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L'Ora delle Formiche

L'Ora delle Formiche
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Consegna prevista Giugno 2021
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Un film mentale nella creatività ginnasta di Gregorio De Possi, nelle visioni che Greg crea per rendere la sua Milano, sua per adozione, emotivamente sopportabile. Ci sono Greg e Giorgio e il sorgere inaspettato del Primo Vero Amore tra loro, nella Milano di oggi. Due Formiche quarantenni che abbandonano lo status di accumulatori seriali. Stereotipati, borghesi, belli, intelligenti, in perfetta forma fisica ma non psichica. Giorgio è il prevedibile Stronzo con al collo il cartello Danger Restricted Area. Persone come Formiche, che raccolgono likes, relazioni, sesso, attenzioni. Un accumulare senza sosta, fino a quando non accade qualcosa di incontrollabile come l’Amore e la Malattia. Uno scritto moderno, senza un velo di fondotinta, maleducato, più amaro delle favole e a pH sensibile. Delirio #nofilter.

Perché ho scritto questo libro?

Perché ho scritto L’Ora delle Formiche? Un po’ come chiedere “dimmi perché esistiamo o perché la terra è tonda – tranne che per i terrapiattisti”… Scherzi a parte, l’ho scritto perché ho una Passione da sempre, quella di esprimere, di creare, di sentire, di comunicare, di toccare Cuori e Cervelli. Di lasciare un piccolissimo Segno. Di In-segnare appunto.
E l’ho fatto anche con questo mio primo Libro. Come con tutto ciò che faccio quotidianamente. Ci provo. Presuntuoso. Quel pizzico. Ironico.

ANTEPRIMA NON EDITATA

[ autore ]

Per me la vita va riempita zeppa di immaginazioni e visioni.

Solo così la si può esorcizzare e rendere meno pesante. Più sopportabile.

Perché tutti hanno una vita leggera, tranne quelli come Noi.

Continua a leggere

Continua a leggere

[ gregorio ]

Tanti di noi oggi assomigliano a delle Formiche. Accumuliamo incessantemente briciole di Amore, o presunto tale. Ci affanniamo ogni giorno a raccogliere sentimenti da relazioni lampo, con la convinzione di doverne fare il pieno; con la paura di rimanerne senza ad un certo punto delle nostre Vite.

Ma perché? Perché ci siamo ridotti ad accumulare invece che a costruire?

Forse perché non abbiamo più voglia di compromessi.

Forse perché vogliamo l’Amore di tutti; drogati di complimenti e di attenzioni passeggere.

Insicuri.

Autostima andata a puttane.

Deboli.

Vacui.

Tutto questo però ad un certo punto si ferma, finché non accade qualcosa che ci disintossichi e ci risvegli dal lavorio delle Formiche.

Senza dimenticare che spesso si tratta solo di film nelle nostre Teste.

Vediamo la Vita distorta dalla visione che vorremmo di essa.

Insomma, oggi è tutto un gran Casino!

[ gregorio ]

Prima di iniziare la lettura di quanto sto per raccontarvi, c’è una cosa da dire.

Non è la storia di Sogni che non si realizzano o si realizzano troppo tardi o a metà. Certo si parla di Sogni, però senza esserne l’argomento portante. Anche perché ho imparato sulla mia Pelle che i Sogni sì esistono, si può lottare per essi, ma c’è un momento nella Vita in cui se non si realizzano devi capire che forse erano i Sogni sbagliati. Il segreto sta nel capirlo in Tempo per avere Tempo di individuare e inseguire i Sogni giusti. E un Sogno giusto qual è? Non saprei. Per me è un Sogno cucito per te, su di te, con te; raggiungibile attraverso i Luoghi e le Persone corrette per esso.

E quando i Sogni non sono realizzabili devi accettarlo, non serve che tu ti incaponisca troppo.

E alcune Parole le troverete scritte con l’iniziale in maiuscolo perché per me hanno più valore rispetto alle altre. Sono più dignitose di tutte le altre.

