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La Bella Tenebra - La Stoffa di Crono

La Bella Tenebra - La Stoffa di Crono
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Consegna prevista Settembre 2021
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Marzo del 2012: un’esplosione devasta la piattaforma oceanica NC-19 della Nagai Corporation, compagnia giapponese leader nella produzione di robot da lavoro. Nella misteriosa esplosione muoiono diversi tecnici della NC, molti operai coreani e un gruppo di giovani contestatori peace&love saliti clandestinamente sulla piattaforma. La stampa internazionale, l’opinione pubblica e la polizia giapponese stringono d’assedio Ryo Nagai, potente padrone e fondatore della NC, il Pesce più Grosso di Tokyo, che con metodi da dittatore guida la compagnia il cui scopo è alleviare la fatica umana con le sue macchine.
Sembra essere giunto il momento, per vecchi e nuovi nemici, di chiudere i conti con Ryo Nagai: i suoi più stretti collaboratori, che dissentono con la sua decisione di produrre robot da guerra; l’opinione pubblica, pronta a scagliarsi contro il capitalista-mostro; e infine, i misteriosi incubus della Bella Tenebra, la setta con cui i Nagai hanno aperta una vecchia partita.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto “La Bella Tenebra – La Stoffa di Crono” perché, in questo mondo difficile in cui i popoli sembrano abbandonarsi alla seduzione delle paure e delle inimicizie, mi facessero compagnia gli echi delle saghe robotiche giapponesi che hanno insegnato a disegnare, a narrare e a fantasticare alla mia generazione. Ho scritto perciò di eroi con macchie e paure, che lottano contro mostri feroci e romantici, in un mondo un po’ più complesso di quello che sembra.

ANTEPRIMA NON EDITATA

[25 Aprile 2012 – Sede Centrale della Nagai Corporation, Tokyo, Giappone]

“L’intenzione era quella di parlartene, ok Banta? Credi che volessi tenere nascosta una cosa simile proprio al mio amico Yamato? Quel vecchio compagno di mille scorrerie? Quello con cui ho affrontato il Barone Antony per la prima volta sulla spiaggetta dietro al FreeLab, e che mi ha sempre coperto le spalle?”

“Nagai, io non so più che cosa credere, a dire il vero: avevi fatto portare un moloc nella Piattaforma NC-19 e pochi giorni dopo vi è successo il finimondo: che cosa pensi che io debba credere? Quale diavolo di sicurezza interna posso garantirti, Ryo Nagai, se non so nemmeno cosa contengono le nostre installazioni?”

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“Ascolta… Le cose sono avvenute troppo rapidamente e non è stato possibile agire in modo diverso. È chiaro ciò che è successo, però: c’è stato un incidente a quella piattaforma, che col moloc non c’entra nulla. È semplicemente stata sfortuna, Banta, o una disattenzione delle guardie, tutto qui!”

“Disattenzione tu dici, Nagai. Può essere. La disattenzione verso che cosa?”

“Verso gli addetti coreani che magari hanno sbagliato qualcosa, o verso i peace&love che sono dilagati per la base, all’improvviso, ci pensavi tu a gestirli, eh? Qualcuno è entrato nel settore della sperimentazione, quello dove c’è il biotecnio stoccato, e…”

“Il biotecnio non scoppia, Nagai, lo sai anche tu!”

“…e ci sono, stavo dicendo, Banta, tonnellate di carburante, esplosivi per le varie operazioni, minerarie e non certo di guerra, tante cose che potevano esplodere, gas…”

“Sei vago, Nagai: io ti ho chiesto molto precisamente perché il moloc era stato trasportato nella Piattaforma NC-19, e tu mi stai spiegando che non sarebbe stata comunque quella cosa trasportata lì a far succedere il finimondo! Ryo, lo sai che se mi dai una spiegazione non totalmente pertinente con la mia domanda mi insospettisco di più?”

“Ma Banta Yamato, mi sembri diventato come l’ispettore Musashi! Non eravamo amici? Maledizione, che cosa vuoi che io abbia da nasconderti?”

