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Mnemosine

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Consegna prevista Settembre 2020

Metà romanzo e metà pamphlet, Mnemosine è la storia di un viaggio d’iniziazione compiuto da una donna nel parco di Villa Borghese a Roma. Un viaggio che la protagonista intraprende nella più totale inconsapevolezza, incontrando una donna enigmatica con cui inizia a passeggiare. Vanno per templi e fontane, attraversando lo spazio e il tempo; scivolando lentamente dal mondo di sopra a quello di sotto, dove la protagonista si ritrova improvvisamente sola, e avvolta da un’oscurità impenetrabile. Qui, sprofondata nel regno dell’irrazionale, perderà ogni riferimento e ogni certezza, trovandosi in un gioco di cui non conosce le regole; in cerca di una via d’uscita, dovrà fare appello a risorse che non sapeva di avere, scoprendo volti inaspettati della propria natura.

Sullo sfondo, un libro misterioso che la donna, pur senza ammetterlo a se stessa, cerca da sempre: un libro magico, che attraverso una bussola e un antico alfabeto ha il potere di risvegliare una memoria, personale e collettiva, andata perduta.

Perché ho scritto questo libro? 

Dove sta la gente? Dove stiamo tutti? Siamo come in balia degli eventi, senza più bussola e punti cardinali, né un alfabeto comune che ci faccia comunicare, capirci tra noi. Non solo: abbiamo perso il contatto con la Natura; con le parole – che ormai valgono tutto e il contrario di tutto; abbiamo perso il senso della giustizia, travisato quello dell’amore; abbiamo perso, in ultimo, il contatto con noi stessi. È come se avessimo perso la memoria; la memoria di tutto. Questo libro è un tentativo di ritrovarla, sapendo che, alla fine, è tutto un gioco.

 