Come alcune Persone. Se si potesse, alcuni di noi, quelli più valorosi e valevoli, dovrebbero poter essere enfatizzati e connotati come si fa con una Parola iniziante con la maiuscola; affinché tutti lo possano vedere.

Ahimè non è possibile, altrimenti sarebbe un Mondo di gran lunga migliore.

[ gregorio ]

Ero seduto su una panchina del Parco della Vetra. L’avevano appena finito di ristrutturare per i lavori di apertura della fermata metropolitana M4. Quella azzurra.

Faceva un gran caldo nonostante fosse solo l’inizio di maggio.

Panchina Vecchia Milano in legno verdone scuro.

Tatuata dalle incisioni più varie. Amori Eterni. Invettive. Numeri di Cellulari. Epiteti a Traditori e Traditrici. Urla Politiche. Ornamenti.

E su tutto ciò vi ci si poggiano le Chiappe, senza rispetto, incuranti delle Intenzioni di chi ha inciso quella e altre panchine.

Ero sfatto. Avevo pianto per almeno un’ora.

Strana la vita avevo pensato. Io ero lì, a pezzi, e accanto a me a soli pochi centimetri invece c’era gente felice, sorridente, che correva dietro al proprio cane, ignara di come tutto ad un certo punto si potesse rompere. Per lo meno io la vedevo così… ignoravano insomma che magari quelle Persone sapevano benissimo cosa volesse dire andare in frantumi; e che magari quelle Persone si fossero già rialzate tornando a Sorridere, a Vivere.

Non stavo bene da un po’… ma avevo ignorato quei continui mal di testa. Sarà lo stress, la stanchezza, la frenesia di Milano; avevo pensato. Ma quando nel bel mezzo di una riunione ero svenuto d’improvviso, lì mi ero davvero spaventato e da quel 12 aprile tutto era iniziato.

Tumore al cervello questo mi aveva detto due ore prima l’oncologo dell’Humanitas. Ospedale alle porte della città.

Dott. Pierpaolo Bonzetti, Luminare incallito, Primario di 65 anni, credo.

Freddo. Netto. Tre parole appunto per distruggermi. Che gli avevo mai fatto di male? Nulla. Ma lui era stato devastante. Nessun tatto. Chissà quante altre volte avrà pronunciato alla stessa maniera, con lo stesso tono, quella Sentenza.

Tumore al Cervello: per alcuni può essere stata una sentenza di morte bella e buona; per chi non ce l’ha fatta. Per altri invece sarà stato solo un avvertimento; per coloro che ce l’hanno fatta. Ma posso assicurarlo, quando senti quelle parole per la prima volta, non la vedi mai come un segnale di allerta. La vedi come la Fine. Non sapendo come sarebbe andata a finire, io lo lessi fortunatamente solo come un segnale di allerta.

Avevo quelle Parole che mi suonavano in testa a ripetizione. Si sa, finché non ti capitano queste cose pensi sempre per Fortuna non è capitato a me. E ora invece passi dall’altra parte della barricata e pensi perché proprio a me, cosa ho mai fatto di Male. Cazzo.

Il Sole mi batteva in testa sulle Vene malate. La Testa però stranamente non mi faceva più male. Era come se ora che il Cancro si era palesato, quel Bastardo non avesse più motivo di bussare alle mie tempie, per dirmi cucù, sono qui scemo, mi senti?

Umidità asfissiante, da far fatica persino a respirare.

Nella disperazione più totale non avevo ancora avvisato nessuno. Nessuno sapeva né dello svenimento né dell’ospedale. E sinceramente non sapevo ancora se l’avrei fatto. Bastava e avanzava una Vita distrutta, una quotidianità sfanculata totalmente… più di una sarebbe stato troppo, non avrebbe avuto assolutamente senso.

Certo che l’avrei fatto… sono sempre stato un costante controsenso. A volte miglioravo, altre volte imperterrito in certi continui ripetitivi atteggiamenti.