Banta tirò su le spalle, allargò le braccia, “Ryo, sei sempre stato più furbo di me, con le donne e nella vita. Così, anche se ti voglio tanto bene, me ne è testimone Midori e anche il tuo povero babbo Sanzo che non c’è più, io con te mi guardo sempre le spalle, amico mio: di certo non mi vuoi ingannare, ma se lo volessi me ne accorgerei poco, e così tanto vale che ci stia un po’ attento, tu che ne dici?”

Ryo fece il giro della scrivania, sedé dietro di essa e si tirò in panciolle sulla comoda poltrona di Capo della Nagai Corporation:

“Dico che tu fai molto male, Banta, e che questo di te mi delude, più come amico che come mio dipendente!”

Le braccia conserte, la mascella espressiva che scivolava piano da destra a sinistra, masticando pensieri, Banta miagolò:

“Nagai, Nagai… Io sono pronto a ripeterti la domanda mille volte: perché avevi ordinato che portassero il moloc sulla Piattaforma NC-19?

“Banta…- sospirò Nagai portandosi la destra sull’arcata sopraccigliare, massaggiandola con le dita -Ne avevamo parlato, non ricordi?”

“Ah sì, Nagai? Non me lo ricordo, no, prova a ridirmelo!”

“È la nostra ricerca sul funzionamento dei moloc. La nostra ricerca sulla tecnologia degli incubus, quella che non avevamo ancora capito e che, piano piano, stiamo cercando di capire. La sconfitta del Generale Aristottero, nell’ottantatré, e questi moloc fatti a pezzi dalle nostre macchine guerriere, i loro corpi fatti di metallo, roccia, carne e biotecnio, come funzionano? Ce lo siamo sempre chiesti, no?”

“Ma ce lo chiedevamo nei laboratori di Tokyo, no? La squadra di Ito, quella che aveva anche i due poveracci ammazzati nel boschetto di Togane da chissà chi, non era quella che studiava i campioni di biotecnio tolti dai moloc?”

“…ma i campioni di biotecnio, amico mio, non ci dicevano di per sé come funziona un incubus! Se ti taglio un orecchio e lo rimiro per giorni, non è che capisco come ti batte il cuore, o cos’hai nella testa! Né capisco come funziona la macchina a vapore se piglio un bullone d’una locomotiva e lo ingrandisco mille volte!”

“Non le potevano fare qui queste ricerche?”

“No, insistente d’un diavolo di Yamato Banta, non le potevano fare qui! Non le potevano fare qui con tutto il viavai di personale che ha un piede dentro e uno fuori dalla NC.

Non con tutti gli specializzandi che ci mandano le varie Università di tutto il mondo, e che hanno ovviamente curiosità di sapere, di vedere, di chiedere!

Non si potevano fare qui, in città, queste ricerche, no Banta: maneggiare dei moloc non è prudente in una città, anche se li abbiamo disattivati sono pur sempre delle armi potentissime e…”

“Nagai, ascoltami: ti va di dirmi che tipo di ricerca hai autorizzato su quel moloc?”

“Che ricerca…

Be’, le solite, no?

Le proprietà organolettiche del biotecnio, la morfologia dei moloc, il funzionamento del loro sistema neuronale…”

“Ryo, ma il moloc era attivo o no?”

“Disattivato! Che domande mi fai? Il moloc era stato disattivato da tempo, tutti i gangli erano stati perfino tagliati!

Era morto, se questo si può dire di una quasi-macchina…”

Banta alzò le spalle, scoté il capo e strizzò gli occhi: “…è quel quasi che mi preoccupa tanto, Ryo!”

– **** –

[27 Aprile 2012 – Reggia di Crono, Ade / Internet]

Il quasi che separa la certezza di un evento accaduto da ciò che è estremamente possibile e, tuttavia, non è mai successo, è un passo breve che supera quell’abisso tanto stretto quanto infinitamente profondo fra il vero e il falso. La Fama, oscuro pavone di Crono, compie così volentieri quel passo da pollo inconsapevole, e con un saltino rende vero il finto, fa accaduto il possibile (anche il vagamente possibile). Sta tutto il giorno a saltare da un bordo all’altro, diecine di volte in un dì inverte il reale e l’immaginato, il forse colpevole (ma innocente) con chi è colpevole (incredibilmente); e con questi suoi passetti stupidi, lunghi ognuno un piccolo quasi, cuce complotti e rovine addosso alla Storia, perché passetto dopo passetto parte da un sospetto ed arriva ad un patibolo. Sulla stampa, sulla rete, di bocca in bocca il Pavone zampettava la sua danza a passi di quasi tutt’attorno a Ryo, che quel ballo infernale lo sentiva sempre più da presso.