ANTEPRIMA NON EDITATA

Eva si ravviò i capelli, svelando un lungo collo latteo. Incrociò le gambe sulla panca davanti a me e posò i palmi delle mani sulle ginocchia raddrizzando la schiena. Io assunsi la stessa posizione e fummo l’una di fronte all’altra. Iniziò a parlare.
“Da quel libro hanno rubato in tanti. Artisti, filosofi, studiosi, scienziati, musicisti e poeti nel corso della Storia hanno saccheggiato titoli, pezzi di frasi, interi pensieri. Hanno cercato il libro spinti da urgenza, o disperazione; o forse, per meglio dire, da necessità, che l’urgenza e la disperazione se le tiene dentro.Continua a leggere
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Tuttavia, non hanno rubato per loro stessi: al contrario, l’hanno fatto per tutti. Come sommozzatori che riportino a galla un tesoro sepolto sul fondo degli abissi per esporlo in un museo – in modo che tutti ne possano godere – così costoro si sono buttati in un mondo che giace sommerso in ciascuno; e, da laggiù, hanno riportato in superficie brani di sapienza, che sono diventati un patrimonio dell’umanità, e il loro lascito si è fatto costellazione nel cielo”.
Eva tacque, guardando verso l’alto. Alzai lo sguardo anch’io e, bordato dagli alberi della radura, vidi un pozzo di stelle sulla nostra testa. Schiusi la bocca per la meraviglia. In città la notte è avara di stelle, e non ricordavo l’ultima volta che avessi visto un cielo così.
“Tipo chi, avrebbe rubato dal libro?” – chiesi assorta, lo sguardo fisso all’insù in quella striscia di astri che disegnava una strada, chi sa mai dove avrebbe potuto portare.
“Schiller. Herman Hesse. Dostoevskij. Jung: lui ha trafugato più di altri. Socrate, insieme a lui. Poi Platone e Aristotele. Wittgenstein. Borges. Gertrude Stein. Seneca, Ermete Trismegisto. Wisława Szymborska, Alda Merini. Kurt Cobain. Dante. Henry Miller. James Hillman. Gurdjief. Quasimodo. Eraclito. Leopardi. Confucio. Jacques Lacan. Ipazia. Goethe. Michel Ende. Orwell. Janis Joplin, Tom Waits, Andrea Chénier. Clarissa Pinkola Estés. Mario Soldati. Fabrizio de André. Jim Morrison, Shakespeare, i Pink Floyd. Marcuse. Virginia Woolf. John Donne. Baudelaire. Oscar
Wilde, Beethoven, Mozart, Wagner, Nietzsche!, per dirne alcuni. Altri non li conosci, perché ancora devono venire”  prese fiato, e continuò: “L’arte delle civiltà antiche fino a quella greca; poi quelle rinascimentale, neoclassica, romantica, i preraffaelliti, e tutte le avanguardie artistiche del Novecento hanno rubato da lì; e da lì continuano a prendere molti artisti contemporanei.
Poi ci sono i miti. Ah, i miti dal Libro hanno attinto pressoché tutto, trascritti nelle parole di Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, e in quelle dei profeti, di ogni tempo e luogo. Altri pezzi ancora sono emersi sotto forma di proverbi, o modi di dire, che si sono tramandati nella saggezza popolare, l’unica forma di sapienza universalmente riconosciuta ad ogni latitudine e longitudine del mondo”.
La guardavo incredula e insieme incantata da quel discorso. Man mano che parlava avevo distolto lo sguardo dal cielo e avevo preso a osservarla. C’era una sorta di fervore nelle sue parole, amplificato da gesti risoluti delle mani; più che raccontare, sembrava declamare.
“Ma” – ero interdetta – “un libro a cui si sono ispirati i grandi? Un libro da cui, addirittura!, sono scaturite le civiltà con i propri miti e culture? Un libro in cui sono contenute cose che ancora non sono state dette? Stai scherzando!” – dissi abbozzando un sorriso, certa che lei scoppiasse a ridere da un momento all’altro.
“Affatto” – rispose lei seria.
“Dai Eva” – insistetti, dandole un buffetto sul braccio.
Lei taceva. Compresi che non stava scherzando, e non sapevo che cosa pensare: era forse una provocazione la sua? Una metafora per dirmi altro? Volevo in ogni caso capire fin dove si sarebbe spinta, o dove voleva arrivare; continuai a stare al gioco, così le chiesi, con semplicità: “E com’è possibile, scusa?”
“In che senso?” – mi chiese Eva.
“Voglio dire…” – ragionai a voce alta– “per aver ispirato i miti…dovrebbe essere un libro infinitamente antico…”
“Difatti il Libro è molto antico….così antico da arrivare dal futuro più remoto” – rispose lei.
Di nuovo rimasi spiazzata. “Stai giocando di nuovo alla Sfinge, Eva?” – chiesi con un mezzo sorriso – “Cosa vuol dire che è così antico da arrivare dal futuro?”
Eva mi guardò e sorrise a metà a sua volta: “Passato…futuro…che importanza ha quando una cosa si ripete uguale da sempre e per sempre?”
“Non ti seguo” – dissi, appoggiandomi appena all’enormità di un pensiero che non ero in grado di concepire davvero. Da sempre e per sempre…l’eternità, così come l’infinito, erano idee che mi facevano girare la testa, troppo vaste per riuscire anche solo a immaginarle, figurarsi a contenerle! Così battei le mani sulle ginocchia, per richiamare un’attenzione che stava vagando altrove, verso lidi che non avevo nessuna intenzione di esplorare.
“Comunque, tornando al libro” – dissi – “e posto che quello che dici sia… in qualche modo… possibile, com’è che questa storia non si conosce? Almeno, per carità, io personalmente non ne ho mai sentito parlare. Cos’è, una sorta di segreto?”
“Segreto!” – esclamò lei ridendo – “Il segreto meglio custodito è quello che sta davanti agli occhi di tutti”.
Di nuovo eludeva le mie domande con risposte che, mi accorsi, generavano altri quesiti, che andavano impilandosi in fogli nella mia mente. Tuttavia, non volevo perdere di vista quello che mi pareva il vero fulcro della questione, ovvero, che prove aveva per affermare tutto questo?
Glielo chiesi, e lei facendo spallucce mi disse che non ne aveva nessuna. E poi aggiunse, seria e insieme scanzonata: “non tutto si può spiegare razionalmente, nella vita”.
“Si va bene ma…” – continuava a essere elusiva, e questo iniziava a infastidirmi; allora le dissi, guardandola con una certa fermezza: “Eva…davvero sto cercando di capire cosa vuoi dire. Ma tu me lo rendi difficile, non puoi essere un po’ più chiara?”
Le sue labbra si piegarono in un sorriso indefinibile, che mi confuse per un istante, mentre la luce della candela proiettava una tempesta di piccole luci nei suoi occhi. Mi parvero per un attimo un cosmo profondo da non vederne la fine, ed ebbi come una vertigine, e pensai, mi ricordo, a una stella nera, non so perché.
“Voglio dire…” – ripresi distogliendo lo sguardo da lei, ma avevo irrimediabilmente perso il filo del discorso. Cercai di concentrarmi e buttai fuori la prima cosa che mi venne in mente, pescando da quei fogli scompaginati che mi giravano in testa: “Voglio dire… non so… ma almeno sai dirmi da dove arriva questo libro? O chi l’ha scritto?”
“Non l’ha scritto nessuno, e l’hanno scritto tutti” – rispose lei, e i suoi occhi si fecero opachi.