La mia Mente è strana, questo l’ho sempre saputo. In quel dolore psichico, comunque lei elaborava come al solito dettagli di Vita. Si soffermava sulle piccolezze, notava, a braccetto col mio Cuore, quelle piccole piegature che caratterizzano ogni singolo giorno, ma che i più ormai non notano minimamente.

Il Dott. Bonzetti mi rifilava la diagnosi e io… Ad esempio avevo notato che il Dottore aveva le unghie delle mani poco curate, me ne ero accorto eccome. Lui che condannava, e allo stesso salvava, a Morte e a Vita le Persone, era un Essere Umano come tutti, e le sue mani oltre ad essere poco curate palesavano un fumatore incallito.

Vene marcate. Macchie cutanee. E pelle gialla. Forse fuma i sigari. Che ne so io… non ho mai fumato. Qualche canna come tutti i ragazzini a 14 anni, ma mai fumato sigarette. L’ultima canna l’avevo fatta almeno 15 anni fa al mare a Giovinazzo con Alberto e gli altri. Amici di Scuola ad una di quelle réunion nostalgiche e catastrofiche; dove utilizzi le involuzioni degli altri per esaltare le tue; per uscirne rincuorato. “Guarda Maria, era la più figa; ora è la più cessa. E Maurizio? Era il più promettente e quell’Incidente in moto l’ha stroncato. Beh, insomma non mi è andata poi così male…anzi” di solito pensi questo.

Il Dottore sapeva di sigaro, forte, acido, duro, secco.

Come anche i peli nelle orecchie e il paio di sandali sfondati che indossava per darmi quella notizia speciale. Segnati dal sudore. Forse li usava anche al mare in vacanza. Sapeva anche di uno che praticava il nudismo.

E forse anche poco incline all’igiene.

Le dita delle mani mi avevano colpito. Nessuna fede nuziale. Nessun anello. Un piccolo tatuaggio a forma di cerchio, bucato, sull’anulare della mano destra. “Lei figlio degli anni Settanta vero?” gli avrei voluto chiedere.

Forse l’avrei fatto più avanti.

Ci saremmo visti spesso io e lui. Ma non come due Amanti, o due Amici. Certe relazioni nascono anche senza Amore. Nascono comunque. Non le scegli. La Vita te le impone.

E le unghie. Unghie strane. Intendo lunghe, ma comunque corte. Di quelle dita corte e tozze. Mozziconi quasi finiti di sigaretta. Ecco a cosa paragonare la loro lunghezza. E le unghie di quelle la cui parte che dovrebbe stare attaccata alle dita è piccola. E la parte destinata alla ricrescita è abbastanza lunga. Difficile spiegare con le parole. Potessi inserirci una fotografia in questo scritto sarebbe più facile esprimere questa Immagine. Non avrete capito bene, vabbè Amen. Un dettaglio sorvolabile.

Mi parlava chiamandomi Dott. De Possi. Un mese prima ci eravamo incontrati per avviare questa relazione professionista-paziente. E al suo “Dott. De Possi prego” avevo riso con gli occhi. Un vero Medico che riteneva altri Laureati, ma non in Medicina, paritari di tale titolo. Mi aveva fatto tanto strano.

Me ne avevano parlato bene, mi fidavo di chi me lo aveva consigliato. Angela, una Donna che ha battuto quello Stronzo già tre volte. Merito di Angela, più forte dello Stronzo sì, ma fortunata forse ad aver incontrato tre Stronzini e non uno Stronzo vero e proprio. Grande e grosso.

E forse anche il Dottore difronte a me aveva avuto qualche Merito.

Avevo annotato nella mia mente dettagli come questi. Vi sembrerò strano, infatti lo sono… ma solo perché stavo difendendomi dalla notizia che mi aveva dato. Solo perché stavo raccogliendo le Armi per iniziare a combattere. Avrei combattuto… oh sì che l’avrei fatto! Come ho combattuto tante altre Battaglie, piccole, grandi.