Per quel maledetto incidente, si era inizialmente parlato di imperizia di qualche addetto, ma del resto erano poveri coreani sfruttati dalla NC, neanche gliele avranno insegnate le manovre di sicurezza.

ma i dispositivi di sicurezza, a proposito, c’erano?

Be’, si sa: una piattaforma in mezzo all’oceano, con quasi tutti lavoratori stranieri, chissà quanto accuratamente veniva manutenuta…

Su un impianto lontano da insediamenti civili, magari, chi doveva controllare ci metteva anche meno zelo: era quasi territorio russo, via!, mandarci periodicamente la polizia giapponese poteva far succedere anche qualche casino internazionale!

…e poi, si sa: uno come Ryo Nagai lo controllava volentieri la polizia? A giudicare dallo scrupolo con cui questo Ispettore Musashi gli stava addosso ora, diceva la stampa, la polizia si doveva far perdonare leggerezze passate verso il Pesce più Grosso di Tokyo! Un pesce grosso davvero, il Nagai, uno che sicuramente poteva permettersi di trascurare le norme di sicurezza: come spiegare quel suo arricchimento rapido e vertiginoso, se non con una bella schiera di santi in paradiso?

Tutto gli lasciavano fare, tutto! Anzi… Chissà che diavolo ci facevano davvero sulla Piattaforma NC-19!

Lassù lassù nel pezzo di mare fra Giappone e Isole Curili, parecchio fuori mano, come dire, si poteva combinare qualsiasi cosa senza che né legge né Dei intervenissero. Di certo Nagai ci teneva materiali pericolosi: magari esplosivi, idrocarburi, gas inquinanti, sostanze tossiche. Di certo quella robaccia la faceva pure finire in mare! E perché non armi? A un passo com’era dalla Russia, nel più completo “nessun posto”, non era la Piattaforma NC-19 il luogo ideale per essere crocevia di traffici d’armi legali e non?

Forse lo era stata. Ora non era più niente, in mezzo all’oceano, i suoi resti inghiottiti dalle onde.

Nulla ne restava, apparentemente, se non sulla rete, dove adesso non rimaneva che leggere, come mesti oggetti di culto, i messaggi e i commenti degli attivisti peace&love dispersi nella catastrofe della piattaforma, lasciati prima che quelli partissero per la loro ultima missione; nell’inglese delle comunità transnazionali, rotto dai modi di dire locali elevati a proverbi universali, i giovani attivisti avevano spiegato ciò che stavano per fare.

Lucia, una trentenne di Sagunto, Spagna, diceva di voler prendere parte a una missione di testimonianza, contro le pratiche di sfruttamento incontrollato delle risorse naturali sulla Piattaforma NC-19. “Ryo Nagai el tycún,- scriveva -non ha mai accettato che dei giornalisti indipendenti filmino i suoi stabilimenti, così saremo noi a metterci il naso e gli occhi delle nostre telecamere, per forza: non rubiamo le immagini a qualcuno, guardiamo ciò che Nagai prepara per il mare e per tutti noi!”

“Fra cinque giorni- scriveva Jan, ventottenne di Uppsala, Svezia -tenteremo di salire sulla Piattaforma NC-19 nel Mar del Giappone, della Nagai Corporation. Abbiamo avuto le testimonianze degli amici coreani e giapponesi che monitorano le acque internazionali vicino a quello stabilimento, ed è roba da non credere! Si parla di radioattività, di un viavai di piccole barche battenti bandiera russa, cinese, indiana e iraniana… Ragazzi, è proprio il caso di mostrare al mondo che cosa fanno davvero lì dentro, causeremo un Nagaileaks: Signore dei Robottoni, arriviamo!”

“Ryo Nagai dev’essere un grande amico dei russi e del loro Presidente,- scriveva Michał, Wrocław, Polonia -anzi io dico che da giovani erano nel KGB insieme! I piroscafi russi che incrociano attorno alla Piattaforma NC-19 di sicuro raccolgono le informazioni sul Giappone, che i Nagai preparano per loro: non hanno mai mostrato simpatia per l’America, i Nagai, ricordatevelo, e questo non può che voler dire che hanno un rapporto speciale coi russi!”

