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Stefano.
Neri, brillante e tormentato grafico pubblicitario con l’hobby della pittura, per lasciarsi definitivamente alle spalle un doloroso fatto del passato abbandona la provincia e si trasferisce in una grande città. Dopo un inizio stentato le cose sembrano andare a gonfie vele ma, come ama ripetere la sua analista, “tutto ha un prezzo nella vita”, e le sue antiche ossessioni riaffiorano prepotentemente fino a travolgerlo.

Solo al termine di un tortuoso e drammatico percorso Stefano avrà modo di vedere quanta verità fosse racchiusa in quella banale frase. A quel punto però, il prezzo da pagare sarà molto alto.

Perché ho scritto questo libro?

Perché volevo parlare di un tema, quello del ripetersi degli eventi, che ho potuto sperimentare direttamente e che secondo me tocca un po’ tutti. Spesso, senza nemmeno accorgercene, imbocchiamo la stessa strada infinite volte arrabbiandoci perché non ci porta a destinazione, fino a quando per qualche motivo, un fatto esterno o un moto interiore, non ci rendiamo conto che non è quella giusta.
E desideravo raccontarlo in maniera brillante e piacevole. Spero di esserci riuscito.

28 febbraio 2018
Cari lettori! Ecco a voi un bellissimo articolo su La Stampa dedicato a Morgan Zorio, autore di "Il numero due". Buona lettura! http://bit.ly/2FAqpyJ

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    A volte ti ritrovi a leggere un libro quasi per caso….. e senza accorgertene ti rendi conto che il libro lo stai “divorando” pagina dopo pagina. Forse la curiosità, forse perché mi ci sono ritrovata in alcune situazioni o forse perché è scritto bene e con semplicità.
    Una volta arrivata alla fine, devo ammettere che mi ha lasciata di stucco e con un po’ di ansia per quanto accaduto al personaggio, questo perché mi ha fatta riflettere…. d’altronde se i libri nn lasciassero emozioni allora nn avrebbe senso leggerli.
    Complimenti all’autore che in questo caso è stato il numero uno!

  2. (proprietario verificato)

    “Non m’importa di arrivare primo, ma detesto arrivare secondo”.
    Questa è una delle frasi che potrebbero tranquillamente rappresentarmi. La scrivo in questa recensione perché spiega uno dei motivi per cui ho apprezzato moltissimo il primo romanzo di Morgan Zorio Prachin, ” Il numero due”, ovvero l’essermi identificato con il protagonista del romanzo, Stefano Neri.
    Scritto benissimo (e non è cosa scontata di questi tempi), con linguaggio chiaro, mai banale pesante o retorico, personaggi ben delineati ma non scolastici, una storia scritta in prima persona dal protagonista in cui si mescolano racconto ed analisi introspettiva, un protagonista in cui mi sono identificato io ma in cui potrebbero benissimo identificarsi, se non tutti, molti di quelli che leggeranno il libro, traendone poi spunti di interessante riflessione.
    L ‘unica pecca, se così la vogliamo definire, che ho trovato nel romanzo, è stato il finale un po’ troppo allungato.
    Nulla di grave, penso che si potesse spiegare il tutto con 10 pagine in meno, ma probabilmente l’autore voleva essere sicuro che fossero chiari i motivi del perché…perché cosa? Bè quello leggetelo e scopritelo voi.
    Complimenti all’ autore, ottimo esordio!

  3. Quando i personaggi del libro che stai leggendo in quei giorni diventano i tuoi amici, colleghi, vicini di casa vuol dire che l’autore è riuscito nel suo intento! Scrittura piacevole e rapida ma che caratterizza bene i protagonisti. Bravo Morgan!