Niente, non c’è verso di tirarle fuori una risposta che sia concreta, constatai riprendendomi dallo smarrimento di un attimo prima. Ogni risposta che mi dava sembrava un indovinello, che da un lato mi incuriosiva e dall’altro alimentava un fastidio che stava diventando nervosismo. L’hanno scritto tutti e nessuno, pensai; “ma cos’è, un libro mitico?” – mi uscì di getto.
“E’ un libro mitico per chi crede che lo sia. Ma è un libro reale, per le persone che lo cercano e infine lo trovano”.
Mi coprii il viso con le mani, simulando disperazione.
“Che c’è?” – mi chiese lei.
“C’è che continui a darmi risposte senza senso! Un libro che compare solo a chi lo cerca, l’hanno scritto tutti e non l’ha scritto nessuno, è così antico da arrivare dal futuro e, per giunta, non hai nessuna prova per avvalorare quello che dici!
“E’ esattamente così” – commentò lei asciutta.
“Allora…scusami….come puoi pretendere che io ti creda? Sulla base di cosa?”
“Difatti non puoi credermi. Non è qualcosa in cui credere. E’ qualcosa di cui fare esperienza”.
“Fare esperienza?” – ripetei, come se ripetere mi aiutasse a capire.
“La tua esperienza, come la mia, come quella di tutti, giovani o vecchi, ricchi o poveri, a Copenaghen come a Calcutta, è contenuta in quel libro; un’esperienza che si ripete uguale per tutti ed è diversa per ciascuno, da che mondo è mondo”.

07 aprile 2020

Aggiornamento

Nel corso di Aprile verranno pubblicati su Soundcloud sotto forma di tracce audio 7 dei 22 Oracoli tratti da Mnemosine: brani di una sapienza antica e collettiva che giace in noi dimenticata, una bussola naturale da riportare alla luce per orientarsi in questi tempi incerti, dove tutti oscilliamo tra emozioni contrastanti.
Gli Oracoli sono letti da Gian Luca Favetto, Francesco Forlani, Olga Gambari, Giulia Caira, Lorenzo Naddeo, Annalisa Pascai Saiu e Patrizia Saroglia.
questo il link: https://soundcloud.com/user-724973519 Buon ascolto!
12 dicembre 2019

Aggiornamento

In occasione dell'apertura della campagna di crowdfunding per Mnemosine il 4 dicembre si è tenuto "Mnemosine. Un teatro magico solo per pazzi", un piccolo spettacolo in cui racconto i temi del libro, tra natura e magia, accompagnata dalla musica dei Lite Orchestra e dagli attori del Labperm di Castaldo, che hanno recitato brevi testi tratti da Mnemosine. Per chi vuole saperne di più, a questo link la registrazione completa dello spettacolo! Su Facebook inoltre alla pagina Mnemosinelibro un po' di spunti per raccontare il libro e le sue atmosfere :-) apertura della campagna di crowdfunding per Mnemosine

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Annalisa Russo
Ho imparato a scrivere sulla Lettera 22 di mio nonno Giovanni e da allora non ho più smesso; ricordo che mia madre ci rimase male, perché faceva la maestra e voleva insegnarmelo lei. Sempre parlando di maestri, quello delle elementari, Guido Marini, mi regalò la Storia Infinita (libro del cuore!) che per me soprattutto è un romanzo su come le parole possono disegnare nuovi mondi: forse per questo il Dizionario Etimologico è il mio libro preferito. Ancora maestri: Carl Jung e Robert Graves in primis, e poi poeti e poetesse e rockstar. Intanto la vita, quasi sempre burrascosa, una laurea in Architettura e master più dottorato, due splendide figlie, amori profondi, un’associazione, ArteSera, con cui da 10 anni mi occupo di progetti culturali, tra giornali, mostre, festival; e intanto studio sempre, ascolto, leggo scrivo e dipingo per unire pian piano i puntini che disegnano me e la vita che ho intorno.
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