavai di clienti allo sportello iniziò ad assorbire la sua attenzione. Come quasi tutte le mattine, il primo a entrare fu il dottor Stucchi: medico ottantacinquenne pensionato con uno smisurato amore per il proprio corposo patrimonio e un altrettanto smisurata idiosincrasia per il computer. “Non mi fido di quella macchina lì e di quello che vedo scritto sullo schermo” diceva sempre riferendosi all’ home-banking, per cui almeno tre volte alla settimana si recava in agenzia per verificare il saldo del conto, il rendimento dei propri investimenti e l’accredito della pensione. Talvolta, ostentando dei contanti, chiedeva di accedere alla cassetta di sicurezza. Il problema stava nel fatto che, salvo piccole variazioni, la situazione restava pressoché immutata da un mese all’altro e ciò lo indispettiva (forse per nostalgia del passato finanziariamente più movimentato) e provocava le solite lamentele e richieste di agevolazione sulle commissioni sempre troppo alte. Alessandro oramai aveva imparato a sopportarlo e assecondarlo.Poi entrò Lucia con il solito pacco di adempimenti fiscali, versamenti e ordini di bonifico. Era la segretaria con delega di cassa del geometra Saltini, amministratore di molti condomini, il quale, all’utilizzo dell’home-banking, preferiva far perdere quotidianamente almeno mezz’ora ai cassieri.
Dopo qualche cliente veloce e poco esigente entrò la signora Allegrini e… anche dietro di lei camminava la Morte!

2020-12-02

Aggiornamento

Quando ho girato il link ai miei ex compagni di liceo scrissi che il nostro grande ed indimenticato insegnante e mentore delle materie umanistiche mi avrebbe dato un 5. Tuttavia il mio amico Piero Razzini, dopo averlo letto, ha concluso scrivendomi "Tu continua a scrivere perché sei proprio bravo ed Enrico.... ne andrebbe fiero". Enrico Oddone era il nostro professore ed io, pensando che forse davvero potrebbe apprezzarmi dal cielo, mi sono commosso....
2020-12-01

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Pubblico la recensione della mia amica Orietta, che mi lusinga assai: Il romanzo è l'opera prima di Riccardo de Lodi: è una lettura scorrevole e davvero intrigante. Nel leggerlo, ho ricordato un altro libro che ho molto amato: "the Giver" di Luis Lowry (da cui è stato tratto anche un film con protagonisti Jeff Bridges e Meryl Streep); non per il contesto temporale, in quanto il romanzo di Lowry si svolge in un futuro distopico mentre quello di de Lodi è ambientato ai giorni nostri, ma per la caratteristica di evidenziare personaggi predestinati ad avere un "dono" che possa migliorare l'umanità. Ma c'è di più: de Lodi tesse un "filo rosso" con il passato; ci si trova a Roma all'epoca dei Borgia, alla corte di Lorenzo il Magnifico, nel 1943 quando viene ricordato il triste episodio del rastrellamento del ghetto con tutte le ingerenze storiche della Chiesa romana. È un romanzo "corale": non esiste un unico protagonista ma un gruppo di protagonisti: descritti con la loro storia personale e con il loro percorso di vita che li renderà unici. Al termine del romanzo, dopo una digressione nel 1270 a.c., si torna all'attualità dei giorni nostri con un velato riferimento ad una situazione che tocca tutti noi da molto vicino.
2020-11-06