Kim, un ventitreenne della Corea, rimproverava a Ryo alleanze opposte: “La NC è sempre stata un puntello dei governi conservatori del Giappone, i Nagai sono della yakuza, i loro antenati erano samurai nel regime militare di Hirohito, e oggi sono dalla parte del capitalismo più sfrenato. Noi vogliamo salire sulla Piattaforma NC-19 per parlare coi loro lavoratori, per sentire quello che hanno da dirci, e dare una voce a chi non ce l’ha in quel pezzo di mondo di metallo e di onde feroci!”

Stella, diciannovenne di Pretoria, Sudafrica, prometteva di salire sulla NC-19 per portare speranza e comunione evangelica, la turca Amina di Smirne voleva che la conversione toccasse il cuore di Ryo Nagai anche se egli non era mussulmano.

Tutti quei generosi ragazzi avevano arrembato la Piattaforma NC-19, e i loro sogni si erano addormentati per sempre in quel tempestoso giorno maledetto.

2021-01-06

Evento

https://www.facebook.com/massimo.materassi/videos/10159047413419025 Primo video di lettura di un brano de La Bella Tenebra - La Stoffa di Crono, con lettura di poche righe dell'incipit.
2021-01-06

Aggiornamento

"Quel che resta dell'anno", con la partecipazione di due protagonisti di questo romanzo, e di quelli della stessa saga che seguiranno: Tetsuya Miyazaki e Rei Johnson. Innamorati, idealisti, combattenti, divisi dalle politiche della Nagai Corporation e dalle trame della Bella Tenebra. Un amore fra il Giappone, gli USA, il Sudamerica e la Polonia... ...e molto, molto, molto più di questo ancora! 😃 😃 😃 Il riferimento è a un meraviglioso film del 1993, con Anthony Hopkins ed Emma Thompson: Quel che resta del giorno.
2020-12-16

Aggiornamento

Seconda puntata de "La Bella Tenebra - La Stoffa di Crono" vs film celebri. Stavolta il film è "Rosencrantz e Guildenstern sono morti", di Tom Stoppard, del 1990. Nel libro a subire una vicenda non dissimile da quella di Tim Roth e Gary Oldman sono Zaccaria "Zac" Nepa ed Adolfo "Jack" Zamboni, sulla cui fine ci narrerà Sasuke Musashi, Ispettore della polizia di Tokyo... "Due anime belle rubano la chiave del paradiso: il diavolo le trova e se le mangia..."
2020-12-14

Aggiornamento

Inizia la galleria intitolata: "LA BELLA TENEBRA - LA STOFFA DI CRONO" VS FILM CELEBRI. Una carrellata di locandine di pellicole immortali "interpretate" dai personaggi del nostro romanzo: per suggerire atmosfere, a volte iconiche, a volte ironiche. Il film di oggi è IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO (1966, di Sergio Leone) La frase tratta dal romanzo è: “...sorridi, Tifeo, è l'ultima smorfia che farai!” Nella locandina, Ryo Nagai (il buono, forse), il moloc Tifeo (il brutto, di certo) ed il Generale Icaro Aristottero (il cattivo, per contratto). La locandina, eccola qui...

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Massimo Materassi
Massimo Materassi nasce nel 1970 a Firenze in una famiglia operaia. Da molto piccolo si appassiona alle scienze naturali, al mondo degli animali e all’evoluzione. In TV non si perde un documentario.
A otto anni è conquistato dall’arrivo in Italia di Goldrake, il primo d’una serie di robot spaziali giapponesi, eroi e mostri guerrieri che diventano la mitologia della sua generazione.
Si laurea in Fisica, e consegue il dottorato nel 2000; dallo stesso anno, lavora presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Scrive da sempre: per lavoro, per sé, per gioco. Nel 2011 pubblica, con Lite Editions, 4 racconti erotici con lo pseudonimo di Lord Teua (“La Sfinge”, “Fotografia Digitale”, “Metallico Regalo”, “Sadoromantica”).
Nel 2020 Bookabook seleziona il suo romanzo di fantascienza “La Bella Tenebra - La Stoffa di Crono” per una campagna di crowd publishing.
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