Mi aveva preso alla sprovvista lo Stronzo… però avevo come la sensazione di ricordare quell’istante in cui aveva deciso di nidificarmi nel Cervello. Ricordo come se qualcosa mi fosse entrato dall’orecchio destro e mi fosse salito fin su al centro del cranio, e si fosse aggrappato ad un mio preciso meandro, pungendolo. Due secondi e poi la sensazione era svanita. Io me ne ero già dimenticato, Lui invece aveva iniziato la sua Opera, in Silenzio, infimo. Fanno così, sembrano che non ci siano, ti lasciano vivere, correre, ridere, piangere, fare sesso… e poi tiè ti fanno ciao con la mano e ti dicono “ci sono da tempo, ti ho osservato, ho imparato a conoscerti e quindi so come fregarti”.

Quindi concentrarmi più sui dettagli di Vita che sul Male mi dava la Forza per distrarmi, per distrarLo, per spiazzarLo, per prenderLo alle spalle, inerme, indifeso… e poterlo strozzare, soffocare… non mi sarei fermato per nulla al mondo, una volta con le mani intorno al collo del mio Tumore, l’avrei ucciso, brutalmente… e di sicuro mi sarebbe piaciuto.

Ecco perché scandagliare il Dottore era più importante che metabolizzare una delirante notizia, già metabolizzata.

[ giorgio ]

Non ero andato al lavoro. Me lo posso permettere. Sono il capo. Non un dirigente d’azienda no; l’azienda è la mia. O meglio me l’ha lasciata mio Padre tre anni fa. Era morto. 4 Febbraio 2016. Io non lo vedevo e non ci parlavo da dieci. Da quando avevo 28 anni. Se siete bravi a fare i calcoli al volo avrete già determinato la mia età, 41 anni. A questa età avrei dovuto già fare tante cose, avrei dovuto già impararne molte… e invece fino a quel giorno di maggio avevo evitato di crescere, di diventare un Uomo.

Rifuggivo da tutto ciò che mi impegnava, che mi metteva davanti alla Porta della Maturità Umana. Tutto però fino a quel giorno, quando inconsapevole la Vita mi stava preparando il conto, mi stava per sbattere in faccia la sberla più potente; quella che ti fa piegare la faccia di 45 gradi; quella che ti sfascia il cuore; quella che ti spezza le gambe. Tutto fino a quando non incontrai Gregorio al Parco della Vetra seduto su una panchina alle spalle della Chiesa di San Lorenzo.

Ah, riprendiamo da mio Padre. Non voglio lasciarvi con questa curiosità per un po’ di pagine. Magari me ne scordo e la curiosità vi resta per sempre, dopo la fine del libro.

Non me l’aspettavo, ma l’aveva fatto comunque quell’omofobo bastardo. Mi aveva rifiutato e diseredato, con la stessa facilità con cui mi aveva poi lasciato tutto. Ero l’unico suo figlio. Poteva non farlo certo, ma l’aveva fatto e non saprò mai il perché. Nessuno lo sapeva.

Neanche il notaio, nonché suo grande Amico. Mamma aveva avuto un altro figlio, Gavin. A Mamma erano sempre piaciuti i nomi che iniziano con la G. Papà si chiamava Giordano. Il suo secondo marito Gerard. Suo Padre Giorgio, il nome che aveva dato a me.

Ma Mamma se ne era andata quando avevo 15 anni, la prima volta. Mi aveva lasciato da solo con Papà. Era scappata. Lui la soffocava. Io ero abbastanza grande per cavarmela da solo mi aveva detto. Era partita per gli Stati Uniti. Aveva bisogno di vivere una seconda Adolescenza. La Vita Borghese non aveva mai fatto per lei.

Era tornata dopo 5 anni in Italia. Con un nuovo marito, Gerard di Chicago, e in cinta di Gavin.

Mio fratello o meglio il mio fratellastro, oggi 21 anni.