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Pubblico la recensione del mio caro ed eclettico amico Marzio Lenzi: già definito nella prefazione di un suo libro (perché anche lui scrive) "uomo dal multiforme ingegno". La sua amicizia è un dono e la sua stima è un onore: "Ho letto in anteprima il libro dello scrittore esordiente Riccardo De Lodi, I Dominatori dell’Aldilà che, per i tipi di bookabook, è disponibile da subito (ottobre 2020) per la prevendita online al costo di 14 euro in cartaceo e a 6,99 euro in versione eBook sul sito www.bookabook.it Si tratta di un romanzo storico “gotico”, in stile giallo-fantasy, ambientato in Italia, soprattutto Milano e Roma, e in Calabria, in Sicilia, nell’isola della Maddalena, a Sestri Levante, in Spagna a Valencia, e in Vaticano. L’Autore inserisce in cronaca, insieme a personaggi inventati, figure storiche e vicende realmente esistite. La narrazione, incalzante e serrata, è prevalentemente svolta ai nostri tempi, con numerosi flashback negli anni passati e nel Medioevo, da cui – anzi – trae origine la vicenda, andando poi ancor più indietro nel tempo al 410 d.C. del Sacco di Roma da parte dei Visigoti di Alarico e con antefatti fino ai tempi della guerra di Troia (1270 a.c.). I dialoghi tra i protagonisti si alternano con la voce narrante esterna. Convivono diversi registri ed il lessico altalena volutamente tra il ricercato: “E perché mai si decise in siffatta guisa?”, con uso anche di figure retoriche, e forme di dialogo e di esposizione più comuni: “Un arruso?” urlò alla moglie davanti al figlio “mio figlio non può essere un arruso…”, ovvero: “I due si guardavano con quell’amore che può esistere solo tra una madre e un figlio ancora infante…”. L’intreccio narrativo scelto dall’autore non è disposto in ordine cronologico e il ritmo è spesso invertito nei tempi, rendendo la storia più misteriosa e avvincente. Si racconta dei rapporti tra la Chiesa e una ristretta organizzazione segreta di uomini in grado di percepire qualche istante prima l’imminenza della morte delle persone, con la possibilità – in certi casi – di cambiarne il destino nefasto. Questo club così peculiare attraversa tremila anni di storia con alterne vicende che si intrecciano con avvenimenti italiani ed europei conosciuti e sconosciuti, finché arriva un momento di grave pericolo con un finale rocambolesco che rivela sorprendenti riscontri con la realtà attuale. I riferimenti culturali e storici sono numerosi: la troiana Cassandra, il senatore romano Publicola, il re Alarico dei Visigoti, il Sacco di Roma, la vergine Melania, il Papa di Avignone, la vita sfarzosa e licenziosa della curia romana nel 1400 rinascimentale, la Bolla e il nepotismo di Papa Alessandro VI per i propri figli Cesare Borgia e Lucrezia Borgia, i Medici, Lorenzo il Magnifico, la congiura dei Pazzi, l’obolo di Caronte, Thanatos, il Dharma, Tagaste, il libero arbitrio, la figura del filosofo nolano, anticipatore di Galileo Galilei, Giordano Bruno. E proprio questo protagonista (questa “falena dello spirito”, come diceva Anacleto Verrecchia), che fu una delle menti più lucide e ispirate del suo tempo contro il fanatismo religioso che per secoli insanguinò l’Europa e fece più vittime delle pestilenze, ha un ruolo rilevante nel racconto, interfacciandosi tra la Chiesa, i Dominatori e il resto del mondo. I Personaggi chiave del romanzo (Edoardo, Alessandro, Aimone, Salvatore, Antonello) sembrano persone comuni, di oggi, con vite e professioni normali. Hanno però la capacità peculiare e straordinaria (direi incredibile e fantastica) di vedere la Morte quando si appresta a mietere le sue vittime e di poterla interrogare (quasi come Omero interroga le urne nei Sepolcri di Foscolo) e – in qualche caso – di poter interferire e rimandare la tragedia. Il nostro scrittore è esordiente, ma sostenuto da una robusta preparazione storica e umanistica, proveniente dagli studi classici, da una forte passione per la cultura letteraria italiana, greca e romana (vedi la citazione dalle Odi di Orazio nell’epigrafe latina e poi del De bello gallico di Cesare, etc.), dall’amore per i viaggi e per i luoghi visitati e – verosimilmente – dall’esperienza derivante dalla propria professione di avvocato. Sembra proprio che il nostro (che è anche un consumato gourmet) si sia divertito a inserire citazioni frammenti luoghi cose e persone tratti dalla propria esperienza personale: Sestri Levante, il famoso bar Basso di Milano, il Negroni con il Carpano classico, l’Hotel Gallia, Viale Abruzzi, Via Plinio, Locri, Siderno, Ortigia, la granita ai fichi d’India, il Duomo di Milano (che pochi conoscono come Basilica Cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria), e poi: Piazza S. Babila, Via Montenapoleone, il ristorante “Papà Francesco” con il suo mitico proprietario Augusto, gli spaghetti alla bottarga, Padova, lo Champagne AR Lenoble e l’Henriot, San Giovanni fuori le Mura a Roma, la Scuola Grande di San Marco e quella di San Rocco a Venezia, Perugia, il bridge, Villa Balbi a Sestri, il bar Gattullo con i suoi aperitivi milanesi, la trattoria del Pescatore, Aimo e Nadia, etc. Come diceva Cesare Musatti, padre della psicoanalisi italiana, qualunque cosa si scriva, si scrive sempre e solo di se stessi! Buona lettura! Marzio Lenzi"
2020-10-18

Aggiornamento

Ho avuto la prima recensione su Facebook e credo meriti di essere menzionata negli aggiornamenti. Marzia Priore ha scritto: "Comprato, letto in due giorni... da appassionata del genere mi è piaciuto... complimenti" Spero di leggerne presto altre che riporterò anche se negative.
2020-10-15

Aggiornamento

Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno già e così in fretta proceduto all'acquisto. Con l'occasione vi informo che nella pagina di conferma ordine che avete visualizzato e precisamente nei "dettagli ordine" troverete la scritta "download" e potrete così già avere il testo integrale della bozza. Buona lettura a tutti e aspetto con grande interesse e curiosità i vostri commenti. Riccardo

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Il romanzo si legge con piacere e crescente curiosità: la prosa è scorrevole ed incalzante e invita ad andare avanti nella lettura. Molto curati gli intermezzi di carattere storico che ci riportano al 1500. Trama ben costruita e finale che prelude necessariamente ad un sequel lasciando aperti diversi punti. Ottimo esordio d’autore cui auguro di uscire allo scoperto: la storia è intrigante e può piacere al grande pubblico.

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Riccardo de Lodi
nato a Milano nel 1960, si è laureato in Giurisprudenza ed esercita la professione di avvocato dal 1990. Ha coltivato con costanza diverse passioni, tra cui la nautica, il bridge, la musica classica e lirica, la letteratura, la storia, la nostra Italia e il resto del Mondo, la buona cucina e il buon vino. I Dominatori dell’aldilà è il suo romanzo d’esordio.
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