  4. Un uomo che per essere felice non vuole arrendersi a vivere quella vita così come era più giusto per lui e che per per cambiarla si prende i suoi rischi finendoci dentro con tutte le scarpe. Le scelte del Sig. Neri forse non le sappiamo nemmeno capire, ma noi non siamo lui e la soddisfazione altrui come la nostra non è una questione che possa essere giudicata dal di fuori. Questo libro corre liscio, semplice e piacevole ma assolutamente non banale con un finale che ci lascia a ripensarci su per un po’ . Bravo Zorio

  5. (proprietario verificato)

    E’ quel classico libro che si legge tutto d’un fiato fatto di sorprese, attese e voglia di vedere “come va a finire”. Non sono un critico letterario ma ho sempre pensato che , se la trama scorre e, finita una pagina si vuole leggere assolutamente la prossima, allora diventa ,per me, un bel libro .In più ad evidenziare tutto ciò un tema che al giorno d’oggi ci coinvolge un pò tutti , in un mondo competitivo, veloce che sembra non prendere mai fiato e in cui diventiamo troppo nostalgici del passato, troppo pensierosi sul futuro ma quasi mai presenti nel “qui e adesso”. Non so in che misura l’autore sia “presente” nel libro ma dagli argomenti trattati in qualche modo, sempre secondo me, ne è parte. La facilità di rendere nero su bianco il tutto e di renderlo fruibile senza cadere in banalità troppo scontate fanno dello scrittore un bravo scrittore. In tante introspezioni mi sono riconosciuto anch’io e sfido chiunque a non trovare un pò di se stessi all’interno.In una parola: bravo!

  6. Morgan Zorio Prachin

    Bella recensione Fede. Secondo me non solo Stefano Neri è uno di noi, ma addirittura ognuno ha uno Stefano Neri personale, che chissà perché cerca con insistenza il boicottaggio e di cancellare quanto di buono può e sa fare. Grazie!

  7. (proprietario verificato)

    Stefano è uno di noi. Fa parte della società, ha un ruolo e si confronta con la vita. Le sue vicissitudini lo trascinano giù, verso quel “desiderio di non desiderare più” tanto caro a Pessoa e che ha portato Melville a regalarci Bartleby. Contrariamente al celebre Scrivano, che sintetizza il suo rifiuto con il celebre “preferirei di no”, Stefano si aggrappa ad una seconda chance, quella che capita a tutti e con cui tutti avremmo una possibilità di salvezza…
    L’autore ci porta dentro i personaggi e le relazioni di Stefano con la freschezza tipica di un primo romanzo. Attraverso una sintassi semplice, sapientemente associata ad una punteggiatura incalzante, l’intreccio si sviluppa in maniera veloce e lineare per un epilogo tanto sorprendente quanto incerto.
    Buona lettura!!

  8. Stile di scrittura agile, frasi spesso brevi che ritmano la lettura. Trama che sa diventare avvincente e offre spunti di riflessione inaspettati! Lettura molto piacevole e da consigliare. Bravo Morgan!!

  9. (proprietario verificato)

    Ho letto il libro tutto d’un fiato… Lettura scorrevole e molto piacevole!!! L’autore descrive la sua visione della vita e la concede al lettore con delle metafore e una trama ben costruita! Libro consigliato. complimenti all’autore!!!

  10. (proprietario verificato)

    Lettura piacevole e scorrevole con un tocco di “suspense” che invoglia a non fermarsi fino all’epilogo! L’autore, con linguaggio semplice ma mai banale, riesce attraverso questo romanzo breve a descrivere efficacemente un percorso introspettivo in cui molti potranno riconoscersi…

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Morgan Zorio Prachin
Mi chiamo Morgan Zorio Prachin, ho 42 anni e vivo a Piedicavallo, un piccolo paese di montagna nel biellese. Dopo essermi laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Torino ho svolto diversi lavori, tra cui, per una decina d’anni, l’impiegato amministrativo in un ufficio della mia zona.
Ad un certo punto però le cose sono cambiate, così mi sono licenziato, prendendomi, per così dire, una lunga pausa di riflessione. Ora ho da poco intrapreso l’attività di web designer e web editor, e nel tempo libero mi diverto a scrivere racconti.
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