Mamma mi ha lasciato più volte. Una seconda quando Papà ha scoperto che sono gay, mi ha sbattuto fuori casa e mi ha tagliato tutti i fondi. Glielo avevo confessato io. Volevo farlo arrabbiare. L’aveva sempre saputo, ma non voleva sentirselo dire ad alta voce. Ero intenzionato proprio a farlo incazzare, per spingerlo a fare quello che aveva fatto: lanciarmi per strada. L’avevo urlato nel suo ufficio in azienda, in pieno orario lavorativo, affinché lo sentissero tutti. Per farlo vergognare di un gossip presunto finalmente dichiarato.

Lei mi aveva detto “meglio così Giorgio, quel bastardo non ti merita”. Peccato che mi avesse preso con sé e la sua nuova Famiglia per solo un mese. Poi ho dovuto arrangiarmi da solo. Non ero abituato a camminare con le mie gambe. Fino a quel momento avevo sempre avuto tutto pronto e ben servito. Beh, ho recuperato eccome. Lo vedrete man mano che la Storia avanza.

E mi ha lasciato una terza, e ultima volta. Se ne è andata 11 anni fa, aveva 55 anni. Un incidente in auto se l’è portata via mentre era con Gavin. Lui ne era uscito illeso; per lo meno fisicamente. È un ragazzo tranquillo, serio, responsabile; l’opposto di come ero e di come sono io… o meglio prima di incontrare Gregorio. È stato fortunato. Aver perso la Mamma a soli 10 anni avrebbe potuto sbandarlo, e invece su di lui ha avuto effetti apparentemente positivi; per lo meno quelli negativi sono, semmai ci siano, ancora sommersi. La sua salvezza di sicuro è stata Gerard. Mi sarebbe piaciuto un Padre come lui. Per lo meno questo vale in relazione all’idea che ho di lui e del Padre che avrei voluto per me.

Gavin e io non parliamo moltissimo.

I primi racconti su di me non devono mettervi proprio di buon umore… capisco. Ma questo sono io. Figlio della borghesia Milanese, a cui apparentemente avrebbe potuto non mancare nulla, e invece mi è mancato tanto.

Di certo non mi son mancate la Bellezza fisica e l’Intelligenza. Il resto un totale disastro.

Bello sì. Alto, moro, capelli mossi, tanti ancora oggi. Occhi verdi. Sorriso Durbans. Denti perfetti. Muscoloso. Ho sempre fatto sport. Di tutto. Palestra. Calcio. Nuoto. Sci. Pallavolo. Surf. Si sa nella Borghesia ci fanno fare qualsiasi sport, nella speranza di essere il Campione che poi i genitori sfoggiano nei Club o alle cene nelle Ville in Sardegna o nei Palazzi in centro.

Anche un gran bel culo.

Lo stereotipo del bono, a cui va aggiunto il fascino del misterioso, dello stronzo seriale. Incasinato.

Colui che vedi e ti fa nascere la sindrome dell’infermiera.

Mi vedi ti viene da dire, questo lo salvo io.

2020-11-15

Aggiornamento

Care Formiche, buona domenica e spero tutto bene. Volevo darvi questa info, al link sotto trovate un libro a cui ho partecipato con un mio scritto redatto in piena quarantena ad Aprile; progetto sostenuto dall’influencer Paolo Stella e edito Mondadori. Ve lo segnalo, in modo che possiate “gustare” lo stile della Formica Madre, io 😁😜😘. Un abbraccio dalla Red Zone. Gigi Domani ti scrivo https://www.amazon.it/dp/B088ZWQM1N/ref=cm_sw_r_cp_api_LFpSFbQH0Z1XY
2020-11-07

Aggiornamento

Care Formiche, come state? Me la date allora una mano a raggiungere l’ultimo gradino delle 54 copie? 🙏🏻 Su su spargete la voce, a tutti i lettori, Amici, Parenti e Colleghi tutti. E colgo anche occasione per spiegarvi il perché alcuni sostantivi, nel mio Romanzo (come in questa nota) sono scritti con la iniziale in maiuscolo, perché ho voluto dare loro importanza e rilevanza. Immaginate se si potesse farlo anche con le Persone; per distinguere le più valorose da quelle che non le sono. Sarebbe un mondo piacevole. Stay safe. Un abbraccio Gigi
2020-11-02

Aggiornamento

Care Formiche, come state? Avete accumulato questo weekend? 😜 Scherzi a parte, volevo solo segnalarvi questo post sul mio Romanzo, che voi avete sostenuto col vostro corazon espinado, citando il Grande Santana. https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/le-novita-in-libreria-de-il-passaparola-dei-libri-novembre-2020/ Un abbraccio!
2020-10-20

Aggiornamento

Ciao Formiche... ed ecco il terzo dei tre disegni realizzati da Stefano Luciani, per sostenere il mio romanzo, la scena della Morte. Viviamoci la giornata al 100%, anche allo scattare del coprifuoco 🙃.
2020-10-19

Aggiornamento

Ciao Formiche, buon lunedì! Spero tutto bene 🙂 nonostante il “Ritorno dei DPCM” in televisione... Ecco il secondo dei tre disegni realizzati da un mio amico, Stefano Luciani, per sostenere il mio romanzo; questa scena è quella dell’Innamoramento. Buona settimana 🙃
2020-10-18

Aggiornamento

Ciao Formiche, buona domenica di ragù 😆. Ecco il secondo dei tre disegni realizzati da un mio amico, Stefano Luciani, per sostenere il mio romanzo; qui è l’Innamoramento. Un abbraccio.
2020-10-16

Aggiornamento

Ciao Formiche, come state? Spero tutto bene 🙂 nonostante il periodo sfidante; però, si sa le Formiche sono grandi combattenti! Volevo farvi vedere il primo di tre disegni realizzati da un mio amico, Stefano Luciani, per sostenere il mio romanzo; rappresentano tre scene clou del libro: la Scoperta, l’Innamoramento e la Morte. Vi piace la Scoperta? Un abbraccio e buon week end.
2020-10-02

Aggiornamento

Care Formiche, spero tutto bene. Avete iniziato a leggere il manoscritto? Vi piace? O state ancora accumulando? 😜 Ecco una recensione sul mio Romanzo. Un abbraccio https://www.recensionelibro.it/l-ora-delle-formiche-luigi-arbore
2020-09-18

Aggiornamento

Care Formiche, spero stiate bene. Son passati appena 11 giorni e manca solo il 49% al primo goal. Se ci va, spargete la voce e portate una Formica a testa on board. Nel frattempo un aggiornamento su chi sono le Formiche. Un abbraccio. Tanti di noi oggi assomigliano a delle Formiche. Accumuliamo incessantemente briciole di Amore, o presunto tale. Ci affanniamo ogni giorno a raccogliere sentimenti da relazioni lampo, con la convinzione di doverne fare il pieno; con la paura di rimanerne senza ad un certo punto delle nostre Vite. Ma perché? Perché ci siamo ridotti ad accumulare invece che a costruire? Forse perché non abbiamo più voglia di compromessi. Forse perché vogliamo l’Amore di tutti; drogati di complimenti e di attenzioni passeggere. Insicuri. Autostima andata a puttane. Deboli. Vacui. Tutto questo però ad un certo punto si ferma, finché non accade qualcosa che ci disintossichi e ci risvegli dal lavorio delle Formiche. Senza dimenticare che spesso si tratta solo di film nelle nostre Teste. Vediamo la Vita distorta dalla visione che vorremmo di essa. Insomma, oggi è tutto un gran Casino!
2020-09-11

Aggiornamento

Care Formiche 🐜, reali o presunte... Spero stiate bene e #tgif. Un primissimo aggiornamento sulla mia campagna di pre-ordine; aggiornamento che sintetizzo così: GRAZIE! Vi ringrazio perché in soli 4 giorni siamo già al 33% dell’obiettivo totale di questi 100 giorni di campagna; vale a dire un terzo. Merito mio? NO, tutto vostro. Un abbraccio e spero di non deludervi 😝! Godetevi il week end. LA

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Il linguaggio nudo e crudo, come piace a me. Perché quando ci sono in ballo emozioni forti, non parla il cervello. Parla il cuore.

    Le parole con le maiuscole come nel tedesco, ma in un libro in italiano. Non un vezzo, ma una necessitá: quella di dare importanza.

    Una storia d’amore sì, e di vita, perché Amore è Vita.

    Un libro che parla a me, parla a te, parla a tutti noi che ci sentiamo un po’frenetici, un po’persi, un po’di tutto e di più. E che ci fa restare un attimo lì: su uno sguardo, su un’emozione, su una lacrima, su un pensiero.

    Uno di quei libri che, quando mancano poche pagine, vai più piano perché temi il momento in cui viene scritta la parola “fine”.

    Ps. Ne ho presa una copia perché le belle scoperte si condividono con gli amici!

  2. (proprietario verificato)

    Emozionarsi senza fronzoli, curare le ferite senza chiedersi di che natura siano. Ecco cosa sento. E leggo, rileggo, scorro e volo facilmente fra queste pagine. Leggère, raccontano di una storia pesante. Pesanti, sanno farti sentire leggera. Mi ha capita, scavata e raccontata. C’era proprio bisogno di letture di pancia. Ai prossimi mille libri, Luigi.

  3. (proprietario verificato)

    Strano come ti trovi nelle cose per caso.
    Così come è strano che durante una lettura chiudi gli occhi e vedi le facce di Giorgio, di Gregorio, di Bruno… e di tutti quei personaggi che animano una storia che ti tiene incollato e che profuma di buono e di vero, di vita e di normalità.

  4. (proprietario verificato)

    Leggere per me dovrebbe essere sempre un piacere, un libro ti deve catturare a tal punto da divorarlo; proprio come una vaschetta di gelato ad esempio. Un cucchiaino tira l’altro, una pagina dopo l’altra. Ho trovato così perché è diretto, ironico, senza grandi giri di parole, moderno, riflessivo, toccante, tagliante, spavaldo. Una ventata d’aria fresca nell’arte del raccontare, in primis perché ti ci immedesimi, con una facilità disarmante. Ti acchiappa cuore e cervello, e tu glielo lasci fare. Piangi, ridi, ti incazzi leggendolo. Insomma, se volete leggere qualcosa di nuovo, fa proprio per voi.

  5. (proprietario verificato)

    Un libro che ti EMOZIONA, perché è trasparente, diretto e vero.
    Abbiamo bisogno di leggere frasi ironiche in un mondo in cui le emozioni forse non sono perse, ma nascoste.
    Gigi mi hai fatto ridere, riflettere e piangere DAVVERO!
    BINGO!!!
    ngere senza il bisogno di esternare.

  6. È incredibile come questo racconto ti faccia capire di non essere così diverso dalle altre persone, che quello che di te che ritenevi sbagliato, in realtà è la vera normalità.
    Sfogliando le pagine di questo libro ci si ritrova in una realtà talmente vera da sembrare finta, una realtà tanto abbagliante quanto difficile e insostenibile. Una storia non solo d’amore, ma di vita vera che offre un punto di vista rassicurante e un modo diverso di affrontare la sfida quotidiana della vita! Un libro commovente e d’ispirazione.

  7. Valerio Baroni

    (proprietario verificato)

    Per me è Sì!! (senza SE e senza MA)

    Già il titolo di per sé mi aveva incuriosito: cosa significa l’ora delle formiche? E chi sono?
    Non voglio svelarvi nulla perché è una storia che vi terrà incollati pagina dopo pagina (io l’ho divorato!), e poi perchè detesto gli spoilers!

    Ma perchè leggerlo?
    Perchè è una storia in cui tutti noi possiamo riconoscerci, i sentimenti che tratta sono universali. E mi è sembrato sincero, vero, quel che leggevo non mi sembrava scritto né per accontentare il lettore, né per compiacere se stesso. Ma ho sentito forte l’urgenza che l’autore aveva di raccontare questa storia.

    E poi perché è fresco, moderno e originale nella scrittura, persino spiazzante in alcuni tratti per l’audacia con cui chi si rivolge direttamente a noi lettori e ci colpisce.

    Consigliatissimo: io mi sono commosso e ho anche sorriso.
    Sicuramente non mi sono annoiato!
    #AMUSTREAD

  8. Luca Parise

    (proprietario verificato)

    L’Ora delle Formiche è Romanzo diretto, #nofilter come si direbbe in tempo di socials, di hashtag, di likes… e, come due formiche, Gregorio e Giorgio sono accumulatori dei suddetti like, di incontri mordi e fuggi, del vuoto apparire marchiato Instagram/tinder/grindr/chipiùnehapiùnemetta… Finché per caso (o forse no) si imbattono l’uno nell’altro e così, in un duetto (con qualche voce fuori dal coro) sempre più serrato, ci raccontano il loro nascente Vero Amore, o forse morente, chi lo sa…

    Un romanzo che non accontenta il lettore (ve lo anticipo), ma che ne canalizza e catalizza l’attenzione fino all’ultimo e inaspettato coup de théâtre.

  9. (proprietario verificato)

    “Accumuliamo incessantemente briciole di Amore, o presunto tale. Ci affanniamo ogni giorno a raccogliere sentimenti da relazioni lampo, con la convinzione di doverne fare il pieno; con la paura di rimanerne senza ad un certo punto delle nostre Vite.

    Ma perché? Perché ci siamo ridotti ad accumulare invece che a costruire?

    Forse perché non abbiamo più voglia di compromessi.

    Forse perché vogliamo l’Amore di tutti; drogati di complimenti e di attenzioni passeggere.

    Insicuri.

    Autostima andata a puttane.

    Deboli.

    Vacui.

    Tutto questo però ad un certo punto si ferma, finché non accade qualcosa che ci disintossichi e ci risvegli dal lavorio delle Formiche.“

    Siamo tutti un po’ formiche in questo spaccato di società malata fino a quando….. leggete il libro, basta spoilerare…un racconto appassionante, coinvolgente emozionante, toccante, mai banale e per me anche commovente! Bravo!

  10. Artur Cuozzo

    (proprietario verificato)

    L’ORA DELLE FORMICHE racconta una storia di tutti i giorni dove ciascuno di noi potrebbe immedesimarsi. Una storia d’amore, di sofferenza, di gioia ed e propri questa unione di cose a far si che si amI questo libro è si abbandoni la percezione della fantasia e si entri in un limbo di realtà.
    Un libro che annulla lo stereotipo delle buone maniere utilizzando un linguaggio di tutti noi… le formiche.
    Dovrebbe entrare nella libreria di tutti.

  11. (proprietario verificato)

    Un racconto sincero, toccante, maleducato, divertente e a tratti toccante… un pò come l’autore 😉
    Frutto di esperienze, per me è un racconto pungente sotto diversi punti di vista. Da non perdere soprattutto perché spero che sia il primo di tanti!

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Luigi Arbore
Luigi Arbore. Arbore sì avete letto bene, come Renzo Arbore. E sì parente alla lontana, ma io sono stonato come una campana!
39enne, Pugliese doc/dop, innestato a Milano nel 2000. Ho buttato la valigia di cartone tempo fa nel cassonetto, della differenziata tranquilli Voi e Greta.
Marketing Director in una Multinazionale Italiana, famosa per le supposte. Ho detto tutto.
Dislessico. Ma sempre col massimo dei voti.
E di bell’aspetto. Editoria è Cultura, e Business... e un bel viso come un bel sorriso aiutano anche. Sorriso Durbans 😬 citando i fatidici anni di Carosello.
Figlio di due Genitori, di quell’Italia, che con la Crisi Economica, Politica e Sociale dell’ultimo decennio, ha perso tutto! E intendo tutto: casa, fabbrica, proprietà, risparmi... tutto tranne la Dignità Umana.
Single, per scelta degli altri non mia.
E ironico, perché l’Ironia sono convinto che potrà salvare il Mondo.
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